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Articoli filtrati per data: Friday, 16 Aprile 2021

 

15 Aprile, Chicago, Illinois, rabbia e sconcerto dopo che la polizia ha reso pubblico il video dell’ennesimo omicidio da parte delle forze dell’ordine di un ragazzo di 13 anni.

Il ragazzo si chiamava Adam Toledo ed è stato freddato con colpi di arma da fuoco dopo un breve inseguimento. La polizia sostiene che il ragazzo avesse in mano una pistola, cosa assolutamente falsa come si evince dal video che sta circolando in rete.

L’agente omicida è Eric Stillman. A pochi giorni dalla morte di Daunte Wright, gli Stati Uniti sono ancora sconvolti dalla brutalità e l’efferatezza delle proprie forze dell’ordine.

Il Sindaco di Chicago invita alla calma e chiede chiarimenti alle forze di polizia, appello rispedito al mittente mentre la popolazione scende per le strade.

Seguiranno aggiornamenti.

No Justice, No Peace. Black Lives Matter.

 

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Da ieri Dana è stata trasferita ai domiciliari con tutte le restrizioni legate al divieto di incontro. Di seguito alleghiamo il suo saluto su facebook dopo la scarcerazione e la lettera che le ha rivolto il movimento No Tav. In calce infine un articolo di Alberto Perino che risponde ad un articolo di La Stampa sulle esternazioni della magistratura.

Il saluto di Dana: Fuori dal carcere, purtroppo ai domiciliari e non nella mia amata valle, ma a Torino. Ho il divieto di accompagnarmi o frequentare chi appartiene al movimento No Tav e altre restrizioni che a breve capirò meglio...insomma, non si sono ancora pacificati! Io intanto, nel mentre che realizzo tutto questo, vi dico che sto bene e che il mio cuore è nell' unico posto dove può stare, a fianco di chi da giorni lotta per difendere la valle! Siate saldi, io sono con voi ed il vento delle nostre montagne, anche se lontano da qui, non ha mai smesso di accarezzarmi il volto. Fino all' ultimo respiro! Avanti No Tav!

Cara Dana, ora che sei finalmente tornata a casa...

Cara Dana,

ora che sei finalmente tornata a casa, anche se non nella tua amata Bussoleno in Valsusa, siamo certi che poco alla volta ti riapproprierai delle tue libertà.

Quando ieri è arrivata la notizia della tua scarcerazione, ci siamo tutti immediatamente agitati dalla contentezza e dalla voglia di riabbracciarti. Saremmo voluti venire di corsa tutte e tutti sotto al carcere!

Immaginavamo però che il provvedimento mantenesse comunque delle caratteristiche vendicative, nonostante l’ottima relazione dell’equipe trattamentale interna al carcere, che è il pilastro su cui dovrebbe fondarsi la valutazione dei magistrati, come hanno aggiunto anche i tuoi avvocati. Tant’è che purtroppo ti è stata concessa la detenzione domiciliare con tutte le restrizioni e non ti è permesso accompagnarti o ricevere visite da chi è parte del movimento No Tav o dell’Askatasuna.

Ci viene subito da pensare che sembra essere una colpa quella di condividere con i propri affetti la voglia di costruire un mondo libero dalle ingiustizie sociali e di lottare contro chi vuole devastare la terra e speculare sulla vita di tutte e tutti noi. Resta che però abbiamo tirato un grande sospiro di sollievo nel saperti finalmente fuori da quelle orribili mura.

Cara Dana, chissà come sarà andata la tua prima notte in una casa, in un letto vero, senza sbarre, senza il rumore delle chiavi, delle serrature, dei manganelli sulle sbarre. La possibilità di recuperare un’intimità personale, di cura e riposo.

Immaginiamo che non sia stato semplice salutare le tante compagne di detenzione che in questi lunghi sette mesi sono diventate la tua famiglia in qualche modo, come pensiamo che lasciare lì Fabiola, con cui hai condiviso tre mesi di detenzione e lo sciopero della fame, sia stato ugualmente difficile.

Ma ora è il tempo della riconquista della libertà. La strada sappiamo essere ancora un po’ in salita, ma ci rallegriamo nel saperti fuori dal carcere.

È stata tantissima la solidarietà che nel tempo si è costruita in tuo sostegno. Da realtà come Amnesty International e Greenpeace, alle incredibili Mamme in Piazza per la Libertà di Dissenso, che dall’8 ottobre ogni giovedì si sono ritrovate sotto il carcere; la lunga lista di realtà in lotta che in tanti anni hanno avuto la possibilità di incontrarti e condividere un pezzo di strada insieme a te; il lunghissimo elenco tra giuristi, intellettuali, persone della cultura e dello spettacolo tra cui Elio Germano, Zerocalcare, Giovanna Marini e altri circa 800 firmatari dell’appello che chiedeva a gran voce la tua liberazione.

E poi ovviamente le Fomne Contra ‘l Tav e tutto il movimento No Tav che no ha smesso per un solo secondo di sentirti vicina.

Un grazie speciale vogliamo mandarlo ai tuoi avvocati per quanto hanno fatto in questi lunghi mesi, combattendo contro un’ingiustizia amplificata da un sistema carcerario basato solo sulla repressione.

A loro va un sentito ringraziamento perché in questi sette lunghi mesi, sono venuti a trovarti ogni settimana, con l’emergenza sanitaria in corso, anche più volte. Con lo stesso affetto che faceva battere i nostri cuori qui fuori.

Insomma, la solidarietà è un’arma potente e meravigliosa, che ci ha permesso di tenere duro tutto questo tempo che, a volte, è davvero sembrato infinito anche per noi qui fuori.

Ma adesso è arrivato il momento di riconquistare la libertà per te, ma anche per Fabiola che purtroppo si trova ancora in carcere e anche per Stella e Mattia, anche loro ancora ai domiciliari.

Vogliamo che il lungo elenco dei/delle No Tav ancora afflitti da restrizioni della propria libertà tornino liberi al più presto e faremo tutto il necessario perché ognuno possa ritornare a percorrere i sentieri della Valsusa, quegli stessi sentieri che ci hanno fatto incontrare e creare relazioni indistruttibili e intoccabili anche dai più duri dei provvedimenti punitivi.

“Si parte e si torna insieme”, sempre! È la promessa che rinnoviamo anche questa volta!

Che il vento della Valsusa possa tornare presto a soffiare sul tuo viso di donna libera e su quello di tutte e tutti i No Tav ancora ristretti!

Forza Dana e Avanti No Tav!

 

 

La legge è uguale per tutti. Tranne per speculatori e polizia

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Viviamo in un Paese che era definito, una volta, la culla del diritto e che LA LEGGE È UGUALE PER TUTTI. Questa è la favola che raccontano per tenere buoni i cittadini-sudditi. Ma non è così.
I giudici dicono a Dana e a tutti i NO TAV: Lottate, ma nel rispetto della legge.

Signori Giudici, ma occupare manu militari e recintare terreni che non sono ancora stati espropriati ai legittimi proprietari è rispettare la legge?
Quale legge consente questo sopruso?

Signori Giudici, in base a quale legge lo stato impegna migliaia di sbirri per permettere ad una azienda privata di occupare dei terreni privati non espropriati e di recintarli manu militari ed impedisce al legittimo proprietario di accedere quando e come gli pare ai SUOI terreni?

Signori Giudici, se i gas lacrimogeni al CS vietati per l’utilizzo in guerra dalle convenzioni internazionali perché gravemente tossici per la salute in quanto cancerogeni, teratogeni e mutageni, come possono essere utilizzati contro le popolazioni inermi del proprio Paese?

Signori Giudici sulle pareti dei vostri tribunali campeggia la scritta LA LEGGE È UGUALE PER TUTTI, come mai non la fate rispettare anche a TELT in Clarea a Chiomonte e alla SITAF a San Didero?
Sapete, i cittadini hanno l’impressione che lo stato faccia le leggi per il gusto di permettere ai “GRANDI E POTENTI” (qui da noi STAF, TERNA, TELT) il gusto di violarle impunemente per ribadire che loro sono loro e i cittadini non sono un cazzo!

Signori Giudici, le leggi le devono solo rispettare i NO TAV e non i devastatori della nostra amata Valle? Vero?

Signori Giudici, mi sembra che siate molto attenti alle nostre pagliuzze e non voliate mai vedere le travi di SITAF e TELT.

Che pena, Signori Giudici…

 

 

 

 

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Questa notte altre due compagne hanno raggiunto i resistenti del presidio...

 

5 milioni di euro pubblici spesi per il fortino di San Didero evidentemente non bastano allo Stato per impedire ai notav di raggiungere i presidianti nella casina sul tetto!

In questi giorni abbiamo assistito alla mobilitazione di 2000 forze dell'ordine e digos, al posizionamento di centinaia di jersey, di una decina di torri faro e di kilometri di filo spinato, alla chiusura dei passaggi per animali sotto l'autostrada con doppie reti elettrosaldate e ancora filo spinato, per una spesa totale che sarà di 5 milioni di euro.

Lo Stato ha così trasformato la piana di San Didero, un luogo che negli ultimi mesi aveva ripreso a vivere, dopo anni di abbandono, come spazio collettivo e luogo di confronto, in un fortino militare che rimanda a scenari di guerra.

Ciononostante, abbiamo deciso di non arrenderci alla loro prova di forza e di continuare a popolare il presidio assicurando così una presenza forte e costante sul tetto.

Da diversi giorni, infatti, alcuni ed alcune notav, nonostante l'incredibile dispiegamento di forze dell'ordine, è riuscita a intrufolarsi sotto il loro naso e dare il cambio ai resistenti nella casina. Si scende e si sale, arrivano provviste, farmaci e acqua, forze nuove per tenere la posizione sul tetto dell'ex-autoporto.

Truppe di occupazione violente, incapaci e ridicole. Non potete fermare il vento, gli fate solo perdere tempo!

SIAMO LA NATURA CHE SI DIFENDE!

Appuntamenti: oggi alle 13 inizio del campeggio e alle 18 assemblea aperta, nei prati dietro il cimitero di San Didero.

Per domani inoltre è prevista una mobilitazione no Tav alle 17  al parcheggio dell'acciaieria di San Didero:

San Didero Manif

 

 

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