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I black block della Val Susa: poliziotti e carabinieri!

Violenza, black block, etc. Questo il linguaggio adoperato dalle narrazioni giornalistiche questa mattina, totalmente interessate a tematizzare tutto sulla questione della ‘violenza dell’assedio dei cantieri’… esercizio che non poteva trovare migliore risposta nelle parole di Alberto Perino a nome del movimento: ‘Abbiamo visto chi ha usato la violenza, chi tira i lacrimogeni ad altezza d’uomo’.

Niente di nuovo certo, ma deve essere riconosciuta ancora l’altra faccia della medaglia. Il giorno dopo la grandiosa battaglia di assedio di Chiomonte resta quanto compiuto dalle forze dell’ordine, la violenza che lo Stato ha adoperato come risposta militare ad un 3 luglio No Tav che resterà nella storia dei movimenti del nostro paese. Una militarizzazione dispiegata energicamente lungo il fortino cantieristico, gas lacrimogeni cs – vietati dal 1997 dalla convezione sulle armi chimiche, già usati al G8 di Genova del 2001 – esplosi ad altezza d’uomo in quantità, adopero di pietre e spranghe, e altro ancora. Con il tutto che fa il paio con i comportamenti di carabinieri poliziotti e finanzieri che definire immondi nei confronti di coloro che sono stati fermati ed arrestati è poco. Si sono accaniti con metodo contro chi assediava i cantieri, si sono presi la libertà di poter compiere razzia indiscriminata e incontrollata.

E l’esempio più lampante e vergognoso del comportamento delle forze dell’ordine lo ritroviamo in quanto accaduto ad uno dei compagni che, come migliaia e migliaia di persone da tutt’Italia, è salito in Val Susa per rispondere all’appello del movimento No Tav. Fabiano del centro sociale Tpo di Bologna è infatti tra coloro che sono stati fermati dalle forze dell’ordine, quindi annoverato nelle fila dei feriti. Le pratiche crudeli che racconta in un video dall’ospedale immediatamente restituiscono il livello sul quale uomini e donne in divisa si sono riproposti: le manganellate a dieci, i calci e gli sputi in faccia, la sfilata di botte continuata, il bicchiere di urina lanciato, le minacce di morte e l’osteggiare il soccorso.

Senza spendere altre parole per descrivere una realtà che oramai è sedimentata e strutturata, che continua a trovare sostegno e sponda in un vertice istituzionale che, nuovamente dopo la giornata valsusina di ieri, ha sancito – se mai ce ne fosse ancora bisogno (…) – l’abissale distanza che separa e lacera ‘governanti della crisi’ da comunità resistenti in movimento. Se il ministro Maroni non conosce vergogna nel definire gli assedianti della Valle come dei ‘terroristi’, e il presidente Napolitano perde un’ulteriore occasione per stare zitto e smettere i panni di stella polare e morale di uno Stato che sa dare risposte solo con poliziotti e minacce, non ha fatto tanto meglio il rampante ‘rottamatore’ democratico Matteo Renzi, che ha dichiarato che ‘si può stare solo da una parte’ (la polizia)… il che non rappresenterà mai ne un interrogativo ne un problema, perchè saremo sempre avversi!

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pubblicato il in Crisi Climaticadi redazioneTag correlati:

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