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Pisa ricorda Serantini. Giù le mani dalla nostra Piazza!

Questa piazza rappresenta un tassello fondamentale della memoria storica della nostra città, in quanto è il luogo dove i compagni di Franco, in seguito al suo assassinio, posero una lapide in pietra per ricordare la sua vita e la sua morte e dare seguito alla sua lotta di proletario, anarchico, antifascista. Da quel momento la piazza è stata ribattezzata dal basso Piazza Serantini, e così è maggiormente conosciuta in città.

Negli ultimi mesi il Comune ha deciso di consegnare anche questo pezzo di città alla speculazione della farsa della riqualificazione urbana, appoggiando il progetto presentato dalla Normale, Università di eccellenza, (che in questa piazza ha appena terminato il restauro di un grosso edificio) che prevede il taglio di tutti gli alberi, lo spostamento della lapide e la costruzione di un enorme obelisco.

Ad una scuola mai sazia di autocelebrarsi e ad un Comune mai sazio di aprire cantieri si stanno però opponendo più voci, dai soggetti politici ai residenti nel quartiere, decisi ad impedire questo scempio

La giornata del 7 maggio, arricchita da un pranzo popolare, da mostre sugli abusi psichiatrici e sulle morti di stato, da banchini informativi, musica e arte, è stata un primo momento di visibilità per manifestare l’intenzione di difendere questa piazza, che è patrimonio della città di Pisa e di tutti i compagni che stanno portando avanti le lotte di Franco, non di istituzioni di dubbia credibilità. Inoltre è stata rilanciata la raccolta firme che sta girando in questi giorni per chiedere che sia finalmente modificato il nome della piazza, prendendo atto di quella che è una volontà diffusa, che già si sta materializzando nei numerosi adesivi e nella nuova targa con la scritta “Piazza Franco Serantini”.

Le persone che hanno animato il pomeriggio in piazza si sono poi mosse in corteo fino a Piazza Santa Caterina, attraversando le vie del centro e depositando una corona di fiori nel punto del lungofiume dove Franco fu arrestato in seguito agli scontri di quel 7 maggio 1972.

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