InfoAut
Immagine di copertina per il post

Abitanti di Sant’Ermete invadono il Consiglio Comunale

Tanti abitanti di Sant’Ermete e diverse famiglie sotto sfratto del Progetto Prendocasa, con cartelloni e il cerotto alla bocca a significare che dopo le proteste e le contestazioni dei giorni passati, chi governa, non solo non è capace di affrontare una bomba che gli sta esplodendo tra le mani, ma vorrebbe in silenzio chi subisce continuamente la crisi.

I cittadini del quartiere popolare in lotta in presidio permanente da tre giorni con le tende, ha consegnato un appello a tutti i consiglieri in sala e successivamente sono intervenuti lanciando un ulteriore ultimatum ai partiti, invitandoli nuovamente allo Spazio Popolare Occupato, sede del comitato di quartiere. Grandi assenti di questo pomeriggio sono stati il sindaco Filippeschi e l’assessore alla casa Zambito, mentre l’assessore al Sociale Capuzzi prsente in sala, non ha mai avuto il coraggio di guardare in faccia chi tutti i giorni si reca alla Società della Salute senza avere una soluzione all’emergenza sociale e abitativa.

Dopo circa un’ora il presidio è uscito in massa applaudendo ironicamente tutti i politici che se ne stavano a sedere con lo sguardo basso e in imbarazzo.

Dopo la mobilitazione di oggi, tanti e tante del quartiere si sono ritrovati al presidio permanente dove è stata allestita una mensa popolare in piazza. Da domani partiranno delle commissioni organizzate dal comitato che avranno l’obiettivo di indagare e approfondire le situazioni di emergenza degli abitanti e i bisogni da cui partiranno nuove vertenze e partecipazione. Una lista di famiglie con lo sfratto è in fase di compilazione e se le Istituzioni non garantiranno l’assegnazione delle 30 case sfitte, i cittadini di Sant’Ermete hanno già annunciato pubblicamente che se ne riapproprieranno.

 

Di seguito l’appello dello Spazio Popolare Occupato:

Recuperiamo le case di sant’ermete e blocchiamo gli sfratti: poniamo un freno all’emergenza abitativa

Le vicende degli ultimi mesi hanno palesato come il tema dell’emergenza abitativa sia oramai una drammatica priorità da affrontare con impegno. Nella nostra città decine di famiglie ogni settimana ricevono la visita dell’ufficiale giudiziario e, sempre più spesso, anche della forza pubblica. Si tratta per lo più di sfratti per morosità incolpevole, cioè quando un canone di affitto troppo elevato incide in maniera insostenibile sui redditi degli inquilini.

Nessuna soluzione si profila all’orizzonte, ed alle famiglie sotto sfratto non rimane che organizzarsi in reti di reciproca solidarietà, per portare all’attenzione la propria situazione e le proprie necessità. Ma se da una parte le istituzioni competenti tardano a dare risposte, dall’altra la questura sembra voler tramutare un dramma sociale in una questione di ordine pubblico: fatto grave, per la prima volta sono state denunciate delle persone per resistenza, per aver partecipato ad un presidio di solidarietà al fine di impedire uno sfratto esecutivo. A conferma dell’importanza di questi momenti di solidarietà e partecipazione attiva, grazie a questi numerosi picchetti la famiglia in questione ha ottenuto dalla società della salute una soluzione al proprio disagio abitativo.

Alcune settimane fa l’assessore alla casa, Ylenia Zambito, ed il presidente dell’Apes, Lorenzo Bani, hanno dichiarato alla stampa, in assenza di risorse per restaurare gli oltre cento alloggi popolari al momento sfitti a Pisa, di essere disposti a procedere ad assegnazioni con meccanismi di autorecupero. Ciò permetterebbe l’assegnazione immediata dell’alloggio alle famiglie in graduatoria che si rendano disponibili a portare a compimento i lavori di restauro necessari, il cui costo sarà successivamente scalato dall’affitto. Auspicando che questa ottima proposta (da tempo incoraggiata da sindacati inquilini e movimenti per il diritto alla casa) venga portata a compimento in tempi celeri e non rimanga l’ennesima trovata propagandistica, intendiamo porre l’accento su un’altra possibilità di utilizzo del patrimonio pubblico per arginare l’emergenza abitativa.

Si trovano nel quartiere di Sant’Ermete circa venticinque alloggi popolari al momento sfitti, per i quali non è stato previsto nessun restauro; sono infatti all’interno delle palazzine che saranno, in un futuro prossimo, abbattute per essere ricostruite, poiché vetuste. Questi alloggi risultano essere inadatti per un’assegnazione definitiva, bensì appropriati e necessari per i soggetti che vivono una drastica emergenza abitativa, per lo sfratto o per altre condizioni sociali, e per cui sia necessario recuperare una soluzione provvisoria. Andrebbe così limitato lo scandalo di numerosi alloggi popolari vuoti ed inutilizzati, visto che il progetto delle case nuove a Sant’Ermete vedrà la luce fra alcuni anni; e si disporrebbe di un buon numero di alloggi per fronteggiare gravi emergenze.

Il 5 novembre prossimo, gli abitanti di sant’ermete, riuniti in un percorso di mobilitazione che dura da molti mesi, incontreranno in un tavolo le istituzioni cittadine affinché vengano trovate delle soluzioni concrete all’emergenza abitativa ed al degrado nel quartiere. Alla luce di queste considerazioni, con il presente appello sostenuto da molti soggetti politici e sindacali, vogliamo indicare con forza le proposte che porremo nel prossimo tavolo:

-che i 25 alloggi del quartiere di Sant’Ermete, destinati all’abbattimento tra molti anni, siano immediatamente utilizzati ed assegnati tramite meccanismi condivisi con il quartiere, all’emergenza abitativa, cioè a nuclei in condizioni particolarmente drammatiche e per un periodo di tempo limitato;

-che nel quartiere di sant’ermete vengano sanate le situazioni di morosità incolpevole per quanto riguarda le utenze e gli affitti

-che si lavori nella direzione del blocco degli sfratti per morosità incolpevole, per il ritiro della forza pubblica durante gli sfratti, optando per soluzioni “da casa a casa”;

-che siano immediatamente ritirate le denunce nei confronti dei partecipanti ai picchetti anti-sfratto ed ai presidi di solidarietà agli sfrattati, con preciso riferimento ai fatti avvenuti il 5 settembre;

-che venga attivato al più presto il meccanismo di assegnazione degli alloggi popolari tramite autorecupero già annunciato dalle istituzioni

 

Spazio popolare sant’Ermete

Famiglie in emergenza abitativa

 

 

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Bisognidi redazioneTag correlati:

emergenza abitativapisasant'ermete

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Francia verso l’acte III

Il movimento contro il carovita e la crisi sociale in Francia non accenna ad arrestarsi.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Comunicato delle cinque attiviste italiane arrestate e deportate da Israele

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato delle cinque attiviste italiane arrestate lo scorso 22 ottobre dalle forze di occupazione israeliane a Masafer Yatta, nella Cisgiordania occupata, e successivamente espulse dal Paese.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Movimento 24 ottobre: la generazione Z rompe i divieti e si prende le piazze

Italia-Città blindate, quasi 5mila identificati, 371 fermati di cui 110 minorenni, 9 persone arrestate, tensioni e scontri in diverse piazze al termine di manifestazioni pacifiche molto partecipate.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Roma: alcune riflessioni sul corteo di ieri contro carovita ed economia di guerra

Ieri mattina il clima a Roma era surreale per giorni non avevano fatto altro che militarizzare sempre di pro la città e cercare di dissuadere le persone dallo scendere in piazza.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Torino è contro riarmo, carovita e data center: più di 20 mila persone sfidano il Governo Meloni

In decine di migliaia ci siamo radunati in Piazza Castello, riempiendola fino a farla traboccare.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Blocchi al porto di Livorno: la mobilitazione continua

Mentre lə lavoratorə e lə studentə in Europa e nel mondo, si ribellano contro un sistema che sfrutta e che schiaccia, e i perbenisti urlano alla violenza sulle vetrine, oggi arriva l’ennesima nave statunitense con rifornimenti militari per Sigonella.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Gli espropri di Milano, i riot di Belfast, la guerra ibrida

L’impiego inflazionato del concetto di «guerra ibrida» nel dibattito pubblico impone una chiarificazione. Nella dottrina strategica e nella sociologia dei conflitti, la guerra ibrida (hybrid warfare) non indica qualsiasi turbolenza sociale che transiti per le reti digitali, bensì una precisa architettura offensiva e deliberata in cui un attore statale o para-statale  combina operazioni informative, guerra psicologica e manipolazione computazionale per destabilizzare un sistema bersaglio mantenendosi sotto la soglia dello scontro militare aperto.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Torino: dal 17 ottobre al 24 la mobilitazione contro guerra e carovita continua

Riprendiamo due contributi da Radio Blackout per restituire alcune voci della piazza del 17 ottobre a Torino contro il carovita e la guerra e il rilancio al corteo di sabato 24 ottobre da parte del gruppo Italiainpiazza17.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Agricoltori e autotrasportatori campani: i blocchi e presidi continuano

Come viene riportato da questo articolo su Altra Agricoltura, l’obiettivo della giornata di oggi per gli agricoltori campani era quello di portare la richiesta di dichiarazione dello stato di crisi all’attenzione della Regione:

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Cerignola si ferma contro il carovita

Continuiamo a raccontare le proteste in corso nel sud Italia, questa volta a partire dall’esperienza di chi si è mobilitato in Puglia, in particolare a Cerignola. Agricoltori, auto trasportatori, lavoratori e studenti si sono uniti nelle piazze e, ci spiega Vincenzo Pinnelli, uno dei portavoce del movimento, continueranno a farlo.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Rivolta al Don Bosco di Pisa: un carcere invivibile, tra sovraffollamento, degrado e sorveglianza

I detenuti denunciano su TIK TOK il peggioramento delle condizioni di vita e la presenza di dispositivi di sorveglianza nelle celle. Fuori dal carcere centinaia di familiari e solidali chiedono notizie. «Tutti sanno come entrano i telefoni e le altre sostanze».

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Smascherare il merito

Smascherare il merito è un’iniziativa che si è tenuta il 28 e 29 maggio 2026, due giorni di interventi e assemblee organizzati dallə studentə della Normale e della Sant’Anna, le scuole superiori universitarie di Pisa.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Pisa: boeing militare del Kuwait transitato dall’areoporto Galilei, movimentato materiale bellico

Nella notte di lunedì 24 agosto velivoli militari provenienti dal Kuwait sono transitati dall’aeroporto Galilei di Pisa, come denunciato da attivisti e attiviste del Movimento No Base e altre realtà pisane.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Pisa: via Garibaldi contro la demolizione del Newroz per costruire un parcheggio

Al telefono con noi un compagno del Comitato di Via Garibaldi di Pisa ci racconta la mobilitazione contro il progetto di demolizione dello spazio sociale antagonista Newroz per la realizzazione di un parcheggio.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Pisa: Appello per la libertà di lottare al fianco della Palestina, contro la guerra e contro i tentativi repressivi nella nostra città

In questi giorni cinquantaquattro persone che hanno partecipato al movimento per la Palestina nell’ultimo anno, hanno ricevuto le notifiche della conclusione delle indagini da parte della Questura di Pisa per le incredibili mobilitazioni di massa della scorsa estate e dell’autunno contro guerra e genocidio.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Pisa: il Newroz deve restare uno spazio sociale, culturale e di quartiere.

Pubblichiamo il comunicato uscito a seguito dell’assemblea pubblica dal titolo “Dall’assemblea pubblica nasce il Comitato di Via Garibaldi.”

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Chi ha paura della pace?

L’Università di Pisa fa sparire il presidio di Pace dei “Tre Pini”

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Resistere alla guerra, lottare per la pace

Respingere la guerra. Ricacciarla indietro. 

È quello che il movimento ha fatto ieri, attraverso un blocco di oltre sei ore sui binari alla stazione di Pisa centrale. Un treno merci di 32 vagoni, con decine di mezzi blindati militari e altrettanti container il cui contenuto possiamo solo immaginarlo.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

L’Hub toscano dentro l’escalation in Medioriente? Basi, ferrovie e le domande che nessuno ci fa

Qualcuno ha deciso che il territorio tra Pisa, Livorno e San Piero a Grado debba diventare un nodo strategico della macchina militare occidentale. Non è un’ipotesi: è quello che emerge leggendo contratti pubblici, documenti NATO e piani di investimento europei. Ma la domanda che nessuna istituzione ci pone è semplice: lo vogliamo?

da No Base

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Comprendere la fase, prendere parte, costruire contropercorsi

Domenica 25 gennaio dalle ore 17 presentazione di “ La lunga frattura. Dalla crisi globale al “Blocchiamo tutto” a Pisa