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Articoli filtrati per data: Wednesday, 27 Maggio 2020

 Riprendiamo dalla rete questa lettera che ha il merito di provare a rompere con il dibattito in corso in queste settimane e proporre delle chiavi di discussione diverse...

Alcune compagne e compagni, amici con cui ho condiviso e condivido battaglie comuni sostengono la tesi dell'esagerazione del virus da parte del potere, dell'epidemie ci sono sempre state, i morti avevano principalmente altre patologie, oppure che loro non conoscono persone 40/60 enni morte da covid, ecc.

Quanto segue sono alcune mie riflessioni in merito e parte di una lettera che ho inviato ad uno di loro.
I morti non anziani ci sono stati eccome in Italia come in ogni parte del mondo, lavoratori della sanità, volontari, operatori sindacali, associazionismo, ecc hanno pagato un notevole contributo di sangue nella lotta al covid. anche chi ne è uscito come una dottoressa 35enne, che conosco personalmente può spiegare che è una malattia molto dolorosa, e ancora dopo un mese dalla "guarigione" ne porta notevoli conseguenze.

Lo stato, le case farmaceutiche e il sistema hanno improvvisato, si è rivelato quanto sostenevamo da anni lo smantellamento della sanità pubblica, si è puntato tutto sull 'ospedalizzazione, si è pensato , che riguardava il sistema polmonare, lo si è affrontato come polmonite acuta , in realtà si sta scoprendo che riguarda e colpisce vari organi tra cui fegato, e sistema cardiocircolatorio.
Il covid non è nato a caso é la conseguenza degli allevamenti intensivi, dell'inquinamento, delle polveri sottili, delle sperimentazioni virologiche.
I responsabili sono evidenti, il modo di produzione e sfruttamento che viviamo, altro che cinesi e pipistrelli.
Non permettiamo che i responsabili, grandi imprese, banche, centri di ricerca, sistema farmaceutico e ospedalizzazione forzata a danno della medicina di base e di prossimità, ci raccontino la barzelletta dei vecchietti già ammalati, certo in ogni epidemia hanno maggiori possibilta' di morire le persone più fragili in salute, ma da noi a questo si è aggiunta la scelta scellerata di immettere nelle RSA i malati Covid con gli anziani.
Io temo che covid non sia che il primo virus che vedremo all'opera nei prossimi anni, stanno distruggendo il pianeta, nascondono il numero dei morti da inquinamento, non permettiamoglielo, difendiamo, noi e madre terra.
Ricordiamoci sempre chi sono i responsabili, non beviamo le loro menzogne per coprire la catastrofe in cui spingono il pianeta.
So che tu e altre/altri avete dei dubbi, e cogliete a ragione l'aspetto della repressione individuale e collettiva, divieto passeggiate, ecc, oppure obbligo mascherine, immissione di vaccini, io credo siano parte dello stesso percorso dei responsabili della catastrofe in corso, ma se per giustamente denunciare ciò neghiamo le morti, i feriti, la strage planetaria in corso, non cogliamo la portata del fenomeno e la necessità di lottare contro il virus ma sopratutto del sistema capitalismo che lo produce.
Troviamo il modo di curarci con forme antagoniste alle case farmaceutiche, ad esempio vitamina D, di fare ricerca indipendente, di sviluppare autodisciplina sanitaria in percorsi di formazione, autoformazione condivisa, troviamo il modo di non farci ospedalizzare, di bloccare i contagi chiudendo gli allevamenti intensivi, le fabbriche, i grandi agglomerati produttivi, ripensiami il lavoro e il lavorare.
Siamo dalla stessa parte della barricata, parliamone senza rancore.

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Riportiamo il comunicato degli specializzandi e delle specializzande della Regione Lazio che hanno vinto la vertenza per il bonus promesso dalle istituzioni regionali. Vittoria che si inserisce in un contesto di lotta più ampia dei medici e del personale sanitario in difesa del Sistema Sanitario Nazionale e che li vedrà il 29 maggio scendere in piazza in tutta Italia chiamando la Mobilitazione Permanente. E' necessario sostenere e attivarsi al fianco di chi, nonostante il disinvestimento colpevole delle istituzioni nella sanità, è in prima linea a combattere ogni giorno contro la pandemia. Come era facile immaginarsi governi e istituzioni hanno gradualmente spostato l'attenzione dal dramma che vive il Sistema Sanitario Nazionale e continuano silenziosamente a perpetrare strategie di privatizzazione. 

Siamo partiti con una petizione on-line che in poche ore ha raggiunto migliaia di persone e ad oggi vede quasi 37mila firmatari (change.org/RiconoscimentoPerMediciSpecializzandi), abbiamo dato vita ad un social bombing contro la Regione con centinaia di adesioni, alcuni direttori di scuola si sono esposti co-firmando una lettera indirizzata alla Regione. Hanno parlato di noi in brevi articoli, reportage fotografici e piccole video-interviste. La voce è arrivata dritta al mittente e lunedi 18 abbiamo avuto un incontro positivo con l’assessorato al lavoro e alla sanità. La notizia di oggi, 26 Maggio, è il riconoscimento del bonus agli specializzandi in una nota congiunta degli assessori regionali alla Scuola e Formazione, Claudio Di Berardino e alla Sanità, Alessio D’Amato. Aspettiamo i fatti, aspettiamo la pubblicazione del bando perchè la sola dichiarazione non ci tranquillizza ancora ma la strada intrapresa è quella giusta. Siamo anche in trattativa per il riconoscimento di questo periodo di lavoro in emergenza COVID19 ai fini curriculari per prossimi concorsi pubblici.
Oggi gli specializzandi e specializzande portano a casa una piccola vittoria ma il cammino per una formazione di qualità in cui lo specializzando sia riconosciuto, tutelato e valorizzato è ancora lunga.
Ci vediamo il 29 nelle piazze d’Italia e nei reparti degli ospedali incrociando le braccia per una riforma del nostro contratto, una formazione di qualità e maggiori investimenti nel nostro Servizio Sanitario Nazionale.

#MobilitiamociAdesso
#UnitiPerilSSN
#29Maggio
#regionelazio
#bonusschiavizzandi
Gli specializzandi e le specializzande del Lazio
Info sulla piazza del 29: https://www.facebook.com/events/855266358217927/

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Lunedì a Minneapolis un afroamericano, George Floyd, è stato soffocato a morte dalla polizia.

L'intera scena è stata ripresa dai passanti e diversi sono i testimoni. Nel video si vede un poliziotto premere il ginocchio sul collo di Floyd, disarmato e già ammanettato, mentre questo ripete: "Per favore, non riesco a respirare, mi fa male lo stomaco. Mi fa male il collo. Ti prego. Non riesco a respirare". I passanti che assistono alla scena invitano il poliziotto a togliere il ginocchio dal collo dell'uomo, ma l'agente non si muove finchè Floyd non smette di parlare. La dinamica dell'omicidio è molto simile a quella che portò alla morte di Eric Garner nel 2014.

Black Lives Matter e altre organizzazioni contro la brutalità poliziesca hanno immediatamente organizzato proteste in diverse aree del paese richiamando le ultime frasi di Floyd: "I can't breathe", ad indicare il sentimento diffuso nella comunità afroamericana dopo questo ennesimo omicidio. Durante la manifestazione di protesta di ieri a Minneapolis, avvenuta sul luogo dell'omicidio, ci sono stati scontri tra manifestanti e polizia che ha lanciato gas lacrimogeni sulla folla.

Questo ennesimo atto di brutalità nei confronti della popolazione afroamericana avviene in un momento in cui le minoranze e i bianchi poveri sono i soggetti maggiormente colpiti dalla pandemia di Coronavirus che ha già provocato centomila morti.

minneapolis

 

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