Prima vittoria a Italpizza, la lotta dura delle lavoratrici paga

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Dopo giorni di mobilitazione le maestranze hanno avuto la meglio su azienda e DL Salvini.

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È nel pomeriggio di lunedì 9 dicembre, dopo oltre una settimana di picchetti nel quale al continuo susseguirsi di lacrimogeni e cariche della polizia le lavoratrici continuavano a rispondere: "Sappiamo di avere ragione, stiamo reagendo ad anni di soprusi: il gas CS è come un profumo Chanel", che si ottiene un nuovo tavolo di trattativa con l'azienda che ribalterà quello già tenuto la settimana precedente in cui le rivendicazioni dei dipendenti non erano state accolte in alcun modo.

L'assemblea dei lavoratori di Italpizza e dei numerosi solidali arrivati da altre aziende era pienamente consapevole che la sua forza era quella di dettare i tempi della vertenza, non c'era paura di fronte alla minaccia di altre cariche.

Durante il tavolo di martedì 10 dicembre il presidio davanti ai cancelli di Italpizza rimane numeroso mentre la delegazione in prefettura è accompagnata da un altro folto presidio di solidali che dalla città e dalla provincia hanno colto i numerosi appelli alla solidarietà. L'esito è il rientro al lavoro entro il 20 gennaio delle lavoratrici allontanate (che saranno pagate fino ad allora) e la ridiscussione dei contratti applicati dalle cooperative all'interno dello stabilimento.

Una prima vittoria sindacale contro lo sfruttamento in uno stabilimento considerato "eccellenza emiliana" nel quale sfruttamento e soprusi sono da tempo conosciuti ma anche una prima vittoria sotto il nuovo decreto sicurezza di Salvini (che penalizza il blocco stradale nel tentativo di scoraggiare i principali strumenti di lotta e di sciopero) al quale, lavoratrici e lavoratori in primis, hanno reagito con giorni di scioperi, blocchi e ottenendo in questa maniera il rispetto delle proprie istanze. Un'intelligenza e una determinazione che hanno tanto da insegnare.

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