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Cile, arrestati 28 studenti

Le forze di sicurezza del Cile hanno arrestato almeno 28 studenti durante una protesta effettuata a Santiago per chiedere la gratuità dell’educazione superiore.
“Abbiamo pensato che dovevamo prendere queste misure affinché il Governo ci ascoltasse, sembra che il Governo non comprenda quello che da decenni stiamo chiedendo, educazione gratuita per tutti e tutte, senza discriminazioni, vogliamo una risposta oggi”, ha così detto lunedì scorso il presidente della federazione degli studenti dell’Università Centrale, Gabriel Iturra.

Da parte sua, il colonnello dei Carabinieri Alfonso Medina ha spiegato che gli agenti hanno proceduto ad effettuare gli arresti dopo il rifiuto degli studenti di sgomberare il Ministero dell’Industria dove si erano incatenati. Ha confermato che per il momento ci sono 28 arrestati.

Secondo i manifestanti, incatenarsi alle inferiate della facciata dell’edificio ministeriale aveva l’obiettivo di criticare ciò che loro valutano come “l’improvvisazione del Governo” riguardo il sistema educativo.
Uno dei portavoce della protesta studentesca ha insistito sul fatto che le coalizioni dell’opposizione Nuova Maggioranza e Cile Andiamo non hanno la volontà di cambiare l’attuale sistema educativo, basato sulle disuguaglianze.
Ha anche ribadito che gli studenti sostengono una educazione pubblica, gratuita, di eccellenza e senza fini di lucro e sotto il controllo delle comunità.

La protesta è avvenuta dopo che lo scorso 10 dicembre il Tribunale Costituzionale (TC) ha dichiarato incostituzionali alcuni punti che stabilivano la gratuità dell’educazione superiore e che facevano parte del progetto di legge del bilancio per il prossimo anno.
Durante gli ultimi mesi, ci sono state varie mobilitazioni antigovernative per rifiutare una serie di controverse riforme educative portate avanti dal Governo di Michelle Bachelet.
La polizia cilena, da parte sua, non lesina sforzi per reprimere le manifestazioni; lo scorso mese di maggio, due studenti hanno perso la vita nella città di Valparaíso (ovest) a causa di spari effettuati. in un giorno in cui migliaia di studenti sono scesi nelle strade per denunciare la riforma educativa.

da Comitato Carlos Fonseca

fonte: HISPAN TV 21.12.2015 tratto da Resumen Latinoamericano

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