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Articoli filtrati per data: Friday, 09 Aprile 2021

Il Congresso del popolo del Kurdistan, KONGRA-GEL, dopo la visita ad Ankara della presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen e del presidente del Consiglio Charles Michel, ha criticato il riavvicinamento con la Turchia e ha condannato le azioni degli Stati europei.

“Il fatto che gli interessi economici reciproci siano posti al di sopra di tutti i problemi fondamentali ha mostrato ancora una volta il vero volto dell’UE e del Consiglio d’Europa”, si legge in una dichiarazione pubblicata dal KONGRA-GEL.

I diritti umani non sono tra le priorità dell’Ue e del Consiglio d’Europa

Il comunicato prosegue: “Come si evince dalle dichiarazioni, i diritti umani, la democrazia, i commissari fiduciari, la questione curda in Turchia, il bando di HDP, il tentativo di mettere a tacere l’intera opposizione, il ritiro dalla Convenzione di Istanbul sulla protezione delle donne dalla violenza, i femminicidi, l’impoverimento, i suicidi e le decine di migliaia di prigionieri politici non sono tra le priorità dell’UE e del Consiglio d’Europa.

Il fatto che gli interessi economici reciproci siano posti al di sopra di tutti i problemi fondamentali ha rivelato ancora una volta il vero volto delle istituzioni europee.

La tolleranza dell’UE e del Consiglio d’Europa motivo principale per la continuazione della guerra speciale

La grande tolleranza che l’UE e il Consiglio d’Europa dimostrano nei confronti di Erdoğan mentre lui, con la sua coalizione AKP / MHP, ignora i principi universali dei diritti umani e della democrazia e agisce contro il popolo curdo è la ragione principale per cui questo governo di guerra speciale può continuare i suoi massacri del popolo curdo senza timore di sanzioni. In questo senso, l’UE e il Consiglio d’Europa sono complici del regime AKP / MHP in tutti i suoi crimini.

Il Comitato europeo per la prevenzione della tortura (CPT) aveva documentato gravi violazioni dei diritti umani nel suo rapporto su Imrali. Sebbene una delegazione del CPT fosse stata in Turchia l’11 e il 25 gennaio 2021, non è stata effettuata alcuna visita all’isola prigione di Imrali per verificare i problemi che la stessa commissione aveva espresso nel suo precedente rapporto. Ciò mostra chiaramente la politica ipocrita del Consiglio d’Europa sulla questione curda. Questa politica, contraria a una soluzione, è la base per il regime fascista AKP / MHP per esercitare tutti i tipi di repressione e violenza.

L’Ue è complice dei crimini commessi ad Afrin a causa del proprio silenzio

L’UE, a causa del suo silenzio sull’occupazione, è complice di tutti i crimini commessi ad Afrin, del cambio forzato della demografia, i rapimenti, gli stupri e gli omicidi e la vendita di donne rapite a stati arabi come il Qatar e molti altri crimini . L’UE fornisce sostegno materiale all’insediamento dei mercenari e delle loro famiglie sostenendo la costruzione delle loro case al posto delle case della popolazione sfollata di Afrin. Pertanto, l’UE è direttamente responsabile del genocidio e degli sfollamenti forzati. L’UE ignora il genocidio di Afrin e sostiene le forze mercenarie dello Stato turco politicamente, economicamente e militarmente.

L’UE dà legittimità al fascismo turco

La causa del terrorismo di stato e della guerra totale contro il popolo curdo è la politica statale turca monista-fascista basata sulla negazione e l’annientamento dei curdi.Tuttavia, il sostegno incondizionato dell’UE dà legittimità a questa politica dello Stato turco incentrata sulla politica di sicurezza in relazione alla questione curda.Senza il sostegno dell’UE, lo Stato turco non avrebbe la possibilità di continuare la sua politica basata sulla negazione e l’annientamento. Il sistema statale turco monista fascista, che sta attraversando una grave crisi sociale e politica a causa della guerra contro il popolo curdo presumibilmente intrapreso per combattere il terrorismo, è per la prima volta a un punto così basso.

Dare respiro al fascismo

In questa fase, l’UE e il Consiglio d’Europa avrebbero potuto svolgere un ruolo importante, simile a quello che hanno nella soluzione dei problemi nel Mediterraneo, nella risoluzione della questione curda e nella creazione di una vera democrazia in Turchia. Ciò sarebbe stato nell’interesse di tutte le parti. Una tale situazione avrebbe sostenuto anche il cambiamento democratico nella regione e in tutto il Medio Oriente. Tuttavia, l’UE e il Consiglio d’Europa hanno preferito sostenere l’alleanza fascista AKP / MHP, che insiste sulla guerra, e dare un respiro al fascismo. Sostengono il fascismo turco, responsabile di grandi sofferenze per i popoli del Kurdistan e della Turchia, nonché per l’intera regione, affinché possa restare in piedi.

Tuttavia, il fascismo turco cadrà

Tuttavia, nonostante la politica dell’UE e del Consiglio d’Europa di sacrificare i diritti umani e la democrazia ai loro interessi economici, non saranno in grado di prolungare la vita del governo AKP / MHP. È la lotta delle forze democratiche dei popoli del Kurdistan e della Turchia che determinerà la durata della persistenza del fascismo. In questo senso, le forze democratiche hanno un’opportunità storica. La rabbia dei popoli per fame, povertà, persecuzioni e massacri cresce di giorno in giorno.

Uniti nello spirito del Newroz e di Gezi

Il popolo del Kurdistan ha mostrato il suo atteggiamento nello spirito di Gare e del Newroz. Il fascismo continua a intensificare i suoi attacchi di fronte al chiaro messaggio del Newroz. Di fronte a questi attacchi, in Turchia c’è opposizione in tutti i settori della società . Lo spirito della rivolta di Gezi afferra tutti i perseguitati, tutti gli oppressi, i lavoratori, i giovani, gli studenti e coloro che sono afflitti dall’ingiustizia. Come popoli del Kurdistan e della Turchia, stiamo unendo lo spirito di Gezi e del Newroz.

Abbiamo il potere di sconfiggere il fascismo.Sostengono

Questo processo significa un crollo del fascismo. Nessun potere può fermare i popoli che difendono la libertà e la democrazia. Se le forze democratiche rafforzano la lotta e bloccano la via del fascismo AKP / MHP, le potenze come l’UE e il Consiglio d’Europa devono cambiare le loro politiche a proprio vantaggio. Facciamo appello alle forze democratiche del Kurdistan e della Turchia: confidiamo in noi stessi e nei nostri popoli, abbiamo il potere di sconfiggere il fascismo. Il regime fascista è in guai più grossi di quanto pensi. Il motivo per cui lo stato attacca con tanta veemenza non è la sua forza, ma perché è stato messo alle spelle contro il muro.

In quanto forze democratiche, dobbiamo guidare le persone nella consapevolezza e nella convinzione che otterremo maggiori successi che mai.Dobbiamo affrontare questo processo storico, il processo del crollo del fascismo, con un atteggiamento che ispira fiducia e speranza per la vittoria. Dobbiamo lottare per l’unità delle forze veramente democratiche e raggiungere e organizzare tutti coloro che si oppongono al fascismo senza distinzione. Nello spirito di Newroz e Gezi, salutiamo tutti coloro che stanno guidando la lotta per la democrazia e la libertà e auguriamo loro successo “.

Da Uiki OnlusUiki Onlus

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La crisi pandemica ancora non cessa di causare problemi al comparto agricolo. Secondo Confagricoltura i braccianti stranieri che stagionalmente vengono in Italia sono 320 mila (parliamo ovviamente dei regolari mentre aumentano di molto se consideriamo quelli in nero) che rappresentano il 32% dei lavoratori delle campagne. Di questi, il 62% sono extracomunitari: 17% indiani, 16% albanesi, 15% marocchini, 7% tunisini e 6% senegalesi. Tra quelli comunitari, invece, i rumeni rappresentano ben il 93% della manodopera.

Per vari cavilli burocratici, le proposte della Bellanova non si sono mai concretizzate e ancora oggi ci sono problemi per la questione relativa alla quarantena. Le Organizzazioni Professionali vorrebbero trasformarla in quarantena attiva, facendo lavorare nei campi i braccianti opportunamente distanziati, mentre la burocrazia non concorda con tale possibilità già praticata ad esempio in Germania che quindi diventa attrattiva anche per i lavoratori tradizionalmente impiegati nel nostro Paese.

Nessun corridoio verde quindi con la Romania e diversi paesi, come il Marocco, hanno sospeso i voli a causa della problematica sanitaria. Questa situazione mette in risalto quanto sia ancora importante il lavoro in agricoltura e quanto sia legato alla manodopera straniera più incline ad accettare situazioni di lavoro spesso disagevoli se non addirittura inumane.

Secondo il rapporto EUxploitation dell’Associazione Terra, in agricoltura è ormai schiacciante la presenza di stranieri rispetto agli italiani. Secondo uno studio del Crea, fatto 100 il numero degli italiani dediti all’agricoltura nel 1989, scende a 32 nel 2017; mentre quello degli stranieri sale, nello stesso periodo, da 100 a 1.500!

Anche in questo report si evidenziano grossi cambiamenti nel comparto agricolo a causa dell’introduzione di nuove tecnologie sempre più presenti anche nel settore primario.

Nel Foggiano sono tantissimi i braccianti che raccolgono sia pomodori che asparagi, in parte stabili in parte stagionali. Negli ultimi anni, a causa dell’aumento della raccolta meccanizzata del pomodoro, la richiesta di lavoratori stagionali ha subito una forte flessione. Si ricorre alla raccolta manuale solo in caso di pioggia, quando le macchine raccoglitrici non possono entrare nei campi. Anche per questo, gli insediamenti informali di questa Provincia, i cosiddetti “ghetti”, ospitano migliaia di lavoratori che sperano di essere chiamati anche per singole giornate, in base al bisogno del caporale. Questi insediamenti informali si riempiono ogni estate di migliaia di persone. Nonostante la raccolta manuale sia in forte diminuzione, quest’anno almeno 5 mila stranieri − perlopiù di sesso maschile − si sono diretti nei “ghetti” di questa regione.

Le innovazioni tecnologiche spuntano anche qui alla bisogna. Le leggi che hanno inasprito i controlli e le pene per il reato di caporalato, introdotte dopo decenni di lotte specie nelle piane del sud Italia, ha reso più difficile l’impiego di manodopera in nero o clandestina a basso costo e quindi ha indotto le aziende a risolvere attraverso la meccanizzazione, ad esempio, nella raccolta dei pomodori. Così come risulta dalle informazioni raccolte nel rapporto, le trasformazioni tecnologiche hanno cambiato anche la tipologia degli abitanti dei ghetti sorti in territori agricoli.

Gli abitanti dei “ghetti” non sono tutti braccianti in attesa di lavorare nei campi e la prova sta nel numero di lavoratori necessari alla raccolta manuale del pomodoro: 800 persone al giorno. Gli insediamenti informali hanno quindi perso la loro originaria funzione di luogo di reclutamento della manodopera. Qui non sono tutti alla ricerca di un lavoro, ma di un rifugio in cui trovare forme di solidarietà inter-comunitaria che permettono di sentirsi al sicuro. I residenti dei ghetti sono di tre tipi: richiedenti asilo in attesa di una risposta; richiedenti asilo “diniegati”, esclusi dal sistema di accoglienza del Paese; persone a cui è stato consegnato il foglio di via per abbandonare l’Italia, cioè “irregolari” a cui è stato respinto anche il ricorso.

Questa condizione ha creato un “mercato” parallelo rivolto ai finti braccianti. Se questa è la reale composizione dei ghetti, il mercato prova a spremere anche da lì qualche utile intrecciando aziende compiacenti e braccianti fittizi attraverso iscrizioni e contratti falsi che garantiscono però la possibilità di richiedere e percepire prestazioni a sostegno del reddito da parte dell’INPS (malattia, maternità, disoccupazione). Tutto ciò ovviamente previo pagamento del servizio da parte degli stessi migranti. Questo mercato dei falsi contratti, però, interessa anche gli italiani. Infatti,

un’analisi dei dati Inps mostra che nella provincia di Foggia, nel 2017, su 49.868 braccianti agricoli registrati il 58 per cento (29.143) è di nazionalità italiana. Se si guarda solo ai lavoratori che hanno avuto segnate più di 51 giornate, la percentuale minima per avere i sussidi (22.076 su 29.871), questa percentuale raggiunge il 74 per cento. Numeri che mostrano le dimensioni del fenomeno, che è finito per diventare un welfare parallelo.

Sempre vero, dunque, il vecchio detto: fatta la legge, trovato l’inganno!

La Redazione di Malanova

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Sotto il sole della primavera diventa sempre più chiaro come sia necessario prendere in mano il tema della salute come una battaglia politica da portare avanti in maniera decisa e popolare.

Oggi la politica continua a gestire in modo fallimentare l’emergenza – continuando a chiamarla così dopo un anno di pandemia.  Noi cosa vogliamo? Tracciamento reale dei contagi, possibilità materiali ed economiche per potersi tutelare, investimenti importanti per la sanità territoriale. Altrimenti il vaccino da solo con tutte le criticità che porta con sé non porrà fine alla pandemia. Infatti, la pandemia che stiamo attraversando sarà solo la prima di una lunga serie se non si sarà in grado di trasformare radicalmente il sistema della cura e il modo di stare sulla terra.

Ne abbiamo parlato con Ernesto Burgio, medico esperto di epigenetica, che ci spiega quali sono le cause profonde di questa pandemia e come le azioni messe in campo oggi non siano assolutamente all’altezza.

Con Alessandro Ferretti facciamo il punto sulla situazione dei rischi della pandemia in un settore specifico, quello della scuola, andando a evidenziare quali criticità la gestione attuale continua a perpetrare.

Qui il podcast completo della puntata

Qui la diretta con Ernesto Burgio

Qui la diretta con Alessandro Ferretti

Da Radio Blackout

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In Spagna rivolta antifascista, ieri sera, nel quartiere madrileno di Vallecas, storico borgo operaio alla periferia della Capitale che negli anni ha visto crescere una nutrità comunità migrante e vanta la presenza di un delle tifoserie più calde sul tema dell’antirazzismo, i Bukaneros del Rayo Vallecano.

Il partito di estrema destra Vox aveva organizzato un atto di campagna elettorale in vista delle elezioni nella regione della capitale e centinaia e centinaia di manifestanti sono scesi in piazza a contestare il leader nazionale del partito neofascista, Abascal.

Dure cariche della polizia, almeno 10 contusi e 2 fermati. Polemiche anche per la nota comune dei partiti di centrosinistra – socialisti, Mas Madrid e Unidas Podemos – che avevano chiesto in sostanza agli abitanti del quartiere, uno dei più colpiti dalla dittatura franchista, di lasciare stare…i fascisti.

Con noi Marco Santopadre, compagno che da anni segue da vicino le vicende che coinvolgono la penisola iberica e giornalista che collabora, tra gli altri, con Il Manifesto Ascolta o scarica

Da Radio Onda d'Urto

 

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