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Articoli filtrati per data: Friday, 05 Marzo 2021

Città del Messico / Questo mercoledì i suoi avvocati hanno confermato che l’attivista e prigioniero politico Mumia Abu-Jamal è risultato positivo al test del Covid-19 nel centro penitenziario Mahanoy, Pensilvania.

Robert Boyle, uno degli avvocati di Mumia, ha detto che il Dipartimento delle Correzioni ha informato sul risultato del test del Covid-19 e ha dichiarato che l’attivista sarà probabilmente isolato dagli altri prigionieri.

“Da come ho inteso, tutti gli internati che risultano positivi sono isolati dagli altri”, ha detto Boyle.

Le voci sul contagio di Mumia erano corse nei giorni precedenti a Filadelfia, dove simpatizzanti e attivisti hanno chiesto l’immediata liberazione dell’uomo di 66 anni.

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“Vogliono seppellire il nome di mio nonno e la lotta per la liberazione nera. Vogliono sotterrare tutto questo. Non lasceremo che l’ottengano”, ha detto sabato il nipote di Mumia Abu-Jamal, in una manifestazione di fronte alla sede del governo a Filadelfia.

Mumia Abu-Jamal è un giornalista e attivista afroamericano che nel 1982 fu condannato alla pena di morte per aver partecipato al Partito delle Pantere Nere e all’organizzazione MOVE.

Se desideri inviare dei biglietti e delle lettere a Mumia, scrivi al seguente indirizzo:

Mumia Abu-Jamal, AM 8335

SCI Mahanoy

301 Morea Road

Frackville, PA 17932

3 marzo 2021

Desinformémonos

Da Comitato Carlos Fonseca

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Una nuova ondata di mobilitazioni ha colpito il Libano – in particolare le città di Beirut e Tripoli – martedì 2 marzo. La situazione economica del paese è in continuo peggioramento e la Lira libanese è sempre più svalutata. Questo, ovviamente, ha ricadute concrete nella vita delle persone che hanno deciso di scendere nuovamente in piazza e bloccare le principali arterie delle città. Di quanto sta succedendo ne abbiamo parlato insieme a Camilla, compagna che vive in Libano, che ci ha aiutato ad approfondire il tema.

Ascolta la diretta:

Da Radio Blackout

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Riceviamo e pubblichiamo dal Molise.

In data odierna (ieri ndr) attivisti sociali e militanti politici e sindacali hanno depositato presso la Procura della Repubblica di Larino, un esposto-denuncia contro la mancata chiusura di tutte le attività produttive non essenziali come preannunciato nella diffida al Prefetto di Campobasso del 24 febbraio 2021.

Gli attivisti espongono alla Procura delle Repubblica di Larino quanto segue: come è noto, in tutto il territorio Molisano, ma in particolare nel Basso Molise, la pandemia denominata Covid 19 si sta diffondendo a macchia d’olio con numerosissimi contagiati e, purtroppo, numerosi decessi. Ebbene, appare inconcepibile che i provvedimenti emergenziali fin qui emanati, da ultimo l’Ordinanza del Presidente della Giunta Regionale del Molise istitutiva della c.d. zona rossa per i Comuni ricompresi nel Distretto Sanitario di Termoli, non abbiano tenuto nella debita considerazione la pericolosissima situazione dei lavoratori delle fabbriche della zona industriale di Termoli nonché dei lavoratori che viaggiano dal Basso Molise verso la regione Abruzzo per recarsi presso il proprio posto di lavoro.

Infatti, appare assurdo e contraddittorio che nello stesso tempo in cui si dispone la chiusura di gran parte delle attività commerciali le fabbriche continuino a produrre, evidentemente considerando i lavoratori immuni dal virus o, ancora peggio, sacrificabili in nome del profitto. La proclamazione della Zona Rossa in tutto il basso Molise, come i drammatici bollettini serali dimostrano, non ha prodotto finora effetti positivi di rilievo per il contrasto alla diffusione del nuovo coronavirus Sars-cov2 e, di contro, la diffusione dei contagi aumenta giorno per giorno risultando fuori controllo, con la gravissima conseguenza di tante vite perse. Peraltro, va pure osservato come la cosiddetta “variante inglese” si stia diffondendo rapidamente anche tra soggetti giovanissimi e di certo appare del tutto improvvisata e inidonea a fronteggiare la carenza di posti letto, divenuta ormai insostenibile in tutta la Regione, la creazione di un ospedale da campo in adiacenza del nosocomio San Timoteo di Termoli, non considerando idonea la soluzione prospettata ormai da tutti della riapertura del grande presidio ospedaliero parzialmente inutilizzato insistente a Larino.

Sta di fatto che, i dati dimostrano che la proclamazione della zona rossa, senza la chiusura di tutte le attività produttive - garantendo i servizi utili essenziali - non sta producendo benefici sostanziali nel contrasto alla diffusione del virus e ciò, a parere di molti esperti virologi, non può che essere dovuto principalmente agli spostamenti ai quali sono costretti i lavoratori pendolari per raggiungere i rispettivi luoghi di lavoro, nonché alla permanenza nei luoghi di lavoro medesimi in cui appare inevitabile la promiscuità. In particolare, ciò avviene per i lavoratori Sevel, Honda ed altre aziende minori della Zona Industriale di Val Di Sangro-Atessa(CH) nonché per i lavoratori Pilkington SIV ed altre medie e piccole attività della Zona Industriale di San Salvo. D’altra parte, spostamenti addirittura più massicci, si determinano nel raggiungimento del nucleo industriale di Termoli, dove sono occupati oltre 5.000 lavoratori tra FCA e indotto, industrie chimiche e molte altre attività minori.

Da quanto finora esposto, appare evidente ed incontestabile che senza la chiusura di tutte le attività produttive sopra citate, la diffusione della pandemia non potrà essere arginata in tempi brevi, anche in considerazione del ritardo nella somministrazione dei vaccini e risulta inaccettabile che ciò ponga a forte rischio di contagio migliaia di lavoratori i quali al termine della giornata lavorativa tornano presso le proprie abitazioni diventando loro stessi potenziali fonti di contagio per i propri familiari. Per questi motivi, con la presente, ci rivolgiamo alla la S.V. Ill.ma affinché valuti la eventuale sussistenza dei reati previsti e puniti dagli artt. 328, 452 c.p., e/o di altri che Ella vorrà ravvisare, nel comportamento omissivo di chiunque abbia la competenza per disporre la chiusura delle attività non essenziali quali le fabbriche, in primis con riferimento al Prefetto di Campobasso, Commissario di governo della Regione Molise, al quale nei giorni scorsi è stata inviata una comunicazione con invito a provvedere da parte del primo firmatario del presente atto sig. Sisto Pasquale, nella qualità di Segretario Regionale del Partito della Rifondazione Comunista Molise, senza riscontro alcuno.

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Dal 18 gennaio gli operai della Texprint di Prato sono in sciopero. Dall’11 febbraio sono in presidio permanente, notte e giorno, davanti ai cancelli della fabbrica. Dalle loro voci abbiamo ascoltato la denuncia di condizioni intollerabili di sfruttamento: turni di dodici ore al giorno per sette giorni la settimana, paghe misere, negazione di tutti i più elementari diritti. Abbiamo visto sui loro corpi i segni degli incidenti causati da un lavoro svolto senza riposi, con turni massacranti, senza sicurezza.

La loro denuncia può e deve accendere i riflettori sullo stato di salute dei diritti e della dignità del lavoro nel distretto tessile pratese. Le sempre più frequenti inchieste della Magistratura e i risultati dei controlli portati avanti dall’Ispettorato del Lavoro, da anni fanno emergere un vero e proprio “sistema” di sfruttamento sistematico della manodopera (soprattutto migrante e richiedente asilo), nonché gli intrecci tra criminalità organizzate e imprenditoria.

Lo sfruttamento nel distretto tessile è stato oggetto di ricerche istituzionali, osservatori, studi universitari, provvedimenti speciali (pensiamo al progetto Lavoro Sicuro della Regione Toscana e ai controlli interforze), inchieste giudiziarie. E’ un sistema di cui possiamo dire di sapere molto. Ma che, nonostante gli sforzi, continua a riprodurre come un cancro le sue metastasi sul territorio ed il nostro tessuto sociale.

Non chiudere gli occhi, non rimanere indifferenti di fronte a questa realtà è un dovere civico. Per le istituzioni è un dovere politico. Non è accettabile che le lancette dei diritti, nella Prato del 2021, siano ferme agli inizi dello scorso secolo. Per questo motivo esprimiamo il nostro sostegno ai lavoratori della Texprint in sciopero che non rivendicano altro che “8x5”: lavorare otto ore per cinque giorni la settimana e il rispetto dei contratti nazionali.

Non dobbiamo dimenticare mai una cosa: siamo di fronte a un sistema di cui a fare le spese, da anni, nel silenzio, sono stati e continuano ad essere i lavoratori impiegati in queste filiere della produzione dell’abbigliamento.

Chi tiene ai diritti e alla dignità del lavoro non può che essere dalla parte di questi lavoratori che hanno scelto di rompere il silenzio e intraprendere una strada, tutta in salita, per il riconoscimento dei propri diritti e della propria dignità.

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Qui l'evento della manifestazione di sabato.

Qui la raccolta fondi per sostenere i lavoratori.

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(Z)ZeroCalcare

(fumettista)

Moni Ovadia (Pagina Ufficiale)

(attore e drammaturgo)

Alessandro Barbero (storico)

Tomaso Montanari

(storico dell’arte)

Modena City Ramblers

(musicisti)

99 Posse

(musicisti)

Sted

(fumettista)

Barbara Spinelli

(giornalista, ex deputata al Parlamento Europeo Gruppo GUE/NGL)

Nicola Fratoianni

(Camera dei Deputati e segretario di Sinistra Italiana)

Tommaso Fattori

(Toscana a Sinistra)

Antonella Bundu

(Gruppo Consiliare Firenze - Sinistra Progetto Comune)

Dmitrij Palagi

(Gruppo Consiliare Firenze - Sinistra Progetto Comune)

Giorgio Ridolfi (Consigliere Q1 di Firenze - Sinistra Progetto Comune)

Emanuele Nebbia Colomba (Consigliere Comune di Lerici)

Laura Corradi (ricercatrice all'Università della Calabria)

I lavoratori Bekaert sono io

Studenti Di Sinistra

Potere al Popolo

Potere al Popolo - Prato

Potere al Popolo - Firenze

Potere al Popolo Lucca

Rifondazione Comunista Toscana

Rifondazione Comunista Firenze

Adl Cobas

USB - Unione Sindacale di Base Firenze

Confederazione Cobas Firenze

CUB Firenze

Toscana a Sinistra - assemblea di Prato

Assemblea sulla stessa barca - Socialcava

Comitato 25 aprile Prato

Prato Antifascista

Società di Mutuo Soccorso Lucca

Biblioteca Popolare Quartiere S. Concordio

Sinistra di Carmignano

Ex-Caserma (Livorno)

 

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