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Timbrare con l'impronta digitale, tra fantascienza e governo del cambiamento

01 Aprile 2019 | in PRECARIATO SOCIALE.

Impronte digitali più vicine per gli statali, in funzione antifurbetti. Le commissioni Affari costituzionali e Lavoro della Camera hanno dato disco verde all'articolo del disegno di legge Concretezza, che prevede la sostituzione del badge con sistemi di controllo biometrico. Manca il passaggio in Aula e poi quello definitivo del Senato, ma a palazzo Madama il testo dovrebbe arrivare blindato. L'altro capitolo chiave del provvedimento riguarda la riforma del reclutamento.

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Analizziamo bene quindi cosa sta accadendo oggi col GOVERNO DEL CAMBIAMENTO: introducono nel mondo del lavoro con una scusa becera e volta a dividere i lavoratori in produttivi o fannulloni una nuova forma di controllo, oggi utilizzano dipendenti pubblici e testano su di loro la reazione della massa lavoratrice, tra qualche anno perché no la sdoganeranno pure con i dipendenti privati,sdoganano l’utilizzo della videosorveglianza sul luogo di lavoro in un mondo lavorativo dove in questi ultimi anni abbiamo visto sparire moltissimi diritti fondamentali dei lavoratori.

Cosa significa per noi oggi l’utilizzo dell’iride o delle impronte digitali in sostituzione del cartellino per timbrare la presenza sul luogo di lavoro e l’utilizzo di videosorveglianza?? Innanzi tutto minor privacy sul luogo di lavoro,vuol dire maggior controllo su lavoratoti e lavoratrici, sappiamo molto bene che le impronte digitali vengono prese per identificare chi viene accusato di aver commesso reati e da due anni a questa parte,grazie all’allora ministro degli interni Minniti,è stato introdotto il prelievo forzato del DNA proprio per il contrasto delle lotte sociali. Il riconoscimento poi tramite l’iride comporta invece un maggior controllo su tutte e tutti noi in quanto poco ci vorrà a prendere da dei filmati l’impronta dell’occhio e vista ormai la massiccia presenza di videocamere nei nostri paesi e nelle nostre città si potrà sapere momento per momento dove siamo e cosa facciamo. La domanda ora sorge spontanea, vogliamo realmente vivere in un “GRANDE FRATELLO”??Non dimentichiamo che tutto ciò è voluto anche per scoraggiare nuove forme di lotta e l’aggregazione sui luoghi di lavoro, se siamo maggiormente controllati saremo maggiormente ricattabili.

Insomma, eliminano la libertà dei cittadini e delle cittadine in nome di una legalità inesistente,tutt* quest* “FURBETTI & FURBETTE” andassero a cercarli altrove invece di spiare la vita privata dei lavoratori e delle lavoratrici del pubblico impiego.