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Articoli filtrati per data: Monday, 16 Maggio 2022

Cogliamo l'occasione del tour italiano di presentazione del libro "Tute, traumi e traditori di classe" recentemente pubblicato dalla casa editrice Alegre, per parlare con D. Hunter di lotta di classe in una prospettiva intersezionale, di trauma intergenerazionale e di giustizia trasformativa.

Da Radio Onda RossaRadio Onda Rossa

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in CULTURE

Cosa succede in Sri Lanka? Un mese di mobilitazioni di massa che hanno portato alle dimissioni del Primo Ministro Mahinda Rajapaksa, l’acuirsi di una crisi economica che, tra le sue cause, ha anche la guerra in Ucraina, l’incertezza per quello che sarà il futuro del Paese. Abbiamo provato a sbrogliare la matassa, cercando le origini della recente ondata di proteste e mettendo in fila quelle che potrebbero essere le prospettive, insieme al giornalista Emanuele Giordana.

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Da Radio Blackout

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In Ucraina si continua a combattere una guerra dagli enormi costi umani, ecologici e sociali. Le istituzioni nazionali ed internazionali si riempiono la bocca della parola pace, ma nessuno sta facendo quanto dovuto per arrivare a questo risultato.

Gli interessi dei governi dell'UE, della NATO, dei fabbricanti d’armi non sono i nostri interessi. La loro guerra la paghiamo ogni giorno, salata. L’economia di guerra in cui ci stanno tuffando porterà ulteriore impoverimento, fame e destinerà i nostri soldi alle spese di guerra invece che a servizi essenziali, tanto più durante una pandemia, come scuola, sanità e trasporti.

Per fermare la guerra dobbiamo mobilitarci in prima persona. Esiste un senso comune contro la guerra diffuso nel paese, nei posti di lavoro, nelle scuole. Un senso comune che è maggioranza e di cui i governanti di ogni partito devono prendere atto. L’Italia deve ripudiare la guerra, concretamente, smettendo di inviare armi, cambiando la sua postura da cobelligerante e cercando di costruire strade per il dialogo. Solo una mobilitazione popolare ampia e di massa può permetterci di farla finita con la guerra e i suoi costi sociali.

Costruiamo la pace, una pace giusta.

Costruire la pace non vuol dire tornare ad una normalità in cui la spesa militare cresce senza fine mentre diritti, servizi e bisogni vengono calpestati. Costruire la pace vuol dire ripensare al modello energetico del nostro paese ad esempio, cambiare la nostra politica estera basata sugli interessi di ENI, vuol dire farla finita con le servitù militari e la sudditanza alla NATO e alle richieste dell'UE, vuol dire disinvestire dagli armamenti e investire in ciò di cui il paese ha realmente bisogno, vuol dire mettere a critica un sistema dei media nelle mani di pochi ricchissimi. Costruire la pace vuol dire eliminare le condizioni in cui la guerra prolifera.

Venerdì 20 Maggio alla Venaria Reale si riuniranno i Ministri degli Esteri del Consiglio d’Europa e discuteranno di come rafforzare le politiche di guerra dell’Unione Europea. Immaginiamo già che usciranno da quel vertice dichiarando impegni per la pace mentre nella pratica continueranno a sostenere e finanziare il conflitto.

Lo stesso giorno i sindacati di base hanno lanciato uno sciopero generale contro la guerra che sarà un momento per lavoratori e lavoratrici per iniziare a far sentire la propria voce.

In continuità con lo sciopero mattutino che vedrà presidi e iniziative sui posti di lavoro, incontriamoci in PIAZZA CASTELLO a Torino, VENERDÌ 20 MAGGIO alle 18 per una piazza collettiva, aperta a chiunque rifiuti la guerra e i suoi costi umani e sociali, con musica, interventi e iniziative per fermare la guerra e costruire la pace.

Qui l'evento Fb 

FERMIAMO LA GUERRA, COSTRUIAMO LA PACE! || Venerdì 20 Maggio, Torino - H.18 P.zza Castello

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Riprendiamo da SI Cobas Prato e Firenze la denuncia di un tentativo di aggressione ai danni di un lavoratore che sta partecipando alla "rivolta delle grucce"...

Due macchine con a bordo uomini armati di mazze hanno seguito e poi tentato di aggredire un operaio che era di ritorno a casa dal presidio di via Gora Bandita. Il nostro compagno è rimasto illeso solo grazie al fatto che è riuscito a rifugiarsi nel cortile di una casa. Sta bene, e quando siamo arrivati sul posto gli aggressori si erano già dileguati.

La stessa macchina era stata avvistata ieri notte appostata nei dintorni del presidio di via Chiti per poi girargli intorno più volte.

Nel 2019 alla Gruccia Creations aggressione con tirapugni a chi scioperava, cinque operai all'ospedale. Aggressione a colpi di mazze da baseball davanti agli occhi della polizia lo scorso ottobre alla Dreamland, quattro operai all'ospedale. I padroni sono gli stessi. Conosciamo i loro metodi.

Prato non è solo la città dove lavorare 12 ore al giorno per 7 giorni è diventato normale. Ma anche la città dove le vertenze sindacali si possono provare a risolvere a colpi di mazze da baseball sugli operai. Tutto nel silenzio delle istituzioni e l'impunità.

Non ci arrenderemo mai a questa realtà. Andiamo avanti senza paura.

Venite a sostenere i presidi stanotte.

Tocca uno, tocca tutti.

 

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