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Articoli filtrati per data: Friday, 03 Dicembre 2021

Cara Stella,

è passato un anno da quando è diventata attiva la tua pena. Un anno dal tuo arresto domiciliare. Un anno senza vederti. Un anno senza i tuoi sorrisi e la tua incessante energia gioiosa. 


Possiamo solo immaginare la difficoltà di vivere distante da tutti i tuoi affetti e dalla tua amata Valsusa, per la quale non hai mai smesso un solo istante di batterti con tutta te stessa.

Abbiamo sentito il bisogno di scriverti questa lettera che speriamo tu riesca a leggere e confidiamo nel fatto che queste parole possano arrivarti dritte a quel tuo immenso cuore che continua a battere a ritmo No Tav.

Il Movimento si appresta a celebrare i suoi 16 anni dalla grande manifestazione dell’8 dicembre 2005 a Venaus e, nonostante tu non potrai essere presente fisicamente tra le file del corteo, ti porteremo con noi anche questa volta e come sempre sarai nei nostri discorsi e nei nostri pensieri che in ogni iniziativa si rivolgono a te e alle altre/i No Tav ancora ristretti.

Cara Stella, non abbatterti mai, resta salda e determinata come solo tu sei capace di fare, sempre a testa alta perché sei e siamo dalla parte della ragione di questa storia fatta di ripercussioni giudiziarie, ma anche di amore, resistenza, lotta, notti al freddo, sentieri di montagna, canti, cori e tantissime risate di pura felicità.
Siamo questa cosa qui, cara Stella, un insieme di anime sotto un unico obiettivo, fermare il Tav per un futuro realmente libero e per una vita davvero dignitosa.

Ti vogliamo bene Stella! Ora e sempre resistenza, ora e sempre No Tav!

Stella Libera! Libertà per le/i No Tav!

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Nel pomeriggio di mercoledì è stato occupato il rettorato dell’Università di Bologna da parte di studenti e studentesse che hanno aperto le tende e si sono accampati nei corridoi della sede universitaria in via Zamboni.

“Stiamo occupando ora il Rettorato in via Zamboni 33!”. Il messaggio arriva da studentesse e studenti di Split, lo spazio universitario in via San Giacomo 11, che nelle scorse settimane avevano occupato simbolicamente The Student Hotel in via Fioravanti, rivendicando interventi che pongano un freno all’emergenza abitativa in città. Spiegano gli/le occupanti: “Dal 6 maggio 2021, giorno dell’occupazione degli spazi di via San Giacomo 11, le storie di tante studentə e precariə di questa città si sono intrecciate. Non avere un tetto sopra la testa, e se ce l’hai molto spesso è in appartamenti fatiscenti con prezzi esorbitanti, rincorrere le scadenze di CFU imposte dall’Università per non perdere la borsa di studio, lavorare a nero con paghe con cui a malapena si riesce a pagare l’affitto: è la vita che tantə di noi attualmente vivono, ma sicuramente non è quella che vogliamo! La rabbia accumulata è tanta, ormai troppa, inarrestabile. Per questo motivo dopo aver portato la nostra voce in ogni angolo della zona universitaria, oggi abbiamo deciso di prenderci il cuore dell’università, le stanze dove c’è chi quotidianamente specula sulla nostre vite disinteressandosi dei nostri problemi, dei nostri bisogni e dei nostri sogni”.

L’intervista a Giovanni del Cua di Bologna. Ascolta o Scarica.

Da Radio Onda d'Urto

 

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in SAPERI

Nel pomeriggio di giovedì 2 dicembre Turi Vaccaro è stato arrestato dalla polizia ferroviaria di Firenze.

Dicono che deve scontare un residuo di pena di 5 mesi più altri due mesi di arresto. Turi è stato trasferito presso il carcere di Sollicciano.

Nei confronti di Turi, pacifista integrale e conseguente, è in atto un vero e proprio accanimento; la persecuzione nei suoi confronti è in atto in ogni parte d’Italia. Oltre tutto Turi è malato ed è reduce da un ricovero ospedaliero in Sicilia da cui è uscito molto provato.

Il Movimento NO MUOS esprime tutta la massima solidarietà al compagno e invita i movimenti e gli attivisti contro la guerra e contro le sopraffazioni del capitale a chiedere e lottare per la sua liberazione immediata.

Contro la repressione la solidarietà è un’arma. Turi libero, Emilio libero, tutti e tutte liberi

Movimento NO MUOS

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La partecipatissima assemblea popolare, convocata dal Movimento No Tav per la costruzione della marcia popolare dell’8 dicembre, è iniziata con un abbraccio e un applauso ricco dI emozioni rivolto a Emilio e alla sua compagna di una vita, Marinella, ma anche di rabbia, per ciò che nel primo pomeriggio di ieri gli è accaduto.

100 agenti tra reparti della celere e digos si sono presentati ieri pomeriggio a casa di Emilio scavalcando il cancello per prelevarlo e portarlo in carcere a Torino, in attesa della consegna allo stato francese. “Una cosa aberrante” è stata definita dal suo avvocato, Danilo Ghia, nell’intervento di apertura; il Procuratore Generale Saluzzo ha infatti richiesto un aggravamento delle misure per Emilio, senza alcun presupposto giuridico valido, bensì a causa del presidio di solidarietà organizzato dal popolo No Tav, per sostenerlo in questo periodo così delicato.

Una storia che ci riporta con il pensiero alla vicenda che ha dovuto affrontare Dana lo scorso anno, impossibilitata ad affrontare gli arresti domiciliari a Bussoleno, per il solo fatto che il paese è attraversato e abitato da numerosi attivisti No Tav.

Ed è infatti anche a lei e a tutte e tutti le/gli altre/i No Tav privati delle proprie libertà, che è andato il pensiero di molti degli interventi successivi. Dana, Stella, Fabiola, Eddi, Francesca, Mattia ,Mattia e tanti altri non potranno essere fisicamente con noi l’8 dicembre ma li porteremo sulle strade della Valle di Susa attraverso i nostri discorsi, i nostri scarponi, le nostre bandiere e i nostri slogan.

L’8 dicembre sarà sicuramente un momento per ricordare quello che è successo 16 anni fa a Venaus, ma non potrà che essere nuovamente una grande giornata di lotta.

Le voci che si sono alternate ieri, durante l’assemblea, hanno fatto da eco ai tanti discorsi che in questo periodo si sono iniziati ad imbastire nei vari percorsi di lotta collettiva.

Ci ritroviamo in un periodo che ci vede tristemente sovrastati da un’ennesima crisi dettata dalla pandemia, all’interno della quale chi siede ai vertici del potere non fa altro che redigere provvedimenti che guardano esclusivamente alla propria salvaguardia, ergendosi sopra qualsiasi diritto umano, allargando ulteriormente le lame di quella forbice che divide i ricchi dai poveri.

In un momento in cui la legge è diventata merce di vendita e sopraffazione, che guarda soltanto gli interessi di chi la scrive e la detiene, non possiamo girarci dall’altra parte e fare finta di nulla.

La lotta No Tav, dunque, a partire dalla battaglia valsusina, non può che essere anche una lotta contro qualsiasi tipo di ingiustizia.

Si sono susseguiti interventi, anche di Friday For Future Torino, a sostegno del movimento No Tav quale percorso di lotta alla devastazione climatica,  e dei collettivi che hanno organizzato la giornata di sabato del “NO Draghi Day” che si ritroveranno in piazza a Torino contro questo nuovo Governo che sta mettendo in campo provvedimenti a dir poco assurdi e dediti alle banche.

A questo coro determinato di interventi, si aggiungono anche gli amministratori locali che, attraverso una proposta di un consiglio comunale aperto alla fine della marcia, dichiarano che, nel 2021 come nel 2005, saranno presenti alla marcia popolare di mercoledì con le fasce dei comuni perchè ritengono necessario dare un segnale forte, da parte di tutti i territori valsusini, contro quest’opera inutile che è soltanto uno spreco di risorse pubbliche, che dovrebbero essere utilizzate per tutte quelle cose che riguardano i bisogni di tutta la popolazione.

E’ l’esempio del PNRR, che spiegano bene i nostri tecnici illustrando e spiegando il progetto che il commissario Mauceri ha voluto presentare la scorsa settimana alle popolazioni locali, che ci viene venduto come un piano di risanamento delle casse dello stato, ma di fatto è semplicemente l’ennesima iniezione di denaro liquido rivolto a chi questa crisi economica l’ha creata.

Pertanto , questo 8 dicembre sarà una giornata in cui il popolo No Tav dimostrerà, una volta in più, che il Movimento continua la propria battaglia contro quest’opera ecocida e mortifera.

Quest’anno lo farà con un pensiero in più perché non possiamo ignorare quello che da un anno e mezzo ad oggi sta succedendo sul nostro territorio: dall’installazione del cantiere di San Didero all’allargamento del cantiere di Chiomonte, il tutto in piena pandemia, arrivando fino all’arresto vigliacco di Emilio di ieri.

Da Borgone a San Didero saremo con i nostri corpi e le nostre voci per fare pressione su questo nuovo cantiere che ha già iniziato a devastare ettari di Valle. Saremo lì ancora una volta per impedire quest’opera e lo faremo con tutti i mezzi e tutti i metodi, resistendo, se necessario, per altri 30 anni.

In marcia No Tav!

Da notav.info

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