InfoAut
Immagine di copertina per il post

Contestato l’assessore alla casa dagli abitanti di Sant’Ermete

Ma questo progetto va a rilento: soltanto nel 2015 dovrebbero essere trasferite nel primo lotto 48 famiglie, per le 170 restanti il tempo di costruzione ad oggi è previsto minimo nel 2020. Nel frattempo centinaia di persone sono costrette a vivere in gravi condizioni igienico-sanitarie: case non a norma aggravate dal pressoché totale disimpegno dell’ente gestore (APES) ad una manutenzione straordinaria che priva alloggi di impianti di riscaldamento, caldaie e impianti elettrici pericolosi etc.. tutto questo in un quartiere dove la disoccupazione e l’assenza di reddito produce una vera e propria rapina dei diritti più elementari, come acqua, luce e gas che vengono costantemente negate a chi “non può pagare”. In questo contesto la lotta degli abitanti da mesi si è concentrata su due obiettivi. Grazie a momenti di aggregazione, socialità e discussione gli abitanti si sono mobilitati per ottenere reddito e servizi dalle istituzioni sociali della città (società della salute in primis): dal pagamento delle utenze per i morosi, all’incremento dell’assistenza per gli anziani. Dall’altra parte, a seguito dell’occupazione spontanea di alcuni appartamenti tenuti sfitti e destinanti alla demolizione, è seguito un vero e proprio moto di dignità che ha unito l’esigenza di migliorare le condizioni di vita del quartiere con quella delle centinaia di famiglie sotto sfratto. Il quartiere di sant’Ermete vuole che i 30 appartamenti popolari tenuti sfitti siano immediatamente assegnati a chi si trova in condizioni di emergenza abitativa.

In queste settimane quindi si sono moltiplicati i momenti di mobilitazione: dall’assedio all’Apes ed alla società della salute, fino ai blocchi della strada, con forza decine e decine di persone stanno strappando all’indifferenza delle istituzioni pezzi importanti di reddito e soprattutto si sono ripresi il diritto di parola.

Dopo un primo incontro, il 5 novembre è previsto il prossimo tavolo in cui affrontare tali questioni, a partire dall’assegnazione delle case sfitte per chi vive in cantina o ha lo sfratto esecutivo. A seguito delle mobilitazioni, Apes e Società della Salute hanno accettato di partecipare a quest’incontro. Fino a ieri, a conferma della mancanza di volontà politica per risolvere l’emergenza abitativa, l’assessore alle politiche abitative del comune Zambito, non ha fatto pervenire alcuna risposta.

Perciò – quando nel tardo pomeriggio di domenica gli abitanti del quartiere hanno visto attaccare dai soliti funzionari di partito volantini che lanciavano un appuntamento pubblico targato Partito Democratico, con la presenza proprio dell’Assessore alla casa Zambito – molti abitanti hanno deciso di andare a chiedere conto di tante promesse e pochi fatti. Nel tardo pomeriggio di ieri più di 50 persone hanno ascoltato per l’ennesima volta, con tanto di modelli plastici e diapositive, un film girato dalle istituzioni in cui si mostra come dovrebbe venire tra dieci anni il quartiere, sempre che i soldi non vengano spesi per coprire i debiti contratti con le banche per le varie speculazioni come la sesta porta o il Piuss. Un film che non c’entra niente con una realtà fatta di pessime condizioni igienico sanitarie, d’impoverimento, di sovraffollamento, di emergenza abitativa. La folla presente in sala ha quindi iniziato a rumoreggiare nei confronti di questa presa in giro. A quel punto si sono susseguiti diversi interventi che hanno riportato le istituzioni a confrontarsi con la realtà, e che hanno invitato la Zambito a non nascondersi dietro promesse e a partecipare all’incontro sopracitato per il 5 novrembre: è il tempo dei fatti, non delle promesse!

Per tutta risposta l’assessore ha detto che Lei non si aspetta un applauso per il suo lavoro, bensì cento, e che gli abitanti devono essere grati a questa amministrazione. Di fronte a tanta arroganza gran parte dei presenti si è alzata e se ne è andata, nel mentre altri hanno rimarcato l’esigenza di continuare a lottare e di farsi sentire. A chi teneva cartelli in mano con su scritto le gravi condizioni di vita nel quartiere, qualche pseudo mafiosetto al soldo del PD ha addirittura urlato “se non butti giù quel cartello non aspettarti più che ti trovi un lavoro”. A dimostrazione di quali siano i fragili rapporti che regolano la vita politica del quartiere, basati sul ricatto, la paura e l’esercizio di potere; per tutta risposta gli abitanti non hanno chinato la testa, rispondendo a tono a chi pensava di provocare ed intimorire una sacrosanta manifestazione di dissenso. Nonostante i tentativi di bloccare la partecipazione degli abitanti (diverse volte gli organizzatori hanno gridato “stai zitta” o hanno provato a togliere il microfono di mano a chi esprimeva critiche) la giornata si è trasformata in una contestazione che ha visto scendere gli abitanti con un corteo improvvisato che ha invaso le strade del quartiere. Dulcis in fundo, le parole dell’assessore, ormai ad iniziativa interrotta, nei confronti di una donna del quartiere: “si ricordi che io a questo tavolo il 5 novembre non ci verrò”. Vale la pena riprendere la risposta di determinazione: “Assessore, scommettiamo che lo troviamo il modo di incontrarla?”

 

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Bisognidi redazioneTag correlati:

casapdpisasant'ermete

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Formazione

Assemblea di Ateneo a Pisa il 9/11 ore 11:30

I costi della vita aumentano, la benzina e i trasporti anche. Intanto, il governo pensa solo ad aumentare la spesa militare, peggiorando la situazione in cui ci troviamo. E così vengono sacrificati i servizi pubblici e tagliati i fondi all’istruzione e all’università.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Cremona: sabato 7 novembre manifestazione “Adèss Baasta” contro carovita e riarmo

Studenti e lavoratori pronti a scendere in piazza a Cremona contro il carovita e il riarmo: sabato 7 novembre si terrà infatti una manifestazione con lo slogan Adèss Baasta, che mira a riunire studenti, lavoratori, giovani e associazioni. Il ritrovo è fissato alle 14 nel parcheggio dell’ex Foro Boario, in via Mantova. La partenza del corteo è prevista per le 15.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Madrid, 400 agenti sgomberano l’Acampada per la casa. La protesta continua

Dopo 35 giorni di occupazione, la polizia interviene di notte a Puerta del Sol: due arresti e denunce di violenze.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

In Portogallo manifestazioni ogni settimana. Violento sgombero nel weekend delle “acampade” a Lisbona e Porto, oltre 100 feriti

In Portogallo, ennesimo violento sgombero di polizia contro le “acampade” per la casa di Porto e Lisbona.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Gli italiani vogliono il movimento

Un contributo del Collettivo Universitario Autonomo Torino sulle settimane di mobilitazione, occupazione universitaria e di sciopero appena trascorse.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

La Gen Z tedesca si unisce alle danze?

La mobilitazione che come un fuoco di prateria sta incendiando l’Europa arriva anche in Germania: sabato 31 ottobre, il giorno dopo le gigantesche manifestazioni che in Italia hanno portato in piazza quasi 1 milione di persone, e mentre continuano gli scontri davanti ai palazzi del potere in Albania e le manifestazioni dell’«Atto III» in Francia, decine di migliaia di giovani hanno riempito le strade di tutto il paese.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

100 mila in piazza solo a Torino

Anche in occasione dello sciopero generale, chiamato grazie all’Unione Sindacale di Base, Torino ha saputo dare un segnale forte.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Pisa: Rivendicazioni della Sapienza Occupata. “Noi la guerra non la paghiamo”

Ripubblichiamo il comunicato del Collettivo Universitario Autonomo di Pisa in merito alle rivendicazioni dell’occupazione avvenuta a conclusione del corteo del 30 ottobre in occasione dello sciopero generale.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Abbiamo la ragione e la forza

Nella giornata di ieri, 30 ottobre, abbiamo partecipato allo sciopero generale che ha coinvolto moltissime città in tutta Italia.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Prendiamoci il futuro

Oltre 10mila persone sono scese in piazza a Livorno in occasione dello sciopero generale e dello sciopero internazionale dei porti contro carovita, guerra e riarmo. Oltre un milioni di persone scese in piazza in tutta Italia.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Francia verso l’acte III

Il movimento contro il carovita e la crisi sociale in Francia non accenna ad arrestarsi.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Comunicato delle cinque attiviste italiane arrestate e deportate da Israele

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato delle cinque attiviste italiane arrestate lo scorso 22 ottobre dalle forze di occupazione israeliane a Masafer Yatta, nella Cisgiordania occupata, e successivamente espulse dal Paese.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Spagna chiama Italia: casa e finanziarizzazione

La lotta per il diritto alla casa negli ultimi trent’anni è sempre stata un’invarianza della rigidità che le classi subalterne hanno imposto al potere nella più generale tendenza neo liberista di attacco alle condizioni materiali di vita delle persone.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Spagna: morte di Maricarmen, verso lo sciopero generale dell’11 novembre

In Spagna continua la mobilitazione per il diritto all’abitare.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Torino è contro il riarmo: corteo 24 ottobre “Noi la guerra non la paghiamo”

Nasce dal percorso cittadino che ha visto una tappa il 19-20 settembre scorso una data di mobilitazione cittadina con respiro regionale per sabato 24 ottobre: contro il riarmo, contro il caro-benzina, contro i data center e per rivendicare risorse per salute, formazione e casa. Sulla pagina torinocontroilriarmo si trovano il lancio e gli appuntamenti in avvicinamento.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Rivolta al Don Bosco di Pisa: un carcere invivibile, tra sovraffollamento, degrado e sorveglianza

I detenuti denunciano su TIK TOK il peggioramento delle condizioni di vita e la presenza di dispositivi di sorveglianza nelle celle. Fuori dal carcere centinaia di familiari e solidali chiedono notizie. «Tutti sanno come entrano i telefoni e le altre sostanze».

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Smascherare il merito

Smascherare il merito è un’iniziativa che si è tenuta il 28 e 29 maggio 2026, due giorni di interventi e assemblee organizzati dallə studentə della Normale e della Sant’Anna, le scuole superiori universitarie di Pisa.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Maricarmen e la generazione inquilina

Ripubblichiamo questo interessante contributo di Simone Guglielmelli apparso originariamente su Jacobin.