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Articoli filtrati per data: Saturday, 17 Aprile 2021

A Torino in mattinata si è svolta la prima piazza organizzata dal nodo regionale di Non Una Di Meno e dalla rete Molto più di 194 per tutelare il diritto a un aborto sicuro, libero e accessibile. 

La regione Piemonte, dopo la proposta da parte di Maurizio Marrone di limitare l’accesso all’aborto farmacologico di qualche mese fa, ha emanato un bando che permette alle organizzazioni anti-abortiste di portare avanti la loro propaganda all’interno degli ospedali e dei consultori.

Questa possibilità aumenta le difficoltà legate all’IVG che già all’oggi non consente di effettuare un aborto in condizioni ottimali, ma sottopone la persona a pressioni psicologiche da parte del personale medico obiettore di coscienza e a numerosi problemi di ordine burocratico.

Moltissime le persone presenti già questa mattina in piazza Castello, mentre ieri si è svolta un mail bombing contro la Regione Piemonte per rivendicare il diritto all’autodeterminazione e per porre l’attenzione sulla pericolosità di questi provvedimenti. È evidente che continuare in questa direzione incontrerà l’opposizione forte e tenace di moltissime donne e di tutti coloro che non cederanno la possibilità di scegliere in maniera libera e sicura sui propri corpi.

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L'HPG rende omaggio alle guerrigliere Gulan Hêmin, Mizgîn Cigerxwîn e Sozdar Feraşîn cadute come martiri dopo il bombardamento da parte dell'esercito turco delle zone di difesa di Medya nel settembre 2020. 

Il Centro Stampa delle Forze di Difesa del Popolo (HPG) ha pubblicato i nomi di tre donne guerrigliere cadute come martiri nel bombardamento da parte dell'esercito turco delle zone di difesa di Medya nel Kurdistan del Sud il 25 settembre 2020. Le informazioni sull'identità delle guerrigliere sono le seguenti:

Nome in codice: Gulan Hêmin

Nome e cognome: Zilan Gök

Luogo di nascita: Mûş

Nome del padre e della madre: Gülazer – Abdulmenaf

Data e luogo del martirio: 25/9/2020 / Medya Defense Areas

Nome in codice: Mizgîn Cigerxwîn

Nome e cognome: Şehnaz Okşamak

Luogo di nascita: Amed

Nome della madre e del padre: Emine - Metin

Data e luogo del martirio: 25/9/2020 / Medya Defense Areas

Nome in codice: Sozdar Feraşîn

Nome e cognome: Emine Bor

Luogo di nascita: Van

Nome del padre e della madre: Behiye - Yusuf

Data e luogo del martirio: 25/9/2020 / Medya Defense Areas

Il comunicato dell'HPG ha detto: "Gulan Hêmin è nata a Malazgirt nella provincia di Mûş come figlia di una famiglia patriottica curda. Ha fatto il suo primo incontro con il movimento di liberazione curdo quando era una bambina. Formata dalla volontà di far parte di questo movimento, di resistere al dominio maschile e statale sulle donne del Kurdistan, di crearsi di nuovo e di dare così un contributo importante alla lotta di liberazione, la nostra compagna Gulan si è unita alle file della Guerriglia".

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La dichiarazione continuava: "Mizgîn Cigerxwîn è nata nel distretto di Silvan vicino ad Amed come figlia di una famiglia tradizionale di lavoratori. È cresciuta in un ambiente afflitto da un'oppressione ostile e ha incontrato da bambina il volto disumano dello stato turco genocida".

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L'HPG ha continuato: "Sozdar Feraşîn è nato a Van da una famiglia patriottica. Quando aveva due anni, sua madre fu arrestata. Come risultato, ha trascorso la sua infanzia dietro le mura della prigione del regime turco. In questo modo ha conosciuto il volto disumano dello stato turco, ha sperimentato l'oppressione ed è cresciuta con i sentimenti di odio e di rabbia che questo ha causato".

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Tradotto da https://anfenglish.com/kurdistan/

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Tecnici audio, video e luci, direttori artistici, facchini, promoter, autori, porteranno lo strumento di lavoro principale, il baule di scena, in piazza del Popolo a Roma, oggi sabato 17 aprile.

#IlGovernononcivede è lo slogan scelto dal movimento che dà voce ad oltre 500mila tra tecnici e professionisti degli eventi live, settore che comprende concerti musicali e eventi culturali, fermi da oltre un anno causa pandemia Covid-19. “È passato un anno e nulla è cambiato- scrivono gli organizzatori-Settori economici, cultura e interi comparti importanti del Paese sono stati lasciati indietro. L’industria dello spettacolo-eventi-fiere-congressi-musica live è quella che continua ad essere un fantasma per le istituzioni. Interventi sporadici, nulla di strutturale sull’emergenza. Nessuna visione per la ripartenza. Nessuna impostazione per una riforma”.

“L’industria dello spettacolo dal vivo continua ad essere un fantasma per le istituzioni” denunciano gli aderenti di “Bauli in piazza – We make events Italia” che al ministro della cultura Dario Franceschini chiedono più aiuti economici e l’avvio di un tavolo interministeriale per la riforma strutturale del settore.

Da Piazza del Popolo a Roma Andrea Cegna della nostra redazione e di BULLS -Brescia Unita Lavoratrici e Lavoratori dello Spettacolo  Ascolta o scarica

https://www.facebook.com/Bauliinpiazza

Da Radio Onda d'Urto

 

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Condividiamo il comunicato del SI Cobas sulla giornata di lotta che ha avuto luogo ieri a Roma rispetto alla vertenza FedEx-Tnt ed alle altre importanti vertenze operaie e dei disoccupati.

GIORNATA DI LOTTA A ROMA. LA MOBILITAZIONE ARRIVA SOTTO AI PALAZZI DEL POTERE: I MINISTERI DEVONO RICEVERCI!

Stamattina in centinaia siamo scesi in piazza a Roma per dar voce alla rabbia dei lavoratori di Piacenza e di tutta la filiera Fedex nazionale con un presidio all'esterno del ministero dello sviluppo economico.

La manifestazione ha ricevuto il sostegno del movimento dei disoccupati 7 novembre di Napoli, anch'essi impegnati in una lunga vertenza che vede coinvolti il MISE e il ministero del lavoro, e dei lavoratori della Texprint di Prato protagonisti in questi mesi di una durissima battaglia per il rispetto della giornata lavorativa di 8 ore. In piazza anche numerosi solidali, principalmente studenti delle realtà aderenti al Patto d'azione.

All'annuncio che non ci sarebbe stato nessun incontro per le nostre vertenze sono scaturiti momenti di tensione all'ingresso del MISE.

Dopo una lunga trattativa si è aperta un interlocuzione per gli operai che una volta saliti in delegazione hanno esplicitamente richiesto prima di entrare nel merito della loro vertenza che fosse garantita successivamente anche una delegazione dei disoccupati.

Solo dopo il tentativo di corteo al Ministero del Lavoro si è aperto anche per disoccupati un canale di interlocuzione con il Dirigente dei rapporti del lavoro del Ministero del Lavoro fino all'ottenimento dell'incontro.

Riguardo TNT/FedEx Piacenza abbiamo chiesto al ministero di assumersi le proprie responsabilità e trovare soluzioni immediate, in assenza delle quali abbiamo ribadito che intensificheremo la lotta e gli scioperi su tutta la filiera Fedex nazionale e nell'intero settore della logistica. Pretendiamo convocazione di un tavolo ministeriale alla presenza di TNT/ FedEx. Il rappresentante del Ministero del Lavoro presente all'incontro, Romolo De Camillis, ha ribadito la refrattarietà di Fedex ad aprire un confronto nazionale e la sua ferma volontà di chiudere l'hub di Piacenza: fatti di cui i circa 300 lavoratori buttati per strada dalla sera alla mattina erano ampiamente a conoscenza, avendolo sperimentato sulla propria pelle in settimane di scioperi e mobilitazioni.

Ma evidentemente le generiche manifestazioni di buona volontà dei rappresentanti dell'esecutivo si fermano di fronte alla realpolitik e vengono sacrificate sull'altare del patto d'acciaio tra il governo Draghi e quei vertici Cgil che in queste settimane sta fungendo da apripista ai piani di ristrutturazione voluti da Fedex.

Di fronte a questo status quo, la delegazione del SI Cobas ha chiarito che la lotta andrà avanti, e che se il governo, in primis i ministeri competenti, intende sottrarsi alle proprie responsabilità politiche, dovrà mettere nel conto un'ulteriore intensificazione degli scioperi e dei disservizi nell'intero comparto del trasporto merci, e con nuove iniziative di protesta sotto alle sedi istituzionali romane.

Non permetteremo che quegli stessi lavoratori che hanno garantito l'approvvigionamento di merci e generi di prima necessità anche nelle fase più acute della crisi pandemica, oggi vengano "ripagati" con un'ondata di licenziamenti; non consentiremo che 300 famiglie vengano ridotte alla fame per la sete di vendetta di una multinazionale senza scrupoli!

Riguardo alla lotta di disoccupati, il Ministro Orlando risponderà alla richiesta di Comune e Citta' Metropolitana di convocazione di tavolo interistituzionale. Un passaggio importante che tuttavia è stato richiesto dal movimento da anni, più volte promesso e mai convocato, e che quindi ci porta ad esprimere un moderato ottimismo sullo sblocco di questa vertenza senza però nutrire particolari illusioni sulla sua effettiva convocazione. In ogni caso, se entro il giorno 22 Aprile non ci saranno esiti positivi, vi saranno inevitabilmente ulteriori iniziative di lotta.

Infine la vertenza Texprint: anche qui assistiamo a una vicenda di arbitrii e di violazioni palesi delle normative di legge e contrattuali, con episodi di sfruttamento brutale della manodopera, e anche in questo caso abbiamo chiesto al ministero di convocare urgentemente un tavolo con l'azienda per scongiurare un ondata di licenziamenti, sottolineando che il prossimo 24 aprile si terrà a Prato una manifestazione nazionale a sostegno di questa lotta e dei lavoratori dell'intera filiera tessile pratese.

Il risultato più importante di questa giornata è quello di aver dimostrato ai padroni e allo stato che vertenze anche molto diversificate tra loro possono unirsi concretamente in nome della comune battaglia contro la miseria e lo sfruttamento.

Fuori al ministero del lavoro si è manifestata chiaramente la consapevolezza della necessità urgente e immediata di unirsi in un unico fronte di lotta.

Il motivo è semplice: PER OGNI DUE OPERAI SUPERSFRUTTATI, SI CREANO DUE DISOCCUPATI IN PIÙ.

TOCCANO UNO- TOCCANO TUTTI!

SOLO LA LOTTA PAGA!

UNITI SI VINCE!

Si Cobas nazionale

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Appello urgente all’azione. Per 4 giorni nessuno ha potuto parlare con Mumia.

Siamo venuti a conoscenza che Mumia Abu-Jamal, il conosciuto internazionalmente veterano del Partito delle Pantere Nere, prigioniero politico e giornalista radio, durante lo scorso fine settimana sentiva un dolore cardiaco. Lo hanno portato in ospedale, dove sarà sottoposto ad un intervento chirurgico al cuore nella mattinata del 15 aprile.

Chiediamo che:

Prima dell’operazione chirurgica, Mumia possa chiamare al telefono sua moglie Wadiya Jamal; la sua sostenitrice da molti anni Pam Africa; il suo dottore scelto, Dr. Ricardo Alvarez; e il suo consigliere spirituale, Mark Taylor. Mumia non sia incatenato nel suo letto d’ospedale, come di solito succede nello stato della Pensilvania e in quasi tutte le parti degli Stati Uniti. Mumia, un uomo innocente, sia immediatamente liberato dalla prigione.

Non serve guardare lontano per vedere il pericolo mortale rappresentato dal incatenamento di un paziente. Il nostro amato predecessore e prigioniero politico Romaine ‘Chip’ Fitzgerald è stato incatenato al suo letto d’ospedale negli ultimi suoi giorni. Era appena cosciente di fare la sua ultima transizione due settimane fa, il 28 marzo, dopo aver passato 52 anni in prigione.

Secondo il Dr. Ricardo Alvarez, il dottore di Mumia, “Qualsiasi prova dell’incatenamento sarà considerata un deliberato danno a Mumia e la perpetuazione del trauma ben documentato che ha già sofferto”. Gli echi della schiavitù sono chiari e forti, come mostrati da Eric Williams nel suo libro Capitalismo e Schiavitù. Per la prima volta nella storia umana è avvenuta la distribuzione globale e l’uso massiccio di catene, manette e incatenamenti per controllare persone africane schiavizzate.

Il Dr. Alvarez aggiunge che “Ci sono sufficienti prove giuridiche e mediche che provano che Mumia ha sofferto danni gravi perché medici, legali, poliziotti e giudici non hanno osservato le norme appropriate. Mumia è stato recentemente ospedalizzato per il Covid e l’Insufficienza Cardiaca Congestiva con una storia di alta pressione arteriale, cirrosi del fegato e diabete, causati dalla negligenza medica ben documentata nei tribunali. Il suo unico rimedio è la libertà”.

Per favore chiamare i seguenti uffici per chiedere che sia concesso immediatamente il permesso affinché Mumia parli al telefono con sua moglie, Pam Africa, il suo dottore e il suo consigliere spirituale; che nell’ospedale non sia incatenato al suo letto, e che sia immediatamente liberato.

John Wetzel, Head of PA DOC        717-728-2573

PA DOC, Christopher Oppman, Deputy Secretary for Administration who oversees healthcare           717-728-4122 o 717-728-2573 Ext 5

SCI Mahanoy Superintendent          570-773-2058

Tom Wolf, Governor of PA                 717-787-2500 ext. 3

Amig@s de Mumia

15/04/2021

La Haine

Da Comitato Carlos Fonseca

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