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Articoli filtrati per data: Saturday, 15 Gennaio 2022

Vergognosa gestione dell'ordine pubblico da parte della questura torinese durante l'iniziativa del comitato EsseNon che si oppone all'assurdo progetto che si sta per abbattere sul Parco Artiglieri da Montagna: la costruzione di un mega supermercato dell'Esselunga.

Doveva trattarsi di una semplice passeggiata informativa tra i quartieri San Paolo e Cenischia rispetto al progetto di "riqualificazione" dell'area ex Westinghouse. Ma l'iniziativa, partecipata da giovani e giovanissimi, abitanti del quartiere, realtà ambientaliste e studenti e studentesse è stata investita dalla surreale gestione dell'ordine pubblico da parte delle forze dell'ordine, appena dopo la partenza della passeggiata la celere ha sbarrato la strada e caricato i manifestanti per impedirne il passaggio iniziando da subito a mostrare quale sarebbe stato il tenore della giornata. A questo punto in corteo ha scelto di tornare indietro ed imboccare una strada pedonale per dirigersi almeno al Parco Artiglieri da Montagna che dovrebbe lasciare il posto al supermercato. Inspiegabilmente la polizia si è nuovamente schierata all'uscita della stradina pedonale caricando e spezzando in due il corteo che si è poi ricomposto.

A questo punto i manifestanti si sono trovati stretti tra due plotoni di celere ad entrambi gli estremi della strada senza vie di fuga accessibili.

Ma la determinazione dei manifestanti ha permesso di superare lo sbarramento e provare finalmente a fare la passeggiata dopo ulteriori cariche che si sono susseguite lungo tutto il percorso, durato poche centinaia di metri prima di incontrare un'ulteriore sbarramento da entrambi i lati. Almeno sette sono state le cariche da parte delle forze dell'ordine e oltre 15 i feriti tra i manifestanti, di cui molti colpiti dai manganelli sulla testa o sulle braccia. Durante l'ultimo sbarramento è stato necessario l'intervento di un'ambulanza e di diversi residenti dei palazzi vicini a dove si svolgevano i fatti che hanno assistito increduli alle scene di violenza e sporto bottiglie d'acqua e ghiaccio ai manifestanti.

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Immagine da Manituana - Laboratorio Culturale Autogestito

La questura di Torino nasconde il proprio vergognoso operato dietro le norme rispetto alla zona gialla, ma come è risaputo l'applicazione di queste norme è spesso delegata al buonsenso e all'opportunità. Non si capisce quale rischio sanitario rappresenterebbe una passeggiata di alcune centinaia di persone, tutte distanziate e con la mascherina, mentre ci si affolla sui mezzi pubblici, nei posti di lavoro e a scuola e il virus circola liberamente per difendere i profitti dei soliti noti. Una gestione della piazza disastrosa in capo ad un nuovo questore, Ciarambino, che si era presentato solo poche settimane fa come l'uomo della mediazione e del compromesso.

Non c'è che dire, al solito a Torino si tenta di impedire il dissenso legittimo con l'uso della violenza poliziesca indiscriminata.

In una città con sempre minori opportunità per i giovani, sempre meno luoghi di aggregazione e cultura, devastata dall'inquinamento e la cementificazione si fa fatica a respirare. In questi tempi di pandemia poi le possibilità di una vita dignitosa si sono ulteriormente ristrette.

Ma la giornata di oggi è anche la dimostrazione che l'accettazione ha un limite, che in molti immaginano un futuro diverso per questa città e hanno cuore, voglia e determinazione per tentare di invertire la rotta. I sorrisi, la voglia di continuare, di resistere che si sono visti in questo corteo assediato che ha dovuto conquistarsi metro per metro un minimo di praticabilità dello spazio pubblico ci dicono che il loro tentativo di instillare terrore con la violenza ha fallito. D'altronde questa lotta è una lotta che parla di molti temi diversi, dal diritto allo studio, con Comala, associazione culturale che ospita una delle più grandi aule studio di Torino e svariate altre attività per giovani e meno giovani che rischia di essere cancellata dalla strada di servizio di un supermercato. Con un parco, uno degli unici due presenti in quartiere che dovrebbe divenire l'ennesimo mostro di cemento (probabilmente figlio di un accordo illegale tra l'amministrazione Fassino ed Esselunga a quanto risulta dalle indagini giudiziarie) in piena epoca di transizione ecologica. Con un quartiere che da tempo è al centro delle mire speculative di palazzinari e cementificatori, ma vorrebbe invece avere i servizi basilari e che i propri luoghi della cultura venissero protetti.

Qui si evidenzia tutta l'ipocrisia di una città sempre più inospitale per i bisogni della maggior parte delle persone e sempre di più imperniata sulla speculazione e sul consumo. Ogni spazio per un dibattito pubblico su questi temi va conquistato con determinazione, e persino in queste condizioni una giornata come quella di oggi è una boccata d'aria perché strappa il velo sul modo in cui viene amministrato in dissenso da queste parti quando si vanno a toccare temi importanti.

Infine una notarella va destinata al Salvini di turno che come sempre si schiera dalla parte del più forte. Questa volta invece di sponsorizzare la Nutella fa una bella sviolinata ad EsseLunga, si sa d'altronde le campagne elettorali vanno finanziate e il Capitone non ha più la verve di una volta, ma il product placement è una buona alternativa.

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Centinaia di manifestanti hanno marciato martedì per le strade della capitale cilena, chiedendo che il nuovo governo di Boric liberi le e i prigionieri per aver lottato.

NEMMENO UN GIORNO IN + NEL CARCERE

All’opinione pubblica:

Noi, un insieme di organizzazioni sociali e politiche, ci siamo organizzate per dare inizio alla campagna “Nemmeno un giorno in + nel carcere”, poiché consideriamo che la liberazione di tutti/e i/le prigionieri/e per aver lottato è un compito di prim’ordine per il movimento popolare. La prigione politica è l’aberrazione con cui lo stato oligarchico castiga i/le che si sollevano contro il sistema di dominio capitalista che in tutto il mondo umilia e sfrutta milioni di esseri umani. È una sfida che assumiamo in modo collettivo e unitario perché sono i Popoli che devono caricarsi sulle proprie spalle la dignità incarcerata. La nostra azione ha come base:

1- La lotta per la libertà senza condizioni e senza eccezioni di tutti/e i/le prigionieri/e politici/e storici, sovversivi, anarchici, mapuche e della rivolta.

2- Agire al margine e contro tutta l’impalcatura istituzionale responsabile del genocidio, la tortura, la detenzione, le mutilazioni e le sistematiche violazioni dei diritti umani commesse con totale impunità da agenti dello stato.

3- Rivendicare il carattere di lottatori/trici popolari di coloro che subiscono la prigione politica, sottolineando la giustezza e la dignità di ogni azione di resistenza portata a termine dai nostri/e compagni/e.

4- Mettere fine a tutte le forme di prigione politica. Oltre ai/alle compagni/e che si trovano nei penitenziari, dobbiamo aggiungere coloro che scontano pene alternative come gli arresti domiciliari e coloro che sono stati obbligati ad accettare i processi abbreviati e le conseguenti condanne.

5- Annullare tutti i processi e le condanne contro i/le lottatori/trici popolari. Sollevare e rafforzare la protesta nelle strade è una parte fondamentale della nostra protesta. Siamo certi che sarà con la coscienza raggiunta nel calore della lotta e la capacità di mobilitazione popolare, che libereremo i/le nostri/e dalle segrete dello stato della casta dominante.

Continueremo così l’esempio combattivo e trasformatore della Rivolta iniziata nell’ottobre del 2019. Solidarizziamo con tutti/e coloro che hanno subito permanentemente la violenza terrorista dello stato con la sua sequela di morte, repressione e dolore che castiga sempre il Popolo povero ed emarginato.

Con l’urgenza e la conseguenza di sempre, ci siamo autoconvocati per promuovere questa campagna nazionale e internazionale per la libertà delle nostre sorelle e fratelli. Che questa iniziativa diventi di massa in tutte le organizzazioni e si moltiplichino le azioni concrete di solidarietà. Nemmeno un giorno in + nel carcere! Libertà senza condizioni per tutti/e i/le prigionieri/e per aver lottato!

Gennaio 2022.

Radio Plaza de la Dignidad.Muros y Resistencia.Coordinadora 18 de Octubre.Colectivo en Resistencia.Colectivo 21. Asamblea Trawün 18.Asamblea Territorial Barrio Yungay. Comité Recuperación Cuartel Borgoño.Clínica Social Manuel Rodríguez. Asamblea de Bases INBA.Casa Bolívar.Colectiva Memoria Feminista DDHH. Bloque de organizaciones Populares.Asociación Intersindical de Trabajadrxs (AIT). Referente Político Social (RPS).Polo Clasista.Estudiantes por la Causa Popular (ECP).Territorial La Cisterna.Mujeres de la calle. Chile Despertó Suecia.Colectivo Octubre Combativo.Colectivo “Antonio Ramón Ramón”.Cooperativa de Vivienda Ayllü del Barrio Yungay.Grupo de Trabajo «No Estamos Todxs» de México.Colectivos Antifascistas.Escuela Antifascista “Cristian Valdebenito”.Colectivo Libertad Copiapó. Olla Común Libertad Copiapó.Organización por los Derechos del Pueblo y la Libertad de lxs PP.Revista El Topo.Brigada Popular “Ramón Ramón”.Comisión FUNA.Brigada Rescate-B. Bibliokleta Itinerante Popular “Marisol Vera”. Radio La revuelta. Madres x la Educación sin Violencia. Sindicato Único Trabajadores de la Educación (SUTE). Cabildo Maucho. Coordinadora por la Educación pública. Manuel Montenegro Urra, dirigente sindical encarcelado en Valdivia. Maipú Poniente Organizado (MPO). Colectivo de fotógrafos Identidades gráficas. Brigada Weichan (Rescate). Brigada Resistencia (Rescate). Las Manos de Filippi (Banda argentina).Olla Común en Resistencia Abel Acuña.Colectivo Justicia y Libertad.Colectivo Dignidad en Acción.Asociación Funcionarios Co-Docentes de la educación Santiago- AFESA.Comité Defensa del Pueblo «Hermanos Vergara-Toledo».Asamblea Territorial Juan Antonio Ríos.Asociacion Mutual EX-PPS MIR y la Resistencia Popular.Coordinadora Cultural “Camilo Catrillanca”.Cabildo DD.HH. de Quilpué.Acción cultural en Resistencia.Sindicato Nacional de la Construcción, Montaje Industrial-SINAMOC.Corporación 3 y 4 álamos.Vaxjo Solidaritet med Chile (Suecia).Colectivo Radial “En los caminos de la noticia” (Suecia).Trio Memorial.Colectivo Contra el Olvido.Colectivo Solidaridad y Memoria.Colectiva Hijas de la Rebeldía.Organización Popular la R, Antofagasta.Movimiento Revolucionario de Autoemancipación Popular, Antofagasta.Escuelita de Formación Arcadia Flores, Antofagasta.Unión Clasista de Trabajadores-UCT.Asamblea Villas Unidas.Banda Hefaistos.Bloque Feminista Rodriguista.Flopy, psicotrovador.Rita Peña, ex presa política.Periódico Resumen Latinoamericano (Argentina).OLP-Resistir y Luchar (Argentina).Asamblea Constituyente de PAC.Movimiento de Asambleas Autónomas de PAC. Asamblea Constituyente del Maule. Asamblea Territorial en Resistencia La Marina de PAC.Movimiento de Ex-PP Autónomxs por los DD.HH.Apadrinamiento de los presos políticos de la revuelta, chilenos en países bajos.Pensamiento y praxis por Chile.Pobladores Unidos por la Legua.Chile Despertó ungdomar Goterburgo (Suecia).Organización por la amistad sueco chilena de la región Dalarna (Suecia).Toma Mauricio Fredes Quilicura.Casa de Miguel.Cooperativa de Trabajo Ayllü.Vecinos Autoconvocados de Arica.Fundación proyecto Wayra (Viña del Mar).Periódico El Pueblo.Movimiento de Asambleas Autónomas de PAC.Asamblea Constituyente del Maule.Asamblea Constituyente En Acción-ACEA.Colectivo Popular Octubre Constituyente.Grupo de apoyo Libertad para Roberto, Arica. Grupo de apoyo Libertad para Cata, Arica. Red internacional de apoyo a lxs Presxs Políticxs-RIAPPECH. Radio Villa Francia. Asamblea Territorial 11 de Villa Alemana. Asamblea Libertaria Cordillera de Puente Alto. Movimiento de Ex-PP Autónomxs por los DD.HH Colectivo Todos por Ramiro. Coordinadora por la Libertad, Justicia y Reparación.Ramiro a la Calle. Te queremos libre MHN. Agrupación Presos Políticos combatientes 29 VF. Organización Fuerza de bases. Movimiento de Ex-PP Autónomxs por los DD.HH. Profesionales ConVocación.Comisión de Derechos Humanos de Quilpué.Foro por el derecho a la educación pública RM.

video: https://www.facebook.com/watch/?v=1211513669384430

video: https://www.facebook.com/watch/?v=427093615783715

12 gennaio 2022

Resumen Latinoamericano

Da Comitato Carlos Fonseca

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Blitz degli attivisti all'Ordine dei Farmacisti di Napoli in via Toledo contro la speculazione sulla pandemia che prosegue da due anni sulla pelle dei cittadini.

A partire dai test antigenici che in Inghilterra, Germania e Francia sono gratuiti, mentre qui vengono fissati a qualsivoglia prezzo.

Con l'ultimo decreto del governo, le ASL hanno appaltato in pratica a Farmacie e centri privati la gestione della pandemia.

Nei giorni scorsi oltre il 60% dei tamponi riconosciuti dalle Asl campane erano a pagamento. Una vergogna, mentre il presidente dell'ordine dei farmacisti di Napoli, Assessore della Giunta Manfredi, ha cercato di garantire test gratuiti soltanto ai consiglieri comunali... penosa e autoreferenziale operazione di captatio benevolentiae.

Sono invece i precari, gli studenti, le famiglie che non possono sostenere i costi necessari a tutelare la propria salute!

E mentre il governo dichiara la pandemia finita per "decreto" (malgrado centinaia di migliaia di contagi e ancora centinaia di morti al giorno) nella disastrata Sanità pubblica campana i ricoveri ordinari sono già bloccati per reggere il bluff del governatore De Luca sui posti letto disponibili...

Di seguito la convocazione della manifestazione che si terrà il 21 gennaio a Napoli per rivendicare mascherine e tamponi gratuiti:

 

In questa pandemia non siamo sulla stessa barca dei governi e delle lobby: è tempo di remare nella direzione della nostra salute e dei nostri diritti!

Il governo della Pandemia ha chiaramente dato priorità alla crescita del Pil e alla tutela dei profitti rispetto a quella della salute e dei diritti.

La scelta di lasciar diffondere le nuove varianti del covid19, senza alcuna forma di contenimento e nessuna volontà di tracciamento, scommette su una minore aggressività media della malattia (almeno per chi è vaccinato) con il rischio reale di amplificarne i danni umani e sociali per la legge dei grandi numeri. Un calcolo di freddo cinismo.
Ce lo dimostra quello che sta accadendo e la situazione di altri paesi come la Francia a noi molto simili e temporalmente più avanti nella curva dei contagi.

Come con la crisi climatica e la devastazione ambientale che di questa crisi pandemica sono all’origine, i governi europei continuano il proprio balletto sul Titanic.
Nel nome della produzione e dei consumi hanno messo nel conto finanche una nuova crescita delle vittime, sperando che l’iceberg di Omicron non sia troppo grande…
A dominare sono le ragioni dell'economia e l’indisponibilità a toccare i grandi patrimoni e la rendita finanziaria per garantire le dovute risorse alle pubbliche tutele.

In due anni invece, dai trasporti all’edilizia scolastica, dalla Sanità pubblica alla sicurezza sul lavoro poco, o nulla è stato fatto, sia sul piano delle strutture sia su quello organizzativo, per attenuare la diffusione dell’epidemia e garantire al meglio possibile i diritti fondamentali.
La stessa programmazione del Pnrr tradisce questi obiettivi.

Così ogni nuova fase di virulenza viene ancora affrontata col marchio dell’emergenza e dell’improvvisazione.

In Campania, dove la situazione delle strutture sanitarie pubbliche è particolarmente deficitaria, siamo nuovamente al caos e alla sospensione delle visite e dei ricoveri ordinari che pregiudica il diritto di cura per reggere il bluff del governatore De Luca sui posti letto disponibili (pagati a caro prezzo alla sanità privata).

In questa situazione si pone con la massima urgenza la necessità di affrontare l’impatto degli effetti sociali diretti e indiretti della pandemia sui ceti sociali più deboli. A partire dai costi economici su famiglie e precari. Quelli più immediati come la retribuzione salariale delle quarantene, il costo delle mascherine ffp2 e lo scandalo dei tamponi a pagamento che continuano ad arricchire le lobby private di farmacisti e centri d’analisi.

Ma anche le conseguenze indirette che la crisi pandemica sta scatenando: dalla ripresa degli sfratti su larga scala all’aumento monstre sulle bollette elettriche, dagli effetti dello sblocco dei licenziamenti all'inasprimento della disoccupazione e della precarietà, conseguenze di cui il governo vuole lavarsi le mani ma di cui porta chiare responsabilità.

Tocca a noi tutte e tutti lanciare una mobilitazione popolare per riportare con forza le nostre ragioni e i nostri diritti sotto i palazzi di chi governa questa pandemia obbedendo al primato degli interessi dominanti.
Non pagheremo noi questa crisi!

 

 

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Oltre 50 scuole romane hanno occupato dall’autunno in poi e, in questo inizio anno, è nata una rete che le unifica dal nome La Lupa. Come scrivono sul loro canale, le occupazioni “hanno dato un segnale inequivocabile”, un vero e proprio moto di rifiuto nei confronti dell’istituzione scolastica e di come sta venendo gestita la pandemia.

La tutela della salute infatti, è uno dei temi centrali nelle rivendicazioni degli e delle studentesse, non soltanto per ciò che riguarda la sicurezza a scuola relativamente ai contagi, ma anche per tutto ciò che la pandemia ha implicato in questi mesi. Gli e le studentesse chiamano in causa le conseguenze che ha avuto la dad, non riconoscibile come uno strumento adeguato né per l’apprendimento né per il bisogno di socialità, gli strascichi dell’isolamento, la sofferenza psicologica. Era da anni che non si vedeva una mobilitazione così di massa e continuativa nella città e il fatto che prenda le mosse dai disagi reali e dalla rabbia causati da questi due anni fa sì che abbia tutte le carte in regola per continuare e diffondersi.

Ai nostri microfoni Pietro, studente che ha preso parte alle mobilitazioni.

Da Radio Blackout

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