NOTAP: nuovi blocchi stradali per rallentare i lavori

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Nelle prime ore della mattina sulla strada provinciale Melendugno San foca sono ritornati a transitare i mezzi verso il cantiere TAP e gli abitanti della zona si sono dati appuntamento davanti l’ingresso Eurogarden per bloccarli.

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Nuova giornata di resistenza nella provincia di Lecce contro la realizzazione del Gasdotto imposto alla popolazione da Governo e Multinazionali. Nuova giornata di blocchi per impedire ai mezzi che trasportano materiali e attrezzature dentro il cantiere per il prosieguo dei lavori. Il movimento aspettava da qualche giorno l’arrivo di mezzi al cantiere e si è fatto trovare pronto. Stamattina hanno aspettato il loro arrivo a hanno provato a rallentare l’ingresso. All’improvviso il responsabile di polizia perde il controllo della situazione e fa caricare i protagonisti del blocco stradale. Questi infatti sono costretti a spostarsi per fare spazio ai mezzi. Anche questa volta è l’intervento dello Stato a garantire la continuazione dei lavori di progetto calato dall’alto.

Continua quindi determinata la lotta contro il TAP e contro lo Stato Italiano che ha praticamente militarizzato un’intera area per permettere al consorzio di multinazionali Trans-Adriatic Pipeline AG di portare a termine il progetto di realizzazione del gasdotto che collega il Mar Caspio con l’Italia e quindi l’europa. Una mega opera per l’approvvigionamento di gas che non tiene conto delle particolarità dell’area in cui dovrebbe essere messa in opera.

San Foca è un’area di interesse culturale e paesaggistico. Il Ministero dei Beni culturali ha dato, infatti, parere negativo rispetto alla realizzazione dell’opera. Si tratta dell’ennesimo scempio procurato dallo Stato Italiano, dell’ennesimo progetto di distruzione del territorio per fini affaristici, dell’ennesimo esempio di sfruttamento delle risorse. Sono numerose le iniziative di lotta che hanno l’obiettivo di sedimentare e rafforzare la lotta NOTAP sul territorio. Assemblee e altri cortei sono programmati per tutto il mese di aprile e arrivano dopo il periodo in cui il movimento si è scontrato duramente con le forze dell’ordine per impedire che l’area circostante dove si trova il cantiere e quella circostante diventasse zona rossa invalicabile. Ancora oggi, dunque, in provincia di Lecce si lotta fianco a fianco per difendere il territorio e cacciare gli invasori.

 

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