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Articoli filtrati per data: Thursday, 26 Settembre 2019

Il 25 settembre durante la partita Spal – Lecce, la Curva Ovest della Spal ha omaggiato la memoria di Federico Aldrovandi con una coreografia gigantesca raffigurante il suo volto e la scritta Aldro Vive, che ha trasformato l’ingresso in campo delle due squadre in un momento che ha unito le due tifoserie nel ricordo appunto di Aldro, barbaramente ucciso proprio la notte del 25 settembre 2005, da quattro agenti della polizia di stato.

Nonostante la regia della partita non sia stata per niente generosa nel far notare la bellissima e imponente coreografia, è stato inevitabile notarla. Ma soprattutto la bandiera con il volto di Federico continua a sventolare negli stadi italiani, nonostante multe e divieti. Negli scorsi anni il giudice sportivo ne ha impedito l'ingresso in alcuni stadi, sostenendo che l’immagine di Federico rappresenta "una provocazione nei confronti delle forze dell’ordine".

A dicembre 2017 era stato vietato ai tifosi della Spal di esporre la bandiera con il volto di Federico in occasione della partita di campionato contro la Roma allo Stadio Olimpico. Nei giorni successivi a Roma-Spal, immagini di Aldrovandi sono state esposte in molti stadi italiani, a partire proprio dall’Olimpico di Roma in occasione della partita di Champions League contro il Qarabag.

Ad alcuni tifosi presenti alla partita tra Siena e Prato nel dicembre 2017 gli steward e gli agenti di polizia presenti allo stadio avevano impedito loro di esporre l’immagine di Aldrovandi, ed era stato strappato lo striscione dalla balaustra cui era legato. Sia il Siena che il Prato sono state multate perché i loro tifosi avrebbero esposto “uno striscione di contenuto provocatorio nei confronti delle forze dell’ordine”, cioè il volto di Aldrovandi.

A Terni, invece, tredici tifosi del Parma furono denunciati per aver esposto una decina di immagini di Aldrovandi durante una partita contro la Ternana.

L’anno scorso venne contestato con diverse multe al gruppo Ultrà Cosenza 1978, l’aver esposto uno striscione nella trasferta di Carpi per Federico Aldrovandi che recitava:" Paura di mostrare i volti della vostra vergogna. Federico Ovunque".

E mentre lo stato cerca di impedire che il volto di Federico venga mostrato negli stadi, quattro dei suoi servi indossano ancora la divisa in nome del fatto di avere “osservato il protocollo”.

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Ieri sera un corteo numeroso e determinato ha attraversato le vie del centro di Milano per chiedere la liberazione di Vincenzo Vecchi, compagno arrestato lo scorso 8 agosto a Rochefort en Terre per i fatti del G8 di Genova. Vincenzo è ancora rinchiuso nel carcere di Vezin-le-Coquet, e, se la corte di Rennes ha sospeso l’estradizione in Italia, è tutt’ora al vaglio la sua richiesta di scarcerazione.

Qualche centinaio di persone ha fronteggiato l’ingente dispositivo repressivo messo in campo, arrivando fino al carcere di San Vittore: petardi, cori e fuochi d’artificio hanno accompagnato il saluto ai detenuti. Dal di qua delle grate sono piovute esultanze e grida. Il corteo si è poi nuovamente diretto in centro, per poi sciogliersi in serata.

A distanza di 18 anni dalle giornate del G8, continua a calare la mannaia della vendetta di Stato: l’infame condanna ad undici anni e sei mesi per devastazione e saccheggio si inserisce in un quadro di repressione e deterrenza. I toni apocalittici degli articoli usciti in mattinata ne sono la conferma e l’estrema propaggine.

In un mondo in cui una vetrina infranta pesa sulla bilancia più di un assassinio, c’è chi non si rassegna e non sottostà alla pacificazione sociale. Tutt* liber*!

 

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