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Articoli filtrati per data: Sunday, 02 Febbraio 2020

L’incontro tra Emmie (ex moglie di Turi) e Turi ci chiarificano un po' sulla situazione che sta vivendo il nostro compagno imprigionato nel terribile carcere del Pagliarelli di Palermo, un carcere difficile in cui i pestaggi e la violenza da parte delle guardie sono all’ordine del giorno e in cui proprio ultimamente si è suicidato un giovane.

Scopriamo che Turi è stato tenuto i primi 6 mesi in una cella da solo nel reparto psichiatrico dell’infermeria e poi (a seguito di una sua protesta e sciopero della fame) trasferito nel reparto comune di infermeria in cui si trova tuttora.

Dopo un anno e mezzo di carcere, Turi appare a Emmie ,abbastanza confuso e un po' rassegnato.

Tanto tempo senza comunicare e vessato da un regime carcerario ottuso rendono difficile lucidità e presa di decisioni.

L’ottusità del sistema repressivo e della prigione con le sue regole idiote e sadiche si mostra una volta di piu’ in tante piccole ma logoranti vessazioni.

Considerano sporchi i suoi vestiti e glieli buttano.

Aveva fatto crescere una piantina ,probabilmente da un seme e gliela buttano.

Lavano la cella con il cloro (TOSSICO) perché ,secondo i criteri igienico carcerari è sporca,onde poi avere sezioni in cui non funziona il riscaldamento.

Al momento della visita vietano l’ingresso alla cugina che viene dall’Olanda, quando avevano dato conferma prima, via mail del fatto che lei potesse avere un colloquio.

Negano l’ingresso di sandali perché non sono scarpe invernali e di un cappello di lana perché troppo lungo.

A niente serve per Emmie implorare di fargli passare i sandali visto che Turi è a piedi nudi.

Anche a questo sono utili le incarcerazioni di attiviste, compagne etc perché portano alla luce (vedi ora Turi e Nicoletta) la mostruosutà del regime carcerario in sé, la sua completa inutilità e il sadismo che lo permea totalmente.

Proprio in questi giorni Turi ha deciso di riprendere lo sciopero della Fame con tre punti:

- Protesta contro il muos come apparato bellico sempre più attivo e minaccioso, vera arma di guerra e sofferenza.

- Protesta per fare cessare i lavaggi della sua cella con il cloro

- Protesta per fare diventare automatico il meccanismo dei 45 gg di sconto di pena ogni 6 mesi senza l’umiliazione di dover chiedere.

La ripresa della protesta di Turi è un bel segnale di riscossa nei confronti dell’addomesticamento e annichilimento carcerario. Turi infatti si lascia scappare sue paure sulla capacità di tornare libero e timori di essere liberato e poi riarrestato per altre condanne.

Lo sciopero della fame arriva in un momento in cui stiamo riprendendo la campagna di solidarietà attiva con lui e con tutte le progioniere politiche tra cui Nicoletta, per un'AMNISTIA SOCIALE.

Il primo appuntamento è martedì 4 febbraio davanti al Pagliarelli alle 17 30 per poi costruire una grande manifestazione il 14 Marzo che ci piacerebbe esssere contemporanea ad altre iniziative tra cui auspichiamo quella del movimento notav a Torino per Nicoletta e le altre persone incarcerate

 

Informazioni aggiuntive

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Gravi incidenti, 20 commissariati incendiati, barricate e dura repressione dei Carabinieri. La resistenza cresce in tutto il paese.

Un’altra vittima della repressione, un giovane di 24 anni è stato ricoverato con morte cerebrale, si tratta di Ariel Jesús Moreno, tifoso del Colo Colo che nelle proteste di questa notte ha ricevuto un proiettile da parte dei Carabinieri. Lo ha confermato la Procura.

La Procura Metropolitana Occidente ha informato che un giovane di 24 anni è stato colpito alla testa da un proiettile, dopo aver partecipato ad una manifestazione contro il Subcommissariato dei Carabinieri di Padre Hurtado.

La vittima, identificata come Ariel Jesús Moreno, si trova nella ex Posta Centrale con morte cerebrale, dove secondo la procura si aspetta la sua morte durante la giornata. Per questa ragione si stanno coordinando le azioni per la donazione degli organi.

L’ipocrisia e il sadismo della polizia

“Io credo che la gente sia molto stanca di quanto avviene e noi stiamo contribuendo a questo miglior clima che ci permette di andare avanti”, ha dichiarato con totale sfacciataggine il generale dei Carabinieri, Enrique Bassaletti. È precisamente questo corpo repressivo quello che è deciso a continuare ad assassinare il popolo contando sulla protezione di un governo che la grande maggioranza della popolazione rifiuta.

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Alcune delle munizioni lanciate dai carabinieri

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Pallini con cui i Carabineri colpiscono agli occhi i giovani manifestanti

Per quanto riguarda il giovane crivellato, secondo informazioni delle reti sociali, si tratta di un altro giovane tifoso del Colo Colo che si aggiunge al caso di Jorge Mora, morto per un investimento (assassinato) da un camion della polizia nelle vicinanze dello Stadio Monumentale.

È stata, inoltre, avviata un’indagine penale da parte della capo procuratrice di Talagante, Paola Salcedo. Secondo questa informazione, il giovane stava partecipando alle manifestazioni di fronte all’unità di polizia, secondo quanto ha confermato la famiglia.

L’Unità delle Vittime della Procura Occidente è stata costituita nell’ex Posta Centrale e ha dato informazioni al padre del giovane riguardo all’inizio dell’indagine, che è nelle mani della Brigata degli Omicidi della PDI, che spera di recuperare il proiettile per stabilire l’arma utilizzata e il suo calibro.

In un altro episodio, confuso ma grave, c’è stata una nuova vittima, un giovane di 22 anni che protestava in una barricata nel comune capitolino di San Ramón e che è stato travolto accidentalmente da un autobus del Transantiago (trasporto pubblico) che poco prima era stato rubato durante violenti tumulti che hanno ricordato le prime settimane dell’esplosione sociale che in Cile è cominciata il 18 ottobre. Il veicolo dopo è stato bruciato.

La notte più violenta del 2020: il bilancio degli incidenti dopo le proteste per la morte del tifoso del Colo Colo assassinato dai Carabinieri

Nella capitale si è registrata una violenta notte dopo una serie di veglie per il fatale investimento del tifoso del Colo Colo, Jorge Mora.

Supermercati saccheggiati, incendio del governatorato, come conseguenza le proteste dopo la morte del tifoso. Sono stati registrati anche attacchi a due commissariati, al municipio di Quilicura, e al trasporto pubblico, che ha dovuto essere sospeso durante la notte.

Allo stresso tempo sono state attaccate 20 caserme della polizia e 46 uomini in uniforme sono stati feriti a Santiago e in altre città come Valparaíso (centro) e Concepción (sud), dove sono avvenuti gravi incidenti.

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Tutta Santiago è arsa al ritmo del fuoco delle barricate.

Vari fatti di violenza popolare, in risposta alla brutale repressione dei carabinieri, si sono registrati nella notte in vari punti della capitale, dopo le proteste per la morte del tifoso del Colo Colo, investito e assassinato da un veicolo dei Carabinieri. Almeno 20 unità dei Carabinieri nella Regione Metropolitana sono state attaccate e 33 agenti sono risultati feriti, uno di loro gravemente colpito da una bomba molotov.

Nel comune di Quilicura, tre supermercati sono stati saccheggiati e un gruppo di manifestanti ha attaccato il municipio.

Nel settore centro del comune, dei manifestanti si sono diretti verso Plaza de Armas e hanno incominciato a scagliare pietre contro il municipio. Dopo sono stati attaccati, in mezzo ad una forte repressione, i supermercati Monserrat, Alvi e Santa Isabel.

Nove persone sono state arrestate sul luogo e a causa delle permanenti cariche della polizia, vari manifestanti sono risultati feriti…

Un altro incidente è avvenuto nel comune di Colina, dove un gruppo di incappucciati ha fatto irruzione nell’edificio del Governatorato di Chacabuco, con un incendio all’interno del recinto. “Deplorevolmente, non si sono fermati solo a falò fuori del Governatorato, ma un gruppo di persone ha forzato una delle inferriate laterali dell’edificio, sono entrati e hanno lanciato un ordigno incendiario, che è ancora sotto indagine”, ha detto a questa radio il governatore, Javier Maldonado.

L’autorità ha precisato che il fatto ha danneggiato l’auditorium e “almeno due o tre uffici della parte posteriore dell’edificio”, anche se oggi, “alla luce del giorno, avremo più chiarezza riguardo alla dimensione dei danni”. Sono stati riportati anche attacchi con bombe molotov al Subcommissariato di Carrascal, a Quinta Normal, e al 55° Commissariato di Pudahuel Sur. In mattinata il dottor Vidal Alvarral, vicedirettore dell’Ospedale dei Carabinieri, ha informato che “abbiamo ricevuto 18 funzionari con diverse lesioni, dei quali otto sono sotto controllo e uno è grave”.

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A questo si è aggiunto l’incendio di autobus del trasporto pubblico a La Granja e Conchalí, e un tentativo di incendio nella stazione della Metro Protectora de la Infancia, per cui varie stazioni hanno dovuto essere chiuse e gli autobus hanno sospeso i loro servizi notturni.

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Le manifestazioni sono iniziate fuori dello Stadio Monumentale, sono cominciate pacificamente con una veglia in memoria del tifoso, giusto all’incrocio dove è stato investito. Quasi parallelamente, dei soggetti con magliette del Colo Colo hanno manifestato nella Metro Protectora de la Infancia, erigendo barricate nel luogo. In diversi video del luogo, si riesce a vedere che dentro alla stazione, che non è in funzione dall’esplosione sociale, ha cominciato a propagarsi il fuoco. Secondo i Carabinieri, c’è stato un tentativo di incendio in detta stazione, ma si è riusciti a controllarlo in tempo. A ragione di ciò la linea 4 della Metro di Santiago ha dovuto sospendere il funzionamento a Plaza Puente Alto e a Las Mercedes, per cui ha operato solo, dalle ore 20.00, tra Tobalaba e Hospital Sótero del Río, a causa di persone che sono entrate senza autorizzazione a Protectora de la Infancia. Allo stesso tempo, le stazioni Universidad Católica, Santa Lucía, Las Rejas, della linea 1, Santa Rosa della linea 4A, e San Pablo della linea 5, sono state chiuse e senza fermata dei treni per manifestazioni all’esterno. Mentre il Transantiago ha sospeso i suoi servizi notturni, “per ragioni di sicurezza, dato che non contiamo su sufficienti condizioni per operare nelle strade, si sospende il servizio degli autobus. L’operatività sarà ripresa a partire dalle ore 4.30”.

Intanto avanzava la notte, diversi attacchi a commissariati sono avvenuti, come nel Sub Commissariato di Carrascal, nel comune di Quinta Normal, dove degli sconosciuti hanno lanciato delle molotov, ma non ci sono stati arresti né feriti.

Così si è anche visto danneggiato il 55° Commissariato dei Carabinieri a Pudahuel Sur, che è stato attaccato con oggetti contundenti e bombe molotov. In risposta, le Forze Speciali hanno lanciato in abbondanza gas lacrimogeni.

Allo stesso tempo, a Valparaíso, tifosi del Colo Colo insieme a quelli del Wanderers, hanno marciato per le strade della città per protestare per la morte di Jorge Mora, terminando a Plaza Victoria dove si sono svolti degli incidenti e scontri con i Carabinieri.

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Detenuti a Concepción

Le manifestazione nel centro di Concepción, a seguito del fatale investimento di un tifoso del Colo Colo da parte dei carabinieri nella regione Metropolitana, hanno lasciato nove detenuti.

Gli scontri più violenti si sono registrati nelle vicinanze di Plaza Perú, dove per alcuni minuti è stato bloccato il transito.

Centinaia di persone si sono riunite nei Tribunali, raggiungendo Plaza Independencia, dove ci sono stati scontri con le Forze Speciali dei Carabinieri.

Dopo questo, è stata fatta una marcia attraverso Barros Arana fino ai Tribunali, avanzando fino a Plaza Perú, dove anche si sono registrati incidenti con i pacos.

A seguito di queste situazioni, più di 9 persone sono state arrestate, la maggioranza adulte e tra loro due donne. Sette di loro sono stati accusati di “disordini pubblici, per aver lanciato oggetti contundenti contro agenti di polizia e motociclisti dell’istituzione”.

Un altro è stato detenuto per addebiti di “minacce di morte”, e un altro per “danneggiamento di opera”.

Manifestazioni a Plaza Brasil, in rifiuto dell’impunità dell’assassinio di Jorge Mora da parte dei pacos.

A Maipú: pacos del 52° commissariato intimoriscono e portano via dalle loro case delle persone arrestate in modo completamente illegale.

30 gennaio 2020

Resumen Latinoamericano

A cura di Comitato Carlos Fonseca

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