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Articoli filtrati per data: Thursday, 22 Aprile 2021

Il Tribunale di Palermo si è espresso: un anno di sorveglianza speciale per Chadli Aloui, giovane studente universitario, attore teatrale e istruttore sportivo palermitano.

Il tribunale di Palermo ha condannato Chadli Aloui, giovane studente universitario, attore teatrale e istruttore sportivo palermitano, ad un anno di sorveglianza speciale, “colpevole” di essere un compagno attivo nelle lotte che si producono in questa città .

La Questura di Palermo aveva chiesto tre anni di misura, con il massimo delle restrizioni. La sentenza del 21 aprile 2021 ha ridimensionato questa richiesta, ritenendo infondati la maggior parte degli elementi forniti.

Nonostante ciò sarà sottoposto per un anno a una limitazione delle libertà personali, conseguenza di questa misura risalente al codice Rocco del ventennio fascista, solitamente applicata per reati comuni, che sempre di più viene decretata anche per reati politici.

“Per il Tribunale di Palermo, Chadli è un soggetto pericoloso, da controllare e reprimere, perché macchiatosi di un grave crimine: non essersi mai girato dell’altra parte davanti alle ingiustizie, alle discriminazioni e alle disuguaglianze sociali” denunciano i suoi compagni e compagne che hanno dato vita ad una campagna di solidarietà con Chadli  che lo scorso novembre aveva anche raccolto un migliaio di firme tra i suoi colleghi, amici, compagni, oltre che registi, attori, lavoratori dello spettacolo, docenti universitari e tante realtà politiche e sociali.

Radio Onda d’ Urto ne parla di quanto accaduto e della mobilitazione per Chadli con Ludovica, compagna del centro sociale Ex-Carcere di Palermo. Ascolta o scarica

Radio Onda RossaRadio Onda Rossa ne parla con una compagna di Palermo. Ascolta o Scarica

Da Osservatorio RepressioneOsservatorio Repressione

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L’ex agente di polizia Derek Chauvin è stato ritenuto, dalla Giuria popolare di Minneapolis, Minnesota, colpevole per tre capi di accusa nel processo sull’omicidio di George Floyd: omicidio colposo, omicidio di secondo grado preterintenzionale e omicidio di terzo grado.

I giurati, riuniti in camera di consiglio da lunedì 19 aprile, hanno raggiunto il verdetto all’unanimità. Derek Chauvin, 44 anni, è colpevole di aver ucciso il cittadino afroamericano George Floyd, 46 anni, la sera del 25 maggio 2020. Floyd era stato fermato dopo essere stato accusato dal commesso di un negozio di aver cercato di pagare con una banconota falsa. Per 9 minuti e 29 secondi, Chauvin tenne il ginocchio premuto sul collo della vittima, tenuta sdraiata a faccia in giù. Floyd disse più volte di non poter respirare, ma il poliziotto non allentò la presa. Le immagini furono riprese con un telefonino e fecero il giro degli Usa e del mondo, scatenando un’ondata di mobilitazioni del movimento Black Lives Matter, contro il razzismo sistemico e la violenza della polizia, in ogni città degli States e in tutto il pianeta.

Con l’omicidio di secondo grado, Chauvin viene ritenuto colpevole di aver causato la morte di una persona senza averne l’intenzione, ma assumendone il rischio. La pena va da 10 a 15 anni di carcere, ma in alcuni casi si può arrivare a 40 anni. Con l’omicidio di terzo grado si stabilisce l”indifferenza alla vita umana”. La pena varia da 10 a 15 anni di carcere, con un massimo di 25. Con l’omicidio preterintenzionale si afferma il principio della “colpa negligente”. La pena varia da tre anni e mezzo a 4 anni e nove mesi. Chauvin è stato ritenuto colpevole per tutti e tre i capi di imputazione, dunque le pene si sommano. Sarà il giudice a decidere, in un secondo momento. L’ex agente può essere condannato a un massimo di 40 anni ma, qualora venissero riconosciute le aggravanti, può arrivare a 70.

Il commento alla notizia con le voci di Silvia Baraldini, storica attivista per i diritti degli afroamericani, e la docente all’Università di Bologna, Raffaella Baritono Ascolta o scarica

Da Radio Onda d'Urto

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Pubblichiamo il video di Giovanna, colpita sabato sera da un lacrimogeno sparato ad altezza uomo, durante un’iniziativa di solidarietà ai No Tav che resistevano sul tetto dell’ex-autoporto di San Didero. Oggi Giovanna subirà un intervento maxxillo facciale alle Molinette.

Le siamo tutte e tutti vicini e non avremmo mai voluto vederla esporsi in queste condizioni, ma vista la macchina del fango messa in atto da Questura e da alcuni politicanti, questo video serve per fare chiarezza una volta per tutte visto che è stato addirittura messo in dubbio da che cosa è stata colpita.

È da tempo che denunciamo l’uso dei lacrimogeni da parte delle forze dell’ordine, che vengono intesi come “un tiro al No Tav” del quale persino vantarsi (video dei CC).

Oltre a Giovanna, nel corso degli anni, ci sono stati altri No Tav feriti gravemente e scientemente da parte di chi, per difendere un’opera inutile, attua una vera e propria guerra nei nostri confronti, attentando alle nostre stesse vite.

Siamo contenti di sapere che le condizioni di Giovanna poco per volta migliorino e le inviamo un augurio speciale per l’intervento che subirà oggi e speriamo di riabbracciarla al più presto.

 

Forza Giova! La Valle ti aspetta!

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