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Articoli filtrati per data: Saturday, 18 Luglio 2020

Due notti di scontri tra martedì e giovedì 16 luglio. L’obiettivo delle mobilitazioni è stato quello di fare pressione sul Parlamento per l’approvazione di un progetto di legge, che permette ai cittadini di prelevare parte dei propri fondi depositati all’interno del sistema pensionistico privato.  Una misura che ha visto sconfitto il governo, andato in minoranza nella votazione. Intanto si tiene alta l’attenzione sul processo di riforma costituzionale dell’impianto pinochetista dello Stato.

Ci racconta quanto sta accadendo e ci aggiorna sulla situazione politica generale in Cile Domenico redattore di Pressenza, residente a Santiago.
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Da Radio Onda d'Urto

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La riforma è il tradimento, un patto con il diavolo che promette giorni migliori ma porta solo giorni peggiori.

Per anni, in realtà decenni, abbiamo visto il miraggio delle riforme presentate dai dirigenti neoliberali e dai loro burattini nei media, le quali risvegliano solo i macabri incubi di sogni distrutti e speranze tradite.

La riforma è il tradimento, un patto con il diavolo che promete giorni migliori ma porta solo giorni peggiori.

Oggigiorno la nazione è costernata dalla barbarie dell’esecuzione sul bordo di un marciapiede di George Floyd, vista dal mondo intero.

Appena cinque anni fa, i politici che si definiscono progressisti vendettero, come soluzione, l’illusione di telecamere personali per la polizia. George Floyd, e dopo Rayshard Brooks, hanno messo i chiodi a questa bara, perché queste non significavano nulla quando si trattava di cambiare il comportamento poliziesco.

I riformisti di oggi nel Congresso promettono molto, ma non avranno la volontà o l’abilità di offrire qualcosa eccetto che nuove illusioni.

Le riforme sono solo riformulazioni di vecchie promesse, di vino vecchio in bottiglie nuove, di un futuro che mai giunge. Rappresentano la natura della società capitalista, con nuovi articoli in vendita che finiranno con il creare nuovi problemi.

I nuovi tempi richiedono nuovi modi di pensare. Richiedono creatività. Richiedono un cambiamento profondo che trasformi realmente le relazioni e non solo le discussioni.

Chi oserà dire che questo miserabile presente è pieno di aperta oppressione? Non fa difetto la menzogna di “servizio” quando stiamo vivendo la repressione, l’eliminazione e l’oppressione. I nuovi sistemi oppressivi possono solo portare al massimo lo stesso.

Per citare il Dr. Huey P. Newton, fondatore del Partito Pantera Nera, “Vogliamo libertà, non semplicemente un’altra riforma”.

Dalla nazione incarcerata sono Mumia Abu-Jamal.

—(c)’20maj

29 giugno 2020

Audio registrato da Noelle Hanrahan, www.prisonradio.orgwww.prisonradio.org

Fatto circolare da Fatirah Aziz, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Traduzione in spagnolo di Amig@s de Mumia en México

02/07/2020

La Haine

Da Comitato Carlos Fonseca

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Inizia in maniera intensa la tre giorni di lotta No Tav, centinaia le persone che dalla mattina hanno piantato le tende al presidio di Venaus.

La giornata è iniziata con una riunione di accoglienza al campeggio per dividersi nei i turni per gestire la cucina e tenere il campeggio pulito.

Alle 18:30 poi siamo saliti a Giaglione per l’apericena alla tettoia e tra un pezzo di pane e toma e un bicchiere di vino si è chiacchierato e ci si è aggiornati sulle scorse settimane di lotta.

Molti sono i giovani e giovanissimi che per la prima volta vengono in valle.

Dopo la cena è iniziata l’assemblea “L’industria della sanità contro la salute di tutt* nell’epoca della pandemia”: una intensa discussione in cui si sono alternati interventi di lavoratori e lavoratrici della sanità e del sociale, abitanti del territorio e percorsi di lotta nel campo della salute e della cura. E’ emersa la profondità di un’esperienza comune tra chi lavora nel campo sanitario e chi vive il territorio: un’esperienza basata sull’evidente inadeguatezza degli investimenti nei servizi e della gestione della crisi del Coronovirus da parte delle istituzioni. Un’esperienza in cui l’incompetenza della politica e degli amministratori pubblici è stata completamente scaricata sulle spalle dei singoli, delle famiglie e dei lavoratori e lavoratrici della sanità. Si è convenuto sulla necessità di rivendicare un concetto di salute che risponda alle esigenze della società piuttosto che a quelle del profitto e che si occupi maggiormente di prevenzione della malattia e di cura delle condizioni ambientali, economiche e sociali in cui la gente vive.

Infine a seguito della chiusura dell’assemblea ci si è mossi verso il cancello che impedisce l’accesso alla Clarea per una passeggiata a sorpresa. Giunti allo sbarramento è iniziata una battitura, dei cori e si sono tagliati alcuni tratti di concertina. La polizia ha quasi immediatamente iniziato un massiccio lancio di lacrimogeni nei confronti dei No Tav.

Nel frattempo i resistenti del presidio dei Mulini si sono avvicinati al cancello dell’allargamento del cantiere per una battitura.

Ma questo era solo il saluto di inizio della tre giorni di lotta… ci vediamo domani alle 14.30 al campo sportivo di Giaglione per una passeggiata verso la Clarea.

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 Da notav.info

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