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Articoli filtrati per data: Friday, 03 Luglio 2020

Dopo Gregory Doucet neosindaco di Lione, anche il sindaco di Grenoble Eric Piolle, una delle 3 grandi città toccate dalla futura  Torino-Lione ha preso parola per ribadire che:  “l’attuale linea tra Lione e Torino è usata al 20% delle capacità. Come ci dicono in coro la corte dei conti francese ed europea nonché tutti gli esperti indipendenti dalle lobby è assurdo spendere 26 miliardi di euro per una nuova infrastruttura dai costi ambientali enormi. Lo Stato deve puntare sulla rete esistente e non dilapidare soldi in progetti di un’altra epoca”.

E mentre in Francia come in molti altri paesi d’Europa è attivo un serio dibattito ecologista, in Italia la grancassa mediatica pro Tav guidata da Telt (azienda privata) non ha tardato a riattivarsi con tutto il ventaglio di sciocchezze, come un generatore automatico, oramai citate dai politici nostrani e affaristi del Tav senza battere ciglio.

Sono proprio loro, guidati da un Cirio in salsa leghista, ad aver convocato un incontro con imprenditori e persone “interessate” ai cantieri del Tav (ed altri) nella giornata di oggi.

Sì prova quindi stancamente a fare ripartire la mobilitazione sitav ma è ormai evidente a tutti che le priorità sono altre, in primis la sanità e la crisi che la pandemia ha generato, e non sorprende che non siano pochi quelli che diserteranno l ‘incontro.

La regione Piemonte a trazione leghista esce dalla gestione emergenziale della pandemia con dei risultati disastrosi e diversi morti sulla coscienza, si muovono sguaiati nel perseguire gli interessi economici di chi li foraggia a scapito della salute dei cittadini (di nuovo) e poco credibili nella gestione di una Regione tutta, figuriamoci di un progetto senza oramai alcuna ragione d’essere se non quella di far continuare a guadagnare chi di Tav vive (Telt, Foietta e poche ditte amiche degli amici).

Da notav.info

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Città del Messico / L’ejido di San Sebastián Bachajón, aderente alla Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona, nel Chiapas, ha manifestato la propria solidarietà con il popolo Ikoots dell’Oaxaca dopo il massacro del passato 21 giugno a San Mateo del Mar, dove 15 indigeni sono stati assassinati da un gruppo armato vicino al presidente municipale impugnato Bernardino Ponce Hinojosa.

Dal Chiapas, gli abitanti di San Sebastián Bachajón hanno chiesto giustizia per gli indigeni assassinati e i loro familiari, e hanno denunciato che “il governo semina questo terrore per far credere che questo sia un conflitto interno, per intervenire così nella vita interna del popolo e avere il controllo per imporre mega progetti”.

Di seguito il comunicato completo:

Ai/alle compagni/e aderenti alla Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona

Ai mezzi di comunicazione di massa e alternativi

Alle Giunte di Buon Governo

All’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale

Al Congresso Nazionale Indigeno

Alla Rete contro la Repressione e per la Solidarietà

Al Movimento di Giustizia per il Quartiere di Nueva York

Ai collettivi e comitati di solidarietà a livello nazionale e internazionale

Ai difensori dei diritti umani nazionali e internazionali

Al popolo del Messico e al mondo

Compagni e compagne manifestiamo tutta la nostra solidarietà alla comunità indigena Ikoots, per il massacro avvenuto a Man Mateo del Mar, Oaxaca, che è in lotta per la difesa della madre terra minacciata dal cattivo governo. La resistenza del popolo Ikoots, sta avvenendo da più di 10 anni, sul piede della lotta resistendo contro i progetti di distruzione nella comunità. Al governo non importa la distruzione della madre terra, degli alberi, l’acqua, i siti sacri dei nostri compagni e compagne.

Noi solidarizziamo con il popolo indigeno Ikoots e chiediamo giustizia per le vittime, i familiari e il popolo di San Mateo del Mar a seguito di questo codardo attacco.

Siamo con voi per chiedere giustizia, conosciamo la vostra lotta, il nostro cammino è il medesimo, da questo luogo ricordiamo i vostri passi e il cammino del nostro compagno Juan Vázquez Guzmán nel 2011, un incontro del CNI a San Mateo del Mar, dove espresse alcune parole sulla lotta di Sebastián, Bachajón; (https://www.youtube.com/watch?v=K2c1GXzajvk&t=147s).

Un camminare che il 24 aprile 2013 il cercò di interrompere, comandando di assassinare il nostro compagno, pensarono che silenziando la voce di un dirigente finisse la lotta, al contrario, la lotta del nostro compagno Juan continua a resistere in mezzo a noi.

Ci dà rabbia questo attacco armato, perché il governo semina questo terrore per far credere che questo sia un conflitto interno, per intervenire così nella vita interna del popolo e avere il controllo per imporre mega progetti, così come ha fatto il nostro popolo.

In questi momenti importanti nella lotta per la difesa del loro territorio e dei siti sacri, chiediamo ai compagni e alle compagne del Messico e del mondo di condividere la medesima lotta e ideale, che con i propri tempi e modi possano alzare la loro voce per il popolo indigeno Ikoots, di San Mateo del Mar, Oaxaca.

Al medesimo tempo, chiediamo la liberazione dei nostri prigionieri politici: Santiago Moreno Pérez, privato della libertà dall’anno 2009, Manuel Moreno Jiménez e Victorio Moreno Jiménez privati della libertà da circa un anno, tutti prigionieri a Ocosingo, Chiapas.

Dalla zona nord dello stato del Chiapas, Messico, vi inviamo un abbraccio e un saluto combattivo delle donne e degli uomini di San Sebastián Bachajón.

Mai più un Messico senza di noi.

Terra e Libertà

Zapata Vive!
Hasta la victoria siempre!
Prigionieri politici, Libertà!
Juan Vázquez Guzmán Vive, la Lotta di Bachajón continua!
Juan Carlos Gómez Silvano Vive, la Lotta di Bachajón continua!
Antonio Vivar Diaz Vive!
No al saccheggio di territori indigeni!
Presentazione immediata dei compagni scomparsi ad Ayotzinapa!
Viva la degna lotta dei compagni e delle compagne choles dell’ejido Tila!
GIUSTIZIA PER AYOTZINAPA, ACTEAL, ABC, ATENCO!

25 giugno 2020

Desinformémonos

Traduzione a cura di Comitato Carlos Fonseca

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