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Articoli filtrati per data: Thursday, 05 Maggio 2022

Dal post di Dana


"Rieducata. L’ultimo atto di questa grande beffa, giudizio improprio come quelli precedenti. Serve questa valutazione per chiudere la partita, a quanto pare. Giustificare la punizione, le stagioni rubate, gli abbracci negati, la solitudine forzata lunga giorni mesi anni. Rieducata, da chi, perché. Ero pericolosa e irrecuperabile, hanno scritto che per questo sarei dovuta andare in carcere, e ora sono rieducata. Sulla base di cosa? Nessuno mi ha parlato. Non hanno indagato le mie idee, sono cambiate secondo voi?  Com'è una donna rieducata. Spiegatemelo. Ne voglio conoscere altre come me, rieducate, e capire cosa ci accumuna. Avrebbero dovuto scrivere che la vendetta è conclusa. Vediamo cosa resta di te, nemica del Sistema. Avrei apprezzato di più, sarebbe stato più onesto non pensate?
Ed ora libera. Torno libera. Di uscire, di respirare, di guardare i lunghi orizzonti, di sentire l’odore dell’erba. Di alzarmi e decidere cosa fare, di prepararmi per andare a letto e poi cambiare idea ed uscire. Andare al pub. Citofonare ad un amico. Rivedere le persone che amo, che nel frattempo hanno avuto figli, vissuto lutti, qualche ruga in più. Complici, nel dolore provocato da questa separazione, ma col cuore pieno di felicità perché la vita ci permette ancora una volta di stringerci forte. Che grande fortuna.
E fa girare la testa questa libertà, così desiderata in questo lungo tempo ed ora così maestosa e potente. La rabbia per il tempo negato fa scendere qualche lacrima, grida vendetta.
Sarà una rinascita lenta, lo so. Io sono così. Ho bisogno del tempo e di riscoprire, e riscoprirmi passo dopo passo. Rinasco forte dell’amore e del sostegno che mi avete dato. Grazie, di tutto".
#notav #libertà #LiberiTutt

Da notav.info

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Milioni di elettori e di elettrici alle urne in Inghilterra, Scozia, Galles in Irlanda del Nord per le elezioni amministrative. Il premier conservatore Johnson nell’ultimo comizio a Southampton ha riconosciuto “i problemi patiti dai cittadini per l’inflazione record e le bollette sempre più alte” ma ha sottolineato che “il governo è impegnato al massimo”.

Stando ai sondaggi, il partito conservatore rischia di perdere qualcosa come 550 seggi locali, in particolare nelle zone urbane dove colpisce di più il caro vita. Ne devono essere rinnovati in Inghilterra 4.360 tra Birmingham, Leeds e Manchester e nei 32 municipi in cui è divisa Londra; in Scozia ne vengono contesi 1.277 e 1.234 nel Galles.

La sfida principale però è quella dell’Irlanda del Nord, dove si rinnova il parlamento locale. Il partito repubblicano e di sinistra Sinn Fein potrebbe diventare primo partito di maggioranza, portando al potere la propria leader, Michelle O’Neill e scavalcando gli unionisti protestanti del Dup per la prima volta dal 1998, anno degli accordi del Venerdì Santo.

“Nel sondaggio pubblicato il 24 aprile – scrive Carlo Gianuzzi in un articolo comparso sulla rivista Anpi “Patria Indipendente” – lo Sinn Fein è stabile al comando con il 26%, seguito dal DUP al 20%. Il terzo posto risulta conteso, con il 14%, dal Partito Unionista dell’Ulster (UUP, partito che ha retto il governo della regione ininterrottamente dal 1921 al 1972) e dal Partito dell’alleanza, l’APNI, nato nel 1970 come unionista moderato e spostatosi su posizioni sempre più neutrali rispetto alla questione costituzionale negli anni 90, fino a rifiutare di scegliere fra le designazioni di Unionista e Nazionalista nell’Assemblea di Belfast. Segue con il 10% il Partito socialdemocratico laburista (SDLP, nazionalista moderato)”.

Abbiamo intervistato lo stesso Carlo Gianuzzi, nostro collaboratore sull’Irlanda, per tracciare un quadro del voto a Belfast e dintorni, nel giorno in cui – il 5 maggio – cade anche il 41esimo anniversario della morte di Bobby Sands, deceduto nel carcere di Long Kesh nell’ambito di un lungo sciopero della fame contro l’occupazione britannica assieme a un’altra decina di compagni repubblicani. Ascolta o scarica

Da Radio Onda d'Urto

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Durante la giornata di venerdì 29 aprile è stata realizzata un’azione di sabotaggio contro un’impresa di macchinari e trasporti, effettuati principalmente per l’estrazione di ghiaia, e lavori forestali nel comune di Los Álamos, che ha avuto un grande impatto per la quantità di 33 attrezzature incendiate.

Di seguito il comunicato dell’organizzazione Resistenza Mapuche Lavkenche RML.

La Resistenza Mapuche Lavkenche RML, dichiara:

Come Resistenza Mapuche Lavkenche (RML) rivendichiamo il sabotaggio nel settore di Los Ríos, comune di Los Álamos, nel quale sono state distrutte 33 attrezzature per la ghiaia e forestali da una colonna di 40 weichave (guerrieri) della nostra organizzazione.

Con questa azione rivendichiamo i nostri prigionieri politici mapuche sequestrati nelle diverse carceri installate nel Wallmapu.

Le ragioni di questa azione rispondono al danno che l’impresa Tramsa, diretta da Juan Ramírez, ha effettuato nel fiume Trongol le cui acque sono state trattate per anni dai suoi macchinari capitalisti, distruggendo la flora e la fauna di questa zona di Nahuelbuta compromettendo irreversibilmente la vita mapuche e del povero popolo contadino cileno che abitano lì.

Attaccare questo campo di lavoro ha significato attaccare la Forestal Arauco del gruppo Angelini, la cui impresa risponde a questa catena estrattivista. La Tramsa ha sempre risposto agli interessi di questa impresa forestale, facendo per anni strade per i suoi lavori distruggendo la nostra natura mapu. Ha seccato gli affluenti dei fiumi, cambiando l’alveo delle loro acque uccidendo con questo l’itrovil mongen mapuche e la vita dei popoli che dipendono dal fiume Trongol.

Al governo winka (bianco, non mapuche) di Boric chiariamo che lo sviluppo capitalista non è compatibile con la vita mapuche. Che le imprese forestali hanno una data di termine nel Wallmapu, perché continueremo ad espellerle. Che i fiumi sono liberi, come lo siamo noi mapuche.

Salutiamo le diverse organizzazioni sorelle mapuche, i Lov e le comunità in Resistenza che abbracciano il weichan (lotta) e le invitiamo ad abbracciare l’unità in base al yamuwun (rispetto per le persone) e kelluwun (collaborazione) mapuche, intendendo le nostre differenze ma essendo capaci di decidere legami e principi che ci permettano di avanzare nel recupero del territorio e nella ricostruzione nazionale mapuche.

Chiediamo al governo l’immediato trasferimento di Esteban Carrera e Yerko Maril nel carcere di Lebu.

Il ritiro delle denuncie nelle cause mapuche e la libertà di tutti i prigionieri politici mapuche.

Chiediamo la nullità, un processo giusto e la libertà dei PPM (Prigionieri Politici Mapuche) di Elicura.

Sosteniamo le comunità mapuche in Resistenza del Golfo di Arauco nella loro lotta contro il parco eolico che l’impresa Forestal Arauco vuole installare nel loro territorio.

IL WALLMAPU AVANZA VERSO LA LIBERAZIONE

Resistenza Mapuche Lavkenche (RML)

Lavkenmapu-Nahuelbuta
Franja Lavkenche
29 aprile 2022.

Da Aukin.info

1 maggio 2022

Resumen Latinoamericano

Da Comitato Carlos Fonseca

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Non sarà facile e nemmeno scontato. La vittoria di Amazon Labor Union (ALU), di un mese fa, nel grande magazzino JFK8 di Staten Island a New York ha segnato sicuramente un passaggio importante per l’organizzazione dei lavoratori e delle lavoratrici nei centri logistici di Amazon negli Stati Uniti. Il messaggio è stato: Amazon e le grandi corporation si possono battere sui luoghi di lavoro e non solo. Un messaggio amplificato dalla cinquantina di negozi Starbucks che dal dicembre scorso a oggi hanno vinto le elezioni sindacali.

Di FELICE MOMETTI per Connessioni Precarie

Se un mese fa Amazon aveva sottovalutato la presenza, il radicamento e il dinamismo di ALU a JFK8, adottando gli stessi comportamenti anti-sindacali sperimentati in questi anni contro i sindacati tradizionali, con le elezioni nel magazzino di smistamento LDJ5 – sempre a Staten Island – la strategia è cambiata. E il risultato è stato diverso. Su 1.633 lavoratori e lavoratrici aventi diritto di voto, 380 si sono espressi a favore del sindacato e 618 si sono dichiarati contrari. L’azione antisindacale e ricattatoria di Amazon si è concentrata nell’impedire l’uso di spazi interni, la possibilità di relazioni tra lavoratori, la diffusione di materiale del sindacato, l’uso dei social network all’interno della struttura. Un vero e proprio blocco dell’agibilità sindacale in qualsiasi forma: compresa una videosorveglianza integrata con i tempi dettati dall’algoritmo. Un esercizio di potere dispotico nel controllo della forza-lavoro. Per un mese Amazon ha distaccato nel magazzino LDJ5 gran parte dei suoi consulenti antisindacali, da 300 dollari all’ora, che ha agito in modo sistematico soprattutto sui lavoratori e le lavoratrici con contratti part-time che rappresentano l’80% dei dipendenti dell’intera struttura. Sono state vietate persino le domande e le richieste di chiarimenti nelle riunioni antisindacali obbligatorie durante l’orario di lavoro. Bisogna anche aggiungere che ALU ha decisamente meno attivisti e iscritti in questo magazzino rispetto a JFK8. 

Per Amazon subire una seconda sconfitta nel centro logistico di Staten Island avrebbe significato anche rivedere la centralità strategica del sito, collocato tra il terminal portuale di New York/New Jersey, l’aeroporto internazionale di Newark e uno snodo autostradale tra i più importanti degli Stati Uniti. L’hub logistico di Staten Island, ovvero il Matrix Global Logistics Park – un nome, un programma ‒ in cui oltre ad Amazon c’è anche Ikea, è stato pensato e costruito con una metodologia chiamata design-build-develop. Una progettazione e una costruzione aperta a continui sviluppi degli spazi interni, esterni e della loro proiezione territoriale. In cui c’è una continua sperimentazione dei modi di organizzazione del lavoro all’interno di un’area metropolitana in cui circolano quasi tre milioni tra pacchi e imballaggi al giorno. In altri termini, il centro logistico di Staten Island per Amazon è un polo strategico nel processo di ristrutturazione che ha avviato dopo gli stratosferici profitti accumulati durante le ondate più dure della pandemia. Di fronte al combinato disposto della pandemia e della guerra, Amazon cerca di anticipare le tendenze della globalizzazione che verrà. Quindi, di sviluppare solo gli hub logistici strategici e ampliare il raggio di azione di Amazon Web Services (AWS), che già ora garantisce più del 70% degli utili operativi. La conferma, della scorsa settimana, del contratto da dieci miliardi di dollari che la National Security Agency (NSA) stipulerà con AWS e non con Microsoft per la realizzazione di un cloud computing di analisi, dati e informazioni classificati va in quella direzione. Amazon ha già cambiato pelle? Da gigante del e-commerce ad attore che gioca un ruolo importante nella governance dell’intelligence community degli apparati dello Stato? Molti segnali dicono che la possibilità è reale. In uno scenario del genere anche la sconfitta in un magazzino di smistamento può avere ricadute imprevedibili. E un piccolo sindacato combattivo, non uniformabile alle grandi confederazioni nazionali, come ALU può essere una minaccia. Ad ora quasi 150 magazzini di Amazon hanno preso contatti con ALU per informazioni e scambi di esperienze. A metà giugno è stato convocato un incontro di 4 giorni in ALU e i magazzini interessati discuteranno dei modi di coordinarsi e sviluppare il conflitto. Un appuntamento importante in una fase che vede emergere un protagonismo di una forza-lavoro giovane, multirazziale non gravata dal peso delle sconfitte dei decenni precedenti.

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Facciamo il punto sulla situazione della basi militari in Sardegna, soprattutto a partire da quella di Capo Teulada. Una nuova massiccia presenza di mezzi a partire da Sant’Antioco è stata notata, legata ad una ennesima esercitazione in programma nelle prossime settimane. Mezza Sardegna, tutta la costa sud-orientale dell’Isola, da Teulada a Quirra, per un mese intero sarà sotto l’attacco di esercitazioni a fuoco.

Questa notizia arriva a ridosso della prossima apertura il 6 Maggio a Cagliari dell’udienza preliminare sul disastro ambientale di cui sono chiamati a rispondere cinque capi militari tra cui Graziano, neo presidente di Fincantieri ed ex-capo di Stato Maggiore dell’Esercito, sempre nell’area del poligono di Teulada. L’accusa del disastro è legata ad un’area della base definita come “irreversibilmente inquiniata” a detta degli stessi militari, interdetta al transito e dove dal 2010 al 2014 sembrano essere stati sparati 686.000 colpia tra artiglieria pesante, missili e razzi.

Di tutto questo, e soprattutto delle prospettive di lotta future, tra cui il corteo contro le basi del 22 Maggio, legate anche ai venti di guerra che spirano forti, ce ne parla un compagno Sardo. Un Maggio denso di iniziative contro la militarizzazione dell’isola Sarda.

 

 

Da Radio Blackout

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