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Articoli filtrati per data: Friday, 14 Febbraio 2020

 A poche settimane dal 5° anniversario della liberazione di Kobane da ISIS, grazie alla resistenza e al sacrificio di migliaia di donne e uomini che hanno dato la vita per difendere la rivoluzione del Rojava, Leopoldo, un nostro compagno che si trova in Rojava per combattere nelle YPG, ci informa sulla situazione attuale.

Dopo che l'attacco turco nei confronti dei territori della rivoluzione aveva riempito le prime pagine dei giornali di tutta Europa, ormai da qualche mese è calato il silenzio su quanto sta accadendo nel nord-est della Siria, al netto di una situazione che però non è mutata. Gli attacchi da parte della Turchia continuano, ma continua anche la resistenza della popolazione e delle Forze Siriane Democratiche. Siamo convinti che l'attacco alla rivoluzione confederale ci riguardi profondamente: non solo perché quella del Rojava è la rivoluzione del nostro secolo, non solo in segno di rispetto e gratitudine per le migliaia di donne e uomini che hanno dato la vita per sconfiggere lo stato islamico, tra cui il nostro connazionale Lorenzo Orsetti, ma anche perché ci parla chiaramente di una nostra parte che, ad altre latitudini, combatte uno scontro che è anche quello che combattiamo qua, per la redistribuzione della ricchezza, contro la guerra, il patriarcato e la catastrofe ecologica, con l'obiettivo di costruire un mondo più libero, giusto e umano. In questo senso, nelle settimane e nei mesi che verranno sarà fondamentale il contributo che ciascuno di noi potrà dare nel supportare la rivoluzione, manifestando, informando, mettendo alle strette il nostro governo per quanto riguarda i rapporti economici con la Turchia, costruendo campagne di boicottaggio contro le aziende italiane che collaborano con l'economia di guerra turca.

 

Un breve aggiornamento dalla Confederazione Democratica della Siria del Nord-Est.

In questo momento mi trovo nella città di Kobane. La situazione venutasi a creare dopo l'occupazione militare - prima di Afrin e, a settembre scorso, delle città di Girê Spî e Serekaniye - da parte dell'esercito turco appoggiato dai cosiddetti ribelli siriani è, a dispetto delle apparenze, di costante conflitto. Le dichiarazioni di cessate il fuoco non sono mai state rispettate. 

In questi mesi continui scontri sono avvenuti nei villaggi intorno a Sheba, Til Tamir, Ayn Issa e Girê Spî. Scontri che, nell'ultima settimana, hanno visto un'intensificazione notevole. Le previsioni sono quindi che in pochi mesi potrebbe ricominciare un conflitto ad alta intensità. 

Probabilmente il passo successivo di questa campagna d'occupazione sarebbe proprio la città di Kobane. Dico questo perché, da alcune settimane a questa parte, diversi mezzi dell'esercito turco e diversi uomini sono stati mandati al confine con la Siria proprio qui, di fronte a Kobane, e anche a causa dei risultati del vertice tenutosi poche settimane fa tra Russia, Turchia e regime siriano. Un vertice, fra l'altro, dove il regime siriano ha potuto interloquire direttamente con il governo turco, in una forma in cui non avveniva da diversi anni. Ebbene, dopo questo vertice i ribelli siriani si sono ritirati dall'M4, che è uno snodo importantissimo per gli approvvigionamenti ad Aleppo e Damasco, lasciando quindi di fatto la strada nelle mani delle forze russe e del regime siriano. Sicuramente è stato chiesto qualcosa in cambio: probabilmente, appunto, un via libera per l'attacco nella città di Kobane. 

Gli effetti di questi cinque mesi di occupazione sono senza dubbio percettibili e devastanti dal punto di vista umanitario. Oltre alle vittime, migliaia sono gli sfollati delle città di Girê Spî e Serekaniye che stanno trascorrendo l'inverno in strutture provvisorie allestite dall'auto-amministrazione in tutto il territorio della Siria del Nord-Est. A questi si sommano anche i profughi che stanno arrivando da Idlib. Infatti, con la ripresa e l'intensificarsi del conflitto nella regione, in molti hanno deciso di scappare nei territori della Siria del Nord. L'amministrazione sta accogliendo queste famiglie e cercando per loro una sistemazione degna, ma non senza difficoltà. Infatti, ad oggi, gli aiuti arrivati da fonti esterne per fronteggiare questa emergenza sono pressoché nulli, e l'auto-amministrazione si trova sulle spalle questo peso da dover gestire completamente da sola.

Un altro effetto dell'occupazione in atto è una pesante inflazione e svalutazione della lira siriana, che ha fatto triplicare il prezzo dei beni, anche quelli di prima necessità. Una prima risposta è stata data dall'autogoverno, che ha immediatamente innalzato i salari e ha cercato di calmierare i prezzi dei generi di primissima necessità, ma rimane un grandissimo problema e tanto c'è ancora da fare.

A dispetto di questi problemi che l'occupazione ha implicato, la popolazione, qui nella città di Kobane, si sta organizzando tutta per far fronte al possibile attacco. Si comincia a organizzare la resistenza. Come questa città è stata simbolo della resistenza contro lo stato islamico, lo sarà ancora contro l'attacco del governo turco e delle bande jihadiste che di fatto supportano questa invasione militare.

 

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Maya, Carola e Samuele si trovano da questa notte al Carcere delle Vallette. Sono stat* arrestat* ieri, all'interno dell'Università, durante le cariche della polizia. Era chiaro fin da subito l'atteggiamento esaltato e aggressivo delle forze dell'ordine che si sono posti come sempre in difesa di fascisti e razzisti.
L'Università ha la responsabilità di ciò che è accaduto, dimostrandosi completamente passiva al modus operandi della questura.
Ora vogliamo la liberazione immediata dei/delle nostr* compagn* e amici di università!

TUTT* LIBER*!

Da Cua Torino

 

 

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In vista delle presidenziali statunitensi 2020 tradurremo alcuni articoli apparsi su siti e riviste "di movimento" di oltreoceano (anche con punti di vista diversi dal nostro) con delle brevi introduzioni critiche. Crediamo che sia importante provare a rendersi conto del dibattito in corso nella "left" USA, tanto nella sua difficoltà, quanto negli spunti interessanti.

Per il momento non si vede la luce in fondo al tunnel e il portato del trumpismo con le sue articolazioni sociali rimane ancora incompreso e irrisolto. La risposta allo "shock" tarda a farsi avanti se non con proposte di riforma del capitalismo come il Green New Deal che però non paiono avere al momento la forza di confrontarsi con l'armamentario del "Make America Great Again".

Ed ora qualcosa di completamente diverso... Dopo le due precedenti traduzioni che riportavano il dibattito in corso dentro la "left" che sostiene la candidatura di Bernie Sanders se pure con posizioni diverse pubblichiamo un pezzo apparso su Platypus Affiliated Society che offre una lettura differente della fase elettorale. Platypus si propone di "esplorare i compiti improbabili ma non impossibili e il progetto della riemersione di una sinistra critica con intento sociale di emancipazione. Non vediamo l'ora di dare un contributo critico ma vitale a un possibile "ritorno a Marx" per il potenziale rinvigorimento della sinistra nei prossimi anni." L'articolo che abbiamo tradotto firmato da Chris Cutrone offre un punto di vista abbastanza inedito in cui, provocatoriamente?, si chiede se in fondo non sia meglio la rielezione di Trump. Trump e il trumpismo vengono considerati da Cutrone come una variabile impazzita dentro l'apparato statale USA. Una variabile in grado di aumentare la confusione dentro gli assetti istituzionali USA e quindi (ne deduciamo noi) aprire contraddizioni possibili da percorrere dal basso.

 

“Nothing’s ever promised tomorrow today. . . . It hurts but it might be the only way.”

Kanye West, “Heard ‘Em Say” (2005)

“You can't always get what you want / But if you try, sometimes you find / You get what you need.”

The Rolling Stones (1969)

Kanye West, è risaputo, accusò il presidente George W. Bush per "non interessarsi delle persone di colore". Il signor West adesso dice che sono i Democratici a non interessarsi alle persone di colore. Ma pensa che a Trump importi davvero.

West, che ha ricevuto una laurea ad honorem dal School of the Art Institute di Chicago pochi anni fa, intende tornare da Hollywood a Chicago, che descrive come un Sunken Place (ndt.

"Il luogo metaforico in cui una persona oppressa si trova quando è diventata silenziosa o conforme alla propria oppressione." secondo Urban Dictionary)

La moglie di West Kim Kardashian ha convinto il presidente Trump a liberare Alice Johnson dalla galera, una anziana signora di colore, e di avviare la legislazione sulla riforma della condanna della giustizia penale denominata "First Step Act". I prigionieri sono stati rilasciati per unirsi alla forza lavoro in funzione del fatto che la domanda di lavoratori è stata notevolmente aumentata per via della ripresa economica sotto l'amministrazione Trump. La ragione di una tale riforma ora, dopo la Grande Recessione, sarà questa domanda di forza lavoro - non più la necessità di "immagazzinare" i disoccupati.

Trump affrontò e vinse le elezioni insistendo sul "lavoro, lavoro, lavoro!", e adesso definisce il suo Partito Repubblicano come impegnato per "il diritto alla vita e alla dignità del lavoro", che è una definizione di ciò che significa per lui "Make America Great Again". Ora questa sarà la base per la sua rielezione nel novembre 2020, per "promesse mantenute".

La attuale farsa dell'impeachment è davvero come Trump la chiama: i Democratici motivati dall'indignazione per la sua esposizione della loro vergognosa corruzione politica, con la famiglia Biden in primo piano. Dopo aver percosso gli infami Clinton nel 2016, sta continuando a battere questo tamburo per il 2020. Non aspettatevi che smetta. I Democratici hanno voluto chiedere l'impeachment per Trump dal momento in cui è stato eletto, anzi anche prima, ma alla fine ci sono riusciti quando li ha messi a nudo - quando ha esposto il loro candidato.

Trump ha fatto un'offerta di cooperazione bipartisan su tutto dal commercio alla riforma dell'immigrazione. E' andato fino al punto di dire, quando si congratulava con i Democratici per la vittoria alle elezioni di midterm, che sarebbe stato potenzialmente più in grado di realizzare la propria agenda con un congresso a maggioranza democratica, perché non avrebbe più dovuto affrontare la resistenza dei Repubblicani mainstream di establishment contrari alle sue politiche. Nel suo "State of the Union Address" (ndt. l'annuale discorso del presidente) al Congresso quest'anno, Trump ha contrastato l'offerta di negoziazione e cooperazione con la minaccia di indagini. A quanto pare l'FBI, la CIA e altro personale dei servizi di sicurezza degli US che ha tentato di incriminare Trump di opposizione politica ora si sta trovando ad essere obbiettivo a sua volta di indagini. Alcuni di loro andranno probabilmente in prigione. Il bolso stato della sicurezza nazionale è sgomento e in ritirata di fronte a Trump. - Bene!

Quali sono gli argomenti contro la rielezione di Trump? Che è assolutamente insopportabile come presidente degli Stati Uniti? Che Trump dovrebbe essere fermato perché il mondo sta per finire (ndt. Letteralmente "perché il mondo sta finendo il suo tempo", probabilmente con riferimento alla crisi ecologica)? O riguardo al tempo trascorso dai bambini separati dai genitori detenuti in condizioni atroci in spaventosi centri di detenzione per l'immigrazione, o in quello dei ghiacciai che cadono nell'oceano? Tutte queste cose continueranno senza sosta, con o senza Trump. I Democratici non possono e non vogliono fermare queste cose - né tantomeno le rallenteranno.

Qual è l'argomento per eleggere i Democratici, allora? Un Green New Deal? - Non succederà mai: Obama lo promise già nel 2008. Che loro restaureranno la "civiltà" nella vita americana? Come ce l'avevamo con Obama? In altre parole, le stesse condizioni, ma con un sorriso confortante al posto di un'irritante smorfia?

Ma i sostenitori di Trump si sono infastiditi con Obama e sono stati rassicurati dalla fiducia di Trump nell'America: il sorriso di Trump non è sarcastico; Obama lo è stato spesso. I democratici non meritano quel sogghigno?

I democratici introdurranno cure sanitarie di qualità gratuite per tutti? - Non durante questa vita!

Non lo farà neanche Trump. Ma non perché non vuole: lo vuole sicuramente; pensa che sia assurdo che il paese più ricco della storia mondiale non possa provvedere ai suoi cittadini. Ma cosa puoi fare?

L'ultima volta l'assistenza sanitaria nazionale è stata lanciata come proposta da Nixon. Ma è stato sconfitto da democratici e repubblicani. Anche Nixon ha lanciato l'UBI (Universal Basic Income) - ma è stato contrastato dai democratici, in particolare dai loro sindacati, che - giustamente - hanno affermato che i datori di lavoro lo avrebbero usato come scusa per pagare i lavoratori molto meno. L'aborto è stato legalizzato quando erano necessari meno lavoratori.

Ma quello fu un periodo diverso - prima della generale recessione economica del 1973 che portò all'ultima generazione di neoliberismo, austerità e una società di autostima difensiva e pessimismo. Ora, è probabile che ci stiamo dirigendo verso un periodo di crescita capitalistica di nuova generazione - e ottimismo. - Almeno, è possibile. Nixon e Mao concordarono sul fatto che "ciò che la sinistra propone, noi [la destra] realizziamo".

Siamo sull'orlo di una nuova era progressista post-neoliberista, allora? Non ci contate - almeno non con i Democratici! Non lasceranno che il loro candidato alla presidenza il prossimo anno sia Bernie Sanders. - Probabilmente, non lasceranno nemmeno che sia Warren. E comunque, dopo Obama, nessuno ci crederà davvero. Anche se Bernie fosse eletto presidente, dovrebbe affrontare un partito democratico ostile tanto quanto i repubblicani al Congresso. È improbabile che la squadra di AOC (ndt. Alexandria Ocasio-Cortez) et al. continuerà a essere rieletta, per non parlare dell'espansione dei ranghi dei loro "socialisti" democratici in carica. Il DSA (Democratic Socialists of America) ha già raggiunto il picco, anche prima della miseria ingrata della ricerca di voti Democratici - non "socialisti" - nelle prossime elezioni. Il futuro non appartiene a loro, ma al segretario generale del Partito comunista cinese Xi Jinping ospitato da Trump a Mar-a-Lago. Il cambiamento climatico deve essere fermato dalla Cina.

(L'indicatore più chiaro del voto negli stati americani per Trump nel 2016 era la densità delle famiglie di militari - non a causa del patriottismo ma dell'affaticamento della guerra: Trump ha mantenuto la sua promessa di ritirarsi dagli interventi della war on terror mentre finanziava i militari, ed è il presidente della pace che Obama avrebbe dovuto essere, attirando e cercando soluzioni negoziate con tutti, dalla Corea del Nord, alla Repubblica islamica dell'Iran e ai talebani in Afghanistan; i neocon sono fuori e si riuniscono con i democratici.)

Gli argomenti contro Trump da parte dei democratici sono stati pessimistici e conservatori, diffidenti e persino sospettosi nei confronti degli elettori americani - ai quali si oppone una fiducia e ottimismo inarrestabili, basati sulla fiducia nella società americana. Trump considera coloro che votano contro di lui come in errore, ma non nemici. Mentre i democratici considerano gli elettori di Trump come nemici - deplorevoli e persino irredimibili.

I miei amici musulmani che si oppongono a Trump - metà di loro sostengono Trump - hanno detto che dopo la sua elezione nel 2016 hanno trovato i loro vicini che li guardavano in modo diverso - sospettosamente. Ma penso che (ndt. La sua elezione) li abbia spinti a guardare gli americani in modo diverso - sospettosamente. Ma è lo stesso paese che ha eletto Obama due volte.

Se l'America di Trump è davvero il posto odioso che i democratici dipingono, ad esempio nel loro LGBTQ + CNN Town Hall (ndt. Un programma televisivo in cui i candidati del Partito Democratico si confrontavano con le istanze della comunità LGBTQ), in cui i manifestanti hanno espresso l'estrema vulnerabilità delle "donne trans di colore", allora bisogna ammettere che tale violenza è perpetrata principalmente da ricchi uomini bianchi etero tanto quanto da "uomini eterosessuali di genere cis - e donne - di colore". - Dovremmo tenerli in prigione?

L'unica risposta dei democratici al razzismo, al sessismo e all'omofobia è licenziare le persone e metterle in prigione. - Mentre Trump li fa uscire di prigione per dargli un lavoro.

Forse il loro ottenere lavoro aiuterà noi, anche.

Quindi: perché non Trump di nuovo?

 

 

 

 

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Cosa succede negli scantinati del 47 di Corso Regina Margherita a Torino?

L'indirizzo è quello di Askatasuna, il centro sociale occupato dal 1996, protagonista di tante battaglie sociali, ma anche fucina e crocevia di controculture, nuove tendenze musicali e produzione culturale.

Con la Cantina dell'Aska, questo piccolo progetto strettamente dal sottosuolo, ci raccontiamo, raccontiamo la città, il paese attraverso la voce di artisti, musicisti, scrittori, fumettisti ecc... ecc... Per riannodare i fili della nostra esperienza e proiettarci nel futuro. Le interviste sono registrate all'interno dello 47Studio, uno spazio di socialità e condivisione in cui i giovani possano trovarsi per sperimentare, produrre e promuovere la nascita di un nuovo panorama musicale fresco e giovane. In questa puntata facciamo una chiacchierata con Mauràs, rapper, beatmaker e dj torinese, con cui parliamo di musica, di controcultura e della nostra città.

Da Centro Sociale Askatasuna

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in CULTURE

Ieri in università si sono presentati i 6 militanti del FUAN a volantinare. Come ogni volta ci siamo accorti della loro presenza perché vari ingressi erano presidiati da schieramenti di celere. Il clima era veramente pesante. Tutto questo durante la sessione esami.

Il fatto che ci fosse questa situazione ci teniamo a dire che è direttamente dipendente dai permessi dell'università, che non riesce a dire di no a un volantinaggio di qualche fascista senza dignità.

Immediatamente si è formato un presidio di studentesse e studenti che ha incitato affinché il volantinaggio terminasse subito e la polizia andasse via.
Ma le forze dell'ordine erano veramente nervose e durante la contestazione hanno arrestato un primo studente. Abbiamo ancora protestato vivacemente per farlo rilasciare, tutto questo in presenza della responsabile del campus Elisabetta Ottoz e i suoi sottoposti che non hanno fatto granché. A quel punto tutt* ci siamo veramente incazzat* : ci sembrava assurdo che venisse arrestato uno studente di Torino nella sua università perché ha contestato dei fascisti. E i responsabili istituzionali non lo hanno impedito.
A quel punto abbiamo cercato di impedire che la macchina della digos partisse e questo ha completamente fatto impazzire la polizia che ha reagito con ulteriori violenze e altri tre fermi. Di queste quattro persone, tre ora sono in stato di arresto. Uno è stato rilasciato successivamente.

Ancora più arrabbiati siamo andati al rettorato, e il rettore non si è presentato. Abbiamo fatto assemblea occupando il Senato accademico e in seguito siamo partiti in corteo per rilanciare l'appuntamento di domani.

Ci vedremo alle 11.30 nel cortile interno del campus, spargete la voce! Dovremo farci sentire dai diretti responsabili!

Ieri lo hanno dimostrato studentesse e studenti che non devono stare in università, tanto meno se significa bloccarla di sbirri.

==> CHI SONO I MEMBRI DEL FUAN?
Siccome ci teniamo a chiarire le idee, il FUAN è la sezione giovanile di Fratelli D' Italia.
-Un loro leader, Roberto Rosso, è arrestato per associazione a delinquere di stampo mafioso e reato di scambio elettorale mafioso.
-Sono razzisti perché predicano un'università solo per bianchi italiani.
-Sono sessisti perché svalutano le donne e
ripropongono una cultura fortemente patriarcale.
-Sono Xenofobi perché odiano tutti coloro che non sono maschi bianchi eterosessuali.
-Sono pericolosi perché fanno aggressioni razziste e nascondono la loro identità dietro a delle istanze apparentemente innocue.
-Nella loro aula(assegnata dall'università), che è stata aperta pochi anni fa durante una manifestazione, c'erano croci celtiche e svastiche sui muri. Martelli con sopra delle svastiche, fasci littori e busti del duce come soprammobile.

==> CHI È RESPONSABILE DI TUTTO QUESTO?

- Sicuramente l'università, che ha permesso l'ingresso della polizia, il volantinaggio e gli arresti
- il Partito di riferimento del Fuan, Fratelli d'Italia, che attualmente governa alla regione
-La polizia e la digos, che si divertono nel picchiare e arrestare gli studenti

==> Cosa passiamo fare?
- Avvisare tutti i colleghi e gli amici dell'appuntamento in università
- Fare pressioni perché non risucceda più niente di simile
- Prenderci la responsabilità di praticare noi come studenti l'antifascismo

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