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Articoli filtrati per data: Tuesday, 13 Aprile 2021

Iran. “Gli Usa non otterranno alcun vantaggio nei colloqui sul nucleare attraverso sabotaggi o sanzioni”. E’ il monito del ministro degli Esteri iraniano, Mohamamd Javad Zarif, 48 ore dopo l’attacco alla centrale nucleare di Natanz, attribuito a Israele: “i sionisti – ha aggiunto Zarif – hanno fatto una pessima scommessa attaccando Natanz”.

Israele, come di costume, non ha rivendicato l’attacco ma i media di Tel Aviv, senza smentite, sostengono la paternità del Mossad e delle altre agenzie di sicurezza israeliane dietro il cyberattacco, con un blackout e – pare – anche un incendio. Il ministero degli Esteri di Tehean ha ammesso che “alcune centrifughe IR-1”, necessarie per l’arricchimento dell’uranio, “sono state danneggiate” nell’attacco.Arrestata almeno una persona.

Dal canto suo il premier israeliano in pectore, Benjamin Netanyahu, ha incontrato il segretario Usa alla Difesa Lloyd Austin, promettendo di “volere fare tutto ciò che è in mio potere per fermare l’accordo sul nucleare iraniano”, che proprio in queste ore sta cercando, faticosamente, di ripartire, a Vienna.

La nostra intervista Farian Sabahi, giornalista, iranista e autrice di numerosi articoli, saggi e libri sull’Iran.

Da Radio Onda d'Urto

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Il 13 aprile 2015 moriva Eduardo Hughes Galeano, giornalista, scrittore e saggista uruguaiano, una delle voci più importanti del continente latinoamericano.

di Maria Teresa Messidoro (*)

“La divisione internazionale del lavoro consiste nel fatto che alcuni Paesi si specializzano nel vincere, altri nel perdere. La nostra regione, che oggi chiamiamo America Latina, fu molto precoce e si specializzò nel perdere….”.

Così inizia Le vene aperte dell’America Latina, il libro che pubblicò Galeano esattamente cinquant’anni fa, quando aveva trentun anni. Lui sapeva che poteva apparire un sacrilegio un manuale divulgativo di economia politica con lo stile di un romanzo di amore o di storie di pirati.

 

Ma è proprio questo irriverenza la chiave del fascino del suo libro per diverse generazioni di latinoamericani e non solo.

Un libro importante, nato grazie alle ecclettiche fonti utilizzate dall’autore: compaiono infatti citazioni di Alexander Von Humboldt, Domingo F. Sarmiento, Bartolomé Mitre, José María Rosa, Tulio Halperin Donghi, Celso Furtado, Fernando Ortiz, Gregorio Selser, José Carlos Mariátegui, José Luis Busaniche, Darcy Ribeiro, Dardo Cúneo, Raúl Scalabrini Ortiz, Jorge Abelardo Ramos, José Hernández, Rodolfo Ortega Peña, Rogelio García Lupo e Karl Marx. La letteratura latinoamericana è ovviamente presente, con Miguel Barnet, Alejo Carpentier, Mario Vargas Llosa, Miguel Ángel Asturias e moltissimi altri scrittori, più o meno famosi.

Ho chiesto ad alcuni italiani e latinoamericani cosa ha rappresentato e rappresenta tuttora Galeano per loro.

 

Ecco alcune delle risposte:

“Ė un grande”

“La storia che diventa poesia”

“Il libro Le vene aperte dell’America Latina e altre opere di Galeano hanno avuto una grande influenza sulla mia giovinezza, facendoci conoscere la disuguaglianza storica che ha colpito i popoli dell’America Latina”

“Questo libro è stato come uno schiaffo che mi ha gettato in faccia la storia del continente latino-americano, producendo per me un prima e un dopo. Il suo stile di scrittura, semplice ma profondo, illumina e dà certezze…”

Galeano era solito affermare che questo libro era stato scritto “per conversare con la gente”, per divulgare i fatti che la storia ufficiale, quella a raccontata dai vincitori, nasconde o travisa. Lui stesso, nell’epilogo aggiunto sette anni dopo, ricorda alcuni episodi successi per le strade del continente latinoamericano: la ragazza che stava leggendo il libro per la compagna seduta accanto in un bus che attraversava le strade di Bogotà e si ritrovò a leggerlo in piedi per tutti gli altri passeggeri; o la ragazza che scappò dalla dittatura cilena con il libro avvolto in pannolini per il suo bebè; o lo studente che in una settimana passò da libreria in libreria a Buenos Aires, per leggerlo a pezzi, perché non aveva soldi per comprarlo…

Ci sono parti del libro che sembrano scritti oggi, nel 2021, perché il passato è convocato dal presente; diceva Eduardo: “questo libro è una ricerca di chiavi della storia passata che servono a spiegare il presente”.

Un libro che continua a vendersi: nell’aprile 2009, durante la Quinta Cumbre de las Américas, l’allora presidente del Venezuela Hugo Chávez regalò un esemplare di Le vene aperte dell’America Latina al suo collega statunitense Barack Obama. In appena ventiquattro ore, sul sito di Amazon, il libro passò dalla 60.280 posizione alla decima tra i libri più venduti.

Per celebrare i 50 anni del libro, e ricordare i sei anni dalla morte di Galeano, l’editrice latinoamericana Siglo XXI ha deciso di lanciare una edizione speciale del testo, arricchito da alcune vignette del disegnatore argentino Tute (1).

Perché “si aprono tempi di ribellione e di cambiamento, perché non è vero che il destino riposi tra le ginocchia degli dei, ma lavora come una sfida infuocata sulle coscienze degli uomini”

E siccome Galeano ha ragione, le nostre lotte, le nostre quotidiane resistenze hanno bisogno ancora di leggere e riflettere su tutti i suoi libri (2).

 

Qui in “bottega”, dove le citazioni dei suoi testi e riflessioni sono di casa, vogliamo ricordarlo con le ultime parole del suo epilogo Siete años después:

“Il sistema ha i piedi d’argilla.

Si autodefinisce destino e vorrebbe confondersi con l’eternità.

Qualsiasi memoria è sovversiva, perché è diversa,

e così è qualsiasi progetto per il futuro.

..

Il sistema trova il suo paradigma nell’immutabile società delle formiche.

Non va d’accordo con la storia degli uomini,

perché essa è un cambiamento continuo.

E perché nella storia degli uomini

Ogni atto di distruzione trova, prima o poi,

una risposta in un atto di creazione. (3)

 

1 https://desinformemonos.org/lanzan-edicion-especial-de-las-venas-abiertas-de-america-latina/

2 Oltre a Le vene aperte dell’America Latina, non si può dimenticare il monumentale Memoria del fuoco, tre volumi, Sansoni Editore, 1990, l’irriverente ed affascinante Splendori e miserie del gioco del calcio, Sperling & Kupler Editori, 1997, oppure il dolcissimo I figli dei giorni, Sperling & Kupler Editori, 2012, e ancora Il libro degli abbracci, Sansoni Editori 1992, e molti altri sempre belli…

3 Tratto da Le vene aperte dell’America Latina, Eduardo Galeano, Sperling & Kupler Editori, 1997; edizione con prefazione di Isabel Allende, quasi introvabile.

 

(*) Vice presidente Associazione Lisangà culture in movimento OdV, www.lisanga.orgwww.lisanga.org

 

MA COSA SONO LE «SCOR-DATE»? NOTA PER CHI CAPITASSE QUI SOLTANTO ADESSO.

Per «scor-data» qui in “bottega” si intende il rimando a una persona o a un evento che il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna deformano, rammentano “a rovescio” o cancellano; a volte i temi possono essere più leggeri ché ogni tanto sorridere non fa male, anzi. Ovviamente assai diversi gli stili e le scelte per raccontare; a volte post brevi e magari solo un titolo, una citazione, una foto, un disegno. Comunque un gran lavoro. E si può fare meglio, specie se il nostro “collettivo di lavoro” si allargherà. Vi sentite chiamate/i “in causa”? Proprio così, questo è un bando di arruolamento nel nostro disarmato esercituccio. Grazie in anticipo a chi collaborerà, commenterà, linkerà, correggerà i nostri errori sempre possibili, segnalerà qualcun/qualcosa … o anche solo ci leggerà.

La redazione – abbastanza ballerina – della bottega

Da La Bottega del Barbieri

 

 

 

 

 

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Aggiornamento delle 11 Dopo l'incursione delle forze d'occupazione questa notte a San Didero i No Tav in mattinata si sono riuniti a Borgone e Bruzolo per provare a raggiungere il presidio dove alcun* resistenti continuano a lottare sul tetto.

Lo schieramento di polizia è completamente sproporzionato. Una volta arrivati di fronte agli sbarramenti della celere alcuni sindaci dei paesi della valle hanno chiesto di poter sincerarsi delle condizioni dei resistenti sul tetto. La polizia ha poi iniziato a spintonare e caricare violentemente i No Tav che cercavano di raggiungere il presidio.

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Questa notte a San Didero sono arrivati più di 1000 agenti delle forze dell’ordine per occupare la zona interessata ai lavori per la costruzione del nuovo autoporto.

Le truppe d’occupazione, con la loro solita “discrezione”, si sono fatti largo tra i tanti manifestanti accorsi in difesa del territorio, lanciando lacrimogeni ad altezza uomo e, nonostante alcuni feriti tra i No Tav, i resistenti si sono poi recati verso il Presidio ex- Autoporto per trovare riparo e ricompattarsi nella lotta.

Senza nessuna vergogna, con l’Italia che urla alle terapie intensive e un Governo che non si preoccupa della salute e della tutela dei suoi cittadini, ormai anche in grave crisi economica e sociale, lo Stato sostiene Telt nell’avanzamento di quest’opera scellerata ed ecocida.

Una manciata di operai, difesi dalle forze di Polizia in tenuta antisommossa, infatti, sono lentamente avanzati nei lavori di distruzione di un nuovo pezzo del territorio Valsusino.

Ma in questa notte, in cui le ruspe provano ad avanzare contro la primavera, il Movimento No Tav continua a resistere mentre si avvicinano le prime luci dell’alba.

A sarà dura!
Avanti No Tav!

 

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