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Articoli filtrati per data: Thursday, 30 Settembre 2021

Il tema dei falsi positivi (in spagnolo “escandalo de los falsos positivos”) è uno scandalo, emerso alla fine del 2008, che ha coinvolto numerosi membri dell’esercito colombiano, responsabili di omicidi extragiudiziali di civili innocenti fatti passare per guerriglieri uccisi in combattimento, nel quadro del conflitto armato in atto dal 1964 tra truppe regolari, Forze armate rivoluzionarie della Colombia (FARC), Esercito di Liberazione Nazionale (ELN) e altre brigate paramilitari.

Successive indagini hanno appurato che tali uccisioni erano compiute su civili estranei al conflitto e che gli omicidi avevano lo scopo di esaltare i risultati repressivi dell’esercito per ottenerne benefici, promozioni e riconoscimenti. I civili, quasi sempre giovani, venivano ingannati con offerte di lavoro, portati in zone remote e assassinati dai militari che camuffavano le vittime per presentarle come guerriglieri uccisi in combattimento. Si calcola che almeno 6.402 civili siano stati uccisi in questo modo

L’organizzazione delle madri di giovani uccisi come “falsi positivi” MAFAPO ha realizzato delle capsule video per spiegare il fenomeno che ha causato la morte di migliaia di persone.

Sottotitoli in italiano a cura del collettivo Colombia Paz y Justicia Social

Da L'America Latina

 

 

 

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Sapeva a memoria Heine e Goethe. Ogni anno leggeva Eschilo in lingua originale. Dante era il suo poeta preferito. Tra i romanzieri amava Cervantes e Balzac.

Nella sua casa di Londra, insieme alla moglie Jenny, aveva organizzato un gruppo di lettura sul tea­tro di Shakespeare. Sembrerebbe il ritratto di un professore erudito, invece è solo un parzialissimo elenco delle passioni letterarie di Karl Marx che un illustre germanista – Siegbert Salomon Prawer, già docente a Oxford e Cambridge – ricostruisce in un libro da poco ripubblicato in italiano e a tutt’oggi insuperato, "Karl Marx e la letteratura mondiale". Una lettura preziosa per rintracciare le centinaia di citazioni letterarie negli scritti di Marx e per comprendere appieno il suo pensiero.Ne parliamo con Donatello Santarone, che ne ha curato l'edizione italiana.

Da Radio Onda Rossa

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I lavoratori della Texprint hanno vinto. Il Tribunale del Lavoro di Prato ha deciso sul primo ricorso di urgenza presentato: il licenziamento è illegittimo. Il lavoratore dovrà essere reintegrato sul posto di lavoro con contratto a tempo indeterminato.

La sentenza del Giudice falcia tutte le accuse contro i lavoratori che da otto mesi lottano davanti ai cancelli della fabbrica. Cosa ci dice in concreto? Quello che noi diciamo da mesi. L'azienda ha inventato di sana pianta fatti mai avvenuti per giustificare il licenziamento dei lavoratori che hanno denunciato lo sfruttamento, addebitando a chi ha scioperato responsabilità di inesistenti “violenze” di cui, per l'appunto, non si è riusciti a produrre uno straccio di prova. Ma non solo: secondo il Tribunale le uniche condotte addebitabili a chi ha scioperato sono irrilevanti da un punto di vista disciplinare. In altre parole: l'unica “colpa” dei lavoratori è quella di aver esercitato il diritto di sciopero. Questo è bastato al Giudice per decretare l'illegittimità del licenziamento, prima ancora di ogni valutazione sulla natura ritorsiva e discriminatoria.

Questa vittoria è il risultato di duecentocinquantasei giorni di presidio e di lotta infaticabile, E' la vittoria di tutti i lavoratori sfruttati del distretto e di quella parte di città che non ha mai mancato di sostenerli, abbracciarli, incoraggiarli. E' la sconfitta di tutti quelli che in questi mesi hanno deciso di stare dall'altra parte, avvallando e sostenendo la criminalizzazione dei 18 lavoratori in sciopero. E' la sconfitta di chi, come il Sindaco, ha definito questi lavoratori un “problema di ordine pubblico”. E' la sconfitta della Questura, che ha provato con multe, sgomberi, arresti a fare “passare la voglia” a questi lavoratori di rivendicare i propri diritti. Hanno perso, perchè nonostante tutto, nonostante gli otto mesi e mezzo di resistenza, non ci siamo arresi. Nelle istituzioni, in troppi, dovrebbero preparare delle scuse. Noi, per stasera, pensiamo a festeggiare. I padroni del Macrolotto corrano a comprarsi i tappi per le orecchie.

Da Si Cobas Prato e Firenze

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Si aprono così i tre giorni di Precop e Youth Cop a Milano, con violente cariche contro lə attivistə che stavano bloccando l'accesso al MiCo dove i potenti del mondo si riuniscono per rilanciare green washing e speculazione.

Questo è uno dei tre blocchi che hanno avuto luogo questa mattina. Appena i manifestanti hanno posizionato lo striscione, le forze dell'ordine hanno reagito violentemente caricando e manganellando lə attivistə di Rise Up 4 Climate Justice.

 

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Durante il blocco, la macchina del ministro Cingolani ha provato a passare, ma è stato costretto a cambiare strada. I blocchi resistono e l'invito è quello di unirsi alla protesta all'incrocio tra Viale Eginardo e Via Flavio Gioia.

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