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Due dichiarazioni di Padron Poletti

E il ministro ne ha per tutti. Ai giovani viene detto a chiare lettere che le garanzie sindacali e welfaristiche che erano previste dal sistema produttivo italiano ora se le possono sognare, e che sarà un processo da cui non si tornerà più indietro. Il nostro infatti, ammantandosi di becero paternalismo, dichiara “E’ un momento difficile per i giovani, quando ero ragazzo ho avuto opportunità che loro oggi non hanno, per questo dico che il lavoro, anche manuale, è un’opportunità di formazione e crescita per i giovani, anche mentre studiano. L’Italia deve diventare il Paese delle opportunità”. Opportunità – aggiungiamo noi – per i padroni e per chi vuole rilanciare i profitti abbassando il costo della forza lavoro fregandosene di cosa significa in termini di cancellazione di diritti e abbassamento del tenore di vita di milioni di persone.

Con frasi come “Il tema dell’articolo 18 sta dentro la ridefinizione delle regole e dei contesti del mercato del lavoro. Non va isolato e non è un totem” parla direttamente ai lavoratori garantiti facendo pesare il fatto di avere usufruito fino ad oggi dei “privilegi” contenuti nello Statuto dei Lavoratori tra cui spicca l’ingiustizia dell’articolo 18 che limitando la possibilità di licenziare senza giustificati motivi un lavoratore nelle imprese con più di 15 dipendenti impedisce agli imprenditori di usufruire di quella flessibilità che Renzi ha sbandierato a Bruxelles come paracadute alle politiche del rigore. Flessibilità che si gioca ovviamente nelle possibilità di lasciare a casa – sempre che ce l’abbia – un lavoratore senza nessuna garanzia sociale. Infatti anche cassa integrazione e mobilità per Poletti sono privilegi di una classe operaia parassita che sfrutta le casse dello stato e presto ci saranno nuove sforbiciate che colpiranno ancora di più famiglie e disoccupati.

 

Nonostante questo governo si ammanti dell’aurea di essere di sinistra e attento alle esigenze dei lavoratori è chiaro come invece sia un nuovo tentativo di gestire l’impoverimento del paese agito questa volta da una socialdemocrazia entusiasta del suo triste ruolo anti-operaio, insomma davvero un bel lavoro Padron Poletti!

 

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