InfoAut
Immagine di copertina per il post

Prato: i lavoratori Texprint non mollano! Aggiornamenti e solidarietà

||||

Condividiamo di seguito il comunicato stampa del SI Cobas di Prato e Firenze sulla lotta in corso ai cancelli di Texprint e l’appello alla solidarietà che hanno lanciato alcuni giorni fa. Buona lettura!

 

Prosegue dal 18 Gennaio lo sciopero dei lavoratori della Texprint Srl, stamperia a conduzione cinese collocata nel Macrolotto di Prato. Da 14 giorni i lavoratori sono in presidio permanente, notte e giorno, davanti ai cancelli della fabbrica. L’azienda nella giornata di ieri ha dichiarato unilateralmente la chiusura di tutte le trattative. L’assemblea dei lavoratori ha deciso di continuare lo sciopero e il presidio ad oltranza.

I lavoratori scioperano contro condizioni inaccettabili di sfruttamento: turni di 12 ore al giorno per 7 giorni la settimana, negazione dei più elementari diritti (ferie, malattie, riposi ecc), utilizzo mendace di contratti di “apprendistato” e l’assenza di condizioni di sicurezza (molti gli infortuni gravi già avvenuti, ultimo dei quali quello che ha visto la perdita della falange di un dito di un operaio).

Quella che sta accadendo alla Texprint va ben oltre una “dura” vertenza sindacale. Come sindacato facciamo appello a tutte le forze politiche e alle istituzioni a non rimanere indifferenti e venire ad ascoltare le storie e le ragioni dei lavoratori che da più di un mese sono in sciopero. La piaga dello sfruttamento nel distretto tessile (in particolare in quello a conduzione cinese) è cosa nota. Le indagini e gli arresti per sfruttamento sono sempre più frequenti, ma insufficienti a scalfire un vero e proprio “sistema” di imprenditoria illegale che accumula profitto calpestando i diritti e la dignità del lavoro. Ascoltare e sostenere i lavoratori che hanno trovato il coraggio di denunciare e rivendicare il rispetto dei contratti è il minimo che ci si possa aspettare dalla politica.

Sindacato Intercategoriale COBAS

Coordinamento Provinciale Prato

———

Care amiche, cari amici. I lavoratori della Texprint hanno bisogno di voi

 

Scriviamo dal presidio dei lavoratori in sciopero alla Texprint. Oggi è il 25 febbraio e siamo in sciopero da 36 giorni. Da due settimane siamo in presidio permanente davanti ai cancelli. Oggi ci è arrivata la comunicazione da parte dell’azienda in cui chiude da qui in avanti qualsiasi tipo di trattativa. Oggi abbiamo deciso collettivamente che continueremo ad andare dritti e portare avanti il nostro presidio permanente, resistendo un minuto più di loro. È chiaro che lo sciopero alla Texprint non è più una lotta solo tra i lavoratori e l’azienda, ma uno scontro tra i padroni del tessile che non sono disposti a mettere fine al regime di supersfruttamento (12 ore al giorno sette giorni a settimana) e i lavoratori e lavoratrici che ieri, oggi ma soprattutto nel futuro decideranno di iniziare la loro battaglia contro la schiavitù.

Sappiamo che i lavoratori di Texprint non sono soli. Sono tante le amiche e gli amici che ci sostengono, ci seguono e hanno portato la loro solidarietà in questi giorni, ma ora più che mai abbiamo bisogno di voi. Chiediamo a tutte e a tutti di sostenerci portando viveri e materiali di cui c’è bisogno e che pensate possa servire al presidio. (alla fine c’è una lista)

Sarà necessario organizzarsi meglio anche per dormire e stare qui, ad ora abbiamo sono un gazebo ed alcune tende, per cui chi avesse tende grandi e piccole, gazebi, strutture di vario tipo, sono le benvenute. Sappiamo che molti di voi sono abili anche nelle costruzioni, e le loro competenze ci sarebbero molto utili. (non edili ovviamente…)

Per sostenere uno sciopero così lungo anche il sostegno economico ovviamente è importante, dopo un mese di sciopero per poter continuare c’è bisogno di sostegno anche da questo punto di vista. È già in corso una raccolta per la cassa di resistenza da parte degli altri lavoratori del sindacato, ma non basta per sostenere 18 persone. Al presidio sarà possibile fare una donazione, per farlo a distanza chiamateci.

Al presidio è necessario indossare sempre la mascherina e tenere le distanze

Indirizzo: Via Sabadell n. 109 Prato

Di seguito la lista:

Viveri

Frutta e verdure

Acqua

Succhi di frutta/bibite

Cibo non deperibile (non per il pranzo e la cena, quella si cucina a casa e viene portata al presidio, ma da mangiare durante il giorno.)

Materiali:

Sacchi della spazzatura, bicchieri, piatti, posate, saponette, scottex, fazzoletti, panni per pulire. Pile AA.

Attrezzature:

Generatore (trovato!), Tende grandi e piccole, tavoli e tavolini, bidone per fare il fuoco, legna, Proiettore(trovato!), sacchi a pelo/coperte, fornelli da campo, taniche. QUALSIASI COSA CHE VENGA PORTATA DEVE AVERE SCRITTO SOPRA IL NOME DEL PROPRIETARIO altrimenti entrerà nel patrimonio degli attrezzi dei lavoratori in sciopero.

Per chi volesse partecipare da lontano alla solidarietà con gli operai in lotta qui il link al crowfunding.

 

 

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Bisognidi redazioneTag correlati:

pratoTEXPRINT

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Due o tre cose che sappiamo di lei: la vittoria del PSG come assist per la strategia della tensione dello Stato (razzista) francese

Sabato 30 maggio, in seguito alla vittoria della Champions League da parte del Paris Saint-Germain, per alcune ore il centro di Parigi è stato teatro di disordini e scontri tra giovani tifosi e un numero esorbitante di forze dell’ordine. Prove generali di una strategia della tensione a sfondo razzista.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

SPECIALE ALBANIA – massicce proteste a Tirana contro la svendita dei territori e la corruzione della classe politica

Ennesima giornata di imponenti manifestazioni a Tirana, capitale dell’Albania, contro il governo guidato da Edi Rama, accusato di svendere il territorio nazionale ai grandi capitali internazionali.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

L’amor mio non muore

È difficile trovare parole quando nemmeno l’animo riesce a raccontare un sentimento come questo.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Ciao Chimi. Chi lotta non è mai solo, chi sogna non muore mai.

Martedì mattina ci ha lasciato Andrea: un giovane compagno, un amico, un’anima generosa.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Appello alla mobilitazione: il 2 giugno Pontedera dice no!

Mentre le istituzioni, nel giorno della Festa della Repubblica, approfittano ancora una volta di una ricorrenza per celebrare le forze armate, e nel mondo intero accelera sempre più la guerra globale, nei nostri territori si continua a progettare un futuro di cemento e militarizzazione. 

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Pisa: il Newroz deve restare uno spazio sociale, culturale e di quartiere.

Pubblichiamo il comunicato uscito a seguito dell’assemblea pubblica dal titolo “Dall’assemblea pubblica nasce il Comitato di Via Garibaldi.”

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Manifestazione regionale a Torino per la sanità pubblica

Sabato 23 maggio si terrà a Torino una manifestazione regionale per la sanità e la salute. 

Immagine di copertina per il post
Bisogni

La Fifa e la guerra

Tra l’estate del 2025 e la primavera del 2026 alla Casa Bianca sono passati, nell’ordine, la rosa della Juventus e i due pluripremiati Pallone D’Oro Cristiano Ronaldo e Lionel Messi, che negli ultimi venti anni hanno dominato la scena del calcio globale.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

La periferia vi guarda con odio. Talk w/ Gabriel Seroussi & SemLove

Il termine “maranza” è ovunque: nei titoli di giornale, nei video virali, nelle conversazioni al bar. Ma è davvero solo una questione di tute in acetato e nike tn, o è la figura con cui nascondiamo la paura delle periferie e delle seconde generazioni?

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Il doppio standard e l’ipocrisia del potere.

In questi giorni, due vicende ultra mediatizzate e per certi versi controverse, sono al centro del circo mediatico mainstream ma non solo. Il caso della grazia a Minetti e il rifiuto di far ritornare i bimbi con i genitori nella vicenda soprannominata dai più “la famiglia nel bosco”.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Prato: gravissimo episodio di violenza padronale durante uno sciopero. Manifestazione alle 18 davanti all’azienda

Gravissimo episodio di violenza padronale questa mattina a Prato, in via Galcianese, dove il sindacalista del Sudd Cobas Arturo Gambassi è stato brutalmente aggredito durante un picchetto di protesta.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Strike Days a Prato

Dal 17 aprile sono in corso gli strike days, una serie di scioperi e picchetti a oltranza organizzati e promossi dal sindacato di base Sudd Cobas per denunciare e combattere lo sfruttamento di lavoratori e lavoratrici a Prato.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Aggressioni e lotte nel comparto tessile di Prato

Come racconta l’aggressione dei giorni passati – che segue a numerose altre aggressioni ai danni di lavoratori e lavoratrici in sciopero negli ultimi anni – un sistema predatorio fatto di aggressioni e intimidazioni è estremamente consolidato nel settore.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Quattro giornate di sciopero nel distretto tessile di Prato. Un primo bilancio degli Strikedays

In quattro giorni, scioperi e picchetti in ventotto fabbriche dello sfruttamento e ventiquattro accordi 8×5 già firmati.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Strike Day a Prato contro il super sfruttamento del Made in Italy

E’ passato più di un mese dall’inizio della Primavera 8×5, la campagna di scioperi che sta riaffermando il diritto a lavorare 40 ore alla settimana e all’applicazione dei CCNL nel distretto tessile e moda pratese, con blitz anche in altri settori fuori regione. In due delle aziende dove i lavoratori hanno conquistato i loro diritti, i padroni stanno volutamente ritardando il pagamento degli stipendi ai lavoratori sindacalizzati dopo il primo mese 8×5.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Corteo a Prato e lotte nel distretto tessile

Dopo le esplosioni e i pacchi incendiari nei magazzini della logistica tessile di sabato scorso, Prato è scesa in piazza per ribadire che nessunx lavoratorx deve più rischiare la propria vita per guerre e faide che non gli appartengono. Dalle parole del sindacato Suddcobas: “Per troppi anni la violenza mafiosa si è potuta consumare nell’invisibilità. […]

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Gli operai di Forlì occupano la fabbrica e vincono la vertenza

Lavoravano per 12 ore al giorno percependo uno stipendio adeguato a otto ore lavorative, privati di qualsiasi livello di sicurezza e l’alloggio previsto in realtà coincide con lo stesso capannone senza riscaldamento con i materassi buttati a terra. Gli operai hanno bloccato lo stabilimento di mobili e allestito un presidio davanti all’azienda.

Immagine di copertina per il post
Culture

Aldo dice 8×5. L’innovazione non porta nuovi diritti

“Rage against the machine? Automazione, lavoro, resistenze”, il numero 65 di «Zapruder» è in distribuzione da qualche giorno.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Sudd Cobas Prato: lo sciopero continua dopo lo Strike Day

Lo Strike Day iniziato domenica scorsa ha visto il coinvolgimento di 8 fabbriche di cui soltanto 5 nella frazione di Seano (Prato), sono state ben 7 le vittorie portate a casa dal sindacato Sudd Cobas per ottenere ciò che viene rappresentato con 8×5..

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Lotte operaie: migliaia di persone in corteo a Seano (Prato) contro lo sfruttamento e per il diritto allo sciopero

Migliaia di persone hanno partecipato domenica pomeriggio alla manifestazione a Seano, Comune di Carmignano (Prato), indetta a sostegno del diritto di sciopero e contro lo sfruttamento dopo l’assalto notturno ad un picchetto di operai e sindacalisti Sudd Cobas che scioperavano davanti ad una ditta nel distretto tessile della zona.