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Articoli filtrati per data: Tuesday, 04 Maggio 2021

L'unità "Martyr Bedran Gundikremo Vengeance" ha colpito una base militare turca nella città di Sheladize, nel Kurdistan meridionale. Almeno 3 soldati sono stati uccisi e due carri armati sono stati distrutti.

 

In una dichiarazione scritta pubblicata giovedì, l'unità Martyr Bedran Gundikremo Vengeance ha dichiarato che "Il 27 aprile 2021, alle 12:00, abbiamo lanciato un assalto alla base militare di Sîrê dello stato turco nella città di Sheladize nel Kurdistan meridionale." La dichiarazione afferma inoltre: "2 carri armati appartenenti all'esercito turco sono stati distrutti, 3 soldati turchi nei carri armati sono stati uccisi e altri 5 intorno al serbatoio sono rimasti feriti. Lo stato turco sta mentendo riferendo di solo 1 morto e 2 feriti. " "Questa azione è stata eseguita per celebrare l'anniversario del nostro grande comandante Martyr Bedran Gundikremo", ha aggiunto l'unità Vengeance.

 

Tradotto da ANF

 

 

 

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Diversi feriti e tre arresti confermati.

Al termine di una partecipata manifestazione nella giornata del primo Maggio a Vienna, la piazza femminista, anticapitalista e antifascista è stata improvvisamente attaccata da un provocatore munito di spray al peperoncino che si trovava nei pressi della piazza, scambiato prima per militante neonazista, essersi poi rivelato un poliziotto in borghese. I compagni e le compagne hanno allontanato questo personaggio, pensando fosse un partecipante della manifestazione contro le misure anti-contagio svoltasi lo stesso giorno, organizzata dai neonazisti che ormai da mesi marciano impuniti e scortati dalla polizia per le vie della capitale austriaca. La reazione della polizia è stata violentissima, arbitraria e sproporzionata. In un primo momento sono stati fermati/e diversi compagne e compagni che avevano respinto la prima provocazione e l’attacco. Successivamente, con un dispiego di forze inimmaginabile, le forze speciali hanno violentemente attaccato arbitrariamente il resto della manifestazione e chi si trovava casualmente nel parco dove si svolgevano i comizi finali, fermando decine di persone, caricando e attaccando fisicamente con spray al peperoncino e cani, ferendo decine persone che hanno dovuto necessitare di cure mediche sul luogo od in ospedale. A tre persone è stato convalidato l’arresto e si trovano tutt’ora in carcere. Le compagne e i compagni della Plattform Radikale Linke (piattaforma sinistra radicale), come parte dell’organizzazione della manifestazione, hanno rilasciato un comunicato stampa di cui riportiamo di seguito la traduzione.

Enorme violenza poliziesca alla manifestazione del 1 Maggio a Vienna.

Attivist* criticano l’escalation strategica della violenza di stato.

Il primo Maggio si è svolta la manifestazione dal nome “Il Capitalismo è la crisi! Uniamo delle lotte sociale!” partita dalla stazione della metropolitana di Ottakring verso il centro città, partecipata da circa 1700 persone. La piazza finale presso il Sigmund-Freud-Park, nei pressi dell’Università di Vienna, è stata brutalmente attaccata dalla polizia [1]. In conseguenza, diverse persone sono state ferite e almeno nove persone arrestate. Una (rivelatesi successivamente essere tre, n.d.t.) è stata trattenuta in arresto e portata presso il carcere di Josefstadt. Stando alla versione della polizia, la causa dell’intervento risiederebbe in uno striscione fatto calare dalle impalcature della chiesa Votivkirche, chiesa che si trova dal lato opposto della strada rispetto al parco dove si stava concludendo la manifestazione. Compagne/i che si trovavano nei pressi della stessa chiesa sono stati attaccati da una persona con dello spray al peperoncino, persona rivelatosi poi essere un poliziotto in borghese, inizialmente scambiato come un partecipante della vicina manifestazione contro le misure anti-contagio. Immediatamente la polizia ha provato ad arrestare le persone i/le manifestanti [2].

Secondo le testimonianze di testimoni oculari, la polizia avrebbe concluso che l’attacco con lo spray fosse stato effettuato da partecipanti della manifestazione anti-capitalista, un attacco diretto verso i poliziotti in servizio. Persone presenti sul luogo hanno però comunicato che l’attacco era arrivato da un militante di estrema destra e richiesto l’immediato rilascio delle persone fermate. “La polizia non ha mostrato nessuna intenzione di voler trovare un dialogo, ma contrariamente ha cercato un’escalation della situazione, spingendo via i presenti con pugni e calci, gettando le persone a terra, scaraventandole tra i cespugli e su panchine. Come mostrano dei video in nostro possesso, una persona è stata immobilizzata a terra con il naso chiuso per impedirne la respirazione” dice Zissi Fritsche (KSV-LiLi) dall’organizzazione della manifestazione. A causa di questa sproporzionata violenza poliziesca, diversi che stavano partecipando alla parte conclusione della manifestazione, dal parco si sono avvicinati nei pressi della chiesa mostrando la propria giustificata rabbia [3]. A questo punto, la polizia ha iniziato ad attaccare senza ragione la manifestazioni che si stava concludendo nel parco dal lato opposto della strada rispetto alla chiesa (quindi a circa 50 metri da dove erano avvenute le prime cariche n.d.t.), causando panico generalizzato tra la gente presente [4]. “Persone che sedevano al parco, chi ascoltando della musica o chi i discorsi dal palco, ma anche persone completamente indipendenti dalla manifestazione, sono state totalmente travolte dai poliziotti, minacciate e attaccate con manganelli e spray al peperoncino [5]. Stand informativi sono stati distrutti e il camion da cui si stavano svolgendo i discorsi è stato attaccato con spray al peperoncino. Questo intervento è stato assolutamente sproporzionato”, spiega Fritsche.

“Come un uso arbitrario di spray al peperoncino e manganelli contro le persone presenti nel parco possa essere giustificato dall’aver calato uno striscione, è più che discutibile. L’assolutamente sproporzionata operazione di polizia, che ha portato a panico generalizzato e gravi ferimenti, non è assolutamente in relazione con la presunta causa di questa intenzionale escalation da parte di polizia”, riporta Clara Sedlak, portavoce della Platform Radikale Linke parte, con altri gruppi,  dell’organizzazione della manifestazione. Una persona ferita è stata soccorsa sul luogo, tre persone tra i fermati dalla polizia hanno dovuto ricevere cure mediche in ospedale. I paramedici presenti in piazza hanno riportato almeno 50 persone che hanno avuto bisogno di assistenza medica. L’intenzione di voler ottenere un’escalation, oltre che evidente dalla provocazione effettuata da un poliziotto in borghese e dalla disproporzionata operazione, era inoltre chiara già dall’inizio della manifestazione, con minacce verbali provenienti da diversi poliziotti.

“Il 1 maggio, giornata di lotta degli/lle oppressi/e e sfruttati/e, una folla si è presa le strade di Vienna, per manifestare contro il capitalismo, la violenza patriarcale e gli omicidi a sfondo razziale della polizia (il primo maggio è anche il giorno dell’omicidio di Marcus Omofuma, ucciso a 25 anni nel 1999 per soffocamento dai poliziotti viennesi che lo avevano condotto sull’aereo che lo avrebbe deportato in Nigeria, suo paese di origine, n.d.r.), ed è stata duramente attaccata. Il fatto che il ministro degli interni dica che la piazza abbia abusato del proprio diritto a manifestare[6], mostra una dubbia conoscenza storica e costituzionale da parte del ministro di un partito neofascista in un paese neonazista.”, conclude Sedlak.

Plattform Radikale Linke (come parte dell’ organizzazione Mayday) e ÖH Uni Wien

[1] https://twitter.com/PresseWien/status/1388909274890448896
[2] https://twitter.com/PresseWien/status/1388924368441516036 https://twitter.com/PresseWien/status/1388605259354939392
[3] https://www.bonvalot.net/corona-leugnerinnen-drohen-mit-mord-die-polizei-geht-am-1-mai-gegen-linke-vor-821/
[4] https://twitter.com/beton_blau/status/1388503813460566016?s=19
[5] https://twitter.com/PresseWien/status/1388586998840057856
[6] https://wien.orf.at/stories/3101928/

 

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Blocchi e interventi polizieschi (respinti) a Peschiera Borromeo, hinterland milanese, dove da giorni si è concentrata la mobilitazione operaia contro FedEx e i suoi tagli. Un nuovo tentativo di sgombero è stato respinto dal picchetto di lavoratori e Si Cobas, nella giornata di lunedì 3 maggio. Disposti però 15 fogli di via ad altrettanti lavoratori: “un attacco al diritto di sciopero – denunciano i Si Cobas – e un’ennesima provocazione ai lavoratori che sono stati affamati, licenziati e che adesso vengono trattati come dei delinquenti”.

Martedì 4 maggio, intanto, la lotta dei Si Cobas contro FedEx si sposta sotto i palazzi governativi: presidio alle 10.30 sotto Montecitorio, a Roma, per il reintegro dai 300 dipendenti di FedEx Piacenza e per tutte e tutti, in giro per l’Italia.

La corrispondenza con Alessandro Zadra, Si Cobas Milano. Ascolta o scarica

A Prato intanto un’operaia di soli 23 anni è morta in un’azienda tessile a Oste di Montemurlo. La giovane è rimasta intrappolata in un macchinario, un orditoio, dopo essere stata trascinata dal rullo. Salgono così a 222 i morti sul lavoro quest’anno in Italia, un dato che raddoppia, arrivando a 450, calcolando i morti in itinere.Un conteggio a parte va dedicato ai morti per infortuni Covid: 88 medici e 80 infermieri hanno perso la vita solo quest’anno. Il 70% di loro sono donne.

Da Radio Onda d'Urto

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