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300 studenti dell’alberghiero protestano sotto la Provincia

 

Ma facciamo un passo indietro per fare chiarezza.

Da sempre, generazioni e generazioni di studenti dell’alberghiero sono stati costretti a spostarsi in palestre di altri istituti per praticare le lezioni di educazione fisica: questo perché non hanno mai avuto una palestra adiacente alla propria scuola. Circa 40 minuti su due ore di lezione persi, tra andare e tornare, affrontando spesso il maltempo e camminando su marciapiedi fatiscenti.
Non è la prima volta che gli studenti ed anche i professori di educazione fisica protestano sotto le porte sorde della provincia che, puntualmente, promette una palestra che di fatto non esiste: 3,6 milioni di euro (presi dalle tasse che gli studenti pagano) furono stanziati per la sua realizzazione con tanto di progetto approvato.
Adesso questi soldi non ci sono più, usati probabilmente dalla governance per tappare chissà quale buco di bilancio, dando la colpa alla demoniaca crisi, ed anche il progetto risulta, ad oggi, polverizzato nel nulla.

“Fuori i soldi della palestra!” il coro principale del corteo che ha attraversato le strade della città bloccando il traffico dalla lontana via Garibaldi fino a piazza Vittorio Emanuele II, cuore di Pisa e simbolo della città vetrina, dove si erge il palazzo della Provincia.

Dopo le numerose mobilitazioni di questo autunno e inverno, che hanno attaccato la Provincia confermandola come controparte del movimento studentesco proprio per quanto riguarda la gestione delle strutture scolastiche, era presente in piazza un considerevole numero di agenti in antisommossa a difesa dei governanti intimoriti dalla rabbia degli studenti che esigono e si riprendono i propri diritti.

Una delegazione composta da studenti e professori è salita chiedendo spiegazioni riguardo alla scomparsa dei fondi destinati al “progetto palestra” ed ha affisso lo striscione di apertura del corteo sul davanzale principale. Le risposte dei soliti e noiosi politicanti sono le stesse: promesse fasulle, impegni che non saranno mai rispettati e vittimismi che scaricano il barile sui tagli dovuti alla spending review e sulla crisi.

Nel frattempo sotto al palazzo è stata improvvisata una lezione di educazione fisica: “se non ci danno la palestra noi la facciamo qua!” affermava una studentessa mentre i suoi compagni iniziavano il giro di riscaldamento.

I futuri cuochi, camerieri e receptionists sanno già che gli impegni presi dall’alto non saranno mantenuti e promettono nuove mobilitazioni con la pretesa di riprendersi tutti quei diritti sempre più negati.

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