Il governo e l'ILVA dicono solo bugie: gli operai occupano la fabbrica

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Giornata di lotta oggi all’ILVA di Genova, dopo una partecipata assemblea gli operai hanno dato vita a un corteo interno che ha varcato i cancelli della fabbrica per trasformarsi in blocco stradale, tornati nello stabilimento i lavoratori hanno deciso di occupare.

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Al centro delle contestazioni, sostenute dalla Fiom, il vergognoso piano di rientro proposto dai nuovi proprietari che prevede il licenziamento di circa quattromila lavoratori, di cui 600 a Genova, e la precarizzazione di tutti, con il passaggio dal contratto nazionale tutelato dall’articolo 18 a quello del Jobs Act attraverso il licenziamento e la riassunzione.
Piano che persino l’accondiscendente ministro Calenda ha definito “irricevibile”.
L’iniziativa operaia fa saltare l’inutile susseguirsi di tavoli e incontri tecnici promossi del ministero: chi vuole affrontare la questione dell’ILVA non può evitare di tenere in considerazione la determinazione che gli operai stanno esprimendo.

Il Ministero dello Sviluppo Economico si è affrettato ad attaccare gli operai per ‘l’interruzione delle attività’ proprio mentre cominciava il confronto tra le parti. Anche la Uilm e Fim si schierano contro gli operai per difendere il proprio ruolo concertativo.
La verità è che la questione è sul tavolo già da molto tempo e concretamente governo, impresa e sindacati non hanno fatto nulla.

I sindacati padronali gridano allo scandalo, il governo condanna, gli operai si organizzano e chiedono alla città sostegno e solidarietà.
La strada è lunga ed in salita.

 

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