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Articoli filtrati per data: Tuesday, 05 Luglio 2022

In Libia esplode un movimento popolare contro il carovita e la corruzione che rifiuta entrambe le fazioni che detengono il controllo del territorio libico dopo la deposizione di Gheddafi nel 2011 e la guerra civile.

Era chiaro da tempo che il Nord Africa sarebbe presto entrato in subbuglio a seguito dell’aumento dell’inflazione, della crisi pandemica e della guerra in Ucraina. Ma era in parte inaspettato che ad aprire le danze fosse il popolo libico che ha riempito le piazze negli scorsi giorni.

Ad incociarsi la rabbia per l’aumento nei prezzi e le continue interruzioni della corrente durate fino a 18 ore con l’odio verso una classe politica completamente aliena ai bisogni della popolazione. Da Tripoli a Misurata e Tobruk migliaia di perone hanno manifestato contro la crisi economica, il peggioramento delle condizioni di vita e lo stallo politico. In Cirenaica è stato assaltato e devastato l’edificio che ospita il Parlamento di Tobruk, in molti sventolavano le bandiere dell’ex regime di Muammar Gheddafi deposto e ucciso nel 2011. "Il diritto del popolo di protestare pacificamente dovrebbe essere rispettato e protetto, ma rivolte e atti di vandalismo come l'assalto alla sede della Camera dei Rappresentanti nella tarda serata di ieri a Tobruk sono totalmente inaccettabili", ha scritto su Twitter Stephanie Williams, consigliere speciale delle Nazioni Unite sulla Libia mostrando ancora una volta il totale disinteresse dell’Occidente rispetto a ciò che pensa la popolazione. 

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Giovani mascherati hanno dato fuoco alle gomme delle auto e bloccato le strade, tra cui un'importante autostrada costiera tra il centro di Tripoli e la sua periferia occidentale, ma le forze di sicurezza non sono intervenute.

I video riportati dai media locali hanno anche mostrato manifestazioni a Beni Walid e nella città portuale di Misurata. Sia a Tripoli che nella principale città orientale di Bengasi, culla della rivolta del 2011, migliaia di persone sono scese in piazza al canto di "Vogliamo che le luci funzionino", rilevando l’apparente paradosso per cui uno dei paesi con vocazione petrolifera non è in grado di garantire l’energia alla sua popolazione. 

Due governi sono attualmente in lizza per il potere in Libia.

Nella capitale, Tripoli, la leadership è guidata dal primo ministro ad interim Abdul Hamid Dbeibah. Allo stesso tempo, il governo dell'ex ministro degli interni Fathi Bashagha rivendica il potere per se stesso. Quest'ultimo è alleato con il parlamento di Tobruk, a est.

Un processo di pace iniziato nel 2020 ha cercato di rimettere insieme le forze politiche. Tuttavia, dopo che le elezioni programmate a dicembre scorso sono state interrotte, il parlamento orientale ha dichiarato che il governo di unità provvisorio di Abdul Hamid Dbeibah era scaduto e ha nominato Fathi Bashagha per sostituirlo.

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All'inizio di questo mese, sono scoppiati intensi combattimenti tra due influenti milizie della Libia occidentale. I media locali hanno identificato i gruppi armati come la Brigata Nawasi – una milizia fedele a Bashagha – e la Forza di supporto alla stabilità, che sostiene Abdul Hamid Dbeibah.

Da Occidente arrivano inviti alla calma e condanne delle violenze, ma è evidente che solo l’autodeterminazione del popolo libico può portare a ristabilire la stabilità nell’area e fare fronte alla drammatica situazione sociale nel paese.

Nel frattempo il nostro ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, ha avvertito che la NATO dovrà affrontare minacce dirette a causa della fragilità della regione del Medio Oriente e delle difficoltà in alcune regioni del Nord Africa e del Sahel, affermando che tali minacce esistono in ciò che sta accadendo in Libia ora. Evidentemente la rivolta popolare di questi giorni minaccia gli interessi delle nostre compagnie energetiche.

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Questa mattina, all'alba, i carabinieri hanno dato esecuzione a un nuovo decreto di sequestro preventivo dell'immobile di via della Caffarella.

"In questo luglio rovente di siccità e incendi, con una crisi climatica ormai sotto gli occhi di tutt3, la priorità sembra essere sgomberare chi sta portando avanti questi temi per una lotta ecologista di e per tutt3, anche per i biechi paladini della proprietà e della finanziarizzazione dei beni comuni.

Conosciamo già cosa ne sarà di Via della Caffarella 13, è la sceneggiatura già scritta di tanti sgomberi: abbandono, aste inevase e privilegio dei privati.

Ma conosciamo bene anche quale sarà nostra risposta e ne vedrete delle belle: Appuntamento H 17.30 davanti alla Regione Lazio, saremo acqua che scorre in questi tempi di siccità."

Così replicano allo sgombero l3 attivist3 della Laboratoria Ecologista Berta Cáceres che nel giro di pochi mesi si trovano a fronteggiare un nuovo sgombero dopo quello del 24 marzo.

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Berta in questi mesi ha favorito l'incontro e lo sviluppo delle lotte e dei conflitti nella città di Roma sui temi climatici, ambientali e transfemministi. Oggi per l'ennesima volta si trova di fronte la risposta delle istituzioni, tutta improntata sull'ordine pubblico per garantire la continuità della speculazione e del profitto sull'immobile di via della Caffarella.

Ma la Laboratoria non si arrende e promette di continuare a portare avanti le istanze di una necessaria rivoluzione ecologica.

https://www.facebook.com/reel/1294647021064382

 

 

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Ikea  è stata condannata dal tribunale del lavoro  di Milano per comportamento anti-sindacale: aveva escluso dalle trattative per il rinnovo del contratto integrativo aziendale la FlaicaUniti-Cub, nonostante sia fortemente rappresentativo in azienda, terzo sindacato a livello nazionale nei negozi del gigante del mobile.

Riprendendo la pronuncia della Corte Costituzionale del 2013 il tribunale milanese ha chiarito come il datore di lavoro debba scegliere i sindacati in base alla loro  rappresentatività e non può escludere quelli che in sostanza risultano essere meno concertativi.

Il giudice ha stabilito che la multinazionale debba far partecipare Flaica-Cub alle trattative (qui la sentenza integrale) e che deve convocare il sindacato entro 20 giorni. Una importante vittoria quindi non solo per la  FlaicaUniti-Cub, ma per tutto il sindacalismo di base.

Ne parliamo con Mattia Scolari, della FlaicaUniti – Cub di Milano Ascolta o scarica

Da Radio Onda d'Urto

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