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Stop persecuzione. Appello per gli imputati del 15 ottobre

Denuncio che quello in corso contro i cinque attivisti della provincia di Teramo è un processo politico come si evince dalle illegalità sistematicamente compiute nella conduzione delle udienze e dal clima di criminalizzazione instaurato attorno a questo processo.

E’ un processo al diritto di protesta e di manifestazione nel nostro paese come si evince dai fatti imputati ai cinque attivisti della provincia di Teramo per i quali la dimostrazione della loro presenza in piazza il 15 ottobre e nelle fasi concitate di Piazza San Giovanni (quando la polizia ha cercato il morto caricando la folla con i blindati) sembra essere prova sufficiente per infliggere condanne ad anni e anni di carcere.

Il Ministero degli Interni, gli alti gradi di polizia e alcuni settori di magistratura evidentemente nostalgici del Ventennio fascista (in cui il problema del diritto alla protesta del popolo italiano era stato risolto con l’omicidio politico, il carcere e il confino degli oppositori), con questo processo vogliono scrivere un pericoloso precedente giudiziario che annicchilisce il diritto di protesta nel nostro paese (dal momento che basta aver preso parte ad una manifestazione conflittuale -come sempre più ce né bisogno nel nostro paese stante la misera condizione in cui le politiche governative stanno gettando milioni di individui- per venir accusati di “devastazione e saccheggio” e condannati ad anni di carcere).

La Corte d’Appello il 23 gennaio 2014 deve decidere se avallare la montatura orchestrata dai Minisci, i Macilenti, i Capaldo e da quella schiera di funzionari zelanti e nostalgici che hanno finora approfittato di questo processo per riscrivere leggi e diritti costituzionali del nostro paese.

Per questo chiedo che la Corte d’Appello quel giorno annulli la condanna in primo grado a sei anni di carcere per “devastazione e saccheggio” contro Mauro Gentile, Davide Rosci, Cristian Quattraccioni, Mirco Tomassetti e Marco Moscardelli.

Questo pubblicato sopra è il testo del fax di protesta che si chiede di inviare a :

Corte d’Appello Fax 06 39728040-

Corte d’Appello 1^ sez penale fax 06398088557

da Osservatorio sulla repressione

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