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Articoli filtrati per data: Saturday, 19 Dicembre 2020

ESERCITO ZAPATISTA DI LIBERAZIONE NAZIONALE

 

 

Fratelli e sorelle, del municipio ribelle TERRA E LIBERTÀ.

TERRA E LIBERTÀ, fu lo slogan del nostro grande generale Emiliano Zapata, capo dell'esercito di LIBERAZIONE DEL SUD.

TERRA E LIBERTÀ, in onore allo slogan del generale Zapata, titolo del nostro Consiglio municipale Ribelle, nome che abbiamo fatto conoscere al popolo Messicano ed al mondo. Auguri a coloro che oggi comandano obbedendo in questo municipio. Auguri a tutti gli uomini, le donne, gli anziani ed i bambini che comandano ed obbediscono in questo Consiglio municipale Zapatista ribelle. Auguri a tutti noi, uomini e donne affinché si apprenda e si riesca a governare, con Democrazia, Libertà e Giustizia. Fratelli e sorelle questo è il nostro sogno che abbiamo sognato e che hanno sognato i nostri compagni caduti il 1° gennaio del 1994. Il 19 dicembre 1994, l'EZLN, ha reso noti al popolo del Messico e al mondo, ma soprattutto al malgoverno, i 38 municipi Zapatisti ribelli, disconoscendo così, i municipi che il malgoverno ci aveva imposto. E questo è uno dei Consigli municipali nei quali siamo qui oggi, uomini e donne con i cuori colmi di allegria e speranza, perché abbiamo saputo, i vivi ed i morti, conquistarlo. Perché abbiamo resistito in montagna, nelle città, ed oggi continuiamo a resistere nella nostra ribellione, con le armi contro il malgoverno. Il malgoverno ha voluto toglierci i nostri municipi con la sua guerra. Dei nostri municipi potrà toglierci la casa, la sede del Consiglio municipale, come è successo ai compagni di SAN PEDRO DE MICHOACAN di Guadalupe Tepeyac, ma non potrà toglierci la nostra dignità, quella dei municipi ribelli. Oggi continuiamo a lavorare, proseguendo con più persone, partecipando insieme, lottando insieme, governando insieme.

Zedillo vuole governarci, per mantenerci controllati, divisi, ingannati e sfruttati, ci vuole obbedienti e non vuole che ci autogoverniamo ma vuole essere lui a comandare; e che possa fare i suoi interessi e non ciò che interessa al popolo. Noi non dobbiamo dirgli nulla quando lavora male e se glielo diciamo la sua risposta è il carcere, la morte. Non possiamo mandarli via dai loro incarichi quando tradiscono, rubano; sono tanto sordi e tanto ciechi che per loro non valiamo nulla quando parliamo loro. Si accordano con noi solo quando c'è una campagna elettorale, facendoci un sacco di promesse per rubare i nostri voti. Di quale democrazia parlano questi signori? Di quale libertà? Di quale giustizia? Di quale pace sociale? Se quando combattiamo per i nostri diritti ci chiamano assassini, terroristi e quindi si avvalgono della legge e di tutta la forza dello Stato. Questo non è un governo eletto dal popolo, né un governo interessato al suo popolo, è un ladro, come molti precedenti governi che si sono arricchiti. Non abbiamo alcuna fiducia e tutto ciò che ci potrà dare, sarà solo per farci uniformare ed accontentarci. Ma la nostra dignità non si adatterà, né si accontenterà degli avanzi, delle briciole, delle elemosine. Fratelli e sorelle, ora l'azione di autogovernarci è nelle nostre mani, chiediamo a tutti voi quanto segue:

- Appoggiare le nostre autorità perché abbiano di che nutrirsi, non ricevendo denaro ed avendo famiglia; il popolo deve organizzarsi per sostenerle. - Sostenerle perché possano essere un buon governo, consultandoli perché noi sappiamo comandare, ma nello stesso tempo rispettare ed obbedire al nostro governo. - Impariamo a correggerle quando sbagliano, che sappiano riconoscere e correggersi o vengano sostituite a secondo della gravità dei fatti. - Che noi come popolo diciamo, come vogliamo essere informati sul lavoro delle nostre autorità, quando e dove, affinché chi ci governi possa informarci con verità; che ci ascoltino e ci rispondano ai nostri dubbi e domande riguardanti le loro informazioni, fino a ritenerci soddisfatti e che tutto sia chiaro, e così altrettanto per loro nei nostri confronti. - Quando c'è un segnale di mancanze o di errori da parte delle nostre autorità, lo si faccia arrivare per scritto o verbalmente alle autorità, questo lo possiamo fare arrivare attraverso le nostre autorità "ejidali". - Chiediamo ai compagni del Consiglio Municipale, che osservino e facciano osservare in maniera giusta le Leggi rivoluzionarie. - Un'ultima cosa, ma la più importante. Chiediamo ai popoli che cerchino ed eleggano compagne per il Consiglio Municipale così che possano diventare delle autorità del nostro Municipio.

COMPAGNI E COMPAGNE

La lotta dell'EZLN è qui ed è con voi. L'EZLN vi dice, lottiamo compagni, questo è lo spazio nel quale possiamo essere tutti basi d'appoggio dell'EZLN e in cui possono stare le organizzazioni che non vogliono avere più niente a che fare con quel bandito del governo. Fratelli contadini, indigeni delle organizzazioni, chi sta con noi in questo governo che abbiamo, nel quale crediamo, perché l'abbiamo eletto veramente noi, questa si è la Libertà, la Democrazia, dove tutti insieme faremo la giustizia. Chiaro, questo non piace per niente al signor Zedillo, perché non andiamo a strisciare ai suoi piedi. Anche noi sappiamo governare, sappiamo fare politica, abbiamo idee per progettare e lavorare per il nostro benessere. Qui sta la difficoltà, perché contro di noi ci sono Zedillo ed i ricchi. E' qui che vi chiediamo forza, decisione, resistenza, per non accettare le imposizioni del governo. Non permetteremo niente che non sia decisione della nostra gente.

Avanti compagni.

Non più 504 anni di sfruttamento

Democrazia!

Libertà!

Giustizia!

Comitato Clandestino Rivoluzionario Indigeno.

Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale.

Messico.

 

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La pandemia in Italia fa sentire con forza i propri effetti sul lavoro. Ad ottobre gli occupati in Italia sono diminuiti dello 0,1% sul mese precedente, ma segnano quasi mezzo milione in meno (-473.000) sullo stesso mese del 2019.

Attraverso il blocco dei licenziamenti, i dipendenti a tempo indeterminato sono 61.000 in più rispetto ad ottobre 2019. In calo invece gli occupati a termine e i lavoratori indipendenti, gli autonomi (-154.000).

Stabile al 9,8% il tasso di disoccupazione, ma fra i giovani torna a superare il 30%. Balzo degli inattivi che segnano un +230.000.

L’uscita di questi dati è stata anticipata da Confindustria che da mesi chiede a gran voce lo sblocco dei licenziamenti e continua a lanciare le sue bordate alle forme al dispositivo della contrattazione nazionale. Nel mentre il dibattito sul welfare si fa incalzante dopo un anno di pandemia particolarmente prolifico nel generare ammortizzatori sociali estremamente frastagliati e differenziati.

Commentiamo questi dati e le prospettive per il prossimo futuro con Simone Fana, Co-Autore di “Basta Salari da Fame“.

Da Radio Blackout

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Il Free Alabama Movement (FAM), guidato principalmente da uomini di colore incarcerati nello stato dell'Alabama, ha dichiarato un blackout economico di 30 giorni - un boicottaggio dei servizi carcerari ed uno sciopero del lavoro - per protestare contro le condizioni disumane nelle prigioni di tutta l'Alabama.

Lo sciopero nelle carceri è stato indetto dall’ 1 al 31 Gennaio 2021 e si concentra sull'inazione del Dipartimento di Correzione dell'Alabama (ADOC) nell'affrontare l’emergenza COVID19 in tutto lo stato, così come i tentativi dell'ADOC di istituire videochiamate in tutte le sue prigioni per vietare così le visite di persona tra i detenuti e i loro familiari e amici.

Durante il “blackout economico carcerario” di Gennaio, il FAM chiede il boicottaggio totale delle seguenti società, sia nell’acquisto dei prodotti che lo sciopero lavorativo all’interno delle prigioni: JPay, Union Supply Company, Access Corrections, Securus Technologies e Alabama Correctional Industries. Queste cinque società sono direttamente responsabili del peggioramento delle condizioni – lavorative e fisiche – dei detenuti in Alabama.

Il blackout risponde anche alla totale negligenza dell'ADOC nel gestire i casi COVID. Recentemente si è verificato un picco di casi positivi presso il penitenziario di Bibb a Brent (Ala) oltre ad effettuare nuovi test sui detenuti senza fornire loro alcuna spiegazione e con molte accuse di manomissione e distorsione dei risultati dei test.

Con poche eccezioni, le autorità dell'Alabama restano ferme nel rifiutare la scarcerazione di chiunque a causa del crescente numero di casi all'interno delle prigioni ADOC, anche se la contea di Etowah rilascerà alcuni lavoratori detenuti nelle prossime settimane.

In un comunicato stampa video del FAM del 16 novembre, il co-fondatore Kinetik Justice Amun ha spiegato il motivo del blackout:

“Nel gennaio del 2014, come Free Alabama Movement, abbiamo pubblicato oltre 60 video che mostravano le orribili condizioni in cui versavano i detenuti all'interno del Dipartimento di Correzione dell'Alabama. Abbiamo rilasciato diverse interviste che raccontavano le storie dei detenuti per mostrare come la supremazia bianca influisce sul sistema penale in tutto lo Stato: la maggior parte della popolazione carceraria dello Stato è composta da giovani neri accusati secondo dubbi processi di imparzialità e condannati in modo sproporzionato rispetto al reato.

Dopo la denuncia del FAM è partita un’indagine del Dipartimento di Giustizia su tutte le prigioni maschili dell'Alabama con l’aspettativa da parte nostra di avere almeno nomi e cognomi dei responsabili di ciò che stava accadendo all’interno, che qualcuno dovesse pagare per le violazioni [dei diritti di] tutti i prigionieri dello stato dell'Alabama ed, in particolare, per le violazioni dell'Ottavo Emendamento [ad avere "nessuna punizione crudele e insolita inflitta"].

Ma non ci sono state conseguenze né responsabilità alcuna. Pertanto, noi del FAM, abbiamo deciso che non accetteremo più di essere disumanizzati e non accetteremo più di essere vittime della supremazia bianca e del suo sistema repressivo e dunque chiamiamo ad un blackout economico di 30 giorni in tutte le carceri dell'Alabama.

Chiediamo che tutti i fratelli [che] sono incarcerati nello stato dell'Alabama non vadano a lavorare dall’1 al 31 Gennaio 2021. Chiediamo a tutti i membri delle loro famiglie e ai loro cari di sostenerli nel boicottaggio di Securus (compagnia di servizi telefonici utilizzata all’interno delle carceri per la videochiamata dei colloqui) perché una volta che Securus stabilisce il loro colloquio via web, verrà sostituito in modo definitivo alle visite di persona. Chiamiamo anche al boicottaggio di tutto ciò che viene venduto ai detenuti all’interno del carcere poichè continuano a sfruttare i membri delle famiglia e i loro cari con prezzi esorbitanti delle cose che vendono ai detenuti.

Chiediamo di unirvi a noi e di sostenerci durante tutto il mese di Gennaio per il blackout economico di 30 giorni dell'intero Dipartimento di Correzione dell'Alabama.

Sostenere la resistenza nelle prigioni! Sostenere lo sciopero del lavoro all’interno del Dipartimento di Correzione dell'Alabama.”

Il sistema carcerario razzista e fascista sfrutta, annienta e uccide, per questo deve essere abolito, e questi compagni dietro le mura sono in prima linea nel farlo.

Dicembre 2020

FONTE: freealabamamovement.wordpress.com

& (OLGa) Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Venerdì 18 dicembre 2020 – La Camera ha approvato con 280 voti a favore e 176 contrari il decreto Ristori. Il provvedimento, che riunisce i decreti che prevedono la restituzione dei mancati guadagni a causa dell’emergenza Covid, è ora legge. Il Senato invece oggi ha votato la fiducia al dl Sicurezza, dopo la bagarre in aula dei senatori di destra, in particolare i leghisti, andata in scena sia giovedì 17 che venerdì 18 dicembre. Il testo è poi stato approvato ed è diventato legge, modificando (pur senza cancellarli) i precedenti “DL Salvini”.

Chiuse queste partite, inizia ora l’iter vero e proprio di approvazione della legge di bilancio. Una manovra contestata da diverse realtà di movimento romane, riunite dietro la parola d’ordine “Roma in piazza”. Una mobilitazione nata per chiedere una vera patrimoniale, reddito universale, webtax sui giganti del web,investimenti per la sanità pubblica, per la scuola e l’università e attivare immediatamente un processo urgente di riconversione climatica del paese. E ancora: blocco di sfratti e sgomberi, che scadrà a fine anno e che il governo non ha ancora prorogato.

Centinaia di persone si sono ritrovate prima sotto il Miur e poi si sono spostate, in corteo, al Pantheon, vicino al Parlamento, dove la polizia ha caricato per impedire alla manifestazione di giungere nei pressi di Montecitorio. Il corteo è quindi ripartito, arrivando sotto il Ministero della Salute.

Dal Pantheon la corrispondenza di Dario, nostro collaboratore e corrispondente da Roma. Ascolta o scarica.

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Da Radio Onda d'Urto

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