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Articoli filtrati per data: Monday, 21 Settembre 2020

Ieri 17 settembre lo Stato reazionario ha preso di mira i leader del movimento per i neri a Denver, Colorado. Tra gli arrestati, quattro importanti attivisti del Partito per il Socialismo e la Liberazione (PSL). Le accuse includono la tipica serie di reati legati alle rivolte e l'accusa estrema di rapimento di primo grado per aver presumibilmente "intrappolato" la polizia nel proprio distretto durante una protesta di luglio con centinaia di partecipanti.

Lillian House, Joel Northam, Eliza Lucero, Russell Ruch, Terrance Roberts e Trey Quinn sono stati tutti arrestati e accusati di reati. Mentre le accuse sono estreme e ovviamente false, è chiaro che gli arrestati sono stati oggetto di ritorsioni per aver condotto proteste che hanno scosso Denver in diverse occasioni. House, Northam, Lucero e Ruch sono tutti membri del PSL, molti dei quali si organizzano da anni, e Roberts è un co-fondatore del Front Line Party for Revolutionary Action.

Le stesse proteste in Colorado sono state organizzate come parte del movimento nazionale in nome di George Floyd e per combattere per il 23enne Elijah McClain, un uomo di colore ucciso dalla polizia di Aurora nell'agosto 2019.

Elijah era un massaggiatore e un violinista autodidatta di talento che tornava a casa a piedi dal negozio all'angolo indossando una maschera da sci completa per scaldarsi e ballare mentre ascoltava la musica. La polizia di Aurora lo ha avvicinato dopo aver ricevuto le chiamate di una "persona sospetta" e ha proceduto a trattenerlo con violenza e a iniettargli ketamina per sottometterlo. Ha avuto un arresto cardiaco mentre andava in ospedale ed è morto tre giorni dopo.

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Il caso straziante di Elijah ha suscitato forti e costanti proteste a Denver, alcune delle quali organizzate dagli attivisti presi di mira.

 Il 3 luglio, circa 600 manifestanti hanno circondato per ore un distretto di polizia di Aurora. Lo Stato usa questa situazione per sostenere che i 18 agenti all’interno siano stati "rapiti" a causa della farsesca idea che le proteste li tenessero "intrappolati" all'interno, e che gli agenti fossero tenuti in ostaggio fino a quando "le richieste sono state soddisfatte", comprese le richieste di giustizia per Elia e per le vittime della brutalità della polizia. Questo caso dimostra che lo Stato cerca di criminalizzare anche le posizioni politiche più moderate.

Lo Stato si fa beffe delle proprie leggi nel disperato tentativo di attaccare il movimento di massa in generale, e il PSL in particolare.

La protesta del 3 luglio, secondo cui le autorità sostengono che gli ufficiali sono stati "intrappolati", portando alle false accuse di sequestro di persona.

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Tutte le persone di coscienza, specialmente quelle impegnate a difendere le vite dei neri dagli omicidi razzisti e dalla brutalità della polizia in tutti gli Stati Uniti, devono mostrare solidarietà e sollevarsi per condannare tali accuse.

Lo Stato è sempre più disperato, temendo le mobilitazioni di massa e le rivolte che da maggio hanno scosso il Paese fino alla sua fondazione. Questo è uno dei tentativi più trasparenti e volgari di mettere a tacere il movimento impiccando quelli che lo Stato considera socialisti radicali. Con l'approssimarsi delle elezioni, lo Stato diventerà sempre più disperato nel voler piazzare accuse ancora più estreme contro coloro che si candidano per un mondo migliore.

Questi arresti sono un attacco al movimento e a tutto il popolo.

Questa repressione arriva sulla scia della fuga di notizie che il procuratore generale William P. Barr ha sostenuto che i manifestanti devono essere accusati di sedizione federale, e il Dipartimento di giustizia ha dichiarato che qualsiasi forte resistenza all'autorità governativa può ricevere questa accusa.

PSL dice che uno degli attivisti è stato arrestato nel parcheggio di un Home Depot, un altro è stato circondato da veicoli della polizia mentre guidava, e altri sono stati arrestati nelle loro case.

L'operazione coordinata ha lo scopo di incutere paura nella gente e paralizzare il movimento, ma per ogni individuo che rapiscono dalle strade, altri si alzeranno per prendere il loro posto.

Alcuni degli attivisti arrestati a Denver sono usciti su cauzione, mentre altri sono ancora nelle grinfie del sistema.

Il bersaglio nei confronti degli attivisti, con un'attenzione nel sottolineare il loro coinvolgimento con le organizzazioni socialiste e comuniste, assomiglia alle azioni della polizia ad Austin, dove i Targeted Three sono stati rapiti al di fuori delle proteste e accusati di essere "antifa" e "scassinatori" per nulla più che per aver partecipato a una protesta e aver svolto un lavoro documentario di base.

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Quest’anno più che mai la solita promessa di iniziare le lezioni con tutto il personale scolastico si è rivelata una bufala. Nonostante l’ostentata sicurezza della ministra Azzolina sul fatto che il 14 settembre le classi di tutta Italia avrebbero avuto i loro insegnanti, la prima campanella nelle scuole è suonata senza docenti e personale ATA. Siamo al 21 settembre e la maggior parte delle nomine devono ancora essere effettuate.

Tantissime lavoratrici e lavoratori della scuola in questo momento sono ancora disoccupati, in attesa che il ministero, ancora definanziato e farraginoso, riesca portare a termine le operazioni di nomina che sembrano protrarsi all’infinito.

Sperimentazioni fallimentari di convocazioni online e l’ennesimo cambio delle graduatorie hanno prolungato il tempo di chiamata delle lavoratrici e dei lavoratori precari, senza i quali è impossibile garantire il regolare andamento scolastico. Infatti le supplenze sarebbero state gestite dall’USP delle varie province. Gli uffici preposti avrebbero dovuto assegnare le famose cattedre annuali, sulla base di graduatorie a punteggio, rese visibili solo qualche giorno prima dell’inizio della scuola e piene zeppe di errori, che hanno dato il via a migliaia di ricorsi. Nel frattempo Azzolina si vantava di aver digitalizzato le graduatorie per evitare errori nelle valutazioni dei punteggi da parte del personale amministrativo scolastico! Le graduatorie non sono neanche state ripulite, ad esempio venerdì a Torino su 400 convocati per le supplenze della scuola primaria solo 36 persone hanno preso il posto perché tutte le altre/i candidati erano già di ruolo! Un sacco di tempo ed energie perse e classi ancora senza insegnanti. Il tempo pieno non può essere ancora attivato per mancanza di personale, con scuole che non sono addirittura riuscite ad aprire, scaricando il problema sulle famiglie.

La soluzione più rapida adottata dal governo, e ampiamente già vista in passato, è la decentralizzazione del problema verso i dirigenti scolastici che convocano supplenti a termine fino all’arrivo delle graduatorie reali e corrette. Giovani precari catapultati nella scuola per poche settimane e discontinuità didattica per gli studenti e le studentesse.

Nel frattempo il personale in servizio è costretto a subire carichi di lavoro estenuanti ed è chiamato a gestire il protocollo sanitario che dovrebbe essere garantito da personale qualificato. Rimane ovviamente il problema degli spazi e di edilizia scolastica, la maggior parte delle scuole italiane non sono adeguate a garantire la sicurezza già nella normalità, figuriamoci in tempi di emergenza sanitaria.

Questa situazione caotica, dettata dalla sovrapposizione dell’emergenza pandemica con la pluriennale assenza di risorse, si svolge in un dibattito politico-economico che ‘ragiona’ come gestire i 208 miliardi del Recovery Fund europeo.

Tuttavia Confindustria, le opposizioni sovraniste e ampi segmenti del governo stanno impostando ancora una volta spingendo sul binomio occupazione/investimenti fortemente schiacciato sugli interessi dei grandi gruppi infrastrutturali, e sulla tutela dei profitti industriali sempre alla caccia di nuovi sgravi e finanziamenti a fondo perduto. Inutile dire che lavori sottopagati e progetti come il Tav Torino-Lione non farebbero che aggravare la crisi sociale e ambientale alla quale siamo costantemente sottoposti.

Il mondo della formazione, la sanità e il welfare devono entrare prepotentemente nell’agenda del dibattito.

 Venerdì 25 settembre studentesse e studenti e lavoratrici e lavoratori della scuola scenderanno in piazza nelle principali città per una giornata di mobilitazione e di sciopero lanciati dai collettivi studenteschi, dai coordinamenti precari della scuola e dal sindacalismo di base.

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L'insurrezione di Matera avvenne il 21 settembre 1943; nel corso degli scontri con i militari tedeschi persero la vita 26 persone di cui 18 civili. Fu la prima città del Mezzogiorno a insorgere contro il nazifascismo.

Subito dopo l'armistizio di Cassibile dell'8 settembre 1943, i fascisti abbandonarono il palazzo della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale che fu temporaneamente occupato dai soldati tedeschi appartenenti al Primo Battaglione della Prima Divisione Paracadutisti e capeggiati dal maggiore Wolf Werner Graf von der Schulenburg, che a fine guerra verrà inserito in un elenco di nazisti da "rintracciare e catturare" in quanto responsabile della strage di Matera e dell'eccidio di Pietransieri, un'altra strage compiuta dall'esercito tedesco il 21 novembre 1943 nel comune di Roccaraso. Durante gli ultimi giorni di permanenza dei tedeschi in città, la popolazione materana divenne sempre più esasperata dai saccheggi e dai soprusi compiuti dagli invasori che si preparavano alla ritirata.

Con il passare dei giorni la situazione si fece sempre più tesa e cominciarono i rastrellamenti e gli arresti di civili e militari rinchiusi dai tedeschi nel Palazzo della Milizia, tra cui Natale Farina e Pietro Tataranni, due soldati materani di ritorno dal fronte arrestati il 21 settembre.

La scintilla che fece precipitare una situazione di già alta tensione avvenne nel primo pomeriggio dello stesso giorno, quando ci fu un conflitto a fuoco tra due militari italiani e due soldati tedeschi che si trovavano in una gioielleria, in cui ebbero la peggio questi ultimi due. I testimoni dell'episodio, sapendo di rischiare una dura rappresaglia, cercarono di nascondere i due cadaveri ma non servì perché i nazisti insospettiti da strani movimenti si accorsero di quanto accaduto. Subito dopo un militare austriaco che si trovava in una sala da barba fu accoltellato da un altro cittadino materano, Emanuele Manicone, che appena compiuto il gesto corse per le strade per chiamare a raccolta i suoi concittadini affinché corressero alle armi.

Seguirono circa tre ore di violenta guerriglia; il sottotenente Francesco Paolo Nitti per proteggere la cittadinanza decise di armare sia i militari che i civili dislocandoli in varie zone strategiche della città, tra cui la Prefettura; ne seguirono diversi conflitti a fuoco in cui persero la vita i civili Eustachio Guida, Francesco Paolo Loperfido ed Eustachio Paradiso, oltre ad Antonio Lamacchia, un pastore ucciso già la mattina del 21 nelle campagne a sud della città. Dal campanile della chiesetta della Mater Domini un cittadino materano, Nicola Di Cuia, fece fuoco sui nemici impedendo loro di avvicinarsi alla Prefettura, e numerosi furono i casi di cittadini intervenuti spontaneamente contro il nemico. Nei pressi della caserma della Guardia di Finanza vi furono altri lunghi momenti di guerriglia, con i finanzieri accorsi in aiuto dei cittadini materani; rimasero uccisi il finanziere Vincenzo Rutigliano , il civile Emanuele Manicone, che nel frattempo era stato incaricato dai finanzieri di guardia al magazzino centrale di chiamare i rinforzi presso il Comando, ed il farmacista Raffaele Beneventi che si trovava dietro la finestra della sua abitazione posta nei pressi della caserma della Guardia di Finanza e fu colpito dalle raffiche di mitragliatrice dei tedeschi.

Gli invasori assediarono anche il palazzo dell'elettricità per lasciare la città al buio e nelle operazioni di occupazione uccisero i civili Raoul Papini, Pasquale Zigarelli, Michele e Salvatore Frangione.

Tuttavia il peggio doveva ancora accadere, infatti immediatamente prima di abbandonare la città i nazisti fecero saltare in aria il Palazzo della Milizia, ormai divenuto una prigione, con al suo interno sedici persone tra civili e militari, delle quali solo una si salvò.

L'insurrezione del popolo materano impedì ai tedeschi in ritirata di radere al suolo molti palazzi della città, ed evitò inoltre il bombardamento sulla città da parte degli alleati, che giunsero a Matera provenienti da sud immediatamente dopo quella tragica giornata.

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