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Articoli filtrati per data: Saturday, 23 Gennaio 2021

Questa mattina gli studenti e le studentesse del Kant di Roma hanno deciso di occupare la scuola per protestare contro la condizione indecente in cui è ridotta l'istruzione nel nostro paese e la totale incapacità delle istituzioni di ripensarla in maniera sicura ed all'altezza della pandemia. La polizia è intervenuta in forze tentando di impedire l'occupazione e spintonando con violenza gli studenti e le studentesse. Di seguito alleghiamo il comunicato dell'occupazione e il video in cui si vede la polizia aggredire uno studente.

SABATO 23 GENNAIO. KANT OCCUPATO.

Come studenti del Kant stamattina, dopo aver sostituito quattro giorni di lezioni da svolgere in drammatiche modalità, con quattro giorni di lotta, abbiamo deciso di occupare per protestare contro la condizione indecente e scandalosa di abbandono in cui come il nostro istituto, si trovano tutti i licei del territorio, di Roma e del Paese. Durante una pandemia mondiale ed emergenza sanitaria, che ha reso ancora più evidenti i problemi già preesistenti nei nostri istituti e dell'istruzione pubblica italiana, la Scuola è stata completamente privata di quello che dovrebbe essere il suo ruolo di crescita ed emancipazione dell'individuo. Inoltre non sono stati presi i giusti provvedimenti per garantire a noi studenti il nostro diritto allo studio, alla salute e ad un futuro.
Gli studenti si sono fin da subito dimostrati comprensivi riguardo la situazione, e ciò che hanno avuto in cambio è stata l’ennesima delusione da parte di chi dovrebbe tutelarli.

Anche oggi durante la presa di posizione da parte degli studenti, che si sono mossi per riprendersi la scuola che gli spetta, le forze dell'ordine hanno reagito con la VIOLENZA e L'INTIMIDAZIONE, spintonando e in particolare aggredendo uno studente di scuola.

L’istruzione dovrebbe essere centrale, proprio come a noi viene da sempre insegnato, un posto dove sentirsi VERAMENTE TUTELATO. Ciò che gli studenti chiedono è proprio che l’istruzione venga finalmente presa realmente in considerazione; fatti concreti, reali cambiamenti.
Le istituzioni, Governo e Ministra Azzolina, in tanti mesi hanno fatto tante promesse senza concludere niente, a spese della nostra istruzione e della nostra salute.
Abbiamo perso quasi un anno di istruzione in un fallimentare tentativo di investire nella DaD. La Didattica a Distanza deve essere un mezzo emergenziale, non il fine e non può replicare assolutamente la Didattica in presenza; causa socialità, disponibilità economica e modalità d’apprendimento. Questi tre fattori non possono essere garantiti dalla DaD, che, ripetiamo, deve essere una soluzione temporanea o integrata con i dovuti investimenti, sicuramente non definitiva.
Sebbene il liceo Kant nello specifico abbia fornito i devices necessari agli studenti impossibilitati a sfruttare la Didattica a Distanza, la scuola stessa presenta carenza di strumenti necessari a garantire un'istruzione a tutti gli studenti che la frequentano, come una connessione internet efficiente che permetta al 50% degli studenti connessi da casa di seguire le lezioni.
Anche all'interno della scuola la situazione è pressoché tragica. Si sentono ancora l'eco dei promessi banchi monoposto, apparentemente rimpiazzate con sedie a ribaltina che provocano evidenti disagi a moltissimi studenti. Come se non bastasse, gli studenti che si recano a scuola devono passare fino a sette ore dentro aule prive di un riscaldamento funzionante (problema già citato in ogni corteo studentesco degli ultimi anni e ripetutamente fatto presente all’istituto), dovendo così soffrire il freddo a causa delle finestre che, per permettere una costante circolazione dell’aria e ridurre il rischio di contagi, devono rimanere aperte.
Per rincarare la dose, all'ingresso a scuola alunni e professori si ritrovano in assembramenti di preoccupanti dimensioni, e una volta dentro le norme anti Covid vengono spesso trascurate, a partire dalla fornitura di mascherine non a norma e, di conseguenza, non funzionali al loro scopo: impedire la diffusione del virus tra studenti, professori e personale ATA, inevitabilmente a stretto contatto all’interno dell’istituto.
*Questo secondo rientro in presenza è l'ennesimo fallimento dovuto dall'incapacità del MIUR, della Regione e del governo, che dal primo rientro a settembre hanno dimostrato di non essere in grado di prendere provvedimenti efficaci, ma soprattutto hanno dimostrato il FATTO di non ascoltare la voce di chi la scuola la vive, di chi la scuola la fa: studenti e professori.
Enormi sono stati gli sforzi di alunni e insegnanti durante questo periodo di estrema difficoltà. Le autorità non si sono mostrate altrettanto intraprendenti, fallendo anche a fornire un maggior numero di mezzi di trasporto efficienti, lasciandoci entrare in autobus e vagoni della metro ricolmi di persone, alcune delle quali noncuranti delle norme vigenti, seppur in zona arancione.

Questa situazione di continua incertezza e precarietà è sempre stata e continua ad essere insostenibile. Il Kant oggi esige rispetto per studenti, professori e per l'intero organico scolastico. Il Kant oggi grida a gran voce che chi ha distrutto la scuola ora deve fare i conti con gli studenti in lotta che si riprenderanno il loro diritto ad un futuro e ad un presente!

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in SAPERI

Riceviamo e pubblichiamo la cronaca della giornata e le considerazioni di uno degli imputati al maxiprocesso No Tav che si è concluso con il dimezzamento del monte anni delle pene.

 

Provo a fare un breve report della giornata di giovedì 21 gennaio.

Alle ore 9.00 puntuale come un orologio svizzero il Presidente, fa l'appello. Una mezz'ora e quindi si ritira in camera di consiglio.

Prende il numero telefonico di un avvocato informando che avviserà una mezz'ora prima di uscire. Comunque: in tarda mattinata.

Buona presenza degli avvocati, giustamente nessuno si è mosso da fuori Torino.

Degli imputati 7 o 8.

Fuori il presidio vede una presenza sostanziosa, più alta delle precedenti udienze; diversi No Tav anche dalla Valle e molti di Torino. Arrivano altri imputati.

La tarda mattinata passa e niente succede. Arriva l'avviso: non prima delle 12.00.

Passa anche questa scadenza e niente. Altra comunicazione: non prima delle 16.00. Qualcuno rimane, molti escono. Si va a mangiare un panino.

Si rientra in aula, si attende e puntuale come un orologio rotto arriva la comunicazione: non prima delle 18.00.

Ancora attesa, ancora inutile, ancora comunicazione: non prima delle 21.00.

Molti restano. Il presidio fuori si dissolve per scoraggiamento. Tempo per recarsi al presidio sotto le Vallette a portare la nostra solidarietà a Dana e Fabiola.

Si rientra ancora una volta. Intanto il tribunale chiude. 

Passano anche le 21.00. Esce la cancelliera: occorre attendere ancora una mezz'ora. Intanto si mette a scrivere l'autorizzazione perché rimarremo fuori in giro per Torino ed anche oltre durante il coprifuoco.

Verso le 21.30 vediamo arrivare il Procuratore generale Saluzzo e la Quaglino. Ci diciamo: ci siamo.

Infatti, pochi minuti e la corte esce.

Lettura: 

per il reato di lesioni (il più grave, che avevamo quasi tutti) tutti gli imputati vengono ASSOLTI per non aver commesso il fatto. 

Il danneggiamento (che riguardava, mi pare 6 o 7 imputati) è andato prescritto: e così altri due (T. e T.) se ne escono dal processo.

il travisamento pure è andato prescritto.

Rimane la sola resistenza. E mi pare di aver capito che cade la resistenza aggravata.

Le motivazioni tra 90 giorni.

Usciamo accompagnati ad una porta laterale. Son le 22.00 ora del coprifuoco.

Comunque questa la sentenza:

B. Davide   1 anno e 9 mesi

B. Marta   1 anno e 3 mesi

B. Jacopo   1 anno e 9 mesi

B. Roberto   7 mesi

C. Damiano   1 anno e 9 mesi

C. Maja   1 anno e 2 mesi

C. Luca   1 anno e 9 mesi

C. Giuseppe   1 anno e 3 mesi

C. Luca   1 anno

F. Maurizio   2 anni

F. Gabriele   2 anni

G. Antonio   2 anni

G. Pietro   10 mesi

G. Matteo   1 anno e 2 mesi

G. Alvise   6 mesi

G.   1 anno     

H. 1 anno e 6 mesi

I. Tobia    prescritto

J. Marcelo  1 anno e 10 mesi

L. Stefano  8 mesi

L. Mirko   1 anno e 10 mesi

L. Thomas   prescritto

M. Fabrizio  2 anni

M. Davide   1 anno e 10 mesi

M. Lorenzo   1 anno e 10 mesi

N. Mario   1 anno e 3 mesi

P. Gianluca   1 anno e 6 mesi

R. Elena   1 anno

R. Cristian   1 anno e 9 mesi

R. Giorgio   2 anni

S. Clara  1 anno e 10 mesi

S. Salvatore   2 mesi

Z. Davide   10 mesi   

Pe un complessivo di anni 45,5.

Se avessi fatto errori che venga corretto.

Vorrei fare un confronto partendo dalle richieste dei PM in primo grado fino a questa sentenza.

      I° Grado di giudizio                    I° Appello                   II° Appello

richiesti di PM:   181 anni         conferma del I° grado     ancora conferma 

pena complessiva: 141,2 anni        83,9 anni                   45,5 anni

ASSOLUZIONI:  6                           7

sopra i 4 anni     9                           1                                nessuno

sopra i 3 anni    25                           6                               nessuno

sopra i 2 anni      5                          21                                5

sopra 1 anno      6                            6                               20

sotto 1 anno       6                            2                                 6

Prescritti                                                                              2

Una ultima cosa, ma la più importante:

 la DISCRIMINANTE richiesta cagli avvocato in primo grado secondo cui il comportamento degli imputati ha avuto luogo per una reazione ad atti arbitrari delle F.d.O. e respinta sia in primo grado che nel primo appello ha trovato ancora un respingimento.

L'accettazione di questa discriminante farebbe cadere tutti i reati.

La Corte di Cassazione aveva rinviato a nuovo appello questo punto specificando che le motivazioni addotte non erano precise e definite in modo corretto e puntuale.

Occorre pertanto attendere le motivazioni, tra 90 giorni, e leggere attentamente su questo punto. Potrebbero esserci ancora gli estremi per un ulteriore ricorso alla Cassazione. 

Un'ultima considerazione: la Corte di Cassazione aveva rinviato il giudizio ad un nuovo appello pe la "ridefinizione della pena". Era ovvio che non vi sarebbero stati ulteriori assoluzioni. Ma comunque la ridefinizione è stata effettuata con un'accetta. Siamo a quasi la metà della pena complessiva rispetto al primo appello. Con un notevole calo delle pene massime; qui più della metà.

Mi scuso per la lungaggine.

P.s. dimenticavo: i 7 o 8 che furono stralciati in appello per non rinviare per motivi di non recapito della comunicazione hanno avuto anche loro la Cassazione ed anche per loro è stata emessa la stessa sentenza: rinvio in secondo appello

 

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Venerdì 22 gennaio 2020 – Nuovo approfondimento sul medio oriente insieme a Davide Grasso, scrittore, giornalista e nostro collaboratore, oltre che ex combattente internazionale nelle Ypg, le unità di protezione del popolo, in Siria del nord.

Insieme a Davide Grasso abbiamo affrontato due questioni. La prima riguarda la Palestina a partire da un articolo che ha pubblicato sul suo blog personale sul sito de Il fatto quotidiano. Il pezzo si intitola La Palestina indice elezioni: serve un’alternativa. Ma i giovani dovranno costruirsela da soli. Con lui siamo partiti dalla cronaca, ovvero le elezioni annunciate da Abu Mazen, il presidente dell’Anp, per poi arrivare a un commento: come mai “i giovani dovranno costruirsela da soli”?

L’altra questione riguarda la notizia battuta negli ultimi giorni dalle agenzie di stampa su recenti incontri diplomatici tra in ministro della Difesa turco, il governo centrale dell’Iraq, di Baghdad, e il governo conservatore della regione autonoma del Kurdistan iracheno. Tali contatti sarebbero dovuti all’intenzione di Ankara di muovere una nuova offensiva via terra e via aerea contro le postazioni della guerriglia del Pkk che si trovano sui monti Qandil nel Kurdistan iracheno.

Infine, in questi giorni, tre anni fa, l’esercito turco e le milizie jihadiste sue alleate invadevano e occupavano il cantone di Afrin, nell’Amministrazione democratica autonoma della Siria del Nord e dell’Est. Abbiamo chiuso l’intervista con un ricordo e una considerazione su quell’avvenimento e sulla situazione odierna nel cantone, tuttora occupato dalle bande jihadiste.

L’intervista a Davide Grasso. Ascolta o scarica.

Da Radio Onda d'Urto

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Un grande sciopero sta coinvolgendo da giorni l'intiera filiera di TNT - Fedex per chiedere veri protocolli di sicurezza sul lavoro a fronte della pandemia di Covid19 e il pagamento dei premi di risultato del 2020 svincolati dalla produttività. Lo sciopero è avvenuto in contemporanea con una importante mobilitazione dei lavoratori FedEx in Belgio contro il licenziamento di 671 dipendenti e mentre la multinazionale annuncia 6000 tagli al personale a livello europeo. Di seguito condividiamo alcuni articoli del SI CobasSI Cobas sulla lotta in corso.

 

[FEDEX] Continua lo sciopero nei magazzini di tutta la filiera: lavoratori Tnt in lotta per salute, salario e dignità

 

Mentre FedEx annuncia 6 mila licenziamenti in Europa,

si becca il più grande sciopero di filiera degli ultimi anni.

Da quasi due giorni l’intera filiera nazionale Fedex-Tnt è ferma.

Da Milano a Bologna, da Parma a Piacenza, da Roma a Fidenza, da Modena a Napoli, tutti i principali hub e magazzini del colosso americano hanno aderito allo sciopero nazionale proclamato dal SI Cobas per ottenere dei veri protocolli di prevenzione dei contagi da Covid sui luoghi di lavoro e il pagamento dei premi di risultato del 2020 svincolati dalla produttività e come riconoscimento ai lavoratori per aver continuato ad operare durante tutto il periodo in condizioni proibitive.

L’adesione a questa iniziativa di lotta è andata persino oltre la già altissima adesione allo sciopero nazionale di categoria dello scorso 18 dicembre per il rinnovo del CCNL.

Proprio nelle stesse ore FedEx, nel mentre non si degna di rispondere alle nostre richieste, presenta in pompa magna un piano mastodontico di licenziamenti in tutti i siti europei, annunciando il taglio di circa 6300 unità di personale.

I lavoratori dei magazzini FedEx dovrebbero avere ormai chiare le idee su quale sarà il futuro che i padroni stanno gli preparando .

Con lo sciopero di questi due giorni abbiamo chiarito ancora una volta a questi signori che il SI Cobas non arretrerà di un passo e venderà cara la pelle per impedire che 10 anni di lotte e di conquiste siano vanificate e azzerate dall’arroganza dei vertici aziendali.

È giunto il momento che tutti i lavoratori del personale viaggiante e non viaggiante, dei dipendenti diretti così come delle società in appalto, abbandonino i sindacati confederali venduti e concertativi e si uniscano a chi ha già dimostrato negli anni di poter resistere un minuto in più dei padroni.

Lo sciopero generale del 29 gennaio servirà anche a loro.

Avanti SI Cobas!

S.I. Cobas

 

[FEDEX] Belgio: sciopero dei lavoratori Tnt dell’aeroporto di Liegi contro 671 licenziamenti, solidarietà dai lavoratori in lotta in Italia

fedex belgio liegi sciopero

 

I lavoratori Fedex/Tnt dell’aeroporto di Liegi hanno iniziato uno sciopero di 48 ore, per protestare contro la decisione unilaterale della multinazionale statunitense Fedex di “tagliare” 671 posti di lavoro nel processo di riorganizzazione del colosso della logistica a seguito dell’acquisizione della multinazionale olandese Tnt.

Nell’hub aeroportuale di Liegi l’adesione allo sciopero è stata massicccia, nessuno degli aerei di merci Fedex sull’asfalto di Bierset è stato scaricato.

I sindacati organizzatori parlano di “uno tsumani sociale per la regione di Liegi”, l’azienda ha annunciato semplicemente il suo impegno a “ridurre il più possibile il numero di licenziamenti”, i lavoratori continuano la lotta con i picchetti.

Solidarietà dai lavoratori Fedex/Tnt in sciopero nei magazzini della filiera italiana, per migliorare le condizioni di lavoro e di vita, per tutta la classe lavoratrice: la vostra lotta è la nostra lotta, la lotta di tutti i lavoratori di ogni paese del mondo!

 

 

 

 

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