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Articoli filtrati per data: Friday, 11 Dicembre 2020

Quanto sta succedendo in questi giorni nella nostra valle è vergognoso. Un’intero paese blindato e militarizzato con tanto di checkpoint per chi entra e chi esce, posti di blocco in giro per le strade e comportamenti intimidatori nei confronti degli attivisti No Tav.

Cariche e lacrimogeni a freddo accompagnati dalla narrazione giornalistica preventiva confezionata ad hoc sulle veline della questura. Ma a ben guardare questa strategia messa in campo dai promotori dell’opera nasconde la terribile paura che hanno che, a fronte a questo momento di crisi, finalmente ci si riesca a rendere conto delle reali necessità della popolazione e del paese accantonando questo progetto sorpassato, nocivo e antieconomico.

Hanno paura di un popolo determinato che in trent’anni ha gridato il proprio NO sempre a viso aperto, consapevole che non si tratta solo di un treno, ma di un modello di società che lascia soli i più deboli, devasta i territori e distrugge la salute per l’interesse ed il tornaconto personale di pochi.

Quanto sta succedendo in questi giorni, in tempi di pandemia, è la sintesi più bieca di quello che diciamo da tempo: uno Stato che per difendere gli interessi dei soliti noti tratta i suoi cittadini da nemici interni.

Ma in Val Susa ogni giorno di resistenza è un giorno in cui si impara qualcosa in più, in cui si accresce la determinazione e la consapevolezza che la grande opera inutile ed inquinante va fermata.

Da oggi quindi sarà importante continuare a mobilitarsi per impedire che lo scempio che stanno compiendo passi sotto silenzio. Oggi alle 18 ci troveremo ai cancelli della Centrale di Chiomonte per un aperitivo e domenica invece saremo a Giaglione dalle 11 per una manifestazione nel paese assediato dalle truppe di occupazione. Portate scarponi e pranzo al sacco! #finoallavittoria

Da notav.info

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Serata di scontri a Tirana, capitale dell’Albania, contro l’omicidio poliziesco di un 25enne, Klodian Rreshja, durante un controllo per il coprifuoco indetto dalle autorità in funzione antiCovid19. Nel tardo pomeriggio di ieri, mercoledì 9 dicembre migliaia di persone, soprattutto giovani, si sono radunate davanti ai palazzi del potere chiedendo le dimissioni del ministro dell’Interno Sander Lleshaj.

La polizia ha bloccato la folla che cercava di entrare dentro il palazzo del Governo, con lacrimogeni e manganelli. In risposta, dato alle fiamme e poi abbattuto il grande albero di Natale, allestito nel centro di Tirana. Tensioni anche davanti al Ministero dell’Interno, con la polizia che – a fatica – ha respinto i ripetuti assalti dei manifestanti. Diversi i fermi e le denunce.

Secondo la stampa albanese, il 25enne ucciso si trovava vicino a casa, per strada, quando la polizia gli ha intimato di fermarsi. Il giovane avrebbe tentato di fuggire, un agente lo ha inseguito, ha tirato fuori l’arma e sparato alla testa. L’agente, poi arrestato, ha spiegato di aver sparato poiché gli era sembrato di aver visto nelle mani del giovane un oggetto sospetto che assomigliava ad un’arma: cosa poi risultata essere non vera.

Con noi il giornalista Arber Agalliu, del portale albanianews.it. Ascolta o scarica

Da Radio Onda d'Urto

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Eugenio Curiel nasce a Trieste l’11 dicembre 1912, primo di quattro figli di un’agiata famiglia ebrea.

Dopo aver conseguito la maturità scientifica nel 1929, frequenta a Firenze il biennio di ingegneria, iscrivendosi nel 1931 al Politecnico di Milano ma, avendo più inclinazione per gli studi teorici, dopo pochi mesi si iscrive al corso di laurea in Fisica tenuto nell’Università fiorentina.

L’11 dicembre 1932 consegue il diploma di maestro elementare per poter lavorare, pur continuando gli studi di fisica. L’amico Bruno Rossi lo invita nel 1933 a concludere gli studi all’università di Padova. Eugenio accetta, laureandosi il 20 luglio col massimo dei voti e la lode.

Curiel è attratto dallo studio dall’antroposofia di Steiner, nella quale vede anche lo stimolo a conseguire un’autodisciplina fisica e psicologica.

L’applicazione alla filosofia steineriana si attenua con il tempo, sostituita lentamente dall’interesse verso la dominante filosofia idealistica; sono ora Kant, Fichte, Hegel, Croce e Gentile a costituire il centro degli interessi spirituali di Curiel, ma anche Georges Sorel e i

A Padova rivede nel 1933 l’amico d’infanzia di Trieste, Atto Braun, con il quale divide l’alloggio; quest’amicizia rinnovata costituisce per la sua vita una svolta decisiva: il Braun è clandestinamente aderente al Partito comunista e con lui Curiel discute e polemizza, ma legge anche i libri che questi gli impresta: il Manifesto di Marx ed Engels, l’ Antidühring di quest’ultimo, il Che fare? di Lenin. In breve, nel 1935, anche Curiel entra a far parte del piccolo, clandestino, circolo comunista dell’Università e a collaborare, dal 1937, alla pagina sindacale de’ Il Bò, il giornale universitario di Padova, redatto da giovani fascisti insofferenti dell’ortodossia del regime, ma anche da antifascisti mascherati, come lo stesso Braun.

Nel marzo del 1937 si reca a Parigi - e vi tornerà ancora alla fine dell’anno - dove ha sede il Centro estero del partito, prendendo contatto, fra gli altri, con Emilio Sereni, Ambrogio Donini e Ruggero Grieco e scrivendo un articolo, dal titolo Il nostro lavoro economico-sindacale di massa e la lotta per la democrazia, con lo pseudonimo di Giorgio Intelvi, che compare nella rivista Lo Stato Operaio. Curiel sostiene che bisogna premere con la stampa universitaria sugli studenti, perché passino da un’ideologia ancora corporativa di fascismo di sinistra al riconoscimento della lotta di classe, e sui fiduciati di fabbrica, rappresentanti eletti dagli operai e riconosciuti dal sindacato, all’interno del quale occorrerebbe creare gruppi segreti, costituiti opportunamente, che dovrebbero svolgere sugli operai un influente lavoro politico.

Dalle pagine della rivista Il Bò appoggia le rivendicazioni salariali degli operai e conduce inchieste sulle misere condizioni di vita nelle campagne padovane e si occupa anche di politica estera, condannando le mire espansionistiche della Germania e l’aggressione giapponese alla Cina.

Nel numero de’ Il Bò del 20 agosto 1938 compare il suo ultimo articolo, La rappresaglia sindacale, in cui scrive che il sindacato deve "sorvegliare l’applicazione dei contratti collettivi" e deve realmente tener conto della volontà espressa nelle assemblee operaie. Sostenere invece che in un regime corporativo gli interessi degli operai e degli imprenditori coincidono significa dimostrare una cecità.

In quello stesso numero della rivista vi è però anche un altro articolo che elenca i nomi degli insegnanti ebrei presenti nelle università italiane e, naturalmente, fra gli insegnanti padovani, figura il nome di Curiel. Erano i mesi che annunciavano la svolta filo-nazista della politica del regime: a novembre vengono emanate le leggi per la difesa della razza e Curiel, come tanti, viene allontanato dall’insegnamento.

L’espulsione dall’Università, oltre a rendergli difficile guadagnarsi da vivere, lo rende automaticamente sospetto di antifascismo, e diviene problematica la sua possibilità di svolgere attività politica illegale.

Curiel è a Trieste, il 24 giugno 1939, quando la polizia lo individua e lo arresta.

Trasferito nel carcere milanese di San Vittore, negli interrogatori non rivela nulla che la polizia già non sapesse; il 13 gennaio 1940 una Commissione penale lo condanna a 5 anni di confino da scontare nell’isola di Ventotene, dove Curiel giunge il 26 gennaio.

Il confino è meno duro del carcere, ma i confinati devono mantenersi unicamente con le rimesse delle famiglie e, nelle condizioni difficili di quegli anni - di lì a pochi mesi l’Italia entrerà in guerra - spesso si soffre la fame. A Ventotene vi sono parecchie centinaia di confinati: vi si trovano o vi sono passati, tra gli altri, i comunisti Luigi Longo, Pietro Secchia, Umberto Terracini, Camilla Ravera, Giuseppe Di Vittorio, i socialisti e gli azionisti Lelio Basso, Sandro Pertini, Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Riccardo Bauer, Giuseppe Romita e, l’amico di Curiel, Eugenio Colorni.

Il 25 agosto 1943, a seguito della caduta del fascismo, lascia l’isola per unirsi alla lotta armata con il nome di battaglia "Giorgio". Ritorna a Milano, dove dirige L’Unità clandestina e La nostra lotta e infine promuove la costituzione di un’organizzazione unitaria tra i giovani antifascisti di ogni schieramento politico, il Fronte della Gioventù per l’indipendenza nazionale e per la libertà.

Il mattino del 24 febbraio 1945, a due mesi dalla liberazione di Milano, mentre si sta recando a un appuntamento, Eugenio Curiel viene sorpreso in piazzale Baracca da una squadra di militi repubblichini delle Brigate Nere, capitanata da Ghisalberti, guidati da un delatore; non tentano nemmeno di fermarlo, gli sparano una raffica quasi a bruciapelo. Curiel si rialza, si rifugia a fatica in un portone, ma qui viene raggiunto e finito dai fascisti.

Il giorno dopo, sulla macchia rimasta, una donna spargerà dei garofani.

Nel 1949 la "Volante Rossa" di Lambrate elimina e giustizia il fascista Felice Ghisalberti.

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A novembre un gruppo di studenti dell'Università di Manchester ha occupato un edificio del campus per protestare contro il trattamento nei loro confronti da parte delle autorità universitarie. Uno degli studenti coinvolti ci ha concesso questa intervista.

All'inizio di questo semestre le persone capirono che l'università doveva prendere delle decisioni per fermare la diffusione del coronavirus. Poi quello che ha infastidito molte persone è stato che solo una settimana prima che dovessimo tornare tutti per iniziare il nostro anno, per il quale abbiamo tutti pagato un sacco di soldi, abbiamo ricevuto un'e-mail che diceva che non ci sarebbe stato alcun insegnamento faccia a faccia. Tutte le persone che vengono da fuori Manchester e dall'estero avevano già firmato contratti per alloggi molto costosi, sia in alloggi privati che in studentati. Ciò è stato fatto con la promessa che ci sarebbe stato un insegnamento frontale. Quell'e-mail, la settimana prima dell'inizio del semestre, ha fatto sembrare che ci fosse un inganno. Sembrava che l'università sapeva che sarebbe andata così, ma non lo disse agli studenti perché non volevano che i proprietari e i loro alloggi per studenti subissero un colpo finanziario. L'università ha essenzialmente difeso il reddito del proprietario e il proprio reddito da locazione prima di difendere gli interessi degli studenti.

È allora che sono stati piantati i semi della sfiducia. Poi abbiamo anche sentito che il personale riceveva e-mail che dicevano "sì, sappiamo che il suo carico di lavoro è aumentato, ma devi farlo", supportato da minacce di licenziamenti. Quindi questo stava facendo incazzare il personale.

A quel punto nessuno si stava organizzando particolarmente intorno a tutto questo. Quello che ho notato di queste proteste è che sono per lo più spontanee e solo dopo che è avvenuta una protesta i gruppi iniziano a organizzarsi attorno ad essa. Hai tutti i gruppi, come il Partito Laburista, la Lega dei Giovani Comunisti (YCL) e altri gruppi, che pensano che qualcosa dovrebbe essere fatto ma in realtà sono stati colti di sorpresa dalle proteste spontanee.

A Manchester ci sono stati due grandi eventi. Il primo è stato il blocco delle aule studentesche della Manchester Metropolitain University a causa di covid - che ha causato un enorme panico tra gli studenti del Met - e hanno iniziato ad appendere tutti quei manifesti di protesta alle loro finestre e qualcuno ha attaccato "9k per cosa?" Quindi la YCL, la Manchester Tenants Union e altri gruppi si sono riuniti per formare un gruppo chiamato "9k per cosa?" e poi ci siamo resi conto che c'erano gruppi chiamati "9k per cosa?" che si stavano formando in tutto il paese così ci siamo riuniti per formare un gruppo nazionale con filiali nelle diverse università.

Poi l'altro evento spontaneo che ha avuto un grande impatto è stato quando il Manchester Uni ha messo le recinzioni intorno alle sale degli alloggi. Ciò ha portato le persone a farsi prendere dal panico e ad uscire allo scoperto, arrabbiate per l'università che ha agito in modo così disgustoso. L'università aveva mentito loro sull'insegnamento e ora li stava rinchiudendo. Avevano portato qui gli studenti con falsi pretesti, li stavano facendo pagare troppo e ora questo. Tutto nella commercializzazione generale dell'educazione. Si vede il generale deterioramento del rispetto per gli studenti, per le loro condizioni e per le condizioni del personale. Quella rete è stata l'ultima goccia. Subito la gente iniziato a uscire dall'edificio e a strappare le recinzioni. Poi un gruppo per il benessere degli studenti chiamato SAFER si è davvero concentrato su questo e ha organizzato una protesta proprio sulla questione del benessere degli studenti. Ciò ha ottenuto un ampio sostegno e quella campagna e '9k per cosa?' hanno risposto a queste azioni spontanee. È come pungolare un alveare, pungi e pungoli e poi improvvisamente la cosa esplode. In realtà i problemi persistono da molto tempo, questa commercializzazione dell'educazione. Il coronavirus ha appena amplificato tutto e l'alveare è esploso. Ora le api si stanno organizzando e contrattaccando.

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Normalmente quando si fa un lavoro si occupa un posto strategico ma poiché tutto il personale dell'università lavora da casa è stato molto difficile trovare un posto del genere. Abbiamo scelto un edificio più per la sua attenzione mediatica. La Manchester Tower a Owens Park è un edificio iconico, un pezzo dello skyline di Fallowfield e abbiamo pensato che se entravamo lì, coprendolo con poster avremmo fatto scena e lo abbiamo fatto. Praticamente tutti i giornali ne avevano delle foto. Volevamo portare in primo piano una critica al Manchester Uni e poiché lo staff ci stava supportando, ha davvero tirato fuori le cose. Sì, gli studenti erano incazzati perché avevano speso tutti questi soldi per niente, ma dietro a tutto c'è molto di più. Tutti questi eventi recenti sono un catalizzatore di qualcosa che si sta accumulando da molto tempo. Queste università sono diventate delle aziende. Penso che il sostegno che abbiamo ricevuto, sia per gli studenti che per il personale, sia più di quanto avessimo mai avuto.

Abbiamo cercato di coinvolgere il più possibile gli studenti stranieri, ma ovviamente le loro risposte sono molto contrastanti, ma tutti hanno i loro problemi in cima ai nostri. Ad esempio non gli è stato detto quando o se possono tornare a casa per Natale ma devono prenotare i voli, cosa che non può essere fatta all'ultimo minuto.

Poiché le università sono state commercializzate, gli studenti non sono più visti come parte dell'università, come persone meritevoli di rispetto, ma solo come fonti di reddito, come clienti. Non siamo comunicati con gli adulti.

Penso che gli studenti vengano ingannati, ma ora ci sono molte discussioni interessanti su ciò che sta accadendo all'istruzione. Non riceviamo la metà dei servizi che dovremmo ricevere e non riceviamo insegnamento faccia a faccia - tutto questo e vogliono ancora farci pagare 9k all'anno. La gente sta realizzando che all'università non frega un cazzo.

Un nuovo studente si è suicidato non molto tempo dopo essere arrivato in questo trimestre. Anche suo padre è uscito in pubblico e ha detto che era colpa dell'università. Si sono rifiutati di assumersi qualsiasi responsabilità e quando hanno innalzato quella recinzione, proprio fuori dalla finestra dell'appartamento in cui si è suicidato, hanno appeso un avviso sulla recinzione dicendo: "montare per proteggere il benessere degli studenti". Cose come queste hanno tutte alimentato la consapevolezza delle persone di come sta andando l'università. La commercializzazione dell'educazione diventa visiva. Le dinamiche che già c'erano ora diventano apertamente evidenti. Quando arriva il momento critico, l'università difenderà i suoi profitti prima di ogni altra cosa.

In precedenza, molte persone che avevano fatto una campagna di protesta nel campus per un po' di tempo potrebbero averla vista attraverso gli occhi del Partito laburista, aver messo molta enfasi sul Labour, ma ora è morto e le persone si sono unite ad altri gruppi come l'YCL, ma anche tu vedi più campagne di base che stanno sorgendo, come 9k per cosa? o scioperi degli affitti. Stai vedendo molte persone che non erano coinvolte in cose che si attivavano ora e che si presentavano in un modo più dal basso e penso che sia più dove si trova la sinistra ora. La gente comincia a vedere che l'elettoralismo è morto e si stanno rivolgendo a partiti più di sinistra, a una visione più radicale. Persino le persone ancora nel Partito Laburista si stanno dedicando a fare più cose dal basso e penso che ci sia molta più azione unificata da parte dei diversi gruppi di sinistra tutti coinvolti nelle stesse campagne, come gli scioperi degli affitti. Dopo la morte del progetto Corbyn le cose sembrano meno faziose, le persone si uniscono in campagne senza che la propaganda elettorale e la politica di partito si intromettano.

Traduzione articolo: https://letsgetrooted.wordpress.com/.../interview.../...

Da Cua Pisa

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