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Articoli filtrati per data: Tuesday, 21 Dicembre 2021

"José Miguel Beñaran Ordenana, nome di battaglia Argala, è stato uno degli uomini più carismatici e decisivi nella storia dell’ETA. È morto il 21 dicembre 1978 per lo scoppio di una bomba posizionata sotto la sua auto nel paese di Angelu (nei paesi baschi francesi). La data scelta per l’esecuzione mette in evidenza l’ideologia dei gruppi para-militari fascisti che hanno voluto lasciare il loro sigillo, esattamente cinque anni dopo la morte di Luis Carrero Blanco ucciso in un’azione militare a Madrid.

José Miguel Beñaran Ordenana era nato ad Arrigorriaga nel 1949. Dopo un’infanzia e adolescenza segnate dall’ambiente sociale del franchismo, aderisce all’ETA con altri giovani. Nel 1968 e a seguito di alcuni arresti, José Miguel Beñaran abbandonò la sua città rifugiandosi a Oñati per lungo tempo e adottando il nome di battaglia di Lñaki. Dopo essersi rifugiato a Lparralde parteciperà attivamente al dibattito sull’evoluzione dell’organizzazione armata nel paese basco.

Di quegli anni molti intensi rimarrà celebre una frase che bene lo rappresenta:

′′Io discuto con tutti, provo a rendere intellettuali i militari e provo a militarizzare gli intellettuali “.

Nel dicembre 1973 José Miguel Beñaran Ordeñana, preso il nome di battaglia di Fernando, si trovava a Madrid, insieme ad altri membri del Comando Txikia per preparare l’attentato che avrebbe causato la morte del presidente spagnolo Luis Carrero Blanco.

Di nuovo a Iparralde, parteciperà alla ristrutturazione dell’ETA. All’interno dell’organizzazione armata c’erano divergenze in termini di cambiamenti interni e soprattutto di analisi del futuro politico. Ordeñana ha giocato in quel frangente un ruolo determinante, in un duplice senso: analizzando le conseguenze della caduta del regime franchista con i cambiamenti che ne sarebbero derivati e studiando uno sdoppiamento organizzativo per coprire tutti i fronti di lotta su un nuovo modello, lasciando per l’ETA il campo militare. In questo modo si costituiva nel novembre 1974 l’ETA militare e l’analisi fatta da José Miguel Beñaran sarebbe stata tradotta in un manifesto – l’Agiri – che sarebbe stato pubblicato alla fine di quel mese.

Nell’ottobre 1976, sull’isola francese di Yeu, dove era rifugiato, si è sposato con Asun Arana il cui precedente compagno, Gesù Mari Markiegi, era stato ucciso in un agguato di polizia a Gernika Lumo nel 1975. Dopo aver abbandonato Yeu, affitteranno una casa ad Angelu.

Dopo la sua esecuzione, la polizia ha bloccato e ha vietato l’ingresso nel suo paese natale, Arrigorriaga.

Come protesta contro l’assedio, un’assemblea popolare decise che tutti i vicini sarebbero rimasti chiusi nelle loro case e che il cadavere sarebbe stato accompagnato solo dalla madre, dai fratelli e da pochi compagni.

Due persone che portavano la bandiera KAS (coordinamento della sinistra socialista basca) aprirono il corteo che avanzava lentamente davanti a un cordone polizia.

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Ieri domenica 19 dicembre manifestazione antimilitarista al poligono di Capo Frasca per la libertà di manifestare e contro i nuovi progetto del "ministero della guerra". 

I/le manifestanti, nonostante il dispiegamento imponente di forze dell'ordine sono riusciti a recidere decine di metri di filo spinato e entrare in massa nel poligono di tiro.

Ne parliamo con un compagno di A Foras - Contra a s'ocupatzione militare de sa Sardigna

Da: http://www.ondarossa.info/http://www.ondarossa.info/

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Lavoro, lotte operaie. Ottavo giorno di sciopero ad oltranza alla DHL di Orio al Serio, dove 70 lavoratori – con ad Adl Cobas – si oppongono al licenziamento coatto, mascherato da trasferimento senza trasporto e con riduzione delle ore, a Brescia. 

Al presidio permanente arrivate le prime lettere di trasferimento “corredate dalle bugie di DHL – denuncia Adl Cobas – che parla di accordo migliorativo del CCNL con i confederali. Il taglio netto di ore e salario per 12 mesi, senza la certezza di ripristino e il mancato contributo economico che copra i costi di viaggio tra Bergamo e Brescia sarebbero migliorativi di cosa?”. Così denunciano i lavoratori DHL di Orio al Serio, che invitano a sostenere il presidio sia passando allo scalo aeroportuale di Bergamo che attraverso donazioni alla cassa di resistenza sul sito produzionidalbasso.com. “Senza accordo – annuncia Adl Cobas – il 30 dicembre andremo a bloccare Malpensa”.

Riccardo Germani, Adl Cobas Lombardia.  

Da https://www.radiondadurto.org/

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Questo venerdì migliaia di persone si sono date appuntamento alle ore 17,00 a Rawson per rafforzare l’avversione per la legge che è stata promulgata ieri. Ci sono concentrazioni in diversi punti della provincia.

ALLE H. 21,30 LA POLIZIA HA DI NUOVO REPRESSO LA MARCIA POPOLARE E PACIFICA CHE SI STAVA SVOLGENDO. Si chiede di ripiegare ai punti di incontro per proteggersi. Famiglie con bambini e persone anziane: tornate alle vostre case, è importante mettersi al sicuro. DIFFUSIONE URGENTE.

ARCIONI E MADERNA SONO I RESPONSABILI DIRETTI DI TUTTA QUESTA VIOLENZA!

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Con la parola d’ordine #QueSeVayanTodos (CheSeNeVadanoTutti), a Chubut una moltitudine di persone ha marciato nella capitale contro il progetto minerario. La mobilitazione per il momento è pacifica e percorre i vari punti nevralgici della città, che ieri erano stati fortemente attaccati e incendiati da gruppi minoritari.

La convocazione era per le ore 17,00 al Banco Nación di via 25 de Mayo. A Puerto Madryn si è replicata la mobilitazione nelle strade centrali, con striscioni e cori.

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Anche a Trelew sono stati migliaia coloro che hanno protestato questo venerdì

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A Comodoro c’è stata una moltitudinaria marcia contro l’attività mega-mineraria

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Migliaia di persone hanno protestato in tutta la provincia per opporsi alla legge di zonificazione mineraria che è stata approvata mercoledì notte nel Legislativo provinciale e promulgata poche ore dopo dal governatore Mariano Arcioni attraverso il Decreto 1285/21.

In questo contesto, i manifestanti hanno rifiutato la decisione dei 14 deputati che hanno approvato il progetto, hanno respinto la repressione a Rawson e chiedono l’abrogazione della nuova Legge XVII Nº 149.

A Comodoro Rivadavia, di mattina c’è stata una concentrazione nel Consiglio Deliberante e nel pomeriggio è stata convocata una manifestazione nella piazza della Scuola 83 a cui hanno partecipato una grande quantità di gruppi sociali, partiti politici e singoli abitanti, che hanno sfilato per il centro della città con bandiere e cartelli che dicevano “no alla miniera”, “l’acqua vale più dell’oro”, “acqua per la vita”, tra gli altri.

La marcia è passata anche fuori dell’ufficio del governatore in viale Yrigoyen, che era presidiato da un cordone di polizia.

 

Proteste in tutta la provincia

Dopo la sessione ordinaria di mercoledì, la polizia ha sparato gas e proiettili di gomma contro i manifestanti, ferendo circa venti persone, una di loro ricoverata, e due arrestate. In risposta, nella notte a Rawson, Trelew e Puerto Madryn sono state convocate manifestazioni spontanee, e a Esquel è stato fatto un blocco sulla strada 40.

Ieri, durante tutto il giorno ci sono state proteste in tutta la provincia; quella di maggior dimensione si è svolta nella capitale provinciale che ha ricevuto manifestanti di diverse città ed è terminata nella notte con l’incendio della Casa del Governo e di alcuni veicoli.

C’è stata anche una manifestazione di solidarietà a Buenos Aires, tenendo conto che il principale propugnatore dell’attività mineraria nel paese è il governo nazionale di Alberto Fernández.

 

Habeas corpus e richieste di veto

A Esquel e a Lago Puelo sono stati presentati preventivamente habeas corpus collettivi, per proteggere l’integrità fisica di coloro che manifestano contro la legge.

Anche il Partito Indipendente di Chubut (PICH) ha presentato un messaggio al governatore con il quale ha chiesto che la legge sia totalmente vietata, con la medesima dichiarano che si è votato “alle spalle della cittadinanza” e hanno ricordato che durante la campagna elettorale Chubut al Frente manifestava contro l’attività mineraria e che in questo modo “si è burlato e si è ingannato il popolo chubutense che ha avuto fiducia nelle proposte e nella parola degli allora candidati”.

Contro la legge hanno manifestato anche la CTA Autónoma, il sindacato docente ATECH, il settore della pesca rappresentato dai sindacati SUPA e SOMU. Allo stesso modo hanno fatto l’Università Nazionale della Patagonia San Juan Bosco e il CONICET, tra le varie istituzioni.

 

Ha parlato il dittatore di Chubut, Arcioni che continua a minacciare, dice che si appellerà alla Giustizia

Arcioni ha affermato che “la violenza non è mai il cammino”, giustamente lui che ha lanciato una gigantesca repressione con feriti per i proiettili, bastonati e detenuti.

Il repressore Arcioni ha emesso a mezzogiorno un conciso messaggio, con il quale ha segnalato coloro che hanno causato le violenze e gli ha detto: “Non crediate di poter calpestare i diritti di tutta una Provincia”.

fonti: proprie, Sudaca, Prosa Urgente.

17 dicembre 2021

Resumen Latinoamericano

Traduzione del Comitato Carlos Fonseca

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Netta vittoria della sinistra alle elezioni presidenziali in Cile.

Gabriel Boric, 35 anni, ex leader del movimento studentesco candidato dalla coalizione Apeuebo Dignidad, è il più giovane presidente della storia del paese sudamericano.

Al ballottaggio Boric si impone per 11 punti percentuali sull’avversario, l’ultraconservatore nostalgico del regime di Pinochet José Antonio Kast, in testa al primo turno. A Boric sono andati il 55,87% dei voti contro il 44,13% di Kast.

Affluenza in crescita rispetto al primo turno con oltre 8milioni di persone che si sono recate alle urne per una partecipazione-record del 55,65%, in forte crescita rispetto al primo turno, quando al voto andò solo il 43% degli aventi diritto.Un milione e duecentomila elettori ed elettrici in più, che hanno scelto in massima parte il candidato della sinistra. Kast ha accettato la sconfitta a scrutinio ancora in corsa e questo ha fatto scattare la festa nelle piazze.

A Santiago del Chile migliaia di persone si sono riversate in Piazza Italia, rinominata durante la rivolta del 2019, Piazza della Dignità migliaia di persone che hanno cantato “El pueblo unido jamas sera vencido”, con il discorso della vittoria di Boric, il cui primo impegno sarà quello di guidare il Cile nel cammino verso una nuova Costituzione, che mandi definitivamente in soffitta quella voluta dal dittatore Pinochet.

Il commento di Federico Larsen, giornalista argentino e nostro collaboratore Ascolta o scarica

Giorgio Trucchi, giornalista italiano che danni vive e lavora in Centro America Ascolta o scarica

Uno speciale con le voci di Andrea Rivas, Andres Vincens, Sergio Munoz, e Magdalena Valdivieso, laureati in scienze politiche in Cile negli anni ’60 e il breve intervento di Javiera Pizzaro Ascolta o scarica

La corrispondenza dal Cile con Alice Ferraglio, compagna bresciana che sta svolgendo il Servizio civile internazionale nel paese sudamericano. Ascolta o scarica

Da Radio Onda d'Urto

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