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Centinaia di operatori della formazione professionale in piazza a Palermo

Erano circa 500 stamattina i lavoratori della formazione di tutta la Sicilia che si sono dati appuntamento a pizza Marina alle ore 10, il corteo una volta partito ha marciato lungo tutto corso Vittorio Emanuele fino a “bussare” alla porta del palazzo della Regione. Le pressioni esercitate dai partecipanti hanno permesso che, una delegazione, dell’assemblea regionale autogestita dei lavoratori della formazione, venisse ricevuta dall’assessore alla formazione Bruno Marziano. Un altro settore che viene dimenticato dai governanti locali, troppo impegnati a tagliare sui servizi, ma mai su stipendi e indennità: è stato approvato, infatti, qualche giorno fa all’ARS il bilancio interno, i deputati costeranno, tra indennità e diarie varie, 16,1 milioni di euro, mentre,vitalizi e pensioni dei deputati non scendono per nulla rimanendo sempre a quota 19,5 milioni di euro. E’ questo l’esempio che vuole dare la classe politica siciliana a chi ogni giorno vive e paga la crisi economica, come i precari della formazione che oggi sono scesi in piazza, padri e madri di famiglia (e non solo) che aspettano da più di 24 mesi di ricevere lo stipendio.                                                                                                             E’ forte, però la voglia dei lavoratori, protagonisti di questa lotta, di riprendere in mano il loro presente e il loro futuro, questa giornata di mobilitazione, infatti, è stata organizzata attraverso un percorso di assemblee provinciali autogestite in cui la partecipazione ai processi di determinazione di un percorso di lotta comune ha fatto da protagonista. Un percorso in cui vengono messi da parte i paradigmi tradizionali di rappresentanza per lasciare spazio e voce alla rabbia vera, la rabbia di chi ne ha abbastanza di parassiti e ladri e vuole riprendersi quello che gli spetta.

 

 

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