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Articoli filtrati per data: Sunday, 05 Gennaio 2020

Sono state organizzate per ieri, 4 gennaio, oltre 70 azioni di protesta in altrettante città degli Stati Uniti per dire no alla possibile guerra con l'Iran.

L'invito a mobilitarsi è stato lanciato dalla ANSWER Coalition, organizzazione pacifista molto popolare negli Stati Uniti nata dopo gli eventi dell'11 settembre 2001. Ad aderire diverse sigle impegnate in forme diverse contro l'esportazione di guerra dei governi USA nel mondo, dalle organizzazioni dei veterani per la pace, fino a quelle pro-Palestina.

"A meno che il popolo degli Stati Uniti non si alzi e lo fermi, questa guerra inghiottirà l'intera regione e potrebbe rapidamente trasformarsi in un conflitto globale di portata imprevedibile e potenzialmente con le conseguenze più gravi." Questo un estratto dell'appello apparso sul sito di ANSWER.

In particolare le iniziative sono andate a lambire dei luoghi simbolo del potere USA: centinaia di manifestanti si sono radunati a Washington davanti alla Casa Bianca dopo l'appello di ANSWER e di Code Pink - Women for Peace e allo stesso modo a New York nei pressi della Trump Tower e di Times Square. Ma le manifestazioni hanno attraversato tutto il paese, da Los Angeles a Chicago, da Miami e Memphis fino a Salt Lake City e Tucson.

Jane Fonda è intervenuta alla manifestazione di Washington affermando che "il movimento per il clima e il movimento per la pace devono essere un movimento unico". Tra gli slogan scanditi nelle piazze, che hanno visto la partecipazione di molti giovani a fianco alle generazioni che si erano mobilitate contro le scorse guerre imperialiste USA, vi erano: “No justice, no peace. U.S. out of the Middle East!” e “Trump says more war, we say no more!”.

Intanto in Iraq ieri dopo i funerali del generale Soleimani diversi razzi e colpi di mortaio sono stati lanciati contro la Green Zone che ospita l'ambasciata USA e contro la base aerea di Balad a quaranta chilometri da Baghdad. Continua lo scambio di minacce incrociate tra il regime iraniano e Trump, ma per il momento sembra improbabile un avvitarsi immediato del conflitto.

Inoltre continua a mantenere la piazza a Tharir Square il movimento che da mesi si batte contro il carovita e la corruzione (circa 600 sono stati i manifestanti uccisi in queste proteste anche a causa della repressione messa in campo dal generale Soleimani), dopo aver chiaramente dichiarato di non voler prendere parte a questa polarizzazione in corso e al contempo rilanciando le proprie rivendicazioni.

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Pubblichiamo questa lettera di Giorgio dal carcere delle Vallette, in cui ci racconta l'esperienza sua e di Mattia delle feste natalizie ai Nuovi Giunti. Da notare che la lettera, indirizzata a Nicoletta, è arrivata alle poste di Torino il 30 dicembre, stesso giorno in cui è stata arrestata.

Cari compagne e compagni,

il presidio di ieri sera è stato apprezzato dai detenuti del Blocco B, sia la buona musica e i saluti, sia i fuochi. Nel pomeriggio del 25 dicembre, con un "tranello", hanno trasferito Mattia in una sezione diversa, non so quale (forse il Blocco C). Al rientro dal cortile dell'area ci eravamo rifiutati di rientrare in cella. Premessa: giovedì 19 dicembre avevamo fatto una "domandina" per richiedere la "socialità" almeno nel giorno di Natale, visto che nella sezione "Nuovi Giunti" non viene mai concessa. "Socialità" vorrebbe dire stare nel corridoio dalle 17 alle 19 a chiacchierare e camminare. Venerdì 20 dicembre avevamo fatto una seconda "domandina" per poter usufruire del servizio pizza interno (di cui non sapevo l'esistenza), nell'impossibilità da parte nostra di poter fare la spesa settimanale. Ben 10 pizze per la sera di Natale da distribuire tra tutti in sezione (34 presenti). Sabato 21 dicembre per "aiutare" le nostre richieste ci siamo rifiutati di rientrare in cella, così era arrivato un ispettore che, dopo averci ascoltato, se n'era andato con le solite scontate e inconcludenti risposte. Così giovedì 25 dicembre ci siamo rifiutati di rientrare. Dopo i classici "consigli utili" non richiesti dal capo posto per farci desistere e velate minacce, siamo rimasti per una oretta abbondante nel corridoio e siamo rientrati in cella. Con una scusa (telegramma?) dunque Mattia è andato verso la rotonda e non è più tornato, nessun problema l'avevamo messo in conto. Sarà più "utile" in un'altra in un'altra sezione. Nei giorni precedenti parecchi detenuti della sezione volevano partecipare, ma abbiamo preferito non esporli ad inevitabili provvedimenti disciplinari (il famoso, qui dentro, "rapportino" anticamera del consiglio di disciplina).

Qui qualsiasi cosa dici devi farlo nella maniera più semplice possibile, senza vanità, linguaggio chiaro, senza essere contorto. Curiose le argomentazioni per non concedere le pizze, dovevamo prenderne una testa e non potevamo ordinarne dieci in due persone così cercavamo di "comprarci" il consenso della sezione per future proteste. Ma quel che proprio non capivano era che noi due volevamo spendere ben 80 euro di pizze per gli altri prigionieri. Una scena comica e surreale alla rotonda del Blocco B: ispettore, capoposto, cinque o sei guardie ci guardavano stralunati come fossimo dei marziani, non volevano credere a quello che noi volevamo fare. La sezione dove sono, la nona, dovrebbe essere adibita a un servizio di osservazione per i nuovi arrivati, non durare più di 5 giorni, in realtà si sta 20/25 giorni: no TV, no socialità, misere arie dalle 9 alle 10:15 al mattino e dalle 13 alle 14:15 al pomeriggio, tre per volta si va alle docce fino alle 16:30, poi chiusura totale in cella fino alle 8 del mattino successivo. La maggioranza qui non possiede soldi per fare la spesa a malapena comprano tabacco e generi per la pulizia personale. Da Francesca Frediani, che ringraziamo per la visita, abbiamo saputo di Roberto Rosso e un mattino lo abbiamo scorto in un cortile dell'area lontano dal nostro. Ringraziamo la Cassa Antirep. le Alpi Occidentali grazie alla cui "rapidità" possiamo spedire questa lettera: in tutta la sezione non c'era un francobollo. Concludo riportando la frase che Mattia ha scritto sul muro della cella: "non vi è rimedio per la nascita e per la morte salvo godersi l'intervallo", non so di chi è la citazione.

Un saluto a tutti,

No Tav

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