
Cascina Spiotta: a 51 anni dai fatti l’accusa chiede l’ergastolo per Moretti, Curcio, 21 anni per Azzolini
Sono arrivate venerdì 19 giugno le richieste della pubblica accusa nel processo per i fatti della Cascina Spiotta (Alessandria), il…5 giugno 1975. In una sparatoria venne uccisa, dopo essersi arresa, disarmata con le mani alzate, Mara Cagol, una delle fondatrici delle Brigate Rosse, e rimase ferito (fino a morire pochi giorni dopo) il carabiniere Giovanni D’Alfonso.
A 51 anni di distanza la pubblica accusa ha chiesto l’ergastolo per i due ex esponenti delle Brigate Rosse Renato Curcio e Mario Moretti, e 21 anni per il terzo ex brigatista Lauro Azzolini.
“Mezzo secolo è un tempo che va oltre limite ragionevole per un processo penale”, fa notare a Radio Onda d’Urto il ricercatore e storico Paolo Persichetti, che ha seguito questo processo per L’Unità e ha scritto spesso sul suo blog insorgenze.net. “Le prove forensi si disperdono, i contesti mutano, diventa difficilissimo ricollocare i fatti dentro un binario di diritto sensato”. L’azione penale, piuttosto, “dovrebbe essere dismessa in favore di una ricostruzione storica, poiché la pendenza di un’ipoteca penale ostacola il chiarimento di episodi rimasti oscuri”.
Tutto questo processo, dato che il reato di sequestro dell’industriale vinicolo Vittorio Vallarino Gancia, portato nella cascina dove è avvenuta poi la sparatoria, è stato prescritto, si è basato su forzature per costruire aggravanti specifiche e arrivare al processo. Un processo che è partito utilizzando intercettazioni e atti invasivi su una persona che era già stata prosciolta per gli stessi fatti.
Le indagini dell’epoca furono carenti, come racconta lo stesso Persichetti ai microfoni di Radio Onda d’Urto, visto che la scena del crimine venne manipolata, i reperti non furono raccolti correttamente e la dinamica della sparatoria non fu mai ricostruita con traiettorie precise. “Una sparatoria è un fatto complesso”, continua Persichetti, “era stata fatta richiesta di una nuova perizia da parte delle difese ma sorprendentemente questa richiesta non è stata appoggiata dalle parti civili, che invece avrebbero avuto tutto l’interesse a ricostruire la verità”.
L’intervista con il ricercatore e storico Paolo Persichetti, che ha seguito il processo per il blog insorgenze.net e per il quotidiano l’Unità
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