Il Questore di Brescia allontana gli antifascisti dalla città. Due fogli di via a militanti del Magazzino 47

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Dalla pagina del Magazzino47. Solidarietà militante dalla redazione.

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In questi giorni la Questura di Brescia ha notificato a due militanti del centro sociale Magazzino 47 altrettanti divieti di accedere al territorio del Comune di Brescia della durata di tre anni.

Il Questore, che ha firmato queste gravissime misure repressive, vuole lontani dalla loro città due ragazzi 'colpevoli' di essersi opposti alle ronde dei neofascisti e razzisti di Forza Nuova, che da alcuni mesi provano (senza successo) a portare guerra tra poveri, odio razziale e divisione tra gli abitanti dei quartieri popolari e interculturali che sorgono intorno a via Milano. Un provvedimento gravissimo che vuole limitare la libertà personale di questi nostri compagni, residenti in provincia, che secondo la Polizia – ancora prima che vi sia stato un processo! – non potranno più recarsi in città per i prossimi tre anni. L'accusa è quella di essersi recati presso la cosiddetta "Ambasciata" di Forza Nuova, in via Milano, per impedire l'ennesima provocazione razzista nel cuore di una zona interculturale e di aver partecipato, nei mesi precedenti, ad altre iniziative di lotta contro l'apertura di quella sede in quartiere. Mobilitazioni alle quali hanno partecipato centinaia di persone del quartiere e della città.

Per il Questore di Brescia questi due antifascisti sono colpevoli di aver difeso il quartiere che frequentano quotidianamente dalla presenza di un gruppo di fascisti, e per questo devono essere allontanati. Non importa se in città hanno i propri affetti, in città coltivano i propri interessi e le proprie passioni, il proprio impegno politico e sociale. Addirittura – alla Questura dev'essere sfuggito (!?!) – uno di loro è iscritto all'Università degli Studi di Brescia e per lavoro (con il quale si paga gli studi) deve spesso recarsi in città.

Ancora una volta siamo di fronte all'abuso di uno strumento repressivo già di per sé odioso, studiato per poter allontanare dalle città gli indesiderati, coloro che non si allineano a un codice di comportamento adatto alla città del consumo, dei profitti per pochi e dell'esclusione per molti. Un dispositivo di controllo sociale. Una delle ormai numerosissime armi utilizzate dallo Stato italiano nella guerra ai poveri, introdotta dall'allora ministro dell'Interno Maroni nel 2011, peggiorato dal DASPO urbano di Minniti lo scorso anno ed esteso dai recenti decreti Salvini. In un'abominevole continuità di retorica e pratica razziste e classiste.

Di fronte all'attacco sempre più violento da parte di chi governa nei confronti delle persone più povere e marginali all'interno della società, di fronte alla legittimazione che chi governa offre a gruppi razzisti e neofascisti, noi ribadiamo che opporsi all'esistenza di Forza Nuova nella nostra città, e ovunque, con ogni mezzo necessario, è un atto di salute pubblica... Un esempio per tutte e tutti.

LIBERTA' PER GLI ANTIFA!
ACCIU E HILTON LIBERI SUBITO!
#antifa #liberetutti

 

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