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Articoli filtrati per data: Monday, 11 Ottobre 2021

Ieri è successo in televisione qualcosa che ci dice molto sullo stato dell’informazione e quindi dello stato del paese. Nel talk show Mezz’ora in più, su rai 3, gli ospiti si sono lanciati in uno spericolato esercizio di benaltrismo commentando l’irruzione di sabato alla sede CGIL. 

Tra l’approvazione dei presenti, il direttore del quotidiano la Repubblica, Maurizio Molinari, ha proferito un appassionato monologo sul movimento no tav, che riportiamo testualmente

“I No Tav sono un organizzazione violenta, quanto resta del terrorismo italiano anni 70. Diciamo che per un torinese, No Tav significa sicuramente terrorista metropolitano, chiunque vive a Torino ha questa percezione. La cosa più grave nei confronti dei No Tav è che siccome si avvolgono di una motivazione ambientalista, quando questa motivazione viene legittimata loro reclutano, con una dinamica che ci riporta davvero agli anni 70”.

Forse vale la pena ricordare a Molinari che sabotaggi, manifestazioni, picchetti e disobbedienza civile sono pratiche di resistenza portate avanti dai movimenti ambientalisti in tutto il globo, tra l’altro regolarmente celebrate proprio sulle pagine del suo giornale purché si verifichino a quella distanza di sicurezza che non infastidisce i finanziatori del suo gruppo editoriale. Forse vale la pena ricordare a Molinari che la sua percezione del movimento no tav non è quella di “chiunque vive a Torino” ma quella di un ristrettissimo circolino formato da qualche esaltato che si è entusiasmato per le madamine del rotary club il tempo di un happening in piazza castello. Forse vale la pena ricordare a Molinari che nel movimento no tav si riconoscono, da decenni, centinaia di migliaia di cittadini tra Torino e la Val Susa, la totalità delle associazioni ecologiste italiane e dei partiti verdi che siedono al parlamento europeo senza contare sindaci, consiglieri regionali, unione montana e decine di enti in tutta la regione Piemonte. Forse vale la pena ricordare a Molinari che “i no tav” non sono un’organizzazione, violenta o non-violenta che sia, ma un movimento che fa paura per una sua peculiarità davvero unica in Italia: fa quello che dice e dice quello che fa. Forse vale la pena ricordare a Molinari che “il terrore” in Val di Susa lo largisce uno Stato che manganella una popolazione che ha la sola colpa di aver tenuto la schiena dritta per troppo tempo, che minaccia di togliere i figli ai genitori che li portano a manifestare, che entra all’alba nella case per portarsi via parrucchieri, pescivendoli, studenti, commesse e pensionati per rinchiuderli tra quattro mura. Forse vale la pena ricordare a Molinari che lui fa il direttore del principale quotidiano “di sinistra” e che sta parlando del più longevo e radicato movimento ambientalista italiano. E che è proprio fortunato a vivere in un paese in cui può vendere anche una solo copia dopo una sparata del genere.

P.S.

Che Maurizio Landini, presente in studio, se ne si a stato capo chino ad annuire a questa serie di enormità pronunciate tra l’altro nel solo intento di ridimensionare l’assalto alla sede del sindacato di cui è segretario generale la dice lunga anche sullo stato della CGIL.

da https://www.notav.info/ 

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Una mattinata di astensione dal lavoro, blocchi, cortei e iniziative in tutto lo stivale contro l'aggressione padronale ai lavoratori e le politiche complici del Governo Draghi e di Confindustria. Migliaia in corteo in diverse città, a Napoli bloccato il porto.

Lo sciopero generale dell'11 ottobre ha visto per la prima volta durante la fase pandemica i lavoratori e le lavoratrici che aderiscono al sindacalismo di base scendere in piazza in varie iniziative territoriali. La giornata è stata ricca di momenti di lotta e ha visto la partecipazione anche degli operai di GKN, della Piaggio di Pisa e dei lavoratori in lotta di Alitalia.

 

A Piacenza più di 2000 lavoratori SI Cobas hanno bloccato il polo di Amazon. "Il governo Draghi vuole sfruttare il Pnr per ristrutturare l'intero mercato del lavoro sul modello Amazon, fatto di ultraprecarieta' e repressione dei lavoratori." affermano i lavoratori "Per questo bisogna distruggere questo modello nemico dei diritti."

A Napoli sono state bloccate le rampe d'accesso dell'autostrada e del porto contro aumenti delle bollette, licenziamenti, green pass sui posti di lavoro, precarietà.

Anche a Genova picchetto al porto organizzato dai lavoratori del Calp.

A Torino oltre 2000 persone sono scese in corteo, che ha visto la partecipazione di lavoratori e lavoratrici, studenti e sfrattati. Gli studenti hanno bruciato davanti al Miur un'effige del premier Draghi, contestando la progressiva aziendalizzazione della scuola e la gestione della crisi pandemica. Durante il percorso del corteo è stata poi sanzionata la sede di Iren, holding dell'energia, contro l'aumento delle bollette ed il Comune di Torino. Il corteo ha visto la partecipazione di un nutrito spezzone di lavoratori e lavoratrici contro il Green Pass.

A Pisa nel giorno di sciopero generale lanciato da tutti i sindacato di base, le scuole sono state disertate da studenti, professori e personale ata. Un legame tra le diverse componenti sociali che ha trovato espressione nel corteo selvaggio mattutino che ha invaso la città. Gli studenti e le studentesse rivendicano il bisogno di aule spazi e servizi contro la Gestione della pandemia tutta tesa a peggiorare le condizioni di vita in generale e di studio in particolare. Il corteo si è concluso con un’assemblea di centinaia di persone nel Complesso scolastico marchesi, sede dell’istituto Santoni e del liceo Buonarroti, simbolo del degrado e della decadenza delle strutture scolastiche e del menefreghismo dello Stato nei confronti dei bisogni sociali.

Anche a Bologna un grande corteo di lavoratori e lavoratrici ha invaso la città.

A Milano la manifestazione è partita dalla sede di Assolombarda e si è portata sotto la Prefettura. A Brescia dove un presidio si è tenuto fuori dalla stazione FS, anticipato da un picchetto di facchini e corrieri alla sede GLS dove è in corso una vertenza promossa dal Si.Cobas.

Diversi picchetti di fronte a fabbriche e magazzini della logistica hanno avuto luogo in tutta Italia, ed è rimasta ferma la gran parte del trasporto pubblico locale.

Una giornata di lotta significativa dunque, in un momento in cui l'intero arco istituzionale e parlamentare si schiera compatto in sostegno del governo Draghi e del suo progetto di ristrutturazione capitalista del paese che ha come obbiettivo palese lo scarico della crisi derivata dalla pandemia su lavoratori e lavoratrici. Un segnale importante, ma che vede la necessità di ampliarsi oltre le basi sindacali ed i contesti di lotta più strutturati ed aprirsi all'enorme portato di contraddizioni sociali che il Covid 19 ha evidenziato.

Qui le dirette e gli approfondimenti delle radio di movimento.

 

 

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