ssssssfff
Articoli filtrati per data: Friday, 26 Febbraio 2021

Politica di palazzo. Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera alla lista dei sottosegretari del governo Draghi: sono 39, 20 uomini e 19 donne. La delega allo sport sarà assegnata successivamente. Alla fine ci sono 11 sottosegretari per il M5s, 9 per la Lega, 6 per FI e Pd, 2 per Italia Viva, uno del Centro democratico, uno di +Europa e la riconfermata Maria Cecilia Guerra, bersaniana di Leu, all’economia.

Sei sono viceministri, quattro donne e due uomini: la Pd Sereni (Esteri), la pentastellata Castelli (Economia), il forzista Fratin e la 5 Stelle Todde (entrambi Sviluppo economico), la renziana Bellanova e il leghista Morelli (entrambi a Infrastrutture e Trasporti).

Un’infornata di nomi, alcuni anche piuttosto imbarazzanti (come gli esponenti della Lega Borgonzoni alla Cultura, Pucciarelli alla Difesa e Sasso all’istruzione, per dirne solo tre) che però rischia di celare il peso politico di un’altra nomina, ben più pesante e fatta direttamente dal premier Mario Draghi: il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega ai Servizi Segreti e alla sicurezza è l’attuale capo della Polizia, Franco Gabrielli, già ex capo della Digos di Roma, ex capo del Sisde, ex responsabile della Protezione civile, ex prefetto e dal 2015 capo della Polizia.

L’intervista a Italo Di Sabato, dell’Osservatorio Repressione. Ascolta o scarica

Da Radio Onda d'Urto

 

Informazioni aggiuntive

  • notizia Live normale

La mappa con i siti papabili per la costruzione del Deposito Unico Nazionale di scorie nucleari ha suscitato agitazione e sconcerto in tutti i territori interessati. In Piemonte sono diversi i siti individuati, data la triste e longeva relazione tra la regione e l'energia nucleare. Fondamentalmente sono tre le aree interessate: l'alessandrino, dove la popolazione si è già attivata per manifestare la propria contrarietà, Carmagnola ed il triangolo tra Caluso, Rondissone e Mazzè nel canavese, territorio già fortemente infrastrutturato e devastato dal punto di vista ambientale.

Sulla zona insistono già diverse fabbriche ed infrastrutture, le discariche di Chivasso, il deposito di smarino di Torrazza e a pochi chilometri il sito nucleare di Saluggia. Ma l'area individuata è particolarmente sensibile perchè vicina ad autostrade e ferrovie, ma non solo infatti è contigua a frazione Mandria di Chivasso, luogo riconosciuto non solo per la sua agricoltura e i suoi edifici appartenenti ad un periodo storico del 1700, ma in particolare perché nel 2015 è entrato nel MAB UNESCO come luogo fondamentale per la relazione tra uomo e ambiente. Il territorio circostante fa parte della Riserva della Biosfera Collina PoRiserva della Biosfera Collina Po. "Il Programma "L'uomo e la biosfera", Man and the Biosphere – MAB,Man and the Biosphere – MAB, è un programma scientifico intergovernativo avviato dall’UNESCO nel 1971 per promuovere su base scientifica un rapporto equilibrato tra uomo e ambiente attraverso la tutela della biodiversità e le buone pratiche dello Sviluppo Sostenibile. Il Programma mira a migliorare le relazioni tra le persone e l’ambiente in cui vivono e a tale scopo utilizza le scienze naturali e sociali, l’economia e l’educazione per migliorare la vita delle persone e l’equa distribuzione dei benefici e per proteggere gli ecosistemi naturali, promuovendo approcci innovativi allo sviluppo economico che siano adeguati dal punto di vista sociale e culturale e sostenibili dal punto di vista ambientale."   L'ipotesi dunque di nuclearizzare l'area costruendo il Deposito Unico in questa zona andrebbe esattamente nella direzione opposta al progetto ed alla tanto sbandierata transizione ecologica. Una delle poche zone effettivamente tutelate dalla violenta devastazione ambientale che ha colpito negli anni questa porzione di Piemonte viene posta sotto minaccia. I cittadini dei comuni coinvolti hanno immediatamente reagito e affermano che è necessario "preservare questo territorio da qualsiasi tipo di insediamento dannoso e nocivo per l'ambiente e per gli abitanti del canavese. Un territorio con vocazione agricola e turistica, con prodotti di eccellenza e località di pregevole interesse e valore storico. vogliamo che sia mantenuto integro per lasciarlo alle future generazioni intatto e fruibile allo stesso tempo."

D'altronde il rapporto tra gli abitanti del canavese ed il nucleare è lungo è tutt'altro che felice o pacificato. A solo 15 km dall'area di Rondissone - Caluso - Mazzè vi è il deposito di Saluggia che è il più grande d'Italia (con circa il 96% di scorie stoccate) ed è considerato uno dei luoghi più pericolosi del paese. Come racconta Giorgio Ferrari nel suo Le mille e una scoria: "Tutto cominciò con la Fiat che, insieme alla Montecatini, decise di investire nel settore nucleare creando la Sorin (Società ricerche nucleari) e nel 1959 inaugurò a Saluggia il reattore Avogadro. Successivamente Fiat, che aveva stretto accordi con la Westinghouse, costituì la Coren (Combustibili per reattori nucleari) che a partire dalla fine degli anni ‘60 produsse il combustibile per la Centrale di Trino Vercellese e sempre in quegli anni, a Saluggia, il CNEN decise di costruire l’impianto Eurex. Un vero e proprio concentrato di istallazioni nucleari in un sito non adatto ad ospitarle dato che è letteralmente circondato da corsi d’acqua (un fiume e due canali irrigui) e praticamente “galleggia” su una falda acquifera che scorre a pochi metri dalla superficie. Ad aggravare la situazione ci si mise l’Enel che, dopo il referendum del 1987, utilizzò il reattore Avogadro (fuori servizio da tempo) come deposito temporaneo del combustibile irraggiato delle sue centrali nucleari. Questa situazione divenne palesemente insostenibile negli anni 2000 quando la Dora Baltea e la risalita della falda minacciarono seriamente di inondare il sito: fu costruito un muro di cemento alto cinque metri e profondo 15 e si iniziò a prendere in considerazione la sistemazione dei rifiuti presenti nel complesso che in buona parte era passato sotto la gestione di Sogin. Di qui il nuovo parco serbatoi per ospitare i rifiuti liquidi derivanti dalle passate attività di riprocessamento, la compattazione di una parte dei rifiuti solidi, la costruzione di un deposito temporaneo (D2) per rifiuti a bassa attività e, come opera più importante, l’avvio della costruzione dell’impianto Cemex (per la cementificazione dei rifiuti liquidi) con annesso deposito temporaneo D3 che ha avuto una gestazione a dir poco sconcertante. Nel 2008 rilascio della VIA da parte dei Ministeri competenti e della regione Piemonte; 2013 si conclude l’iter autorizzativo e Sogin emette bando di gara per la costruzione; 2015 avvio dei cantieri; 2017 disdetta del contratto di appalto da parte Sogin per inadempienze dell’appaltatore; 2019 emissione nuovo bando di gara Sogin per completamento lavori, la cui fine, a questo punto, appare sempre più soggetta all’applicazione dell’avverbio che si usa per descrivere il fine pena degli ergastolani: mai!"

Il deposito avrebbe dovuto essere provvisorio, ma la sua pericolosità non è stata mai affrontata seriamente. L'alluvione del 2000 di cui parla Ferrari fu descritta dal premio Nobel Carlo Rubbia, allora presidente di ENEA (Energia Nucleare e Alternativa, l'ente che ha gestito gli impianti nucleari italiani fino al 2003) come una "catastrofe sfiorata,"catastrofe sfiorata, spiegando che "se il livello del fiume fosse salito ancora di pochi centimetri avremmo inquinato la Dora, il Po e l'Adriatico, con un disastro di proporzioni assai maggiori rispetto a Chernobyl."

Negli anni successivi non sono mancati gli incidenti "minori." Nel giugno del 2004 sono state individuate fessurazioni nella piscina dell'impianto Eurex, che hanno contaminato falda acquifera superficiale, e nel 2012 c'è stata una perdita di acqua radioattiva dalla vasca WP 719perdita di acqua radioattiva dalla vasca WP 719, che raccoglie le acque contaminate.

A tutti questi incidenti sono seguite importanti proteste popolari. Nel 2005 i cittadini della zona si sono mobilitati contro l'assurdo ampliamento del sitol'assurdo ampliamento del sito che prevedeva la costruzione di un nuovo deposito, il D2 nonostante l'evidente prericolosità dell'area su cui è insediato. Nel 2011 poi dopo la seconda vittoria referendaria del No al nucleare (con oltre il 95%) il canavese ha visto un nuovo ciclo di importanti mobilitazioni.

Adesso tra le opzioni messe in campo da Ispra e Sogin ci sarebbe quella di spostare il problema a 15 km di distanza nuclearizzando un nuovo territorio di importanza socio-economica e ambientale riconosciuta da enti internazionali. I cittadini dunque si sono immediatamente mobilitati: il 22 febbraio il comune di Chivasso ha votato all'unanimità, 17 voti su 17, l'emendamento che impegna l'amministrazione comunale alla totale contrarietà all'insediamento nell'area dei comuni di Caluso, Mazzè e Rondissone. Le amministrazioni interessate avevano già approvato mozioni simili. Ma le iniziative non si sono mosse solo sul terreno istituzionale, infatti i cittadini dell'area in prima persona si sono attivati riempiendo di bandiere contro il nucleare le strade e le piazze dei comuni e lanciando diverse raccolte firme. Per il 21 marzo poi è prevista una grande manifestazione popolare. "Invitiamo tutta la popolazione a partecipare in particolare a giovani e bambini per dire tutti insieme che il nostro territorio non è idoneo come sito per il deposito nazionale delle scorie radioattive." scrivono gli organizzatori.

La manifestazione avrà luogo dalle ore 14:30 a Tonengo di Mazzè in Piazza Pertini. Primo punto di raccolta solo per agricoltori e mezzi ore 13,30 canale scolmatore incrocio SP 81 Strada della Mandria.

Per maggiori info:

Evento della manifestazione

Amici Mazzè Ambiente

Io mi Rifiuto

 

Informazioni aggiuntive

  • notizia Live normale

Condividiamo di seguito il comunicato stampa del SI Cobas di Prato e Firenze sulla lotta in corso ai cancelli di Texprint e l'appello alla solidarietà che hanno lanciato alcuni giorni fa. Buona lettura!

 

Prosegue dal 18 Gennaio lo sciopero dei lavoratori della Texprint Srl, stamperia a conduzione cinese collocata nel Macrolotto di Prato. Da 14 giorni i lavoratori sono in presidio permanente, notte e giorno, davanti ai cancelli della fabbrica. L'azienda nella giornata di ieri ha dichiarato unilateralmente la chiusura di tutte le trattative. L'assemblea dei lavoratori ha deciso di continuare lo sciopero e il presidio ad oltranza.

I lavoratori scioperano contro condizioni inaccettabili di sfruttamento: turni di 12 ore al giorno per 7 giorni la settimana, negazione dei più elementari diritti (ferie, malattie, riposi ecc), utilizzo mendace di contratti di “apprendistato” e l'assenza di condizioni di sicurezza (molti gli infortuni gravi già avvenuti, ultimo dei quali quello che ha visto la perdita della falange di un dito di un operaio).

Quella che sta accadendo alla Texprint va ben oltre una “dura” vertenza sindacale. Come sindacato facciamo appello a tutte le forze politiche e alle istituzioni a non rimanere indifferenti e venire ad ascoltare le storie e le ragioni dei lavoratori che da più di un mese sono in sciopero. La piaga dello sfruttamento nel distretto tessile (in particolare in quello a conduzione cinese) è cosa nota. Le indagini e gli arresti per sfruttamento sono sempre più frequenti, ma insufficienti a scalfire un vero e proprio “sistema” di imprenditoria illegale che accumula profitto calpestando i diritti e la dignità del lavoro. Ascoltare e sostenere i lavoratori che hanno trovato il coraggio di denunciare e rivendicare il rispetto dei contratti è il minimo che ci si possa aspettare dalla politica.

Sindacato Intercategoriale COBAS

Coordinamento Provinciale Prato

---------

Care amiche, cari amici. I lavoratori della Texprint hanno bisogno di voi

 

Scriviamo dal presidio dei lavoratori in sciopero alla Texprint. Oggi è il 25 febbraio e siamo in sciopero da 36 giorni. Da due settimane siamo in presidio permanente davanti ai cancelli. Oggi ci è arrivata la comunicazione da parte dell’azienda in cui chiude da qui in avanti qualsiasi tipo di trattativa. Oggi abbiamo deciso collettivamente che continueremo ad andare dritti e portare avanti il nostro presidio permanente, resistendo un minuto più di loro. È chiaro che lo sciopero alla Texprint non è più una lotta solo tra i lavoratori e l’azienda, ma uno scontro tra i padroni del tessile che non sono disposti a mettere fine al regime di supersfruttamento (12 ore al giorno sette giorni a settimana) e i lavoratori e lavoratrici che ieri, oggi ma soprattutto nel futuro decideranno di iniziare la loro battaglia contro la schiavitù.

Sappiamo che i lavoratori di Texprint non sono soli. Sono tante le amiche e gli amici che ci sostengono, ci seguono e hanno portato la loro solidarietà in questi giorni, ma ora più che mai abbiamo bisogno di voi. Chiediamo a tutte e a tutti di sostenerci portando viveri e materiali di cui c’è bisogno e che pensate possa servire al presidio. (alla fine c’è una lista)

Sarà necessario organizzarsi meglio anche per dormire e stare qui, ad ora abbiamo sono un gazebo ed alcune tende, per cui chi avesse tende grandi e piccole, gazebi, strutture di vario tipo, sono le benvenute. Sappiamo che molti di voi sono abili anche nelle costruzioni, e le loro competenze ci sarebbero molto utili. (non edili ovviamente…)

Per sostenere uno sciopero così lungo anche il sostegno economico ovviamente è importante, dopo un mese di sciopero per poter continuare c’è bisogno di sostegno anche da questo punto di vista. È già in corso una raccolta per la cassa di resistenza da parte degli altri lavoratori del sindacato, ma non basta per sostenere 18 persone. Al presidio sarà possibile fare una donazione, per farlo a distanza chiamateci.

Al presidio è necessario indossare sempre la mascherina e tenere le distanze

Indirizzo: Via Sabadell n. 109 Prato

Di seguito la lista:

Viveri

Frutta e verdure

Acqua

Succhi di frutta/bibite

Cibo non deperibile (non per il pranzo e la cena, quella si cucina a casa e viene portata al presidio, ma da mangiare durante il giorno.)

Materiali:

Sacchi della spazzatura, bicchieri, piatti, posate, saponette, scottex, fazzoletti, panni per pulire. Pile AA.

Attrezzature:

Generatore (trovato!), Tende grandi e piccole, tavoli e tavolini, bidone per fare il fuoco, legna, Proiettore(trovato!), sacchi a pelo/coperte, fornelli da campo, taniche. QUALSIASI COSA CHE VENGA PORTATA DEVE AVERE SCRITTO SOPRA IL NOME DEL PROPRIETARIO altrimenti entrerà nel patrimonio degli attrezzi dei lavoratori in sciopero.

Per chi volesse partecipare da lontano alla solidarietà con gli operai in lotta qui il link al crowfunding.

 

 

Informazioni aggiuntive

  • notizia Live normale

Infoaut 2017 - Facciamo Movimento per il Movimento infoaut 

Licenza Creative Commons