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Articoli filtrati per data: Tuesday, 19 Ottobre 2021

Alla Statale di Milano rinasce Ecolab, oggi studenti e studentesse hanno occupato una parte del dipartimento di Storia per rilanciare l'esperienza di riflessione e attivismo sul crinale dell'ecologia tra le aule universitarie.

Di seguito il comunicato dell'occupazione:

Dopo lo sgombero coatto e immotivato dell'aula in piena estate, oggi abbiamo deciso di riprenderci i nostri spazi!

Infatti, non è ammissibile che le molteplici aule studio siano ancora chiuse, che le biblioteche abbiano orari ridotti e che le tasse siano rimaste invariate, nonostante la didattica a distanza e i servizi mancanti. Oggi siamo qui per ridare centralità ai veri protagonisti dell'università, che sono gli studenti e le studentesse e non i privati. Vogliamo costruire uno spazio in cui ci sia una libera e orizzontale fruizione del sapere, dove gli student* si possano autogestire, perché non possiamo delegare ai piani alti il nostro benessere!

Da Ecologia Politica Milano

 

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in SAPERI

Più di cinquecento persone sabato hanno invaso le strade del Macrolotto per rispondere all’aggressione mafiosa di lunedì durante lo sciopero alla #Dreamland:

https://www.facebook.com/SiCobasFirenze/videos/560491015023629

Un risultato straordinario per una manifestazione organizzata in appena 48 ore. 

Prato reagisce a mafia e sfruttamento, con un corteo che ha paralizzato prima il Macrolotto1 e poi il Macrolotto2, sfilando tra i vialoni e i capannoni delle ditte tessili.

Il messaggio è chiaro: abbiamo buttato via la paura.

In prima fila gli operai del distretto protagonisti delle lotte vittoriose di questi anni che hanno strappato ai padroni contratti regolari e l’8×5: Texprint, Sunshine, Tintoria2020, Superlativa, Tintoria Dl, Tintoria Fada, Giaroeste e tanti altri.

Con noi i lavoratori della logistica (Tnt, Sda, Brt, Gls), il Collettivo della Gkn e gli operai della Piaggio di Pontedera.

E tanti, tanti solidali, studenti, cittadini che hanno voluto esserci e ci sono stati. 

Oggi abbiamo scritto un’altra bellissima pagina di questa storia di riscatto collettivo:

https://www.facebook.com/SiCobasFirenze/videos/1278130712659010

La paura è solo dei padroni.

SI Cobas Prato e Firenze

SI Cobas nazionale

Di seguito la diretta a cura di Radio Blackout

Durante lo sciopero generale di lunedì 11 nel distretto tessile di Prato, il presidio dei lavoratori fuori dalla Dreamland è stato brutalmente attaccato da una manipolo di picchiatori
armate di bastoni. In risposta all’aggressione sabato ci sono state una manifestazione ed un corteo. Ne parliamo con i Si Cobas di Prato.

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Eccoli in foto i campioni di quel Sistema Torino che l'Appendino aveva promesso di cancellare, salvo poi diventarne parte.

Il day after dei ballottaggi è tutto un florilegio di pacche sulle spalle e complimenti a Lo Russo, neosindaco del PD e scolaro disciplinato della dinastia Chiamparino - Fassino. C'è chi arriva a definirlo un outsider, lui che da ex Margherita è già stato Assessore all'Urbanistica e consigliere comunale, nonché tra i più feroci fautori della privatizzazione della GTT.

Le elezioni di quest'anno sono state tra le meno partecipate della storia di Torino. Una sfida quasi ottocentesca tra due rappresentanti di correnti differenti della borghesia piemontese che si misurano per assicurare il potere alla propria cordata affaristica. Si stenta ad intravedere le differenze tra i due candidati, e obtorto collo il voto diventa un'esercizio ad uso quasi esclusivo degli abitanti della Torino bene. Un ritorno al voto di censo, in cui in base al proprio reddito si poteva esercitare il diritto di voto. Dalle periferie, alle sacche di povertà più vicine al centro cittadino si preferisce rimanere a casa in assenza di qualunque rappresentanza in grado di raccogliere almeno parzialmente le istanze di questa parte di popolazione. Non c'è nessuna "Torino bellissima" all'orizzonte per i settori popolari.

La restaurazione è un teatrino ad uso e consumo del giornale unico Corriere - Stampa - Repubblica, che stancamente ripete il mantra sulla fine dell'anomalia populista nella città della Mole. Fine, poco dignitosa, di cui tutti i torinesi si erano accorti già da anni, non tanto perché il sogno di cambiamento si fosse trasformato in un incubo, quanto perché nessun cambiamento è realmente avvenuto. I giornali di sistema dunque chiariscono come stanno le cose, a loro dire, a Torino "o ti mangi sta minestra, o ti butti dalla finestra".

Il neosindaco Lo Russo è stato votato di fatto dal 25,5% degli aventi diritto al voto, un torinese su quattro.

Intanto la città continua a morire lentamente, e la parentesi appendiniana, per quanto infelice, si può ascrivere al limite tra i sintomi di una più generale decadenza.

Il ceto politico della città è ridicolo: nel centrodestra tra macchiette SI TAV e postfascisti presuntamente ripuliti per trovare un candidato che non sembri uscito da un film di Vanzina tocca andare nelle Langhe. Nel centro sinistra invece le primarie meno votate e più pilotate da quando esiste il PD consegnano la vittoria al figlioccio politico del Chiampa, che rischia persino di essere battuto da un civico, ma per sua fortuna l'apparatick era tutto ben schierato a suo favore.

Eppure nei palazzi si applaude, perché di fatto dell'esercizio democratico non frega niente a nessuno, si tratta solo di salvare le apparenze, per poter dire la prossima volta che una contestazione arriverà in Piazza Palazzo di Città che il popolo ha scelto e quindi il pasto è servito, non importa cosa ci sia nel piatto.

Torino intanto invecchia, si spopola e diventa sempre più una città spaccata in due, da un lato chi produce la ricchezza, dall'altro chi ne gode i benefici. Il modello olimpico, del turismo, della città universitaria impatta con la pandemia come un'unica bolla finanziaria in bilico, sull'orlo del fallimento, dei cui frutti positivi godono in pochissimi, mentre le avversità le stiamo pagando tutti.

Ecco che le origini della decadenza sono sempre lì, e come nella tradizione delle monarchie assolute, tornano a imporre il loro modo di vedere le cose in un mondo che è cambiato radicalmente e che non tornerà indietro.

I cantori della grande vittoria di Lo Russo, in una città che è sfinita, sono d'altronde come la Corte di Versailles chiusa tra le meraviglie del palazzo. Il popolo per adesso si disinteressa e rumoreggia, poi chi sa…

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Chadli Aloui, studente universitario, attore teatrale e istruttore sportivo, è stato arrestato nella notte tra il 13 e il 14 ottobre mentre si trovava presso la sua abitazione. Da Aprile scorso infatti, a seguito della sentenza del Tribunale che gli ha imposto la sorveglianza speciale, il giovane palermitano ha l'obbligo di rientro serale presso il proprio domicilio.

Quella notte, durante un normale controllo, gli agenti di polizia hanno ripetutamente provocato i suoi familiari, con insulti e spintoni. Successivamente, oltre ad aver insultato e spintonato, hanno anche disposto l'arresto di Chadli e denunciato un componente della sua famiglia con l'accusa di resistenza a pubblico ufficiale.

Il 14 ottobre ha avuto luogo il processo per direttissima contro Chadli che si è concluso con un rinvio a giudizio al tre novembre. Nel frattempo il giovane attivista e' stato rilasciato con obbligo di firma.

In questi giorni a Palermo è partita una campagna di solidarietà per sostenere Chadli di fronte a questo ennesimo ed assurdo soppruso.

Per rimanere aggiornati: L'impegno sociale non è pericolo sociale. NO alla sorveglianza per Chadli

 

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