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Articoli filtrati per data: Wednesday, 19 Febbraio 2020

Il 10 febbraio centinaia di giovani manifestanti per il clima hanno occupato la sede della multinazionale BlackRock.

BlackRock, che è la prima società a livello internazionale nella gestione dei risparmi, sarebbe lo sponsor internazionale della riforma delle pensioni voluta da Macron, tanto da consigliare il suo governo durante il percorso di elaborazione. L'interesse della multinazionale sarebbe quello di mettere le mani sui risparmi dei francesi, tra i più alti d'Europa (tra l'altro Macron stesso avrebbe lavorato in passato per la BlackRock). Inoltre la società sarebbe coinvolta in diversi investimenti che hanno a che fare con la cementificazione e il mercato delle energie fossili. Il gesto dei giovani francesi ha dunque testimoniato una convergenza tra il movimento ambientale e la lotta contro la riforma pensionistica nell'attacco a uno dei colossi del capitalismo finanziario (il titolo di BlackRock sarebbe cresciuto dal 2017 del 40% circa).  Diversi studenti sono stati fermati dopo l'occupazione e alcuni subiranno un processo, quindi diverse personalità di spicco francesi hanno deciso di testimoniare la propria solidarietà a questi giovani con l'appello sottostante, che abbiamo tradotto da lundi.am.

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Tra gli altri Alain Damasio, Jean Jouzel, Frédéric Lordon, Jérôme Baschet, Corine Morel Darleux, Christophe Bonneuil, Alèssi Dell’ Umbria, Serge Quadruppani, Eric Beynel, Alessandro Pignocchi, Alessandro Stella, Laurence de Cock, Josep Rafanell i Orra, Michel Kokoreff, etc.

A luglio 2019 Emmanuel Macron esortava i manifestanti per il clima a "rendere la vita impossibile ai dirigenti". Lunedì 10 febbraio è stato preso alla lettera: centinaia di manifestanti di Youth for Climate e di altri collettivi hanno invaso la sede della multinazionale Blackrock e l'hanno bloccata per due ore impedendone il funzionamento.

In un momento in cui la contestazione alla riforma delle pensioni continua da due mesi, questa azione è un bell'esempio di alleanza tra lotte sociali e lotte ecologiche. Con i suoi 7miliardi nel portafoglio Blackrock gestisce il maggior numero di attivi a livello mondiale. La sua succursale francese aspetta con impazienza la distruzione del sistema pensionistico per mettere le mani sui risparmi dei pensionati. Nonostante il suo greenwashing questa multinazionale è la prima investitrice in cementifici e compagnie petrolifere, a cominciare di Vinci e Total. Questa azione alimenta il dibattito in favore di una ecologia lucida e radicale che individui direttamente i responsabili del disastro attuale. Molti dei manifestanti sono molto giovani, a volte minorenni. Sono state fatte delle scritte negli uffici, le sedie e i dossiers sono stati ribaltati: dopo aver lanciato l'allerta in mille modi senza mai essere stati ascoltati, questa gioventù si è trovata a dover assumersi di commettere alcuni danni materiali minimi nei locali di Blackrock per evitare che danni ecologici e sociali terribili come gli incendi in Amazzonia, Australia e altrove non siano che un assaggio di ciò che ci aspetta. La violenza non si trova in questa azione ma nella distruzione del pianeta.

17 persone sono state denunciate, 13 messe in stato di fermo. Per il momento la maggior parte sono usciti con un richiamo a giudizio ma due persone avranno un processo. Qualsiasi siano le nostre posizioni sulle tattiche e le pratiche d'azione, rifiutiamo di criminalizzare e condannare questi manifestanti. Non ne possiamo più di vedere questo crescendo di violenza nei confronti della gioventù impegnata sia che agisca nei licei, nei quartieri popolari o nelle manifestazioni per il clima. Siamo fieri e fiere di questa gioventù che è conseguente nel decidere di prendere in mano non solo il proprio destino ma il futuro del mondo vivente. Siamo fieri e fiere di questa gioventù che agisce, colta e informata che ci esorta nell'ascoltare le allerte di GIEC dell IPBES e di altre organizzazioni scientifiche internazionali, laddove chi dovrebbe prendere le decisioni economiche e politiche sta ancora negando la gravità del cambiamento climatico in corso. Noi siamo fieri e fiere di questa gioventù coraggiosa che si interfaccia con dei poliziotti armati pesantemente, a delle conseguenze giudiziarie sempre più numerose, con l'atteggiamento di tutta una casta di potenti che li tratta come minaccia. Siamo fieri di questa gioventù determinata che solleva la testa e si prende l'immenso carico di aggiustare un mondo devastato. È in questa gioventù "indisciplinata" o "poco saggia", poco importa l' età anagrafica, che risiede senza dubbio la più grande saggezza. Se Blackrock deciderà di fare denuncia e la giustizia decidesse di perseguire questi manifestanti noi saremo completamente solidali. Se si avverasse che li qualificassero come " banda organizza" o "associazione a delinquere" allora anche noi ne faremmo parte e saremo con loro.

TRIBUNA ANCORA APERTA A FIRME DI PERSONALITÀ E ORGANIZZAZIONI Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

LISTA DEI PRIMI FIRMATARI

Fred Vargas, écrivaine Aurélien Barrau, astrophysicien Cyril Dion, écrivain et réalisateur Dominique Bourg, philosophe Jean Jouzel, climatologue Alain Damasio, écrivain Frédéric Lordon, économiste Pablo Servigne, auteur et chercheur in-terre-dépendant Corine Morel Darleux, militante écosocialiste, auteure Jérôme Baschet, historien Etienne Davodeau, auteur de bande dessinée Miguel Benasayag, philosophe Olivier Besancenot, porte-parole du NPA Thomas Coutrot, économiste Claire Dujardin avocate Christophe Bonneuil, historien Jean Gadrey, économiste Emilie Hache, maîtresse de conférences en philosophie Jean Jacques Gandini, avocat, journaliste Jacques Testart, biologiste et essayiste Aurélie Trouvé, porte parole d’ATTAC Gaël Giraud, économiste Malik Salemkour, président de la Ligue des Droits de l’Homme & La Ligue des Droits de l’Homme Jimmy Behague, membre du conseil national de Génération.s Jean Marc Rochette, auteur de bande dessinée Mathilde Larrere, historienne Bernard Stiegler, philosophe Geneviève Azam, économiste Maxime Combes, économiste, porte-parole d’ATTAC Nicolas Girod Porte-parole national de la Confédération paysanne La Compagnie Jolie Môme Dominique Méda Sociologue Alèssi Dell’ Umbria, auteur-réalisateur. Roland desbordes, scientifique CRIIRAD Isabelle Cambourakis, Editrice, enseignante Serge Quadruppani, écrivain Eric Beynel, Porte-Parole de l’Union syndicale Solidaires. Paul Ariès, politologue, rédacteur en chef de la revue les Zindigné(e)s Catherine Zambon, auteure, metteure en scène. Alessandro Pignocchi auteur de BD Nicolas Haeringer, militant du mouvement pour la justice climatique Vincent Verzat, youtubeur de Partager c’est Sympa Jean-Baptiste Eyraud, porte-parole du DAL & le DAL Maxime Chédin, philosophe Angélique Huguin, militante pour la sortie du nucléaire Alessandro Stella, Directeur de Recherche au CNRS Gauthier Chapelle, auteur et collapsologue Cyril Pedrosa, auteur de bande dessinée Barbara Romagnan, Génération.s Loic Sécheresse, auteur de bande dessinée Brigitte Rouan, comédienne et réalisatrice Laurence de Cock, historienne Mathilde Panot, députée, vice présidente du groupe France Insoumise à l’Assemblée nationale Olivier Ramaré, DR CNRS, Mathématiques Michele Rivasi, députée européenne Eelv Jean-Luc Velay, Université Aix-Marseille Lisa Giachino, directrice de publication du journal l’âge de faire Christine Poupin Porte-parole du Nouveau Parti Anticapitaliste Ludivine Bantigny, historienne, Alain Coulombel, porte parole d’EELV Josep Rafanell i Orra, écrivain Mecarelli Adalberto, sculpteur Frédéric Neyrat, philosophe Raphael Pradeau, porte parole d’ATTAC Stéphane Lavignotte, militant écologiste et théologien protestant Jean-Louis Comolli, cinéaste, écrivain Malcolm Ferdinand, politologue Geneviève Coiffard-Grosdoy militante associative Robert Crémieux, ancien président du MNCP Christian Delacroix, historien Philippe Poutou, porte-parole du NPA François Piquemal, porte-parole Archipel Citoyen à Toulouse Christophe Demarque, maître de conférences en psychologie sociale Fabienne Denoual, Maître de conférences en design François Dubreuil, Unis pour le Climat Olivier Dubuquoy, géographe et réalisateur Aurélien Gabriel Cohen, revue Terrestres, Université de Paris Flavia Goian, Psychanalyste Jean-Michel Gremillet, directeur de Scène nationale Benoit Hazard, Anthropologue, CNRS Pascal Hennequin réalisateur François Jarrige, historien Thierry Moutin, océanologue Julien O’Miel, Maître de conférences en science politique Claude Paraponaris, Professeur Université Aix Marseille et ARS Industrialis Stéphane Elmadjian, réalisateur Stéphane Haber, philosophe Matthieu Brabant, fédération de l’Éducation, de la Recherche et de la Culture de la CGT Olive Thierry, agriculteur Jimmy Behague, membre du conseil national de Génération.s Jean Jacques Gandini, avocat, journaliste Sophie Wahnich, directrice de recherche CNRS Marc Desbordes, universitaire Mathieu Burniat, dessinateur et scénariste de bande dessiné Benoît Mars cinéaste Robert Descimon, historien Séverine Queyroy Maître de conférences en chimie théorique, Hervé Philippe Directeur de recherche CNRS Gilles Houdouin, conseiller Valérie Osouf, cinéaste Patrick Farbiaz PEPS ( Pour une Ecologie Populaire et Sociale) Frédéric Boone, chercheur en astrophysique, Jérôme Gleizes Conseiller de Paris Bénédicte Monville De Cecco, Conseillère régionale IDF (Groupe AES) Willy Pelletier, sociologue, coordinateur général de la Fondation Copernic Alain Jugnon, philosophe Vincent Gay, Attac Annie Lahmer Conseillère Régionale EELV IdF Nikola Chesnai, réalisateur Florence Johsua, maîtresse de conférences en science politique Jean-Yves Lesage, animateur du blog Communistes libertaires de la CGT Laëtitia Rouxel, autrice René Leyral, Auteur compositeur. Corine Eyraud, sociologue Alain Bihr Professeur honoraire de sociologie jean Guillon, conteur Laurence Hérault, anthropologue Marie-Claude Bossière pédopsychiatre Romain Ladent, militant politique et associatif Christophe Laurens, architecte, alternatives urbaines Odile Henry, Sociologue Yann Gonzalez, cinéaste Gwen de Bonneval, Auteur de bande dessinée Claude Audebert professeur émérite Joel Cabalion, sociologue et anthropologue Philippe Bayer, maitre de kung fu Michel Kokoreff, sociologue Claude Calame, historien EHESS Pascal Boissel, psychiatre, psychanalyste, président de l Union syndicale de la psychiatrie Steve Hagimont, Maître de conférences en histoire Denys Chalumeau, Yggdrasil-mag Pierre Khalfa, économiste Fondation Copernic Agnès Merlet, Cinéaste Jeanne Guien, philosophe Sébastien souchois, musicien compositeur Eric Michaud, Directeur d’études Ehess Bertrand Ogilvie, Professeur de philosophie Constance davila, artiste Etienne Decle, cinéaste Julien Milanesi, Maître de conférences en Pascale Fautrier, écrivaine Franck Gaudichaud, professeur des universités Raphaël Mathié, cinéaste. Emmanuel Renault, Philosophe Jean robert viallet, journaliste / réalisateur. Tom Tirabosco Auteur de bandes dessinées Chantal Aspe, maître de conférence en sociologie Mireille Besson, université Aix-Marseille Charlotte Blanchard, Université de Lille Sandra Blondel, réalisatrice Alice Brauns, membre du conseil national de Génération.s Jean-Marc Gancille Auteur Gwennyn Tanguy, conférencière Stéphane Bikialo, professeur d’université Elie Haddad, historien CNRS Vincent Gayon Maître de conférences en science politique Pablo Seban, artiste Brigitte Finas, porte parole ATTAC Savoie Philippe Foulquie, directeur de théâtre Nicole Abravanel, historienne Alain Munier, réalisateur Jean Puyade, professeur Paul Bouffartigue, directeur de recherche CNRS Grégory Salle, sociologue, CNRS. Grégory Derville, Maître de conférences en science politique Elisa Byington, universitaire Celine Redureau, coordinatrice de l’association culturelle Pol’n Philippe Boursier, Fondation Copernic Anne-Claude Ambroise-Rendu, professeure d’Histoire contemporaine Isabelle Krzywkowski, universitaire Catherine Melin, artiste Sophie Gosselin, revue Terrestres Maria Stavrinaki,maitre de conférence Olivier Piazza, universitaire Anne desbordes, photographe, Gaël Plumecocq. économiste Éric Chaumont, universitaire, Barbara Glowczewski, anthropologue Flaminia Paddeu, géographe Odile Hélier anthropologue Véronique Bontemps, CNRS Pascal Buresi, historien, CNRS-EHESS Paul Alliès, professeur Emérite à l’Université Cyril Le Roy, universitaire Pierre Péguin scientifique Olivier Long, Universitaire et peintre, faculté des arts plastiques Daniel Lartichaux, professeur-documentaliste. Emmanuel Blanchot, Éducateur spécialisé. Denis Donger, élu municipal et communautaire de Romans 26 Noël FRESSENCOURT, agrégé d’art Fred Ortuño, co-coordinateur de l’association Artfactories/autresparts Jean Rochard, producteur de musique Jérôme Segal, réalisateur Jean-Michel Hupé, chercheur CNRS en Neurosciences et Ecologie Politique, Bruno Dallaporta, Néphrologue Marc Chatellier, enseignant chercheur Marnix Dressen-Vagne, sociologue Patrick Di Mascio, universitaire Myriam Quatrini, universitaire Adeline Grand-Clément, historienne Frédéric Durand, professeur des Universités Judith Dehail, maitresse de conférences, Aurélien Mercier universitaire Frédéric Delarue, historien. Myriam Martin, Ensemble, conseillère régionale FI Occitanie Paul Bouffartigue directeur de recherche CNRS Jean Puyad, professeur Jean Malifaud, maitre de conférences Noelle Burgi, CNRS Baptiste Monsaingeon, sociologue Janie Arnéguy conseillère municipale et communautaire Ensemble ! Nimes Jean-Michel Hatton, poète Bruno Della sudda, militant altermondialiste André Garçon, syndicaliste Solidaires Finistère

 

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Dopo la Francia anche la Grecia è in sciopero contro la riforma delle pensioni.

Diecimila persone sono scese in piazza ad Atene, alcune indossando il gilet giallo simbolo della protesta francese. A fermarsi nella capitale sono stati i lavoratori dei trasporti pubblici, dei traghetti e i ferrovieri, i dipendenti pubblici, gli insegnanti, i giornalisti e anche gli ospedali hanno funzionato con il personale ridotto dato che il comparto dei medici ha aderito allo sciopero. Atene è stata completamente bloccata dallo sciopero e in oltre 60 città greche ci sono state iniziative e mobilitazioni.

I manifestanti accusano il governo conservatore di Nea Dimokratia di stare tentando di approvare l'ennesima riforma pensionistica anti-popolare in piena linea con quelle precedenti e affermano che se l'austerity è finita, allo stesso tempo devono terminare le misure che colpiscono i lavoratori. Secondo i sindacati la riforma privatizza la sicurezza sociale e spingerà i giovani occupati verso l'adozione di assicurazioni private.

"Il disegno di legge non è altro che una continuazione delle leggi per evitare il bailout che sono state votate nel periodo 2010-2019 e che hanno portato a tagli alle pensioni del 20% fino al 60%", ha dichiarato ADEDY, il più grande sindacato del settore pubblico del paese, in una nota.

Lo sciopero è durato 24 ore in molti settori ed è stata una prima dimostrazione di forza contro la privatizzazione delle pensioni e il continuum del modello neoliberale applicato alla popolazione greca incessantemente dalla crisi del 2008.

 

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Dopo che otto delle dodici postazioni di osservazione turche a Idlib sono state circondate da truppe del regime siriano, le famiglie di jihadisti della propaggine siriana di Familien Al-Qaida HTS vengono ora insediate a Efrîn.

Gli scontri tra il regime siriano e l’alleanza jihadista Hayat Tahrir al-Sham (HTS) dominata da al Nusra a Aleppo e Idlib continuano. Le postazioni di osservazione gestite dalla Turchia nella cosiddetta zona di de-esclation nella provincia di Idlib rappresentano un luogo di riorganizzazione e riarmo degli jihadisti. Solo domenica due di questi punti di approvvigionamento turchi sono stati circondati. Così ora complessivamente otto su dodici delle postazioni di osservazione sono circondate. Anche nei dintorni di Aleppo il regime ha preso il controllo di molte postazioni jihadiste e dei loro alleati turchi. L’agenzia stampa Mezopotamya (MA) ha parlato con l’esperto di Medio Oriente e giornalista Ferhad Şami della situazione attuale nella regione.

Jihadisti scacciati dai dintorni di Aleppo dopo nove anni

Şami fa notare che gli scontri a Aleppo sono pesanti quanto quelli a Idlib e che il regime ha potuto registrare chiare conquiste di territorio. Località importanti e roccaforti della Fratellanza Musulmana in Siria come Haratan, Beyanun e la città simbolicamente significativa di Kafr Hamra sono state riconquistate dal regime. „Per la prima volta dopo nove anni gli jihadisti sono stati scacciati da tutta la zona intorno a Aleppo. Al-Nusra e gli altri gruppi jihadisti sono stati costretti a ritirarsi. Già domenica si sono ritirati di colpo.“ Nell’avanzata del regime l’aviazione russa avrebbe svolto un ruolo chiave.

Obiettivo è Bab al-Hawa

Şami rispetto agli sviluppi a Idlib ha affermato: „Il regime prima aveva occupato Saraqib. Saraqib e Maaret al-Numan rappresentavano quasi basi di al-Nusra. Gli jihadisti sono stati scacciati da lì. Queste località si trovano lungo la strada M5 di importanza strategica. Il regime ha cercato di raggiungere il centro di Idlib e il confine. Lì si trovano i villaggi Sarmin e Masoma. Questa linea è la linea di difesa di Idlib. Ma il regime ha dovuto ritirarsi da lì a causa degli attacchi turchi. La Turchia ha riunito nella regione centinaia di carri armati e artiglieria pesante. Dopo questa linea inizia la zona montuosa che arriva fino a Idlib. Il regime attende qui per non subire una sconfitta. Le truppe governative inoltre hanno cercato di avanzare verso Atarbe e fino a Bab al-Hawa. Ma la Turchia a Atarbe ha installato una grande base militare. Se l’esercito siriano dovesse fare ingresso a Atarbe, mancano solo nove chilometri a Bab al-Hawa.“

Il valico di confine di Bab al-Hawa sul confine tra Siria e Turchia si trova sulla via di collegamento principale da Aleppo a Antakya. „Se viene occupata questa località, Idlib sarebbe di fatto divisa in due. Il valico di confine è l’accesso per gli jihadisti“, aggiunge Şami.

Il regime vuole controllare tutta Idlib

Il regime a Damasco, Russia e Iran tuttavia sarebbero determinati a occupare l’intera Idlib, spiega il giornalista. „Da questo punto di vista sono molto determinati. Tuttavia le truppe governative sono inesperte in montagna. Per questo al momento appare difficile per quanto riguarda l’ingresso a Idlib. Inoltre lì si trovano ancora molti civili. Dato che la Russia però mettere sotto controllo molto rapidamente la provincia, l’esercito russo ha istituito un corridoio civile e ha invitato la popolazione a raggiungere attraverso il corridoio zone controllate dal regime.“ La Russia in questo modo starebbe cercando di togliere dalle mani della Turchia la carta dei profughi, spiega Şami.

Famiglie di jihadisti vengono insediate a Efrîn“

Secondo dichiarazioni del governo turco, attualmente solo nel centro di Idlib si trovano circa quattro milioni di persone. Şami ritiene che queste affermazioni siano fortemente esagerate. Anche secondo stime dell’ONU in tutta la provincia vivono circa tre milioni di persone. Dall’inizio di dicembre quasi un terzo di queste è in fuga.

„Da ultimo a Idlib vivevano circa da 150.000 a 200.000 famigliari di jihadisti. Ormai gli islamisti e le loro famiglie – in parte anche con la violenza – si trasferiscono a Efrîn. Anche quelli di Damasco vengono fatti sloggiare da Idlib e inviati nel cantone occupato dalla Turchia dal marzo 2018. A loro volta altri famigliari delle milizie vengono spostati a Azaz e al-Bab.“ In tutte le regioni si tratta di località della zona di occupazione turca in Siria del nord.

Fonte: ANF

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