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Articoli filtrati per data: Thursday, 30 Gennaio 2020

Segnaliamo questo importante progetto che attraverso lo strumento del documentario vuole ripercorrere la vicenda di Eddy, Jacopo, Paolo, Davide e Jack, dalle esperienze in Rojava fino alla richiesta di sorveglianza speciale del Tribunale di Torino.

La Siria del Nord, dal 9 ottobre del 2019, è sotto attacco. L’invasione turca procede da allora indisturbata grazie al voltafaccia americano e al silenzio delle potenze europee che nulla vogliono fuorché tacere i piani di pulizia etnica abilmente costruiti da Recep Tayyip Erdogan. Le cronache tornano a parlare dei territori del Nord-est della Siria, si riaprono i dibattiti e l’attenzione pubblica per un secondo fa sperare che a qualcuno importi, che a qualcuno interessi davvero comprendere i perché della Resistenza curda, quale sia davvero la portata rivoluzionaria dell’amministrazione autonoma del Rojava.

A noi interessa! E ci interessa, inoltre, analizzare i perché che risiedono dietro le scelte degli internazionalisti italiani partiti da Torino per abbracciare l’esperienza rivoluzionaria. Uomini e donne che continuano a testimoniare la realtà di un sistema che scardina le logiche di dominio su cui le nostre società sono basate, una realtà che trova nel Confederalismo Democratico il significato più alto di partecipazione, e che risignifica il concetto di democrazia come “la mano potente del popolo” che di fatto non è mai riuscita ad essere.

Un film documentario di Stefania Pusateri, Valentina Salvi
Durata prevista: 50 minuti
Location riprese: Torino, Firenze, Rojava
Uscita prevista: Marzo 2020

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Abbiamo conosciuto ed ascoltato Davide Grasso, Maria Edgarda Marcucci, Fabrizio Maniero, Jacopo Bindi e Paolo Andolina, “colpevoli” di aver supportato l’attività delle Forze siriane democratiche curdo-arabe contro lo Stato islamico nel nord della Siria tra il 2016 e il 2018 e di aver svolto un ruolo di sostegno all’esperienza rivoluzionaria proposta dal Rojava.
Il 16 dicembre 2019 si è tenuta l’ultima udienza per decidere sull’applicazione della Sorveglianza speciale per tre di loro. Tale misura di prevenzione, che prevede la limitazione delle libertà prescindendo dall’accertamento giuridico di eventuali responsabilità, è custodita nel Codice Rocco, ideato e redatto nel 1931. Dal ventennio fascista ad oggi questa rimane una misura ampiamente utilizzata, più volte riconfermata ed estesa e caratterizzata dalla sua applicabilità in assenza di reato contestabile ma in mera supposizione di eventuali e possibili future condotte fuorilegge.

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Un processo alle intenzioni dunque che vuole mirare a pregiudicare la partecipazione di Davide, Eddi, Jak, Jacopo e Paolo ad eventi pubblici e la condivisione dell’esperienza nella militanza rivoluzionaria in Nord della Siria, che ha sicuramente caratterizzato il loro impegno nei mesi successivi al rientro in Italia.
Si tratta forse di censura? È sicuramente un procedimento che manifesta un chiaro indirizzo politico e che intende punire le convinzioni ideologiche di chi si schiera contro la conservazione di uno status quo utile a consacrare i privilegi di pochi. Una condanna all’impegno politico, attuata da una Procura che ha fretta di chiudere la vicenda prima che la questione possa ritornare sotto i riflettori di una cronaca risvegliata solo dal martirio di Lorenzo Orsetti cui il documentario intende essere omaggio.
Con delicatezza e verità intendiamo restituire una narrazione coerente del reale che non dimentichi le donne e gli uomini che si sono schierati dalla parte giusta della Storia, con la convinzione, inoltre, che le esperienze particolari di Eddi e gli altri rivoluzionari siano molto più vicine a noi di quanto non crediamo.

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IL PERCHE’ DI QUESTO DOCUMENTARIO:


Questo progetto nasce da un’esigenza di chiarezza, dalla volontà di capirne di più, da una personale richiesta di spiegazioni. Nasce spontaneo, come i dubbi, come le curiosità e vede il suo percorso organizzarsi attorno alla convinzione che la Storia meriti di essere raccontata con rispetto e verità.
Si cercherà di esporre cosa risiede nelle scelte individuali di chi ha creduto e crede che l’umanità sia una strada ancora percorribile, che l’empatia sia un elemento da rivendicare come strumento di una società più giusta.
Ciò che si intende proporre avrà la presunzione di analizzare cosa identifichi oggi lo Stato italiano come pericoloso e ancor meglio di comprendere quale sia questa società a rischio, compromessa e bisognosa di tutela, che la procura di Torino sente il dovere di proteggere. Cosa sia il pericolo, e chi sia a sentirsi realmente sotto minaccia, saranno elemento collante di tutto il documentario e con i protagonisti tenteremo di sviscerare l’ambiguità, nonché la criticità della legittimazione giuridica, dello stato d’accusa.
Grazie alle loro testimonianze e alle riflessioni di accademici ed avvocati forniremo spunti utili alla riflessione socio-politica riguardo la legittimità dell’azione posta in essere dagli ex combattenti, restituendo allo spettatore un’immagine quanto più chiara possibile del paludoso terreno del giudizio ideologico del quale Eddi e gli altri sono rimasti vittime.
Attraverso una serie di domande racconteremo il loro viaggio, la solidarietà che risiede nella scelta radicale, le speranze, le convinzioni e i dubbi.
La dimensione più intima prende dunque spazio e mostra allo spettatore una prospettiva nella quale può riconoscersi, che sia allo stesso tempo riflessione e stimolo.

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IL PROGETTO, IL FINANZIAMENTO


"Soggetti pericolosi" è un'autoproduzione, un documentario indipendente completamente autofinanziato. Non ha ricevuto nessun contributo economico o patrocinio da enti e istituzioni. “Soggetti Pericolosi” vuole essere un progetto fondato sulla partecipazione ed il coinvolgimento di chi vorrà esserne pubblico ed è per questo motivo che abbiamo bisogno del supporto delle persone che si sentono direttamente o indirettamente coinvolte da questo tema, che sono vicine agli ideali della Rivoluzione del Rojava, che credono nella libertà d'espressione, che credono sia necessario riaccendere un dibattito sulla repressione politica che sta minando la libertà di tutte e tutti noi.


Il crowdfunding, unico strumento di sostentamento del documentario, ci permetterebbe di:
- coprire le prime spese di produzione necessarie ad avviare il documentario (spese vive della troupe, costi di viaggio, noleggio attrezzatura)
- sostenere le spese di post produzione (montaggio audio e video, color correction, grafiche, traduzione e sottotitoli)
- comporre musiche originali
- promuovere il documentario e distribuirlo

(per un totale di 8.000 euro)

L'INTERA CIFRA ECCEDENTE LA COPERTURA DELLE SPESE DI PRODUZIONE SARA' DEVOLUTA A SOSTEGNO DELLE POPOLAZIONI DEL NORD EST DELLA SIRIA.

Per aggiornamenti, release ed eventi di autofinanziamento in programma seguici su Facebook alla pagina "Soggetti pericolosi, il documentario" oppure contattaci via mail a "Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo."

Le prime date per ora degli eventi di presentazione-autofinanziamento sono a Bologna, l'8 febbraio al Circolo Guernelli e a Perugia il 9 febbraio al Circolo Island.

Qui il link alla campagna su Produzioni dal Basso.

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