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Articoli filtrati per data: Tuesday, 09 Novembre 2021

Segnaliamo il seminario “Alle frontiere dell’Amazon-capitalism”, ciclo di seminari 2021/2022 a cura di Into the Black BoxInto the Black Box. Per maggiori informazioni cliccare qui.

 

 

L’umanità sta costruendo nuove piramidi. Sospesa sulla contraddizione tra il continuo aumento della potenza produttiva e la verticalizzazione sempre più accentuata delle forme di potere e della ricchezza.
La sindemia è stata un’occasione da parte capitalistica per ristrutturare le forme della produzione e della riproduzione sociale, della distribuzione e del consumo di merci.
Sotto il segno della crisi permanente, abbiamo assistito a una portentosa accelerazione dei processi di estrazione di valore e di digitalizzazione delle esistenze. Meglio, la sequenza di crisi (economico/finanziarie, sociali, politiche, sanitarie) degli ultimi due decenni segnala che più che di fronte a singole crisi ci troviamo dento un salto d’epoca.
L’impero globale di Amazon emerge come uno dei simboli più eclatanti dell’attuale passaggio storico.
“Alle frontiere dell’Amazon-capitalism” è un ciclo annuale di ricerca politica che intende costruire un ambiente di discussione, inchiesta e confronto in grado di misurarsi sulle travolgenti trasformazioni che stanno segnando il nostro presente. Il ciclo si struttura attorno a sei incontri seminariali e a due giornate di studio finali.
Adotteremo Amazon quale punto di ingresso per indagare alcune frontiere cruciali dello sviluppo capitalistico contemporaneo.

Nel primo incontro, Interstellar: dal Globo allo Spazio, intendiamo fare un punto sui processi di globalizzazione e cartografare le implicazioni ideologiche, economiche, geografiche e politiche della rinnovata corsa allo Spazio, dalle missioni di turismo spaziale alle dichiarate intenzioni di dislocare industrie sulla Luna e ai progetti di colonizzazione di Marte – di cui Blue Origin del fondatore di Amazon Jeff Bezos è uno dei capifila.
In TechnoFinance approfondiremo il ruolo della finanza in relazione alle grandi piattaforme e, più in generale, con le nuove tecnologie digitali.
Nel terzo incontro, Cloud Metropolis, ci concentreremo sull’emersione della metropoli planetaria 4.0 che si istituisce lungo le catene globali del valore, le rotte logistiche dell’urbanizzazione planetaria, la costruzione delle città digitali come piattaforme a partire dalle molteplici operazioni di Amazon, dal suo investimento sul cloud fino ai servizi di consegna.
L’algoritmo e il Leviatano è il quarto incontro, nel quale affronteremo il potere politico di big companies come Amazon, sia tramite una genealogia storica del ruolo delle multinazionali che pensando alla sovranità algoritmica emergente.
Working-Class Cyborg è il quinto incontro del ciclo, dove ci concentreremo sul lavoro in Amazon e nelle grandi compagnie hi-tech e sulla relazione tra nuove tecnologie e lavoro vivo.
L’ultimo appuntamento, Ecologia delle piattaforme, approfondirà l’impatto ambientale di Amazon e più in generale il ruolo delle piattaforme digitali rispetto alla crisi climatica e ai nuovi processi di green capitalism che si stanno affermando.

Ogni seminario sarà introdotto da una relazione a cura di Into the Black Box. Il ciclo si concluderà con due giornate di studio che tireranno le fila del ciclo e approfondiranno i processi di amazonizzazione della società, ripercorrendo i vari layer di Amazon approfonditi nei seminari (il livello interplantario e la globalizzazione/regionalizzazione, la finanza, la spazialità digitale e la logistica urbana, la sovranità algoritmica, le frontiere del lavoro digitalizzato, il livello della Terra/ecologia) e aprendo domande sulle possibili linee di frattura tra cloud e quartiere, tra automazione e potenziali di autonomia, tra proletariato digitale e nuove forme di auto-valorizzazione.

 

Calendario

30/11/21 “Interstellar: dal Globo allo Spazio”
Con: Sandro Mezzadra e Giorgio Grappi
Coordina: Into the Black Box

27/01/22 “Working-Class Cyborg”
Con: Tiziana Terranova, Edoardo Biscossi, Devi Sacchetto
Coordina: Niccolò Cuppini

15/02/22 “Cloud Metropolis”
Con: Letizia Chiappini, Federico Rahola, Massimo Guareschi
Coordina: Floriano Milesi

15/03/22 “L’algoritmo e il Leviatano”
Con: Sandro Mezzadra e Silvano Cacciari
Coordina: Mattia Frapporti

05/04/22 “TechnoFinance”
Con: Giulia Dal Maso e Sandro Gobetti
Coordina: Maurilio Pirone

10/05/22 “Ecologia delle piattaforme” Con: Giulia Arrighetti e Emanuele Leonardi
Coordina: Carlotta Benvegnù

11-12/06/22 Giornate di studio

I sei seminari si terranno presso l’aula Seminari di Santa Cristina, dalle ore 16 alle ore 19. Le giornate di studio finali si terranno presso Il PoggioloIl Poggiolo. Tutti gli incontri saranno registrati e diffusi su www.intotheblackbox.com (Fb: Into the black box)

 

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Letture generali: Into the Black Box, Capitalismo 4.0. Genealogia della rivoluzione digitale, Meltemi, 2021; R. Ovetz, Workers’ Inquiry and Global Class Struggle: Strategies, Tactics, Objectives, Pluto Press, 2020; N. Srnicek, Capitalismo digitale. Google, Facebook, Amazon e la nuova economia del web, LUISS University Press, 2017


Letture su Amazon: J. Alimahomed-Wilson and E. Reese, The Cost of Free Shipping. Amazon in the Global Economy, Pluto Press, 2020; A. Delfanti, The Warehouse: Workers and Robots at Amazon, Pluto Press, 2021; Amazon Capitalism: How Covid-19 and racism made the world’s most powerful corporation


Seminario Interstellar: dal Globo allo Spazio: S. Mezzadra e B. Neilson, Operazioni del capitale, Manifestolibri, 2021; Presentazione di Operazioni del Capitale con Sandro Mezzadra e Brett Neilson; Estrazione mineraria negli altri mondi, la fase superiore dell’estrattivismo; The Amazonification of Space Begins in Earnest


Seminario TechnoFinance: G. Dal Maso, Risky Expertise in Chinese Financialisation, Palgrave, 2020; A. Fumagalli, Greatful Dead Economy, Agenzia X, 2016


Seminario Cloud Metropolis: S. Barns, Platform Urbanism. Negotiating Platform Ecosystems in Connected Cities, Palgrave, 2020; P. Moertenboeck e H. Mooshammer, Platform Urbanism and Its Discontents, nai010 publisher, 2021; Amazon Urbanism: Patents and the Totalizing World of Big Tech Futures


Seminario L’algoritmo e il Leviatano: B. Bratton, The Stack: On Software and Sovereignty, MIT Press, 2016; K. Easterling, Extrastatecraft: The Power of Infrastructure Space, Verso, 2014; Red Plenty Platforms


Seminario Working-Class Cyborg: A. Casilli, Schiavi del clic: Perché lavoriamo tutti per il nuovo capitalismo?, Feltrinelli, 2020; T. Terranova, Free Labor: Producing Culture for the Digital Economy, Social Text 63, 2000; We have nothing to lose but our supply chains


Seminario Ecologia delle piattaforme: AA.VV., Pluriverso. Dizionario del post-sviluppo, Orthotes, 2021; J. Moore, Ecologia-mondo e crisi del capitalismo. La fine della natura a buon mercato, Ombre Corte, 2015; Il mondo digitale non è sostenibile

 

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Abbiamo raggiunto telefonicamente Matteo Palamidesse, giornalista freelance esperto di Etiopia ed Eritrea, per un aggiornamento sulla guerra interna che si è sviluppata in Etiopia nell’ultimo anno e sulla quale la maggior parte delle fonti di informazione italiane continuano a tacere.

Il conflitto, nato nella regione del Tigray ma espansosi ora fino a lambire la regione di Addis Abeba, vede schierata contro il governo federale di Abiy Ahmed la coalizione denominata “United Front of Ethiopian Federalist Forces”, composta di diversi fronti: il Tigrayan People’s Liberation Front (TPLF), l’Oromo Liberation Army (OLA), l’Afar Revolutionary Democratic Unity Front (che non riconosce né l’Etiopia, né l’Eritrea, né la Somalia), il Somali State Resistance, il Gambella Peoples Liberation Army.

Tra violenze armate, pandemia e locuste, migliaia di famiglie si trovano con i raccolti distrutti, senza cibo, acqua e medicine, mentre Usa, Russia, Arabia Saudita, Corea del Sud, ma anche Italia, hanno cominciato a richiamare i propri cittadini in patria.

Da Radio Blackout

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Negli anni 1989-1990 il movimento della Pantera occupava le facoltà per denunciare l’avvio, con la “riforma Ruberti”, di un processo di privatizzazione e smantellamento dell’università pubblica. Oggi, trascorsi più di trent’anni e altre pessime riforme (fra le quali, le leggi n. 133 del 2008 e n. 240 del 2010, contro le quali si è battuto un altro movimento, l’Onda), quanto allora si prospettava come futuro distopico è diventato realtà.

Di Alessandra Algostino per Volere la Luna

Di questi giorni è la corsa delle università a bandire borse di dottorato (programma React-Eu, in sintonia con la missione 4 del PNRR, significativamente intitolata “Dalla ricerca all’impresa”), così come posti da ricercatore a tempo determinato, che prestabiliscono i temi di ricerca (green e innovazione, ça va sans dire) e obbligano a svolgere un periodo di tempo fra i sei e i dodici mesi presso un’impresa, pena la revoca della borsa o del contratto. L’ingresso dei privati nell’università si declina come diretta regalia alle imprese, in coerenza con l’orizzonte di un PNRR che eleva proprio l’impresa a soggetto principe e nella prospettiva ordoliberista (al momento nella sua versione “con sussidi statali”) per cui il benessere della società dipende dalla massimizzazione del profitto dei privati. Come se non avessimo una Costituzione che mette al centro la persona E che ragiona di limiti e indirizzi della libertà di iniziativa economica privata per fini sociali (art. 41 Costituzione), che proclama la libertà della scienza e dell’insegnamento (art. 33 Costituzione).

Il processo di aziendalizzazione è duplice: da un lato, l’università si struttura come un’azienda; dall’altro, suo interlocutore privilegiato sono le aziende. La trasformazione muove dal linguaggio (per tutti, i crediti), e pervade la configurazione dell’università, il suo senso, la sua mission, per restare in tema con un termine à la page. La ricerca di base, libera, senza oggetti e indirizzi predeterminati, scompare in favore della ricerca applicata. La disparità di finanziamento, miope fra l’altro nel guardare al futuro (senza ricerca di base non progredisce nemmeno quella applicata, ma, si sa, è l’hic et nunc il tempo del neoliberismo), si traduce in una violazione, oltre che della libertà accademica, della promozione della cultura e della ricerca (art. 9 Costituzione). La canalizzazione in alcuni settori, come prevede il PNRR, e il sistema della progettazione indirizzata, nazionale e europea, introducono dei condizionamenti che vanificano la libertà.

Non solo: restringendo orizzonti, prospettive e alternative, si intaccano le precondizioni del sapere critico e plurale che alimenta il pluralismo e il conflitto quali essenza e humus imprescindibile della democrazia. Conoscenza e pensiero critico sono sostituite dalle nozioni, dalla tecnica, dalle “competenze”, funzionali a una visione, dalla capacità di attrarre risorse e produrre ricerca “redditizia”.

Ancora: l’adesione al paradigma della competitività genera una concorrenza e una graduazione fra le università, segnando la distanza dall’orizzonte costituzionale dell’eguaglianza, formale e sostanziale (art. 3 Costituzione); il modello dell’eccellenza contrasta con il progetto costituzionale di emancipazione, di ciascuno e di tutti. Il diritto allo studio (art. 34 Costituzione) è sotto-finanziato e si tramuta in privilegio per pochi: il discorso costituzionale del merito si trasfigura in una meritocrazia che tende a legittimare le diseguaglianze, occultandone le cause; i divari fra le università sono affrontati con meccanismi premiali – costruiti al contrario di quanto l’eguaglianza sostanziale vorrebbe – che favoriscono le “eccellenze”, in spregio fra l’altro, alle dinamiche positive che l’università può innescare nell’interazione con il territorio e la società.

L’iniezione di fondi con il PNRR (9 miliardi a università e ricerca) non riequilibra il pesante sottofinanziamento dell’università e della ricerca (solo un dato: alla ricerca l’Italia destina lo 0,96% del PIL contro l’1,55% della media dei paesi OCSE) e si situa nel solco di una ricerca “condizionata” e cooptata nella logica aziendalista. L’implementazione dei posti da ricercatore a tempo determinato e il reclutamento prefigurato dal disegno di legge in discussione in Senato (AS n. 2285) ripropongono, inoltre, il dramma di un precariato che non rispetta i canoni di un lavoro dignitoso e non garantisce libertà di ricerca.

È necessaria un’inversione di tendenza, quantitativa, con finanziamenti adeguati dei fondi ordinari e del diritto allo studio (nell’ottica non di un semplice aumento, ma della soddisfazione di un diritto a carattere universale), e qualitativa, per un’università – pubblica – che sia strumento di trasformazione sociale, spazio di pensiero critico dell’esistente e libero nel creare e immaginare alternative, aperto al territorio e alla società. E innanzitutto è necessario rompere il silenzio.

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in SAPERI

Condividiamo di seguito la riflessione di Prendocasa Torino su un fenomeno che specialmente durante la pandemia ha iniziato a farsi più diffuso e che oggi vede degli incentivi statali a supportarlo. Il problema di vivibilità del modello urbano nei decenni a venire è tutt'altro che fantasioso ed il progressivo spopolamento delle aree interne ha sicuramente rappresentato un fenomeno tutt'altro che fecondo, con ogni lente lo si guardi. Eppure in generale gli investimenti rimangono orientati a rilanciare la valorizzazione dei profitti nelle metropoli e nelle grandi città. Dunque cosa ci dicono questi nuovi bonus? Si tratta probabilmente della riapertura di un mercato sussidiario che ha l'obbiettivo di estrarre valore dai bisogni sociali nuovi che sono emersi dalla pandemia e dalle trasformazioni delle grandi città. Cosa significherà questo per la montagna? Chi avrà la possibilità di usufruire di questi bonus? Che relazione con la crisi climatica?

...OVVERO LA FINANZIARIZZAZIONE DEL MERCATO DELLA CASA SI SPOSTA IN MONTAGNA

Più di 10 milioni stanziati, per "sostenere" chi vuole comprare casa in montagna con finanziamenti tra i 10 e i40 mila euro. In 2 giorni sono state mandate più di 130 domande.
La pandemia e la crisi climatica sono i giganteschi drammi del nostro tempo, che hanno avuto conseguenze sociali molto pesanti, come ad esempio l'ondata di sfratti partiti questo autunno (in conseguenza a perdita di lavoro e impoverimento collettivo).


Di fronte a problemi di questo tipo governi di diversi livelli non hanno la minima intenzione di invertire la tendenza produttiva, ma anzi spostarla in altri settori.
Un esempio per noi lampante è questa operazione, mascherata da "progetto per ripopolare le montagne".
Sappiamo, che a causa del riscaldamento globale, le città saranno sempre più difficilmente abitabili, e vedremo migrazioni dalle città alle montagne, le quali saranno sempre meno accessibili.
Le montagne, quindi, stanno diventando il nuovo terreno per l'operazione di finanziarizzazione dell'abitare.


Chi ha l'occhio lungo, e un discreto budget di partenza, si può accaparrare, a prezzi agevolati, un posto in cui vivere decentemente in futuro..
La finanziarizzazione del mercato dea casa non solo ha reso sempre più povere e ricattabili le fasce di popolazione che non potevano permettersi l'acquisto della casa, ma ha completamente trasformato il concetto di abitazione da qualcosa di necessario per vivere, a un bene su cui investire e fare profitto.
Per ora, al centro di questo processo ci sono stati principalmente i territori urbani o di importanza turistica... A quanto pare assisteremo all'estendersi di questo terreno.

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Sul tema della pandemia e delle sue implicazioni, sabato 6 e domenica 7 novembre 2021 si è svolto a Bologna il convegno nazionale (in presenza) “Come si esce dalla sindemia?”, un’ideale continuazione del convegno “Sindemia0202” che si era tenuto, in modalità online, domenica 28 marzo 2021.

Hanno partecipato alle due giorni quasi un centinaio di realtà che, nei territori, lavorano e s’interrogano sulla sindemia e le sue ricadute: tra queste, anche la Rete “Non Sta Andando Tutto Bene” di Brescia.

L’idea del convegno “Come si esce dalla sindemia?” è quella di “tracciare in modo collettivo possibili rotte di conflitto, di costruzione di alternative e di creazione di una nuova conoscenza per un’uscita dalla sindemia che non sia nelle mani di chi l’ha finora governata”.

Una trasmissione con le voci dalla plenaria conclusiva, che ha raccolto i report dei quattro diversi tavoli tematici che si sono svolti durante il convegno, in tema di sanità, salute, pandemia e mobilitazioni. Ascolta o Scarica.

DOMENICA 7 NOVEMBRE – Gli audio degli interventi dell’assemblea plenaria conclusiva hanno riportato le discussioni che si sono sviluppate nei quattro tavoli di lavoro.

L’intervento riassuntivo della discussione affrontata nel tavolo sul servizio sanitario nazionale. Ascolta o scarica.

L’intervento riassuntivo della discussione affrontata nel tavolo su teorie e pratiche della salute. Ascolta o scarica.

L’intervento riassuntivo della discussione affrontata nel tavolo sulla questione pandemica. Ascolta o scarica.

L’intervento riassuntivo della discussione affrontata nel tavolo su lotte e prospettive di mobilitazione. Ascolta o scarica.

L’intervento conclusivo di un compagno del Coordinamento regionale sanità del Lazio che ha partecipato al tavolo sulle prospettive di mobilitazione. Ascolta o scarica.

SABATO 6 NOVEMBRE – La prima corrispondenza da Bologna con Michele, della nostra Redazione, nella mattinata di sabato 6 novembre. Ascolta o scarica

L’intervento introduttivo di un compagno dell’Assemblea per la salute del territorio di Bologna. Ascolta o scarica

L’intervento introduttivo dedicato al Tavolo 1 (servizio sanitario nazionale) con Antonio Muscolino, di Medicina Democratica e della campagna Dico32. Ascolta o scarica

L’intervento introduttivo dedicato al Tavolo 2 (teorie e pratiche della salute) con Caterina, di Fem.In Cosentine in lotta. Ascolta o scarica

L’intervento introduttivo dedicato al Tavolo 3 (pandemia) con il dottor Ernesto Burgio, medico, esperto di epigenetica e biologia molecolare. Ascolta o scarica

L’intervento introduttivo sul Tavolo 4 (mobilitazioni e le lotte) con Marco, del Coordinamento regionale sanità del Lazio. Ascolta o scarica

GIOVEDì 4 NOVEMBRE – La presentazione della due giorni con Lavinia dell’Assemblea per la salute del territorio di Bologna, raggiunta telefonicamente giovedì 4 novembre. Ascolta o scarica

Da Radio Onda d'Urto

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