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Protesta Alcoa marcia su Cagliari. Arriva la cig

Ancora una volta la crisi del tessuto industriale sulcitano ripropone alcune invarianze della vertenza Alcoa. Il ruolo dei sindacati replica lo schema paradossale della richiesta di garanzie alla stessa classe politica corresponsabile del disastro socio economico cui dovrebbe porre rimedio. Si naviga a vista con un assistenzialismo che prende sempre più la forma di un sussidio di sopravvivenza senza alcun progetto di prospettiva, avanzando di provvedimento in provvedimento fino al successivo punto di saturazione. Lo slogan “lavoro, lavoro, lavoro” scandito dagli operai Alcoa ci parla in effetti della tragica mancanza di reddito per un territorio devastato. L’operaio Maurizio Porcu ha dichiarato infatti di essere «disposto a fare anche il giardiniere, l’importante è lavorare, ho due figli da sfamare».

Nel Sulcis le lotte, partendo dalle rigidità feconde che ancora riescono a esprimersi nelle lotte di questi giorni, per organizzare il territorio si trovano nella necessità di attivare altre leve oltre le categorie del lavoro, le quali, soprattutto in questa regione devastata, scontano una residualità imposta da una crisi di lungo corso.

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