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Articoli filtrati per data: Thursday, 25 Giugno 2020

Tra oggi e ieri sono apparse sui giornali le notizie di due nuovi focolai di Coronavirus. Uno nelle palazzine Cirio a Mondragone dove vivono molti braccianti di origine bulgara e l'altro alla Bartolini (l'azienda logistica) di Bologna.

Una foto plastica dello sfruttamento nel nostro paese si direbbe, da un lato la Pianura Padana con i suoi poli logistici che non hanno smesso un attimo di brulicare durante il lockdown, dall'altro le campagne del Sud (ma anche di alcune aree del nord, vedi Saluzzo) dove i braccianti sottopagati e schiavizzati dai caporali non hanno mai interrotto il loro lavoro e adesso si trovano ancora di più sotto stress con la riapertura per fornire frutta e verdura sulle nostre tavole.

Una allegoria del ricatto tra salute e lavoro si potrebbe pensare, se questa non fosse la brutale realtà e le vite di centinaia di lavoratori non fossero a rischio quotidianamente. Ebbene questa è la sostanza di cui è fatta la produzione al tempo della pandemia. Le regole anticontagio imposte alle aziende sono state più che altro nominali, come gli operai di moltissimi settori ripetono da tempo, e quando realmente vengono rispettate è il modo stesso in cui è organizzato il lavoro a impedire che siano sufficienti. Per non parlare di chi lavora nei campi, quasi sempre a nero, e quasi sempre senza uno straccio di diritti, in quel caso le norme anticontagio non esistono proprio. La preoccupazione per la salute viene completamente scaricata sui lavoratori, e anche se la narrazione dominante racconta la storiella del "tutto va bene", "tutto è come prima", la verità inoppugnabile è che quotidianamente emergono storie di abusi, di sfruttamento e di insicurezza nel mondo del lavoro.

Perché se la fase tre per gli imprenditori significa accelerare, recuperare i profitti del lockdown, per i lavoratori significa un maggiore carico di lavoro, una minore sicurezza, delle minori garanzie.

Le risposte del governo? Non esistono, a parte criminalizzare giovani e anziani, imporre norme insensate e spesso evidentemente solo di facciata, la politica è completamente subalterna a Confindustria. L'associazione degli imprenditori fa la voce grossa su tutto, sulle Grandi Opere Inutili, sulla tassazione, sugli investimenti, mentre è seduta a sbaffarsi le grosse mance che il governo ha lautamente distribuito. Intanto i lavoratori si devono accontentare di qualche mese di reddito d'emergenza quando va bene e del bonus bicicletta (già esaurito prima ancora di cominciare).

Nessuna discussione seria su come rivedere il mondo del lavoro, sulle fragilità che ha evidenziato la pandemia, sul ruolo criminale che hanno avuto le lobby degli imprenditori nel fare pressioni per evitare le zone rosse quando sarebbe stato necessario. E intanto Lamorgese e il ministero degli Interni mandano l'esercito a Mondragone, perché il ghetto si può sbarrare, e in Val Susa perché le Grandi Opere, quelle no, non si possono fermare.

Questa forma di organizzazione della produzione, della società, della vita ha fallito e va cambiata dalle fondamenta, perché è vero, è il virus che uccide, ma il capitalismo è l'untore.

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Il rapper catalano di Lleida, Pablo Hasél, ha denunciato le ritorsioni giudiziarie dello stato spagolo che ha affrontato nelle ultime settimane – lasciandolo de facto con nuove pesanti accuse – e ha detto che le sentenze che sta accumulando dimostrano che lo stato vuole “punirlo” in modo esemplare per i tanti anni di lotta dalla musica e dalle strade “. L’avvocato di Hasél ha chiesto la sospensione della sua prigionia, che potrebbe essere ordinata da un giudice a causa del rigetto della Corte suprema spagnola di un appello contro una seconda condanna per testi di canzoni e dichiarazioni sui social media che “glorificano il terrorismo”.

Se il pubblico ministero spagnolo gli ordina di andare in prigione, Hasél ha spiegato che non si presenterà volontariamente. Ma nemmeno andrà in esilio, ha detto, né chiederà scusa, poiché non si rammarica dei tweet per i quali è stato condannato che, dice, “hanno denunciato e combattuto contro le ingiustizie”. Una piattaforma che chiede il suo rilascio, Llibertat Pablo Hasél, sta organizzando raduni di supporto per il musicista in tutto lo stato spagnolo il 4 luglio.

 

L’8 giugno, la Corte Suprema ha respinto gli appelli del rapper contro una sentenza di 9 mesi e un giorno di prigione per glorificazione del terrorismo “con la circostanza aggravante della recidiva” e per insulti e calunnie alla corona spagnola, nonché alla polizia e alle forze di sicurezza spagnole . Hasél è stato condannato per aver incluso nei suoi commenti sui social media, sotto forma di tweet,  video che la corte afferma incitavano alla violenza, con commenti che “glorificavano” e “molestavano” la monarchia e altre istituzioni spagnole.

Questa è stata la sua seconda sentenza per aver glorificato il terrorismo, poiché nel 2014 era stato condannato a due anni di prigione per alcuni dei suoi testi delle canzoni. Secondo la sentenza, i testi di Hasel “lodano le azioni e i membri di  gruppi terroristici come GRAPO, ETA e Terra Lliure, oltre a “giustificare la loro esistenza”. Inoltre, ha affermato che Hasel chiedeva il ritorno di questi gruppi e presentava i loro membri come vittime della democrazia. Questa prima sentenza è stata ratificata dalla Corte Suprema nel 2015, ma il tribunale ha quindi deciso di sospendere l’entrata in prigione nel 2019, a condizione di non recidiva per tre anni di Pablo.

Ora, l’avvocato di Hasél ha chiesto lo stesso approccio da adottare per la seconda condanna di glorificazione del terrorismo. Come ha spiegato venerdì il rapper di Lleida, il giudice non ha ancora deciso. Se gli viene infine ordinato di entrare in carcere per un secondo reato, Hasél dice che non proverà a lasciare la Spagna, ma sarà lui a presentarsi” – sottintendendo che aspetterà le forze di sicurezza per venire a prenderlo. Non andrà in esilio, ha detto, perché crede che la prigione “sia un altro fronte per la lotta, da cui la mia lotta potrebbe finire per essere più costosa per lo stato che se fossi in esilio. L’ho fatto, lo sto facendo ora e lo farò di nuovo”, ha concluso.

Hasél ha fatto queste dichiarazioni durante una conferenza stampa nel fine settimana a Lleida, accompagnato da una quindicina di attivisti. A questo evento è stato annunciato che sono state indette manifestazioni per il 4 luglio in tutto il territorio spagnolo.

Intanto, anche il rapper maiorchino Valtònyc, condannato con accuse simili in relazione al testo della sua canzone, è stato condannato al carcere per iniziare una pena detentiva nel 2018. Invece, ha cercato l’esilio in Belgio, da dove ha resistito con successo alle richieste di estradizione della Spagna per due anni.

 

Oltre alle due ultime sentenze per glorificazione del terrorismo, Pablo Hasél è stato condannato il 4 giugno da un tribunale penale a Lleida a sei mesi di prigione per aver aggredito un giornalista televisivo durante un sit-in all’Università di Lleida nel 2016. Secondo il giudice, è stato dimostrato che Hasél ha spinto, insultato e spruzzato un giornalista con un liquido detergente e per questo motivo, oltre alla pena detentiva, gli è stato ordinato di risarcire la vittima con un pagamento di 12.150 euro. Il giudice, tuttavia, ha escluso di imporre un ordine restrittivo a Hasél, poiché “ora” non rappresentava alcun pericolo per la vittima.

La sentenza ha anche condannato il rapper e altri tre imputati per un crimine di coercizione e imposto una multa di 5.400 euro a ciascuno per impedire ai giornalisti di registrare, coprendo le telecamere con mani o vestiti, insultandoli e impedendo loro di entrare in ufficio.

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Inoltre, il 15 giugno, un altro tribunale penale di Lleida ha condannato Hasél a due anni e mezzo di carcere e una multa di 2.400 euro per aver aggredito un uomo che ha testimoniato nel caso di un presunto assalto da parte di un ufficiale di polizia su un minore nel 2017 , in cui è stato assolto l’agente. Secondo il denunciante, Hasél lo ha preso a calci e minacciato mentre lo accusava di “falsa testimonianza” nel processo tenuto settimane prima. Tuttavia, il rapper ha affermato che quest’uomo lo stava aspettando e lo ha aggredito.

Hasél conferma di aver fatto appello contro entrambe le accuse.

Pablo Hasél ha altri due processi in corso. Uno di questi per aver scritto un tweet che esprimeva il suo desiderio che l’aereo della squadra di calcio Betis si schiantasse perché il giocatore ucraino Roman Zozulya, che Hasel accusa di essere un “neonazista”, stava viaggiando su di esso. “Se non fosse per il fatto che i piloti e gli assistenti di volo sarebbero morti, vorrei che l’aereo del Betis si schiantasse”, ha scritto.

L’altro processo che attende è per incidenti durante una protesta a Lleida contro l’arresto di Carles Puigdemont in Germania il 25 marzo 2018. È accusato di disordine pubblico e aggressione contro le autorità.

 

Da lesenfantsterribles

 

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Con due compagni del Nodo Solidale in studio parliamo delle ultime notizie dal Messico e nello specifico dal Chiapas e Oaxaca, sugli ultimi omicidi di stato appaltati a strutture narco-paramilitari, al servizio sanitario e ai presidi sanitari autogestiti come le "Casa de Salud" e ciò che è accaduto durante la pandemia del COVID-19.

Da Radio Onda RossaRadio Onda Rossa

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo un contributo ricevuto da un No Tav rispetto ai lavori in corso in questi giorni in Clarea — Sottolineo un grandissimo regalo che CIPE, TELT, SITAF, Foietta e politicanti vari hanno deciso di fare alla ‘drangheta del movimento terra.  Tanto per capirci, quelli del “ce la mangiamo noi la TAV”.

Questo regalo è decisamente CLIMATICIDA come denunciato per l’intera opera dalla Corte dei  Conti Europea.

Lo svincolo sulla A32 per il cantiere di Chiomonte messo a bando dalla SITAF per conto di TELT e che dovrebbe iniziare i lavori a metà 2020 è stato progettato quando il cantiere industriale della NLTL era posizionato a Susa in zona autoporto. Poi per “motivi di sicurezza” il cantiere industriale è stato spostato a Salbertrand sul greto della Dora in zona esondabile, ma ci si è guardati bene del modificare il progetto in modo da renderlo funzionale allo spostamento da Est a Ovest del tunnel della Maddalena2 in quel di Chiomonte/Giaglione.

Questa mancata riprogettazione dei lavori ha due motivazioni, una da spendere pubblicamente (creare un domani la possibilità di costruire uno svincolo normale che tramite un ponte sulla Dora colleghi Chiomonte all’autostrada per i “turisti” in arrivo da Torino), l’altra tenuta ben nascosta (regalo alla ‘drangheta e al movimento terra a nostre spese).

Infatti il camion carico di smarino proveniente dallo scavo dalla galleria Maddalena2 che deve essere lavorato nel cantiere industriale di Salbertrand deve obbligatoriamente imboccare la corsia di discesa dell’autostrada A32 fino a Susa autoporto, qui uscire e imboccare nuovamente la A32 in salita fino a Salbertrand. Qui dopo aver scaricato lo smarino riprende l’autostrada fino a Susa autoporto dove dopo aver fatto un giro nel piazzale riprende l’autostrada in salita fino al cantiere di Chiomonte La Maddalena per un nuovo carico.

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Gli scavi delle gallerie (galleria di accesso, gallerie di collegamento, cameroni per la talpa, le due canne dal confine con la Francia fino a Susa) produrrebbero, secondo progetto, 5,9 milioni di tonnellate di materiale, per fare un paragone, quanto scavato e messo a deposito finora alla Maddalena vale circa un decimo di questa cifra. Tutto questo materiale dovrebbe essere caricato su camion e portato a Salbertrand con quel giro folle e illogico descritto sopra. Da Salbertrand dovrebbero poi arrivare gli aggregati per il calcestruzzo: 1,7 milioni di tonnellate, tutte trasportate via camion.

Secondo i progettisti il cantiere della Maddalena produrrà un impatto sulla qualità ambientale: prevedono quasi un raddoppio del livello medio annuo di PM10 nell’area di imbocco, questo dato potrebbe però ulteriormente aumentare  dal   momento  che  nel  progetto  sembra  non siano stati considerati alcuni fattori emissivi legati alle attività di cantiere. 22 milioni di km, se consideriamo mezzi euro 6 che immettono circa 743,16 g/km (Fonte: www.sinanet.isprambiente.it) , dovrebbero essere  16.349.520 kg di co2… 16.349 tonnellate di co2.. e solo per il trasporto dello smarino su questa singola tratta.

Povera Valle di Susa, povero ambiente globale e povera Greta!

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 Da notav.info

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Abbiamo tradotto questa interessante intervista tratta da ACTA, media autonomo francese, a Gwenola Ricordeau che riporta una serie di impressioni dalla zona autonoma nata a Capitol Hill, Seattle.

Dall'8 giugno è stata istituita una "zona autonoma" nel cuore di Seattle, sulla scia del movimento contro il razzismo e la violenza della polizia che colpisce gli Stati Uniti in seguito all'assassinio di George Floyd. Mentre questo 20 giugno ci sono notizie della morte di un trentenne afro-americano ucciso a colpi d'arma da fuoco all'interno del CHAZ, stiamo pubblicando un'intervista con Gwenola Ricordeau che è andata lì e ha risposto a le nostre domande: descrive il funzionamento dell'area, la sua composizione sociale, le attività e le discussioni politiche che si svolgono lì. Questa intervista ci permette di cogliere dall'interno le realtà e le sfide di un esperimento locale la cui risonanza attraversa i confini e che fa parte di un movimento di rivolta storica.

Sei andata qualche giorno al CHAZ di Seattle... Puoi prima spiegarci cos'è CHAZ?

Sì! Seattle è a una decina di ore da dove vivo in California. Sono arrivata sabato 13 e sono partita lunedì 15. Quindi non sono rimasto molto a lungo, ma ho cercato di discutere con quante più persone possibili e di partecipare alle attività politiche il più possibile.

La CHAZ (Capitol Hill Autonomous Zone) si trova, come suggerisce il nome, nel quartiere di Capitol Hill, nel centro di Seattle. È un quartiere LGBTQ, dove ci sono molte attività culturali e alternative, ed è molto popolare tra la popolazione studentesca della città.

La CHAZ comprende diversi blocchi e un parco, Cal Anderson Park (mappa). All'ingresso ci sono barricate generalmente tenute da poche persone. All'interno dell'area, alcune aziende sono ancora aperte, altre sono chiuse e barricate.

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Quando e come è stato creata la CHAZ?

CHAZ è stata creata l'8 giugno dopo una settimana di proteste convocate dal Black Lives Matter (BLM), incentrato sul distretto di polizia orientale a Capitol Hill. La polizia ha abbandonato la stazione di polizia: non è occupata, ma è chiusa ed è stata ribattezzata "People Precinct". Il suo ingresso (che presenta un gigantesco poster di Angela Davis) è diventato un memoriale per le vittime di crimini della polizia, con molti fiori e candele...

Dal 13 giugno, CHAZ è stato ribattezzato CHOP (Capitol Hill Occupational Protest). L'abbandono dell'espressione "zona autonoma" (che fa riferimento a "Zone autonome temporanee" e "Zone da difendere") non è unanime. È stato giustificato da alcune persone come un modo per sottolineare che le lotte continuano…

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Concretamente, come si presenta la CHAZ / CHOP?

Da un lato ci sono diverse estremità della strada in cui ci sono tende (e talvolta generatori) sui marciapiedi, con in particolare un servizio di assistenza medica e la "no cop co-op" ("cooperativa senza poliziotti") in cui cibo, bevande e generi di prima necessità sono distribuiti liberamente. È in questo spazio che c'è l '"angolo di conversazione" dove si può venire in qualsiasi momento a discutere, specialmente su temi stabiliti. Non lontano da lì, ci sono spesso alcuni tavoli di rassegna stampa con fanzine o reti di scambio di libri.

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Poco più avanti c'è il "People Precinct". Qui c'è anche una piattaforma attorno alla quale si svolgono discussioni, attività politiche, concerti. Quasi ovunque, ci sono murali recenti, graffiti...

C'è un altro spazio che è quello di Cal Anderson Park. È costituito da un campo sportivo in cui ci sono alcune tende residenziali, ma anche tende dove è possibile trovare cibo, cure per la salute mentale o persino caricabatterie per telefoni o altro. Molte persone vengono a sedersi sul campo sportivo, a praticare sport o musica in alcuni luoghi. Sul lato del campo sportivo, c'è uno spazio verde su cui si trovano la maggior parte delle tende (circa 30), i bagni pubblici e anche un orto.

In generale, la CHAZ / CHOP dà l'impressione di ricevere molte donazioni (cibo, pizza, tende, sacchi a pelo, materiali artistici, ecc.). La maggior parte delle tende rifiuta le donazioni in denaro e chiede invece di portare ciò di cui l'area ha bisogno.

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Hai parlato di un orto?

Sì, c'è un orto fatto per e da Amerindi e Neri. Crescono in particolare le "tre sorelle" (mais, piselli e zucca) che i popoli amerindi coltivano tradizionalmente insieme. L'organizzazione di un orto non è nulla di aneddotico poiché gli americani e i neri furono privati ​​dell'accesso alla terra dalla colonizzazione dell'insediamento dei bianchi e del sistema proprietario della piantagione. Le discussioni intorno all'orto e il desiderio che questo avvenga per e da nativi americani e neri mi hanno fatto pensare al movimento dei giardini degli operai in Francia (e altrove) che ha contribuito a migliorare le condizioni di vita delle classi lavoratrici e pensare a forme di autonomia.

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Ci sono molte persone che frequentano la CHAZ / CHOP? Chi sono le persone che incontri lì? Molti vengono da fuori Seattle?

Durante il giorno, e specialmente nei fine settimana, ci sono davvero molte persone. Ho sentito la cifra di 60.000 persone. Di notte, sono circa alcune centinaia tra le persone che soggiornano nel campo, quelle che si trovano nelle tende dell'organizzazione (mediche, alimentari, ecc.) e quelle che si trovano all'ingresso della zona.

Quando ho preso la decisione di andare a Seattle, avevo un po'paura di contribuire a un fenomeno del "turismo militante" e non mi aspettavo di essere necessariamente ben accolta altrove. Ma le persone che ho incontrato alla CHAZ / CHOP sono state molto sorprese dal fatto che venissi da così lontano e sembrava piuttosto insolito!

Data la centralità di BLM nel movimento, sono rimasta sorpresa dal fatto che ci fossero così tanti bianchi. Questo è senza dubbio in parte l'immagine della città, che ha solo l'8% di neri su una popolazione di 750.000 abitanti. È sempre difficile apprezzare la composizione sociale di un movimento sulla base di semplici osservazioni, soprattutto perché non sono rimasta molto a lungo, ma in breve, nella CHAZ / CHOP, abbiamo chiaramente l'impressione che le persone siano principalmente giovani (in particolare studenti, "precariato cognitivo"...) e bianchi. È molto diverso quando si tratta di parlare, dove sembra molto chiaro che deve prima essere fatto da persone razzializzate.

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Abbiamo sentito che Donald Trump stava minacciando la CHAZ / CHOP... Più in generale, che dire delle minacce (di estrema destra o di altri) che incombono sulla zona autonoma?

In effetti, l'11 giugno, Donald Trump ha fatto delle minacce e, alla luce dei suoi tweet, sembra molto turbato da ciò che sta accadendo a Seattle. Dal 1 ° giugno, ha fatto attivamente una campagna per avere gli "antifas", a cui si riferisce come se fossero un'organizzazione specifica, nella lista degli Stati Uniti delle organizzazioni terroristiche. Nell'attuale clima negli Stati Uniti, l'ostilità nei confronti dell'antifa - che viene regolarmente definita "terrorista" - è molto palpabile.

Tuttavia, la CHAZ / CHOP non incontra alcuna vera ostilità a livello locale, anche se ci sono voci persistenti secondo cui gruppi di estrema destra potrebbero tentare di riconquistare l'area. La polizia non ha seriamente tentato di intervenire nell'area e il sindaco democratico di Seattle, Jenny A. Durkan, per il momento è molto accomodante con la CHAZ / CHOP, che ha visitato. Ci sono incontri quotidiani tra attivisti e servizi municipali. Quindi le persone non sembrano preoccupate.

Coloro che vogliono entrare nella CHAZ / CHOP sono filtrati? Non c'è davvero nessuna polizia? È un po' un casino o no?

Non è un vero confine con un controllo dei documenti di identità! Tutti entrano senza intoppi, anche se molte persone si fermano per scattare foto dei cartelli d'ingresso. Fox News e i media della fachosfera hanno affermato che le persone sono state viste alla CHAZ / CHOP con le armi. Dovresti sapere che lo stato di Washington autorizza il trasporto di armi in pubblico... Ma non ho visto niente del genere!

Durante il giorno c'è un'atmosfera abbastanza familiare, anche se non ci sono molti bambini (perché non è ufficialmente consigliato portarli e non c'è spazio dedicato a loro) . Ho dormito due notti lì e anche se di notte l'atmosfera è un po' diversa, per uno spazio in cui vivono così tante persone, l'ho trovato abbastanza tranquillo.

Ovunque, ci sono persone che si occupano della sicurezza e sono addestrate nelle tecniche di risoluzione dei conflitti. Inoltre, vi è una forte presenza di "medici di strada". Se a ciò si aggiungono gli equivalenti dei "team legali", delle persone responsabili della pulizia dell'area, si ottiene un'impressione di organizzazione molto grande!

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Come è la situazione della pandemia a Seattle? Quali precauzioni vengono prese?

Seattle e lo stato di Washington sono stati finora relativamente risparmiati dalla pandemia. Sono state adottate misure di contenimento e non sono state ancora completamente revocate. Sulla CHAZ e (per quanto ho visto) altrove in città, l'uso delle maschere è stato seguito piuttosto ampiamente, in particolare quando le "distanze di sicurezza" non potevano essere rispettate. C'erano gel idroalcolici e maschere disponibili e ho visto persone che offrivano maschere ad altri che non le avevano. I manifesti hanno ricordato ovunque le precauzioni da prendere. Personalmente, sto uscendo da tre mesi di reclusione ed è stata quindi una bella sorpresa vedere come tutte queste misure precauzionali non impediscano incontri, sorrisi, convivialità…

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Quali sono le attività politiche della CHAZ / CHOP?

Innanzitutto, bisogna dire che un grande spazio è dedicato al rendere omaggio alle vittime di crimini della polizia e sono stata colpita dal numero incessante di persone che vengono a meditare lì.

Ho citato l '"angolo di conversazione" che funziona sempre. Ma oltre a ciò, ci sono molte attività. C'è un calendario che ti permette di avere il programma, anche se a volte le informazioni non circolano molto bene alla CHAZ / CHOP ma piuttosto sui social network. Oltre a una riunione generale quotidiana, ci sono sempre diversi eventi (discorsi, dibattiti, musica...). Ad esempio, quando ero lì, sabato c'era un evento organizzato da donne nere ("Black is Beautiful: Woman") e domenica un evento culturale di "popolazioni indigene di Turtle Island", della diaspora africana e popolazioni indigene del Pacifico [Pasifika] ”.

Ma ci sono anche cose che accadono al di fuori di CHAZ / CHOP. Ad esempio, sabato 13, c'è stata una "dimostrazione rumorosa" contro la polizia al North Precinct. È stata semplicemente un'azione per diverse ore per impedire (più o meno) l'ingresso e l'uscita da una stazione di polizia facendo il massimo rumore. Domenica 14 c'è stata una manifestazione BLM che ha riunito diverse migliaia di persone. In breve, c'è sempre qualcosa da fare, in città o alla CHAZ / CHOP.

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Hai menzionato i popoli amerindi. Le loro lotte sono molto presenti alla CHAZ / CHOP?

È un po' difficile per me fare una valutazione reale al di là dell'organizzazione dell'evento culturale a cui ho potuto partecipare e di cui ho parlato, e della presenza di un gruppo di Nativi americani che avevano un tepee a Cal Anderson Park.

D'altra parte, c'è qualcosa di significativo: proprio come le riparazioni fanno parte di ciò che sentiamo spesso quando si tratta di combattere il razzismo, è abbastanza normale menzionare le terre rubate ai nativi americani. Per coloro che non conoscono le lotte americane, dovreste sapere che è sempre più comune nel Nord America che istituzioni (come il municipio di Seattle), gruppi o individui facciano dichiarazioni in cui riconoscere che si trovano in un territorio non concesso da un popolo nativo americano (vedi mappa). Ad esempio, Seattle è la terra del popolo Coast Salish e del Duwamish. Nei movimenti sociali, è sempre più frequente che venga posto - anche se ovviamente le lotte amerindi non si fermano qui.

I nativi americani sono altrettanto rappresentati tra le vittime di crimini della polizia e, ad esempio, alla CHAZ / CHOP, si è parlato molto del caso di Stonechild "Stoney" Chiefstick, un membro delle nazioni Chippewa Cree e Cowichan, ucciso dalla polizia a luglio 2019.

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Seattle ha la reputazione di essere una città di estrema sinistra con forti movimenti anarchici. Ci sono molti anarchici alla CHAZ / CHOP? Quali organizzazioni sono presenti?

Sì, Seattle ha questa reputazione, non da ultimo a causa delle proteste del novembre 1999 contro il vertice dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) che ha segnato la nascita "ufficiale" dei blocchi neri. Ma devo dire che per la maggior parte delle persone che ho incontrato che avevano vent'anni, sembrava una storia antica!

Quindi sì, ho incontrato persone che si definiscono "anarchici" o "antifa", ma l'area non è un luogo anarchico. Inoltre, ho visto diverse volte volontari per iscriversi alle liste elettorali... Anche se il rapporto politico alle elezioni è un po' diverso in Francia e negli Stati Uniti perché queste sono segnate da una lunga storia di privazione dei diritti civili delle minoranze razziali - e ho l'impressione che molte più persone negli Stati Uniti che in Francia si definiscano anarchiche e votino alle elezioni...

In breve, ho incontrato per lo più molte persone che non rivendicavano alcuna tendenza politica o che si definivano "militant.es queer", "abolizionisti [del sistema penale]", "antirazzisti ... E poi, senza dubbio si tratta di una vera differenza tra gli Stati Uniti e la Francia: non esiste negli Stati Uniti una pletora di gruppi politici! Quando hai una piccola esperienza di movimenti sociali in Francia, ti aspetti di vedere molti gruppi politici lì, che gestiscono tavoli, distribuiscono volantini e giornali. Niente di tutto questo avviene qui, anche se probabilmente mi sono persa di nuovo delle cose. Ho notato solo la presenza dell'alternativa socialista (un'organizzazione trotskista) e dei socialisti democratici d'America (un'organizzazione socialdemocratica) e dei sostenitori di Bernie Sanders.

E i sindacati?

Su CHAZ / CHOP, non lo so, ma ILWU, un sindacato di lavoratori portuali, era presente alla dimostrazione #BLM a cui ho partecipato e il 19 giugno il sindacato ha in programma di dimostrare e chiudere l'enorme porto di Seattle per 8 ore, come parte di un movimento congiunto in tutti i porti della West Coast. La questione dell'esclusione dei sindacati di polizia centralizzati è attualmente oggetto di numerosi dibattiti negli Stati Uniti e questa unione ha preso una posizione a favore di questa esclusione.

Come vengono prese le decisioni nella CHAZ / CHOP?

Ogni giorno c'è un'assemblea generale e comitati dedicati ad alcuni aspetti della mobilitazione e della CHAZ / CHOP. Sono necessarie ulteriori osservazioni per capire come vengono effettivamente prese le decisioni e le forme di leadership che possono esistere. Ma sembra che le assemblee generali non siano centrali per l'organizzazione, che è una grande differenza rispetto al movimento Occupy Wall Street per esempio.

Ci sono delle rivendicazioni? È presente la domanda sull'abolizione della polizia?

Sì, esiste un elenco di richieste che è stata stabilita a nome della CHAZ / CHOP. Ma ci sono anche le rivendicazioni di BLM Seattle / King County e quindi questa piattaforma supportata da una coalizione più grande. C'è molto in comune tra queste diverse liste e menzionano tutte l'abolizione della polizia e del sistema penale. Ma ci sono linee di demarcazione sulla strategia da adottare per raggiungere questo obiettivo tra questi testi, ma anche tra questi testi e i discorsi tenuti dalle persone nella CHAZ / CHOP. In effetti, sentiamo molti discorsi sulla mancanza di formazione degli agenti di polizia, sul loro pessimo reclutamento o sulla mancanza di supervisione della polizia. Per intenderci il tipo di riforme a cui si riferiscono questi critici della polizia non fanno nulla per ridurre il potere della polizia e si basano sull'idea che una "buona polizia" sarebbe possibile.

In questo momento negli Stati Uniti, lo slogan "Defund" è piuttosto popolare. A Seattle, è stato ripreso dalle rivendicazioni della King County Equity Now Coalition di dimezzare il bilancio della polizia (o $ 180 milioni) e ridistribuirlo - con 50 milioni destinati alla comunità nera. Sentiamo anche la proposta che l'Ufficio del Commissario diventi un'area di giustizia trasformativa. Ma alcune critiche sono state dirette allo slogan "Defund", soprattutto perché rischia di oscurare quello che sarebbe il vero scopo dell'abolizione della polizia.

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Ci sono cose che ti hanno sorpreso?

Non ho molta esperienza di movimenti sociali negli Stati Uniti, ma penso che quando vieni dalla Francia, c'è la sorpresa di vedere come il non misto (mixité in francese ndt) non sia più realmente oggetto di dibattito ed è parte integrante degli strumenti di lotta. Ad esempio, il 19 giugno, la CHAZ / CHOP sarà nero non misto per tutto il giorno.

A Seattle, ho scoperto la pratica del "microfono umano" che esiste dagli anni 2000, ma che si è diffusa durante Occupy Wall Street (nel 2011). Consiste nel chiedere alla folla, alla quale si lancia un "Mic check!", di ripetere ciò che una persona dice dalla tribuna e / o dal megafono. Deve fare frasi brevi (in modo che la folla possa ripeterle). È una tecnica abbastanza potente che consente la comunione della folla, ma limita anche le forme di discorso. L'ho trovato molto utile quando c'era un movimento della folla: eravamo in centinaia con persone che correvano senza che nessuno capisse cosa stesse succedendo. Molto rapidamente, una persona che sapeva cosa stava succedendo prese un megafono; ha detto "non c'è niente di grave", "arriverà un team medico"... È perché la folla ha ripetuto queste frasi che ho potuto, da dove ero, evitarmi panico. È stato davvero molto efficace!

Ci sono altre aree autonome attualmente negli Stati Uniti?

Ci sono stati tentativi di stabilire zone autonome a Portland, Asheville e Nashville. A Filadelfia, Camp Maroon è stata creata da senzatetto: improvvisamente la base sociale è necessariamente diversa da quella di CHAZ / CHOP. (anche a Washington negli scorsi giorni ci sono stati tentativi di stabilire una Zona Autonoma vicino alla Casa Bianca, la Black House ndt)

Possiamo già parlare delle vittorie ottenute dalla CHAZ / CHOP? Come vedi il futuro della CHAZ / CHOP? Quali sono le prospettive politiche?

Il livello di confronto (una settimana di dimostrazioni) che ha consentito l'istituzione della CHAZ / CHOP è di per sé una vittoria. Va anche notato che lunedì 15 giugno il consiglio comunale ha votato all'unanimità per vietare l'uso di gas lacrimogeni e tecniche di soffocamento da parte della polizia. Indubbiamente ci saranno ricorsi contro questa decisione, ma ciò contribuisce alla diffusione di tattiche che indeboliscono la polizia: la questione del ricorso ai consigli comunali e ai rappresentanti eletti locali potrebbe essere oggetto di un'altra discussione.

Possiamo ancora immaginare tutto... Un indurimento della lotta (con, ad esempio, l'occupazione della stazione di polizia e la ripresa / continuazione delle manifestazioni) e una CHAZ / CHOP che è uno spazio per l'organizzazione politica. O, al contrario, una putrefazione della situazione grazie a una politica locale che riuscirebbe a "recuperare" questo movimento integrando un certo numero di richieste nel proprio programma e contribuendo a trasformare Capitol Hill in un vasto spazio di alternativa a beneficio di una gioventù bianca ed educata.

Questa possibilità di integrare CHAZ / CHOP nel panorama politico ed elettorale locale è talmente facile da immaginare che un consigliere comunale, Kshama Sawant (alternativa socialista) sostiene molto attivamente l'area - ha in particolare chiesto al municipio di renderla un'area separata. Mentre il suo sostegno è stato accolto da alcuni come un segno che era possibile articolare pratiche militanti radicali e il lavoro dei funzionari eletti, è stato anche oggetto di molte critiche. In effetti, Kshama Sawant sta solo proponendo di tagliare il budget della polizia del 50% - e sta conducendo una campagna molto attiva per la tassazione di Amazon, che molte persone ritengono irrilevante.

È ancora più facile immaginare questo tentativo di recupero che ho osservato a Seattle (ma è ben lungi dall'essere una peculiarità locale) al punto che il "protest chic" è già in marcia: aziende come Sephora o ATT (telefonia), si barricarono riprendendo gli slogan e le immagini di BLM…

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Stiamo assistendo a un risveglio della sinistra radicale?

Potrebbe essere troppo presto per dirlo, ma questo movimento - al di là di ciò che sta accadendo a Seattle - è storico. È a pochi mesi dalle elezioni presidenziali, con un numero record di elettori scettici sugli appelli a votare Joe Biden per bloccare Donald Trump. Il Partito Democratico sta perdendo terreno, tra un Joe Biden che suscita poco entusiasmo, gli elettori di Bernie Sanders che si raduneranno solo parzialmente con il candidato democratico, o la crescente popolarità di personaggi politici più a sinistra come Alexandria Ocasio-Cortez.

Potresti fare un confronto tra i movimenti attuali e BLM nel 2014 o il movimento Occupy Wall Street nel 2011?

Ancora una volta, il mio campo visivo è molto limitato e non sono negli Stati Uniti da molto tempo. Ma ciò che mi colpisce è che un sacco di bianchi sembrano scoprire sinceramente il razzismo (in particolare il razzismo di polizia) e i crimini di polizia. Chiedo a molte persone i motivi per cui la morte di George Floyd li sconvolge - quando ci sono più di 1.000 persone all'anno che vengono uccise dalla polizia, che i crimini della polizia sono stati segnalati per decenni... Non credo che BLM abbia avuto un tale impatto tra i bianchi - ovviamente non è di buon auspicio per il futuro...

Per quanto riguarda il confronto con Occupy Wall Street - o gli Indignati tra l'altro - ci sono ragioni, viste da Seattle, per pensarci bene. Vi regna, infatti, sia un'energia potente, galvanizzante, sia correnti riformiste molto forti…

Hai dei siti da suggerire per tenerci aggiornati sulle attuali mobilitazioni negli Stati Uniti?

A livello nazionale per BLM, esiste Ally.wiki che elenca molte risorse su Internet. Per seguire le notizie di Seattle sui social network, puoi seguire Omari Salisbury e guardare gli hashtag #CHOP, #Chopcomms, #SeattleProtestComms o #SeattleProtest.

Altrimenti, per informazioni e riflessioni sui movimenti sociali, ci sono siti Web Black Agenda Report, It going down e CrimethInc. E giornali di sinistra, investigativi e generali come Viewpoint Magazine, Jacobin, The Nation, Mother Jones o The Atlantic.

Foto scattate da Gwenola Ricordeau il 13-15 giugno 2020 a Seattle e al CHAZ / CHOP, nel territorio non concesso dal popolo Duwamish. Queste foto sono pubblicate sotto una licenza Creative Commons CC-NC. È quindi possibile utilizzare, modificare, distribuire queste foto a condizione di distribuire tutti i contenuti utilizzandoli senza scopi commerciali.

 

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Il 25 giugno 1876 nelle vicinanze del fiume Little Big Horn nel Montana, ci fu una delle battaglie più famose della storia degli Stati Uniti d'America.

Il 7° cavalleria comandato dal generale Custer attaccò un grande villaggio indiano composto per la maggior parte da Lakota e Cheyenne. Custer ed i suoi soldati furono stretti in una morsa e annientati. Nessun superstite che prese parte alla battaglia riuscì a raccontare quello che avvenne effettivamente. Da questo prese forma una leggenda che al giorno d'oggi coinvolge moltissimi lettori. Ad oltre un secolo di distanza gli archeologi cercano di svelare il mistero dell'ultima resistenza di Custer. Fu davvero eroica? O si tratta di un mito? Quando il 25 giugno Custer guidò i suoi uomini sul Little Big Horn e rimasero tutti uccisi il paese rimase scioccato. Il miglior reparto della cavalleria americana umiliato e sconfitto da semplici primitivi!? Custer era il generale più famoso d'America ed il suo mito commosse tutta la nazione.

La stampa ne fece un martire. Ma come morirono Custer ed i suoi uomini? La leggenda della battaglia rimase un mistero finché nell'agosto 1983 un grande incendio nel Montana centrale colpisce proprio la zona dove avvenne la battaglia. Bruciano km. di prateria e di bosco, viene così alla luce il sito archeologico. Ad interessarsi è l'archeologo Richard Fox. Perlustrando la zona si trovano pallottole, cartucce, ossa. Altri archeologi si uniscono a Fox, oltre 240 ettari vengono passati con il metal detector. Vengono trovati e registrati oltre 5000 reperti tra cui un orologio da taschino svizzero, una fede nuziale d'oro, cartucce inesplose, un piede ancora nel suo stivale, un cranio colpito posteriormente da un ascia (segno evidente di un esecuzione). Ogni reperto viene trattato come una prova. La battaglia fu crudele, si capì come avvenne il combattimento. Negli anni successivi gli archeologi tentano di ricostruire passo per passo la dinamica della battaglia. I teschi e le ossa ritrovate forniscono importanti indicazioni e con la medicina legale l'antropologo Willey che lavora per la polizia eseguendo autopsie sugli omicidi riesce a stabilire che: l'altezza media di un soldato era di circa un m. e 50, il peso non superiore ai 70 kg (questo per ridurre lo sforzo dei cavalli), che avevano la spina dorsale deteriorata a causa delle lunghe ore trascorse in sella, ed inoltre i denti in un cattivo stato per la scarsa igiene e la cattiva alimentazione. Vi erano anche soldati minorenni e malnutriti. L’età minima per arruolarsi era di 21 anni, Willey analizzando gli scheletri rileva che alcuni di loro erano molto più giovani. Ora con l'aiuto della scienza da parte di archeologi ed antropologi cerchiamo di fare un’analisi di quelle vicende e di come si svolse la battaglia.

Il 25 giugno 1876 Custer va verso il Little Big Horn a capo di 31 ufficiali, 566 soldati e 35 guide indiane, tra cui Mitch Bouyer, il sanguemisto interprete e capo degli scout, uno dei più esperti cercatori di piste del west. Custer forza i suoi uomini al limite e il suo comportamento innervosisce tutti, rifiutando mitragliatrici e truppe di rinforzo. La vittoria deve andare esclusivamente al suo settimo cavalleria. All'alba del 25 giugno raggiungono un’alta collina sul fiume. A malapena visibile le guide avvistano un grandissimo campo indiano e qui M. Bouyer insieme agli altri esploratori dicono al generale che i nemici sono troppo numerosi, sono come i fili dell'erba e che in caso di battaglia non sarebbero vissuti a lungo. Custer con il suo cannocchiale dato che la visibilità era peggiorata non riesce a scorgere né il fumo del campo indiano e né la grandissima mandria di cavalli. Nota una grande nuvola di polvere e crede che gli indiani stiano smontando il campo. In realtà la polvere è dovuta al gran numero di cavalli circa 10-15 mila. Custer incurante dei consigli decide di attaccare. Divide il suo 7° in tre gruppi. Il maggiore Reno con 11 ufficiali, 129 soldati e 33 esploratori si dirige a sud del campo nemico, Custer con 13 ufficiali 200 soldati e 9 civili a nord, infine il capitano Benteen con 115 soldati deve bloccare una possibile via di fuga. Custer dall'alto della collina si accorge che il nemico lo sovrasta numericamente, ma arrendersi non e' nella sua natura. Manda un messaggio a Benteen (diventato poi famoso) e gli dice di rientrare con i suoi uomini. Custer non aspetta i rinforzi, si dirige verso il fiume ed il campo indiano. A questo punto qual è il fuoco nemico che Custer si trova di fronte e che armi avevano i suoi uomini? Gli archeologi cercano indizi e trovano migliaia di cartucce. Gli uomini di Custer avevano carabine Springfield 1873 molto precise e a lunga gittata e colt 45 a 6 cartucce (ottima per i combattimenti ravvicinati). Poi la sorpresa, si scoprono pallottole e cartucce non governative, le munizioni indiane. Gli scienziati iniziano così a studiare, pulendo le cartucce da un secolo di sporco e le spediscono al laboratorio di polizia di stato del Nebraska. Si trovano pallottole di carabine Spencer, Sharp, Henry Rifle, per un totale di circa 47 tipi di armi differenti. Nessuno avrebbe immaginato che gli indiani erano così bene armati. Almeno 200 guerrieri possedevano fucili a ripetizione. La carabina H. Rifle dotata di 16 colpi sparava molto velocemente, a differenza dei fucili del 7°, quest'arma in un combattimento ravvicinato riusciva a sparare tutti e 16 i colpi prima che un soldato riuscisse a ricaricare il suo fucile. I bossoli rivelano la portata della battaglia: anche sulle rive del fiume si trovano tracce di combattimento, poche pallottole e bossoli, questo smentisce l'eroica leggenda che il reggimento viene accerchiato in questo guado e trascinato dalle orde di indiani verso il campo di battaglia. Tutto falso dicono gli archeologi. Fox fa di più, confronta i suoi ritrovamenti con le testimonianze indiane dell'epoca. Non si combatté in riva al fiume. Cosa è successo davvero? Secondo Fox, Custer raggiunge il fiume con metà dei suoi uomini ma trova il villaggio deserto, i guerrieri si sono diretti verso il M. Reno. Custer sceglie allora di catturare le donne e i bambini che sono fuggiti dalla parte opposta, poiché il suo obiettivo è di portare gli indiani nelle riserve, catturare donne e bambini significa rendere impotenti i guerrieri e occuparsi di loro più tardi. Tornando al fiume spera di catturare gli ostaggi, ma quando si accorge che sono troppo numerosi per essere trasportati decide di rinunciare.

La battaglia ha inizio con Custer diretto verso il fiume, l'attacco è furioso, gli indiani lo respingono verso la collina. Combattono fino allo stremo, sono in netta minoranza numerica. Per capire l'ultima resistenza gli archeologi esaminano passo dopo passo la riva del fiume. Si trovano centinaia di reperti, fibbie, speroni, ferri di cavallo, bossoli. In base a questi ritrovamenti si stabilisce che i 220 uomini coprono una superficie di 2 km. nei luoghi oggi chiamati Calhoun Hill, Custer Hill, Keogh. Per gli archeologi è una formazione d'attacco. Perché Custer si sente sicuro di sé? E' convinto che il M. Reno abbia avuto la meglio, Custer ha inviato Benteen per ricevere rinforzi, ma quello che non sa è che i guerrieri hanno respinto Reno. Benteen accorre in aiuto di Reno e lascia Custer da solo. I guerrieri concentrano la loro attenzione su Calhoun Hill, qui ha inizio il primo e più sanguinoso combattimento. Su questa collina i soldati si schierano a 4m. di distanza l'uno dall'altro, è il tipico schieramento della cavalleria. Ma sotto c'è un’altra postazione di indiani nel luogo una volta chiamato Greasy Grass Ridge. Qui vengono ritrovate cartucce calibro 44 e 50. Sono le cartucce degli indiani, la collina ne é completamente ricoperta. Gli indiani si avvicinano sempre di più sul crinale. Il panico e la paura si diffonde tra i soldati che iniziano a disperdersi, la difesa crolla e i guerrieri conquistano Calhoun Hill. Crolla la prima roccaforte di Custer. Anche qui vengono ritrovate ossa, un proiettile in un anca dx, e un cranio. I guerrieri fecero in modo che non vi fossero sopravvissuti. Si ricostruiscono i movimenti dei soldati seguendo i bossoli sparati dallo stesso percussore. Ogni fucile ha una sua impronta digitale. Pochi fortunati si salvano e si dirigono verso Keogh. I guerrieri da Greasy Grass si spostano verso Keogh. Qui è un punto esposto e la battaglia è disastrosa. In meno di 30 minuti cadono due posizioni. Rimane solo Custer Hill. Ora gli scienziati si domandano fu un’eroica resistenza quella degli uomini di Custer? O si tratta di una leggenda senza fondamento? Gli ultimi soldati sono bloccati sul crinale, gli indiani li circondano dal basso. Man mano che il numero dei soldati diminuisce i guerrieri si avvicinano sempre di più. Anche su Custer Hill si analizzano i bossoli, ne vengono rinvenuti pochi e non si riesce a tracciare nessuna mappa. Non viene adottata nessuna strategia. La battaglia è stata breve, nessuna strenua resistenza. Gli archeologi commentano: si trattava sì di soldati valorosi ma la componente psicologica prevalse sul resto, si trovarono in una situazione di caos, panico, paura, disperazione. I soldati vivono attimi di terrore, i guerrieri si preparano per l'ultimo attacco. E' la fine... Come confermano i racconti dei testimoni indiani la battaglia fu di breve durata. Oggi le lapidi segnano il campo di battaglia del L.B.Horn, furono sistemate dove vennero ritrovati i corpi dei soldati, ed offrono un’ultima chiave di lettura su ciò che successe. Tracciano una linea immaginaria che da Custer Hill scende fino ad un burrone profondo. Gli archeologi stabiliscono che la battaglia finale non si tenne su Custer Hill. Nella gola dove si svolgono gli ultimi atti della battaglia vengono trovate alcune cartucce sparate da un soldato e prove evidenti che almeno 6 guerrieri che lo circondano fanno fuoco su di lui. Il fatto che in 6 avessero il tempo di sparare ad un solo soldato suggerisce che egli fu uno degli ultimi a morire. Oltre alle cartucce si fa una scoperta interessante, un bottone di perla probabilmente indossato da una delle guide e un frammento di cranio con le ossa della mascella molto ampia. Si tratta di un uomo di razza mista. L'unico che corrisponde alla descrizione è Mitch Bouyer. Gli scienziati sovrappongono il frammento di cranio con l'unica foto dello scout, corrisponde esattamente. La supposta profezia di Bouyer che lui e Custer non sarebbero sopravvissuti a lungo si avverò. Tra la lunga fila di lapidi dei soldati la scienza ha dato sepoltura ai resti di Bouyer. La fine di Custer con i suoi uomini fu più terribile di quanto noi potessimo immaginare. Le analisi di Willey parlano di orrende e ampie mutilazioni. Un’amara conclusione sulla fine della battaglia. Lo spettacolo che si trova di fronte il tenente James Bradley la mattina del 27 giugno è raccapricciante. Decine e decine di corpi distesi al sole, alcuni già gonfi e neri, altri senza braccia e/o testa. Era usanza degli indiani delle pianure mutilare i cadaveri. In un punto della valle alla base della collina più alta Bradley trova il corpo di G.A.Custer. Era appoggiato di schiena su altri due soldati morti, con una gamba ripiegata sotto il corpo. Era spogliato completamente, non era stato scalpato ed aveva 2 fori di proiettili, uno all'altezza del cuore, un altro alla tempia sinistra e non presentava alcuna mutilazione. Sicuramente non era stato riconosciuto da nessun guerriero visto che pochi giorni prima della battaglia si tagliò i capelli. Questa fu la fine di Custer con il suo 7° cavalleria. Gli archeologi da veri detectives sono riusciti a smontare uno dei più grandi miti del west americano, con il loro lavoro (circa 20 anni) e le loro scoperte sono riusciti a modificare l'immagine del reggimento di Custer, gran parte di loro erano degli inesperti soldati e la battaglia non fu una strenua resistenza, ma una breve e devastante sconfitta . I reperti hanno permesso di conoscere bene a fondo anche i guerrieri, ben lontani da essere avversari primitivi e privi di qualsiasi tattica militare. Erano bene armati e profondi conoscitori del terreno di guerra. Inoltre quel giorno, è vero che erano presenti molti capi valorosi e famosi, ma le due figure principali furono Toro Seduto, guida spirituale (il quale non prese parte alla battaglia per via delle ferite riportate nella danza del sole svoltasi poco prima della battaglia), e Cavallo Pazzo. Quest’ultimo aveva già galvanizzato i guerrieri con la battaglia del Rosebud il 17 giugno, sconfiggendo il generale Crook (fu militarmente merito suo). Quel 25 giugno Cavallo Pazzo con la sua grande ascendenza sui guerrieri cambiò il loro modo di combattere, non cercare il corpo a corpo, il contare i colpi o catturare armi e cavalli del nemico. Sul Little Big Horn gli indiani combatterono per uccidere chi stava minacciando la loro esistenza, le loro famiglie, le loro donne e i loro bambini.

 

Fonte: Sentierorosso.com

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