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Articoli filtrati per data: Thursday, 15 Settembre 2022

Un ragazzo sordo viene torturato e lanciato dalla finestra da un numero imprecisato di agenti di polizia. La versione più accreditata è che sia stata l'esecuzione di un processo sommario svolto su facebook, qualcuno segnala su gruppi di quartiere e i poliziotti vanno a dargli una lezione.

Da Quarticciolo Ribelle

"Quei bravi ragazzi" o "c'era una volta in america", ma con i socialnetwork e le divise. La tortura come strumento di costruzione del consenso: "se qualcuno vi importuna, noi gli spezziamo le braccia con un termosifone"

Inizia la solita manfrina di spiegazioni surreali e incongruenti dei poliziotti coinvolti (non ancora indagati, che in questi casi la procura è garantista). Una persona completamente sorda, incapace di parlare, che avrebbe sentito un campanello, una tapparella che sarebbe stata aperta ma nella realtà è rotta, un tuffo di testa da una finestra per scappare...

Per Repubblica a essere "malato" in questa storia è "il DNA di primavalle".

Quelli bravi la chiamano stigmatizzazione territoriale, a noi fate solo schifo.

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E’ ancora in corso a San Didero il blocco dei camion provenienti  dal cantiere di Salbertrand contenenti smarino (materiale di risulta proveninente  da opere di scavo) che è stato oggetto di numerose inchieste e fonte di grande preoccupazione per gli abitanti della valle, poichè ricco di amianto. Ne avevamo dato notizia a fine 2019 (vedi qui) e nel frattempo sono stati gli stessi amministratori della valle, in diverse occasioni, a denunciarne la pericolosità e la preoccupazione  (gli amministratori dicono no alla variante per scaricare a susa lo smarino). Poichè ai costrutturi dell’opera piace fare le cose in sordina, e da tempo abbiamo imparato a diffidare da chi ha interesse solo per il profitto e non alla salute di chi vive la valle, giunge gradita la decisione del movimento di effettuare questo blocco. In attesa di aggiornamenti, e invitando tutti a raggiungere il blocco, pubblichiamo il comunicato scritto dal Movimento che spiega le ragioni della protesta:

Dalla Francia alla valsusa, basta camion basta inquinamento!

Da alcune settimane gli abitanti della val di Susa hanno iniziato a notare sul proprio territorio, nel tratto tra Salbertrand e San Didero, un transito anomalo di mezzi da cava. Camion che trasportano materiale di risulta dell’ex discarica di amianto del piccolo paesino dell’alta valle, sino all’ Eslo Silos di Bruzolo, confinante con il fortino di San Didero.

Oggi siamo qui per interrompere questo flusso e segnalare questo inquietante spostamento di materiale inquinante per l’ambiente e la salute delle persone.

Infatti sembra che sulla carta la bonifica dell’amianto sia terminata ma poi, in silenzio, si continua a spostare smarino da un posto all’altro senza avere avviso di quanto e come sarà stoccato il materiale e senza, peraltro, dare alcun tipo di comunicazione agli abitanti della zona.

La storia della valorizzazione dello smarino non se la beve più nessuno: da qualunque parte provenga , buchi, gallerie o trafori, a farne le spese sono sempre le persone che vivono e attraversano il territorio e che sono obbligate a sottostare a queste scelte ecocide ed inumane.

Gli artefici di questi ennesimi passaggi nocivi sulle strade della Valle, sono sempre le solite ditte che se la cantano e se la suonano insieme alle lobby del cemento. A capeggiare troviamo il gruppo Gavio che, con le sue controllate, riempie di traffico, cantieri e smog la Valle di Susa, che sia Tav o autostrada dunque, la pancia che si riempie è sempre la stessa.

Ancora una volta la media bassa valle subisce traffico, inquinamento, polveri e depositi e ci viene la rabbia a pensare quanto questo non potrà far altro che peggiorare tra la chiusura del Traforo del Monte Bianco e la prospettiva dei probabili futuri cantieri del Tav, che porteranno sulle nostre strade un ulteriore incremento di mezzi pesanti con tutte le conseguenze nocive per la salute e l’ambiente.

Da notav.info

 

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Sono state rese note le motivazioni con cui lo scorso 5 agosto il tribunale del Riesame di Bologna ha ordinato  la scarcerazione dei sei sindacalisti, due USB e quattro Si Cobas, posti agli arresti in seguito ad un teorema della Procura di Piacenza sull’attività sindacale nel settore della logistica.

Nelle motivazioni si spiega come non avesse alcuna fondatezza l’accusa di associazione per delinquere e offre una valutazione decisamente negativa rispetto all’ operato della Procura di Piacenza.

Le motivazioni del Riesame sono state analizzate dal giornalista dell’agenzia Press Francesco Floris, che ha ripreso alcuni punti della sentenza pronunciata dai giudici bolognesi nei post pubblicati sul suo profilo. Vi proponiamo l’intervista che ha rilasciato ai nostri microfoni. Ascolta o scarica

Da Radio Onda d'Urto

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